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27 marzo 2011 7 27 /03 /marzo /2011 06:00

 

 

 

La Rogna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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-Al posto vostro, signora, conserverei il più bello ed annegherei gli altri.

 


 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

graine_p3_q24.jpg-Sì, mia buona caritatevole signora: ho tredici bambini, senza contare le mie nove false gravidanze.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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-Dei salatini poco turbolenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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-Non ho che dei figli spirituali: mangiano dei pani vergini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

graine_p6_q30.jpg-Mio padre era avariato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

graine_p7_q30.jpg-Eravate sola nell'ucciderlo.

 

-Eravamo in due nel farlo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

graine_p8_9_q25.jpg-Ce semo dimenticati!!!...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

graine_p10_q30.jpg-Io c'ho tanto faticato nel metterti al mondo!...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

graine_p11_q20.jpg-Fate dei figli!

 

-Non ammazzateli!Sì, mia

 

[20.000 invalidi. 3.000 morti ogni anno. Statistiche militari. Discorsi del generale André al Senato. Interpellanza Clémenceau].

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

graine_p12_q25.jpg-Povero piccolo, lascia stare il tuo lattaccio adulterato e scolati 'sto Pernod.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

graine_p13_q25.jpg-Crescete, ma non moltiplicatevi!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

graine_p14_q30.jpg-La Chiesa proibisce di imbrogliare: non avrete l'assoluzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

graine_p15_q25.jpg-Maiala! Non ti vuoi svuotare dunque?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

graine_p16_q30.jpg-Fai passare 'sta cosa, o ti pianto!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

 

 

LINK al post originale:

La Graine

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19 marzo 2011 6 19 /03 /marzo /2011 09:52

 

 

 

Un singolare omaggio all'arte di Gustave-Henri Jossot: una micro recensione in una tavola da parte di un suo estimatore che si firma Lolmède: Ci limitiamo a darne la traduzione delle didascalie e dei dialoghi nei filatteri nonché presentare le immagini scelte dall'autore per comporre la simpatica tavola, fonendone anche un minimo di informazione su di esse tra parentesi quadre..

  


Conoscete Jossot?

 

 

di Lolmède

 

 

Questo mese presentiamo una tavola su JOSSOT, il favoloso disegnatore d'inizio secolo (L'Assiette au Beurre"). In occasione di un'esposizione organizzata alla biblioteca Forney a Parigi.


Più che i suoi disegni, che sono già molto validi, è il personaggio, e l'uomo Jossot, che aveva l'aspetto geniale: Un vero ribelle!

 

 

Da scoprire:

 

Biblioteca Forney - Dal 1° marzo al 18 giugno.

 

 

 

 

 

 

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La tavola disegnata da Lolmède che compendia in un'unica tavola le principali nozioni su Jossot.

 

 






Conoscete Jossot?

 

 

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Un'esposizione da vedere alla biblioteca Forney


-Non così veloce!


Fino al 18 giugno 2011

 

 

CARICATURE. Dalla rivolta alla fuga in Oriente.

 

 

 

 

dressage.jpg[L'immagine a sinistra è ripresa dalla copertina del numero 144 di L'Assiette au Beurre datato 2 gennaio 1904, interamente illustrato da Jossot e intitolato Dressage (La Doma)].

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Gustave Jossot (1866-1951) è uno dei più celebri caricaturisti d'inizio secolo... È soprattutto conosciuto per i suoi disegni per L'Assiette au Beurre.

-Questa poi, per un anno abbiamo un secolo di differenza!



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Jossot nel 1905.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Nato in una famiglia borghese a Digione, è, sin da giovane, in urto con il suo ambiente...



-Se il signor Gustave vuol recarsi a tavola!...


 

-Grrr... Il sangue mi monta in testa! NO!


 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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All'inizio si fa notare per i suoi manifesti in cui rivela la sua identità di caricaturista...

 

[I personaggi che divorano sardine nel manifesto sono tutti delle celebrità del mondo della cultura dell'epoca: da sinistra a destra: Philippe Grenier, medico, uomo politico e primo deputato musulmano francese; Yvette Guilbert, cantante dei caffè concerti; Henri Rochefort, giornalista e uomo politico; Sarah Bernhardt, attrice teatrale e Aristide Bruant, cantautore e cabarettista]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

jossot-sardine.jpgManifesto pubblicitario per le sardine Saupiquet del 1897. Con i suoi sei metri di larghezza fu a lungo uno dei più grandi che siano mai stati creati all'epoca. Jossot ne creò tra il 1894 ed il 1899 ventidue.

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Far passare una testa di morto in una pubblicità... Complimenti!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

jossot--cointreau.jpg-Manifesto pubblicitario di Jossot per il cointreau Guignolet, 1898

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

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Nel 1898, la morte di sua figlia unica lo isola nella sua misantropia.

 

-Crepate tutti!

 


 

 

 

 

 

 

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Diventato unp dei pilastri di L'Assiette au Beurre, attacca tutte le istituzioni: esercito, giustizia, Chiesa...

 

-Sempre più simpatico questo Jossot!

 


 

 

 

 

circulezCopertina del numero 150 della celeberrima rivista du satira della Belle Epoque L'Assiette au Beurre, del 13 febbraio 1914, interamente diseganto da Jossot e dedicato alle prepotenze poliziesche.

 

 

 


 

 


 

 

 

 

 

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Nel 1911, disgustato dall'Occidente, va a vivere in Tunisia. Rilassato dipinge...

 

 

 

-Toh, sempre nell'attuale Jossot!

 

 


 

 

 

 

 

 

 

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Nel 1913, si  converte all'Islam (sufismo). Muore nel 1951 senza aver mai rivisto la Francia...

 

 

 

 

 

 

 

 

Jossot-abdul-karim.jpgAbdul-Karim-Jossot.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Altro disegno a firma di l'Olmède e relativa alla mostra su Jossot a Parigi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

 

 

LINK al post originale:

 

http://www.lolmede.mobi/blognotes/index.php?2011/02/22/848-en-vue



 http://www.lolmede.mobi/blognotes/index.php?q=jossot


 

 

 




 


 


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17 marzo 2011 4 17 /03 /marzo /2011 08:20


Il Feto Recalcitrante

di Gustave-Henri Jossot

foetus_recalcitrant.jpg

di morlino

 

Pubblicato nel 1939, a spese dell'autore, senza il minimo successo, Le fœtus récalcitrant [Il Feto Recalcitrante] è un pugno letterario. La sua prosa contiene una forza intatta che salta agli occhi del lettore felice di scoprire uno scrittore di talento. Caricaturista di mestiere, Gustave-Henri Jossot (1866-1951) ha scritto perché aveva qualcosa da dire, il che ci ricompensa dai lavori illeggibili sin dalla prima pagina che ci capitano tra le mani. Non dimentichiamo che l'edizione è un commercio: si deve vendere. La quantità invece della qualità. Per una volta è il contrario. Le edizioni Finitude sono sin dalla loro creazione gli specialisti dei veri libri scritti da veri scrittori, Ai nostri giorni, siamo obbligati a scrivere "vero"... In modo incredibile, la riedizione di Le Fœtus récalcitrant, editi a Tunisi, appare durante la rivolta tunisina del 2011. Jossot si converte per un periodo all'Islam prima di tastare il sufismo per finire ateo, anarchia oblige. Il più grande dramma vissuto da Jossot fu la morte di sua figlia di 11 anni. A 41 anni, il padre fu condannato al lutto a perpetuità.


Le fœtus récalcitrant è un autoritratto di 106 pagine. La sua lettura è sicuramente una boccata di aria fresca, soprattutto nel 2011, in una Francia alla deriva intellettuale, ad ogni modo alò vertice dello Stato che si trova in una strana situazione, a forza di avere come motore la volgarità. Quando si è incolti si finisce con il vederlo.

 

La visione del mondo di Jossot è controcorrente rispetto al pensiero unico: "Oggi tutti sanno leggere; la lettura uccide il pensiero (...). Un illetterato, se è intelligente, pensa da sé; ha delle idee che gli sono proprie, delle aspirazioni che aumentano la sua anima, dei sussulti di indignazione che possono liberarlo; ma se impara a leggere, adotta le idee dei suoi deformatori e bela insieme al gregge".

 

Sentite cosa pensa Jossot della politica nel 1939: "Non appena il candidato è eletto, la sua probità corre i pericoli maggiori. Che sia bianco, rosso o nero, rischia molto di assumere, nella fossa, un colorito escrementizio". Ciò che scrive sul lavoro e l'ozio è molto vicino a Il diritto all'ozio (1880) di Paul Lafargue, con delle variazioni supplementari, e della trilogia di Jules Vallès con Jacques Vingtras come eroe.

 

Jossot detesta il gioco che sostiene l'abbrutimento delle masse: "Vero passatempo da abbrutiti, il gioco sopprime ogni cognizione: rende lo spirito deliquescente; lo concentra su dei pezzi di carta miniati (...). Il gioco appassiona gli scalmanati e mette il giocatore in fuga". Jossot non ama ciò che raduna le persone nei giochi del circo. "Partecipando comunque al divertimento, essi contraggono il gusto di vivere in branco. Giocano anche ad altri giochi in cui regna la disciplina: alle sbarre, al foot-ball (sic), a dei giochi in cui ci si urta, ci si dà e riceve dei colpi come alla guerra. I deformatori vigilano affinché nessuno di essi non si allontani in qualche angolo a ragionare". Evidentemente, non conosceva nulla del football. Confonde ogni cosa e non vede sul terreno e nella tribuna che degli bruti. Se il football è lo stadio di Heysel e gli Azzurri in Sudafrica 2010, il football è anche Albert Camus e Pier Paolo Pasolini. La pittura non è soltanto l'Accademia!

 

Vi consiglio di leggere Jossot soprattutto per i tempi che corrono. È meglio procurarsi una riedizione di primo piano che perdere il proprio tempo con dei prodotti attuali. Jossot? Vengo a sapere della sua esistenza, 60 anni dopo la sua morte. Mi sono appena fatto un nuovo amico. È molto più vivo dei burattini che ci governano sotto gli ori della Repubblica. Bisogna diffidare delle persone che non leggono mai. Ciò significa un ripiegamento su se stessi. Tutti i presidenti della Repubblica che stimo amavano la letteratura. Non è un caso.

 

 

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

 

 

-Le fœtus récalcitrant

de Jossot
Presentato e annotato da Henri Viltard
Finitude, 128 p., 13,50 €


Da consultare: http://www.finitude.fr


 

LINK al post originale:

Le Fœtus Récalcitrant de Gustave-Henri Jossot


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13 marzo 2011 7 13 /03 /marzo /2011 07:00

 

Terzo numero interamente illustrato da Hermann-Paul per la famigerata rivista L'Assiette au Beurre. Niente di nuovo, per quanto riguarda quella grande società multinazionale nota come Vaticano. L'autore ha il merito di ritrarre l'altra faccia della religione, quella necessitante oltre che di denaro sonante anche e soprattutto di superstizione, e, diciamolo pure, ci riesce benissimo...

 

 

 

 

 

 

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[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

 

 

LINK al post originale:

Lourdes

 

 

 

LINK ad opere dello stesso autore:

Il Signor Morale, cornuto e socialista

 

Un Romanzo

 

 

LINK pertinenti alla tematica:

 

Il Vaticano


"Cra"

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7 marzo 2011 1 07 /03 /marzo /2011 23:00

 

LE MALIZIE DI PLICK E PLOCK

 

 

Il pomo della discordia.

 

 

Dove si dimostra che, conformemente alle tradizioni più rispettabili, la mela non ha cessato di essere un frutto moralizzatore e, allo stesso tempo, un elemento di discordia.

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Plick e Plock sono penetrati nel ripostiglio della frutta (ecco una casa ben disordinata, si lasciano sempre le porte aperte).

-Guarda! Cos’è questo? dice Plick.

-Questo, risponde Plock che si ricorda del pallone all’idrogeno, è un’altra macchina rotonda, adatta a far saltare gli gnomi.

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-Ma no, replica Plick, è una mela! Ve ne sono tante come questa su un albero nel giardino… Aspetta! La faremo rotolare verso l’alto di questa tavola in salita che chiamano un piano inclinato…

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…e poi la caleremo con questa trave in fondo alla quale ho attaccato una corda.

Plock ammira l’immaginazione feconda di Plick.

-Poi ci allontaneremo.

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Tiro la corda!... allora la palla si mette a rotolare... Guarda, Plock! Ecco che si muove.

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Solo che, quando una mela rotola su un piano inclinato, acquista sempre più velocità. È esattamente ciò di cui si accorgono con spavento i Signori Plick e Plock, ahimè…

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Quando è troppo tardi... Ci si accorge sempre troppo tardi delle stupidaggini fatte. Sarebbe certamente meglio non farle. Plock ammira meno ora l'immaginazione di Plick.

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Proseguendo nella sua corsa, in virtù delle leggi immutabili della caduta dei corpi, la mela salta, rimbalza, risalta, ririmbalza e finisce con l’incontrare il cappello nuovo dello zio Anatolio che andava a fare una partita a carte dal cugino Pancrazio…

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poi rompe una lampada a gas, sfonda un magnifico pastello da 25 franchi (quadro compreso) rappresentante i tratti angelici della zia Aurora che il celebre pittore Blucobalto gli aveva appena consegnato per la sua festa su indicazione dello zio Gianni.

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Dopo di che, dopo aver fatto vedere in pieno giorno, le stelle al portinaio Nicola che svolgeva sulle scale tutti i compiti della sua carica…

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Va a infrangere un vetro della loggia e termina la sua corsa, allo stato di mela cotta, nella zuppa che la portinaia Serafina aveva preparato con amore per il suo sposo, signore e padrone.

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Questa catena di eventi conduce inevitabilmente a una discussione generale, vivace e animata tra i diversi attori del dramma.

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Tuttavia, Plick e Plock, doloranti e frastornati, considerano che quando sputano in aria è su di loro che la cosa ricade sul naso e che di conseguenza sarebbe preferibile non sputare affatto.

Plick e Plock diventeranno buoni?

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

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6 marzo 2011 7 06 /03 /marzo /2011 07:00

Un altro splendido numero della mitica rivista di satira politica e di costume L'Assiette au Beurre, oramai abbastanza nota ai lettori del nostro blog. Autore Hermann-Paul, di cui abbiamo presentato tempo fa un altro numero della rivista interamente illustrata da lui.

 

 

 

 

 

 

 

 

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[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

 

 

LINK all'opera originale:
Un Roman

 

 

LINK ad un'altra opera di Hermann-Paul:

Il Signor Morale, cornuto e socialista

 

 

 

LINK ad altri numeri tradotti della rivista L'Assiette au Beurre:

L'Assiette au Beurre

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23 febbraio 2011 3 23 /02 /febbraio /2011 13:30

 

 JOSSOT

LE FOETUS RECALCITRANT

 

[Il Feto recalcitrante]

 

Foetus-recalcitrant

 

Rifiutando come Antonin Artaud "l'ingabbiamento dell'essere", Jossot (Gustave-Henri) concepì un racconto tumultuoso nel quale descriveva i pericoli dell'uscita al mondo. Nascere è, secondo lui, esporsi alla "mazza liberticida" dei "deformatori del cervello". È apprendere con il forcipe, l'obbligo di "vivere in branco".

 

Le Foetus Récalcitrant (pubblicato a spese dell'autore nel 1939) è un attacco contro il mondo e le sue regole oscure, ed un modello di scrittura divertente. Grave ed allegro, Jossot fu un satirico applicato, distruggitore di dogmi vertiginosamente. Le sue caricature strigliando la borghesia ed il Capitale hanno partecipato dell'avventura di L'assiette au Beurre. Le vignette che accompagnano l'opera testimoniano della loro modernità affatto appassita. I discorsi di Jossot sono evidentemente attuali e la sua ira benvenuta.

 

L'Evangile de la paresse, dati in complemento, ricordano che il lavoro è l'esatto strumento di tortura a tre piedi chiamato tripalium. Jossot insiste sulle virtù dell'ozio contro i vizi dell'alienazione.

 

Quest'ardente libertario fu attratto dall'Islam a cui si convertì sotto l'influenza del maestro Sufi Ahmad al-Alawi. Gustave-Henri Jossot, nato a Digione il 16 avril 1866, muore a Sidi Bou Saïd il 7 avril 1951 avendo adottato il nome di Abdul Karim Jossot.

 

È uno dei fini fini distruttori tra i ribelli degli inizi del XX secolo.


Guy Darol

 

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

jossot-diavolo.jpgCostoro sono i miei beneamati figli in cui ho riposto la mia compiacenza: ascoltateli!

 


 

JOSSOT

LE FOETUS RECALCITRANT

Presentato ed annotato da Henri Viltard

 

Edizioni FINITUDE

132 pagine, 13,50 €

 

LINK al post originale:

 Le Foetus Récalcitrant 

 

 

 

 


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22 febbraio 2011 2 22 /02 /febbraio /2011 08:30

 

 

 

Jossot, Le Fœtus récalcitrant

 


 

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IL FETO RECALCITRANTE

Chi non conosce le caricature di Jossot oggi, quelle apparse  in L'Assiette au Beurre soprattutto? Jossot, considerato da alcuni come uno dei disegnatori più in vista della Belle Epoque, occupa da alcuni decenni un buon posto nel cuore degli amanti del disegno a stampa e soprattutto dei ribelli. Eppure, tranne il lavoro universitario non ancora edito di Henri Viltard, gli sono stati dedicati pochi studi. Un'esposizione che inizierà alla fine di febbraio 2011 alla Bibliothèque Forney a Parigi dovrebbe permettere di scoprire tutte le sfaccettature di colui che fu di volta in volta disegnatore caricaturista anarchizzante in metropoli, poi convertitosi all'Islam e pittore ritiratosi in Tunisia, prima voltare infine le spalle alla religione musulmana. Al futuro catalogo dell'esposizione si aggiunge la riedizione di questo libricino datante al 1939 mai ristampato da allora.

Si deve sicuramente salutare lo sforzo delle case editrici che riesumano dei testi molto poco diffuci in passato, e dunque diventati totalmente inaccessibili. Ma i jossofili, affascinati da cinismo radicale delle caricature del disegnatore, dal suo tratto ed i le stesure uniformi di colori così caratteristici, al di là dell'interesse bibliofilo costituito da questa riedizione, saranno affascinati da questo testo? Jossot libellista eguaglia il Jossot caricaturista?

Il Fœtus récalcitrant costituisce una strana opera. Redatta nel 1939, forma il coronamento di una carriera fatta di rotture di ogni genere.In una prima parte, Jossot torna sulla funzione della caricatura e del disegnatore. Senza fare autobiografia, l'artista erige di fatto il ritratto di un uomo ideale, senz'altro quello che ha sognato di diventare durante la Belle Epoque. Sotto la sua matita, la caricatura sembra dotata di una capacità infinita a denunciare le ipocrisie, a fustigare l'ordine borghese, ma anche tutte le forme di strutture sociali, che l'individualista percepisce come oppressive (ad esempio i sindacati).

La ricerca estetico-teorica del disegnatore si raddoppia con una ricerca filosofica e politica. Ma come numerosi anarchici individualisti, Jossot accomuna rivolta contro le ingiustizie e concezioni reazionarie. Il mondo sembra a Jossot eccessivamente oppressivo: e di denunciare l'apprendimento della lettura, la scuola, le scienze, la stampa, come altrettanti elementi che sottomettono l'umanità al capitale e che si deve dunque respingere.

Allo sviluppo tecnico, Jossot preferisce il ritorno alla semplicità, ad una certa certa distanza in rapporto al mondo. Henri Viltard sottolinea d'altronde che una lettura contemporanea dell'opera fa del disegnatore un precursore della decrescita e dell'ecologia. Jossot denuncia infatti il lavoro e la corsa al consumo, così come gli effetti devastatori dei prodotti chimici utilizzati dall'agricoltura.

Notiamo tuttavia che questo testo, pubblicato nel 1939, sembra già datato. Alcuni anarchici, e soprattutto i naturisti, denunciavano negli stessi termini sin dalla fine del XIX secolo gli eccessi del Capitale sulla natura. Oltre a riciclare i naturisti. il "filosofo" riprende per proprio conto Lafargue. Come lo sottolinea Henri Viltard nella sua presentazione, la parte intitolata "Il Vangelo della pigrizia" fa eco a Il diritto alla pigrizia pubblicato nel... 1880, un "vangelo" infarcito di riferimenti mistici. E per chi ama i disegni virulenti del Jossot della Belle Epoque, l'ossessione spiritualista di questo ex caricaturista anticlericale apparirà dei più deplorevoli. Finalmente, la contraddizione principale di questo scritto è dovuto al fatto che Jossot, diventato mistico e ritiratosi dal mondo, evoca il suo statuto di caricaturista impegnato legato ad un periodo in cui, lungi dalle circonvoluzioni del pensiero religiosi, colpiva con una durezza senza precedenti contro tutte le "religioni" del tempo. Il suo sguardo mistico degli anni 1920-30 sembra diventato  inoperante anell'analizzare la potenza del caricaturista della Belle Epoque.
Opera strana, presso colui che si presenta come distaccato dalle grandi religioni, dopo essersi mostrato ferocemente anticlericale poi aver abbracciato l'Islam e rivendicato la sua adesione allo stesso sufismo anche se, in Tunisia, la conversione di Jossot è sembrata un po' folle al punto di essere sbeffeggiata con l'appellativo di "conversione d'artista" [1]. Sottolineiamo che il caricaturista, in questo testo del 1939, non rileva nessuna contraddizione nel suo percorso, contraddizioni che eppure lo squalificano ai nostri occhi per enunciare dei grandi principi sul mondo (si fa dare alcune volte delle lezioni), dopo aver cambiato tanti punti di vista. Questo saggio rimane infine segnato dallo spirito della Belle Epoque, essendo tutto corrotto dall'accecamento spiritualista. A partire dal 1914, Jossot si è ritirato dal mondo. Venticinque anni più tardi nel cinico Le Fœtus récalcitrant, egli non evoca assolutamente il divenire del disegno a stampa tra le due guerre nemmeno l'ascesa del fascismo...
Gli incondizionali del disegnatore non mancheranno tuttavia di leggere in questo opuscolo che permette di scoprire una faccia sconosciuta dell'artista. Essi approfitteranno della chiara presentazione che n edà Henri Viltard in questa riedizione di cui ci dispiace l'assenza di un sommario che avrebbe permesso al lettore di reperire l ediverse parti costitutive dell'opera.

 

Guillaume Doizy, dicembre 2010

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

[1] Charles Géniaux, "Abdou’l-Karim Jossot, conversion d’artiste", L’art et les artistes N°40, ottobre 1923, p. 18-24.

 

 

 

LINK al post originale: 

Jossot, Le Fœtus récalcitrant, éditions Finitude, 2011, 128 p. Postface d’Henri Viltard

 

 

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21 febbraio 2011 1 21 /02 /febbraio /2011 19:55

ESPOSIZIONE JOSSOT





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1° marzo- 18 giugno 2011. Jossot Caricatures - De la révolte à la fuite en Orient (1866-1931) [Jossot Caricature - Dalla rivolta alla fuga in Oriente (1866-1931)], Bibliothèque Forney, 1 rue du figuier, Paris 4e, da martedì al sabato, dalle ore 13.00 alle 19.00.

 

www.paris.fr. Expo

 

co-realizata da Michel Dixmier e Henri Viltard.

 

 

 

 

Vedere il comunicato stampa

 

LINK al post originale:

Exposition JOSSOT à Paris

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19 febbraio 2011 6 19 /02 /febbraio /2011 18:05

 

 

Storia dei libri per l'infanzia


 

Dal Medioevo alla metà del XVIII secolo

 

 

 


 

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ABC petits contes [ABC Racconti brevi]

Testo di Jules Lemaître, illustrazioni di Job


L'albo da cui è tratto quest'alfabeto è all'inizio una raccolta di racconti scritti dall'accademico Jules Lemaître durante gli anni 1913-1914. L'editore Mame lo fece illustrare dal grande disegnatore Job (acronimo di Jacques Onfroy de Bréville). Ogni storiellina ha come titolo una parola la cui iniziale è una delle 26 lettere dell'alfabeto, possiamo così classificare alfabeticamente l'insieme dei racconti. Job ha fatto di queste iniziali di titoli delle vere letterine ornate, che ha in seguito radunato all'inizio dell'albo, per formare un abbecedario: A per Asino, B per Bélier (ariete), C per Canard (anatra), ecc.; di modo che quest'alfabeto funga da "sommario", rinviando il lettore ad ognuna delle storie.



di Corinne Gibello-Bernette


infanzia-02.jpgParis, Théodore Lefèvre, (1876)

  Rimasta a lungo fuori dal campo dell'editoria e restata sino ad una data recente in margine alle collezioni patrimoniali, il libro per i ragazzi è oggi collezionato ed oggetto di esposizioni.
  
Dei libri destinati ai bambini
  

"Libro per bambini", "libro per i giovani", "libro per l'infanzia e la gioventù", tutti questi vocaboli suggeriscono un libro destinato per la sua forma ed il suo contenuto all'infanzia: al bambino lettore certamente, al bambino apprendista lettore anche, ed anche, sin dall'ultimo quarto del XIX secolo, al bambino che non sa leggere. I bambini essendo per definizione degli esseri in divenire, in continua trasformazione, gli editori differenzieranno ben presto le loro collezioni, o "biblioteche", secondo le differenti età- e a volte secondo la distinzione ragazza/ragazzo.

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My very first little book of letters
New York and London, Hodder and Stoughton, 1914

Come ci informa la dedica, questo piccolo abbecedario inglese fu offerto da un padre a sua figlia nel 1914. Senza ambizione? Il titolo lo dice bene: essere il "primissimo libro", quello che farà entrare il bambino nel mondo delle "lettere". Rivolgendosi ai più giovani, non si tratta qui di sviluppare un metodo arido, ma piuttosto , attraverso il fascino delle immagini e con il pretesto di un percorso ludico, di sensibilizzare l'apprendista lettore alla forma ed al suono di ogni lettera. Seguendo la tradizione anglosassone, l'immagine è dotata di una quartina il cui ritmo e le rime aiutano la memorizzazione. Questa quartina precisa l'analogia stabilita tra la forma della lettera e l'elemento rappresentato del quotidiano, che gli serve in qualche modo di riferimento sensibile. Alcune parole acrofone sono date anch'esse, che dovevano incitare il bambino a proseguire il gioco. Nella seconda parte dell'albo, una delle più antiche filastrocche del repertorio inglese "Great A, Little a, Boucing B...", serve da punto di partenza ad un gioco di riconoscimento delle lettere nella frase. Il bambino diventa allora un piccolo detective.

   

 Il libro sta per diventare il compagno privilegiato dell'infanzia, delle balie che devono addormentare il bambino sino alle storie che, molto piccolo, il bambino ama ascoltare, senza dimenticare le canzoni a cui prende piacere a canticchiare. L'editore terrà conto anche del suo piacere a disegnare, a colorare, ad afferrare un albo in cartone forte o in tessuto ed a guardare delle immagini. Non appena sa leggere, nuovi universi da esplorare si offriranno a lui: i libri dei suoi genitori, certo, ma anche delle raccolte di "lezioni di cose", dei racconti di avventure, delle storie di "club" o di "clan", ecc. Testi ed immagini sono spesso indissociabili, sicché studiare la storia del libro per ragazzi suppone di affrontare al contempo quella dei suoi autori e quella dei suoi illustratori.  

 

Libro per bambini o letteratura per la gioventù


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Voyages de Gulliver di Jonathan Swift

Nuova edizione destinata in special modo alla gioventù ed abbellita da numerose figure ritagliate
Paris, Ch. Letaille, 1839

BnF, Réserve des livres rares, Résac. R. 28979


Incisore, litografo ed editore di immagini religiose, Charles Letaille si fa anche alla fine degli anni 30 del XIX secolo, editore di libri, proponendo come strenne, premi e regali, delle pubblicazioni destinate sopratutto alla gioventù. Tra queste ultime, una "Bibliothèque du jeune âge ou lectures amusantes", serie di nove titoli in dodici volumi in 18°, che presentano la particolarità di essere muniti di otto o nove illustrazioni ritagliate, stampate in seppia, che si staccano dal volume e possono essere poste in piedi ; la loro raccolta offre" una pittura animata dell'insieme dell'opera e dei suoi graziosi dettagli". Dopo l'Histoire d'Aladin, l'Histoire d'Ali-Baba, Paul et Virginie, Les Aventures de Robinson Crusoé, l'editore pubblica i Voyages de Gulliver. Ma, constatando  che l'opera di Swift non può essere posta tra le mani della gioventù in una versione originale in ragione dell'"inconveniente di numerosi passaggi che urtano allo stesso tempo e la nostra delicatezza francese e l eregole dell amorale", ma anche in ragione della sua portata filosofica inadatta all'infanzia, egli ne conserva soltanto al sua parte meravigliosa, e cioè i viaggio a Lilliput ed a Brobdingnac, venendo così ad arricchire la lista delle versioni abbreviate che fioriscono dall'inizio degli anni 1820.
01.htm

 

 

È tuttavia necessario distinguere tra "libro per bambini" e "letteratura per l'infanzia", anche se questa distinzione resta in fondo del tutto teorica. Se ci si interessa alle pubblicazioni destinate ai bambini in una prospettiva letteraria, cioè riferendosi al corpus delle opere di narrativa poste tra le mani dei bambini, si parlerà di letteratura per l'infanzia. Se si adotta una prospettiva storica, considerando tutte le opere scritte ed edite per i bambini- Abbecedari, manuali scolastici, documentari, albi, romanzi, racconti, riviste... - allora si parlerà di libri per bambini.

infanzia-05.jpgLe Nouveau Robinson pour servir à l'amusement et à l'instruction des enfans de l'un et l'autre sexe
Testo di Joachim Heinrich Campe, traduzione di Auguste Simon d'Arnex
Frontespizio e pagina del titolo, Londra, Versailles, Poinçot, 1785. Tomo I

 

 All'incrocio dei campi letterario, editoriale, artistici, pedagogico, la storia del libro per bambini è "quella [degli] oggetti culturali dell'infanzia e dipende dunque dalla considerazione delal specificità infantile, cioè il riconoscimento di un pubblico infantile e dei suoi specifici bisogni". Ora questa considerazione è evoluta nel corso dei secoli.

infanzia-06.jpgLes Aventures de Jean-Paul Choppart
Louis Desnoyers, illustrato da Honoré Daumier
3a edizione, corretta ed aumentata di nuovo dall'autore,
illustrata da splendide litografie di Honoré Daumier, Paris, Bureau et Aubert, 1836, tomo 1.
BnF, Littérature et Art, Y2-26877

Pubblicato a puntate a partire da luglio del 1832, nel Journal des enfans, le "avventure" o "disavventure" di questo bambino turbolento, dell'età di nove anni e mezzo, appaiono nel primo numero con il titolo Les Illusions maternelles [Le Illusioni materne], trasformato in Les Aventures de Jean-Paul Choppart [Le Avventure di Jean-Paul Choppart] sin dalla secondo numero. La storia editoriale dell'opera di Louis Desnoyers (1802-1868) è traccoata da Francis Marcoin nelle sue diverse analisi dedicate a questo primo "romanzo-d'appendice" [roman-feuilleton] o, più esattamente, "appendice-romanzo" [feuilleton-roman], per la gioventù. Aubert, Bernardin-Béchet, Hetzel, per non citare che alcuni dei editori del XIX secolo, contribueranno ad una molto ampia diffusione di questo testo, con delle iluustrazioni firmate da Grandville, Hector Giacomelli, Cham e Honoré Daumier.
Appartenente ad una famiglia della borghesia normanna, Jean-Paul si rivela un bambino pigro, goloso, insolente, scontroso e furbo. Alla sua bruttura morale si aggiunge un aspetto fisico che non depone affatto a suo favore: Jean-Paul Louche, ha una verruca sulla parte bassa del naso, delle ginocchia storte, dei capelli sempre spettinati e indossa indumenti sporchi, "mal indossati".
Jean-Paul, che per poco non soffocava sua sorella maggiore Pauline chiudendola in un armadio e che ha affamato l'altra sua sorella, Laure, divorandole tutte le sue confetture, è severamente punito da suo padre. Poiché si rifiuta di scusarsi e si trova minacciato da nuovi fulmini paterni, egli fugge, pensando di poter infine godere di una libertà soffocata dall'educazione genitoriale. Trascina nel suo vagabondaggio Giacomino [Petit-Jacques], il figlio della guardia campestre Roquille. Confrontato con delle situazioni spesso ridicole, a volte pericolose, i bambini fanno l'esperienza della stupidità e della crudeltà degli adulti. La loro libertà, in realtà, non è che finta: il Signor Choppart, infatti, constatando la sconfitta della sua educazione a parole, decide di lasciare suo figlio ed il suo nuovo amico per le strade e di farli sorvegliare da uno dei suoi domestici. Questo salvatore provvidenziale interverrà in numerose occasioni, apparendo come un "gigante" agli occhi dei bambini di cui incrocia la strada. Alla fie del romanzo, i due bambini, che sono stati ridotti alla condizione di orsi da fiera o di fratelli siamesi dal marchese de la Galoche, un saltimbanco poco glorioso, ritrovano la loro famiglia e fanno onorevole ammenda. Giocando sul grottesco, la caricatura, Louis Desnoyer utilizza il racconto narrativo per evocare la scuola della vita come possibile metodo educativo, quando si tratta di correggere i difetti del carattere di un bambino, invece dei castighi corporali.

 

 

Infatti, ci si chiederà, qual è il primo libro per bambini?  La domanda fa discutere: gli storici inciampano sempre sulla domanda delle origini, gli uni citano l'Educazione civile dei bambini di Erasmo di Rotterdam, (1530), altri assumo come punto di partenza l'Orbis sensualium pictus [Alfabeto vivo dei bambini] di Comenio (1658), rispettivamente metodo di apprendimento alla lettura attraverso l'immagine e primo libro di immagini per bambini, oppure le Histoires ou Contes du temps passé, avec des moralitez [Storie o Racconti del tempo passato, contenente delle moralità], di Perrault, del 1697, e  Suite du quatrième livre de "l'Odyssée" d'Homère ou les Avantures de Télémaque, fils d'Ulysse [Seguito del quarto libro dell'"Odissea" di Omero o le Avventure di Telemaco, figlio di Ulisse] di Fénelon, del 1699.

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Alice au pays des lettres
Testo ed illustrazioni di Roland Topor
Paris, Seuil, collection Petit Point, 1991

Roland Topor, l'autore ed illustratore della storia si è ispirato al libro di Lewis Caroll. Addormentandosi sulla pagina ventitré di un libro, Alice scoprirà un mondo strano, affascinante, il paese delle lettere. La bambina scoprirà la vita autonoma delle lettere briccone, inventive, buffe, imbrigliate in una società particolare in cui la rivolta all'incontro dell eSignore Grammatica e Sintassi è del tutto plausibile!

Dobbiamo constatare tuttavia che l'esordio del libro per bambini, al di fuori della pedagogia, non diventa possibile che a partire dal momento in cui la società riconosce all'infanzia uno statuto particolare, il che si produce soprattutto nel XVIII secolo, nel solco di John Locke e di Jean-Jacques Rousseau. Ed è molto logicamente che il libro per bambini non appare in quanto genere letterario a parte intera e in quanto settore editoriale che nella seconda metà del XVIII secolo, per conoscere il suo pieno sviluppo a partire dal secolo seguente.

 Progressivamente si forma la distinzione tra, da una parte, una letteratura destinata all'origine agli adulti poi passata nel repertorio infantile (Jonathan Swift, Daniel Defoe, Walter Scott, Alexandre Dumas) e, dall'altra parte, una letteratura rivolta specificamente alla gioventù, ad esempio Les Aventures de Jean-Paul Choppart di Louis Desnoyers, edite nel 1832.

Gusti e aspettative dei bambini

 Si pone anche la domanda dei gusti e delle aspettative dei bambini. Come li conosciamo? Atraverso i bambini stessi, senz'altro, ma allora, come essi li formulano? Attraverso gli adulti anche, ma quale interpretazione ne danno? Roland Topor: "Ci sono dei libri che gli adulti trovano molto complicati e che i bambini gustano come tartine. E reciprocamente. Ci sono dei bambini stupidi e degli adulti idioti. Ma non nelle stesse proporzioni": Gli adulti ed i bambini non hanno per forza la stessa percezione di fronte all'universo testuale o grafico. E i libri per bambini ne dicono spesso più sulle intenzioni degli adulti che li propongono o li impongono che sulle aspettative dei bambini: "Gli uni [gli adulti], acquistano dei libri che non leggono. Gli altri [i bambini] leggono dei libri che esso non avrebbero acquistato...". 

 

Questa citazione di Marc Soriamo tratta dal suo articolo dedicato alla "Letteratura per la gioventù," nell'Encyclopædia universalis, evoca in filigrana tutta la problematica dell'adulto prescrittore e del bambino lettore incompreso, disprezzato o giudicato indegno dagli adulti, che i bambini divorano più o meno nascostamente (Le Club des Cinq, Martine o Titeuf, per non citarne che alcuni). Buoni libri, cattivi libri, Non spetta in definitiva al bambino decidere?

Dal Medioevo alla metà del XVIII  secolo
 
Durante il Medioevo, i primi libri destinati al bambino sono manoscritti. Conosciamo quello di Dhuoda, una  madre di famiglia carolingia che scrive, nel IX secolo, un trattato sull'educazione per suo figlio Guillaume. In modo generale, nel quadro familiare o scolastico, il bambino è destinatario di un insieme di testi, spesso orali, che possono essere raggruppati in tre settori: la letteratura ambulante, l'apprendimento dei rudimenti ed infine i libri di collegi o destinati all'educazione del principe.

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Fenomeni meteorologici
Johann Amos Comenius (1592-1670)
Orbis sensualium pictus. Die Sichtbare Welt.
W Wroclawiu : W. B. Korna, 1805
BnF, Littérature et art, X-9212

Il teologo, filosofo e pedagogo di origine morava Jan Amos Komensky, detto Comenius, è spesso presentato come il "padre" della pedagogia moderna. I fondamenti pedagogici di Comenius sono teologici e filosofici: soltanto l'educazione e la conoscneza possono permettere all'uomo di raggiungere la "pansofia". È dunque essenziale essere attenti all'educazione della gioventù sin dalla più tenera età, suscitando nel contempo il suo desiderio di apprendere ed il suo piacere di giocare. Allo stesso tempo libro di immagini per bambini, dizionario bilingue latino-tedesco- o quadrilingue nelle successive edizioni- manuale scolastico o ancora enciclopedia, l'Orbis sensualium pictus: hoc est omnium fundamentalium in mundo rerum & in vita actionum pictura & nomenclatura fu ampiamente diffusoin Europa, Spagna e Portogallo eccettuati, con soprattutto una traduzione inglese sin dal 1659. L'immagine sostiene, chiarisce la parola, permettendo così al bambino di nominare ciò che vede. L'edizione del 1658 si apre su un alfabeto associante la rappresentazione di un animale, il suono che produce e la lettera che questo suono evoca; poi 150 temi tratti dall'universo, dal mondo animale, dal mondo minerale, al genere umano nelle sue diverse attività, senza dimenticare le piante e gli animali, sono trattate da un'immagine recanti dei numeri che rinviano, poi, alle parole latine e tedesche. (C. G.-B.).

La letteratura ambulante


infanzia-09.jpgFrontespizio per Contes de ma mère l'Oye 

Copia manoscritta dei racconti in prosa di Charles Perrault, 1695. (19 x 13 cm)

New York, The Pierpont Morgan Library (MA 1505) Foto J. Zehavi. S. Lee

 

 

Questa copia manoscritta anonima dei racconti, acquistata dalla Pierpont Library nel 1953 ed ignorata sinjo ad allora, data del 1695,cioè duecento anni prima dellal loro pubblicazione. Cinque degli otto racconti in prosa vi sono compresi. Decorato da un frontespizio, da un cartiglio e da cinque vignette, l'insieme è rilegato con l'insegna di Elisabeth Charlotte d'Orléans, nipote di Luigi XIV e dedicataria del libro. Alcune correzioni e commenti di una seconda mano sono presenti in questo testo, forse dello stesso Perrault.


 

Un primo corpus letterario si è costituito sin dall'Antichità a partire da testi che hanno successo presso i bambini anche se essi non sono stati  specificatamente redatti per loro: favole di Ovidio, Esopo o La Fontaine; racconti di Madame d’Aulnoy, Straparola, Basile, la signora  Lhéritier e Charles Perrault, le cui Histoires ou Contes du temps passé avec des moralitéz [Storie o Racconti del tempo passato cone degli insegnamenti morali], apparsi nel 1697, costituiscono incontestabilmente l'opera più celebre nel corpus della letteratura condivisa dai bambini e dagli adulti; romanzi di cavaleria: Histoire des quatre fils Aymon, Roland de Roncevaux, Geneviève de Brabant, [Storia dei quattro figli Aymon, Rolando di Roncisvalle; Genoveffa del Brabante].

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Histoire des quatre fils Aymon
François Georgin
De la Fabrique de Pellerin, imprimeur-libraire, a Épinal verso il 1830.
BnF, Estampes et Photographie, Tb mat 1 (boîte folio, lettre Q)

La Histoire des quatre fils Aymon [Storia dei quattro figli di Aymon] è un romanzo di cavalleria estremamente popolare sotto diverse forme dal XIII secolo. Essa narra la storia dei valorosi Renaud de Montauban, Allard, Guichard e Richard, figli del duca Aymon (Aymes) di Dordonne, cugini di un incantatore, Maugis, proprietari di Bayard, il "cavalfatato", contro il potere tirannico ed ingiusto di Carlomagno. Essa intreccia aspetti politici, sociali e religiosi, romanzeschi, fatati, più o meno elaborati secondo le epoche e le versioni. Successo ricorrente della "Bibliothèque bleue", è naturalmenteripresa alla tipografia Pellerin di Épinal, qui in una versionein due pagine, costituie ognuna da quattro grandi immagini dai colori vivaci e da brevi didascalie. La celebre immagine dei quattro fratelli che cavalcano insieme precede una selezione di episodi tipica delle versioni abbreviate narrative delle tavole di Épinal. Destinata ad un pubblico popolare, che può essere infantile per la quasi assenza di testo, la tavola può essere vista come un supporto per un racconto orale di una storia un tempo appannaggio della nobiltà, che si è trasferito nella cultura popolare e, da quest'ultima, nel mondo dell'infanzia. (O. P.)
  
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Edizione originale dei Racconti di Perrault
Histoires ou Contes du temps passé avec des moralitez [Storie o Racconti del tempo passato con insegnamenti morali]
di Charles Perrault. Paris, Claude Barbin, 1697. (15,1 x 8,5 cm)

Nel gennaio del 1697 appariva l'edizione princeps di Histoires ou Contes du temps passé. Tre racconti sono stati aggiunti ai cinque presenti nella copia manoscritta del 1695: Cenrentola, Enrichetto dal ciuffo e Pollicino. Questa doppia pagina mostra l'insegnamento  morale di Capuccetto rosso e l'inizio di Barbablu. Una vignetta illustra ogni inizio di racconto. Come il frontespizio, essse sono state incise su rame da Antoine Clouzier dal disegno anonimo della copia manoscritta.
 

Tutti questi generi sono abbondantemente diffusi dalla "Bibliothèque bleue" [Biblioteca blu] presso un lettorato popolare di cui essa facilita l'esercizio di lettura con la tipografia, la struttura del testo e le xilografie.


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Pagina di abbecedario illustrato
Georg Christoph Kilian (1709-1781)
Neu eingerichtetes und in viererley Sprachen verfertigtes ...: piccolo abbecedario in quattro lingue presso Kilian ad Augusta,
XVIII secolo.

 


  
L'apprendimento dei rudimenti


infanzia-13.jpgOrbis sensualium pictus. Die Sichtbare Welt.
Johann Amos Comenius
Norimberga, Michael Endter, 1658. Edizione originale illustrata con xilografie.
BnF, Réserve des livres rares, RES-X-1857

Il teologo, filosofo e pedagogo di origine morava Jan Amos Komensky, detto Comenio, è spesso presentato come il "padre" della pedagogia moderna. I fondamenti pedagogici di Comenio sono teologici e filosofici: soltanto l'educazione e la conoscenza possono permettere all'uomo di raggiungere la "pansofia". È dunque essenziale di stare attenti all'educazione dellal gioventù sin dalla più tenere età, suscitando nel contempo il suo desiderio di apprendere ed il suo piacere di giocare. Sia libro di immagini per bambini, dizionario bilingue latino-tedesco -o quadrilingue in edizioni posteriori- manuale scolastico o ancora enciclopedia, l'Orbis sensualium pictus: hoc est omnium fundamentalium in mundu rerum & in vita actionum pictura & nomenclatura fu ampiamente diffuso in Europa, tranne in Spagna e Portogallo, con soprattutto una traduzione inglese sin dal 1659. L'immagine sostiene, chiarisce la parola, permettendo così al bambino di nominare ciò che vede. L'edizione del 1658 si apre su un alfabeto che associa la rappresentazione di un animale, il verso da esso emesso e la lettera che questo verso evoca; poi 150 temi attinenti l'universo, il mondo minerale, il genere umano nelle sue diverse attività, senza dimenticare le piante e gli animali, sono trattati da un'immagine recanti dei numeri che rinviano, a fronte, alle parole latine e tedesche. (C. G.-B.).

 
 Un secondo corpus didattico raggruppa gli abbecedari, i catechismi, le vite dei santi, le "civiltà", cioè un insieme di testi che pongono l'accento sui primi apprendimenti del bambino negli ambiti scolatico, religioso e morale.

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Roti-cochon ou Méthode très-facile pour bien apprendre les enfans à lire en latin & en françois
par des inscriptions moralement expliquées de plusieurs représentations figurées de différentes choses de leurs connoissances ; très-utile, & même nécessaire, tant pour la vie & le salut, que pour la gloire de Dieu
[Roti-cochon o Metodo molto facile per ben insegnare ai bambini a leggere in latino ed in francese con delle iscrizioni moralmente spiegate di numerose rappresentazioni illustrate di diverse cose di loro conoscenza; molto utili e anche necessario, sia per la vita sia per la salute, che per la gloria di Dio].
Simon Girault
Digione, Claude Michard, [tra 1689 e 1704]
BnF, Arsenal, 8° BL. 1479 (1) Rés.

Contrariamente a quel che il suo titolo potrebbe lasciare intendere, il Roti-cochon [Arrosto di maiale] non è un libro di cucina, ma un metodo originale di apprendimento della lettura che trae i suoi esempi nel registro alimentare e culinario. Abbellito da xilografie, questo libricino di trentasei pagine associa alla potenza mnemonica delle immagini tratte dall'universo famigliare del bambino  di brevi frasi rimate e rese assonanti sottolineate tipograficamente con delle variazioni dei corpi dei caratteri, il tutto abbellito da piccole frasi tradotte dal latino in francese. Sono così evocare le golosità dell'infanzia ("gallette zuccerate, bignè cornuti e cialda croccante"), i suoi giochi ("noce per giocare" finché ce n'è ancora il tempo perché "Dopo l'infanzia bisogna fare cose serie"), le sue paure ("i lupi,, in ogno tempo, hanno rapito e mangiato gli agnelli, tranne durante il diluvio"). Rara curiosità nell'arte dei rudimenti, questo libricino attribuito ad un pedagogo di Langres della fine dek XVI secolo non è conosciuto sino ad oggi che per l'esemplare della biblioteca dell'Arsenale, il quale è rilegato insieme ad una Civilité puérile et morale [Educazione puerile e morale]. (C. P.)


 Le civilité [educazioni] sono delle raccolte di regole il cui rispetto è necessario alla vita del gruppo; esse esistono sotto forma orale sino al secolo XV, poi scritte a partire dal XV. L'originalità del testo di Erasmo De civilitate morum puerilium [l'Educazione civile dei bambini] del 1530, è di aver fatto entrare questa raccolta di tradizioni orali nella cultura scritta e di averla trasformata in un genere letterario: emergeranno soprattutto Les Règles de la bienséance et de la civilité chrétienne [Le Regole della buoneducazione e delal civiltà cristiana] di Jean-Baptiste de La Salle (1711), fondatore dei frati delle scuole cristiane; La Civilité puérile et honnête, expliquée par l’oncle Eugène [La Civiltà puerile ed onesta, spiegata dallo zio Eugenio] di Louis-Maurice Boutet de Montvel (1887); La Politesse [La buona educazione], di Henri Bergson (1885).
 

I libri destinati all'educazione dei principi


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Les Avantures de Télémaque
François de Salignac de La Mothe-Fénelon
Manuscrit autographe [1694]
Portrait peint de l'auteur sur un feuillet de vélin en frontispice
BnF, Manuscrits, Français 14944

Nominato nel 1689 precettore del duca di Borgogna, nipote di Luigi XIV, Fénelon (1651-1715) compone per il suo allievo, oltre a delle favole, dei brevi trattati ed i Dialogues des morts [Dialoghi dei morti] in cui egli fa parlare degli uomini illustri, un romanzo pedagogico da cui prende spunto dal quarto libro dell'Odissea di Omero, prendendo come eroe Telemaco, alla ricerca di suo padre Ulisse. Questa peregrinazione è pretesto ad un insegnamento sia dei classici dell'Antichità sia di un'arte del governare. È all'insaputa dell'autore che il testo, probabilmente scritto sin dal 1694, è pubblicato nel 1699 dalla vedova di Claude Barbin, con il titolo Suite du quatrième livre de l'Odyssée d'Homère ou les Avantures de Télémaque, fils d'Ulysse [Seguito del quarto libro dell'Odissea di Omero o le Aventure di Telemaco, figlio di Ulisse], la cui stampa è fermata a pagina 208 per ordine del re. Le quattro parti seguenti saranno pubblicate clandestinamente lo stesso anno senza indirizzo né nome dell'autore. Questa educazione  del principe è in effetti percepita dai contemporanei come un romanzo a chaive e sospettata dal potere di critica nei suoi confronti, di che produrre la disgrazia dell'aitore già compromesso dalle sue simpatie quietiste. Eppure il successo del libro è immediato e non si smentisce. Esso inaugura nel 1783 la "Collection des auteurs classiques françois et latins imprimés par ordre du roi pour l'éducation de Monseigneur le Dauphin" (F.-A. Didot l'Aîné), e serve anche all'istruzione del principe Murat (Bodoni, 1812). A partire dal 1810, le edizioni "ad uso della gioventù" o "soprattutto destinate agli istituti educativi fioriscono, Blanchard propone nel 1813 un Petit Télémaque dedicato all'infanzia con interlinee molto ampie. Tra il 1811 ed il 1850, non meno di 107 edizioni sono stampate a Parigi (Martyn Lyons, Le Triomphe du livre, 1987). (C. P.).

    

Il terzo insieme si compone da una parte di una letteratura di educazione destinata alla nobiltà ed al principe sull'esempio dell'Esther (1688) e dell'Athalie (1690), due tragedie scritte da Racine per le signorine di Saint-Cyr, e soprattutto del Télémaque [Telemaco], scritto nel 1699 da Fénelon per servire all'educazione del duca di Borgogna; vi si aggiungono d'altra parte delle opere pedagogiche, soprattutto di libri ad uso dei collegi e pensionati (grammatiche, classici greci e latini), come ad esempio, la collezione di libri ad usum delphini. Concepita poco dopo il 1670 dal duca di Montausier, governatore del Delfinato, e diretta principalmente da Pierre-Daniel Huet, la collezione detta "biblioteca", comprende una sessantina di volumi di classici greci e latini  pubblicati a partire dal 1674: Omero, Aristofane, Plauto, Terenzio, Ovidio, Giovenale, ecc. Epurati dai passaggi inappropriati all'età del lettore, i testi sono accompagnati da note e da un'interpretazione de stinata a facilitare la lettura dei passaggi più difficili. Quest'avvenimento editoriale pone le basi e l'idea farà il suo cammino durante tutto il XIX secolo: adattare dei testi scritti per gli adulti allo scopo di porli alla portata dei bambini. In Spagna, Miguel de Cervantes ha pubblicato le due parti del Don Quichotte nel 1605 e nel 1615; dall'altra parte della Manica Daniel Defoe fa pubblicare nel 1719 Robinson Crusoe ed il suo compatriota Jonathan Swift  i Viaggi di Gulliver nel 1726.

infanzia-16.jpgLe Quadrille des enfans
Abbé Berthaud
Nuova edizione rifatta, abbreviata e perfezionata dal signor Alexandre
Parigi, Couturier, 1783. Esemplare del re di Roma, con schede.
Musée national du château de Fontainebleau, musée Napoléon Ier (del museo di Malmaison), inv. M N 72. 4. 5.
© RMN / Gérard Blot

Dieci anni dopo l'invenzione dell'ufficio tipografico dell'ufficio tipografico du Louis Dumas, l'abate Berthaud concepisce Nouveau Quadrille des enfans [La nuova quadriglia dei bambini], "nuovo metodo per imparare a leggere per mezzo di 160 figure, i cui oggetti familiari ai bambini servono ad imprimere in breve tempo, nella loro memoria, tutti i suoni e tutte le sillabe della lingua". Respingendo la compitazione come il suo predecessore, egli propone di associare un suono ad una figura, parlando "agli occhi ed alle orecchie". Questa pedagogia per immagine si vuole anche ludica poiché il libro comprendendo le figure su tavole si completa, per coloro che vogliono farlo, di un gioco con schede in avorio di diversi colori sui quali sono incollati da un lato la figura, dall'altro il suono. Il metodo incontra un ampio successo di cui testimoniano le riedizioni e ristampe successive, così come le imitazioni sino al primo quarto del XIX secolo. Alla morte dell'abate Berthaud, l'opera è continuata a Alexandre, precettore dei figli del duca di Chartres, che ne dà nel 1783 una versione "rifatta, abbreviata e perfezionata" ridotta a 84 figure. È il "giocattolo istruttivo" che verso il 1815 è posto tra l emani del giovane re di Roma, l'Aquilotto, per servire alla sua formazione. (C. P.)

 

 

Gulliver e Robinson Crusoe, inglesi entrambi, si trasformano all'insa puta dei loro creatori ed al prezzo di adattamenti riduttivi, in eroi della gioventù, contemporanea di Cook e di Lapérouse che non si accontenta più dei soli grandi uomini dell'Antichità classica.  

 

Queste tre opere maggiori, che sono lette dai bambini in edizioni per adulti, poi in edizioni specificatamente adattate, chiamano ad una riflessione sulla traduzione e l'adattamento per la gioventù in quanto esse aprono la strada a nuovi attori (autori, editori, traduttori) aventi la volontà di rivolgersi alla gioventù.

  

Al di fuori di questi primi esempi, è verso la metà del XVIII secolo ch, parallelamente alle opere citate sopra, si forgia una letteratura propriamente destinata all agioventù sul principio nuovo e fondamentale del piacere di apprendere, di istruirsi divertendosi. Ispirati dalle tesi di John Locke sull'educazione della giovane età (Some Thoughts concerning Education, 1693), numerosi pedagoghi preconizzano un'educazione adattata all'umore del bambino, un'istruzione ludica. Nel 1744, Claude-Louis Berthaud espone il suo metodo di apprendimento della lettura nella sua Quadrille des enfans [Quadrilla dei bambini]: il suo metodo associa delle figure ai suoni, per mezzo di schede di diversi colori sui quali sono incollate da una parte la figura, dall'altra la pronuncia; questi "giochini istruttivi" permettono di "rendere un gioco uno studio sgradevole".

 

 

 

Corinne Gibello-Bernette


 

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 



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