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9 ottobre 2008 4 09 /10 /ottobre /2008 18:35
Presentiamo con questo numero di L'Assiette au Beurre, un vero gigante dell'arte illustrata, François Kupka (1871- 1957). Nato in Boemia a Opocno dove trascorse l'infanzia in estrema povertà. Frequentò le scuole di belle arti a Praga e poi a Vienna. Nel 1896 si stabilì a Parigi dove lavorò come disegnatore per numerose riviste di moda e umoristiche ma anche manifesti pubblicitari e come illustratore di libri. Kupka fu anche un ottimo pittore, attività a cui si dedicò interamente a partire dagli anni 20, come artista fu molto sensibili ai movimenti dell'avanguardia.

 

Kupka si mostrò attratto da giovane dalle idee anarchiche e sino al 1912 frequentò gli ambienti politici e culturali libertari. Tra il 1901 e il 1907 collaborò a tredici numeri di L'Assiette au Beurre redigendone integralmente tre.


 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

 

 

 

 



 



Questo numero di L'Assiette au Beurre di Kupka è intitolato L'Argent e cioè Il denaro. Come spesso accade per la satira ma anche per l'arte in generale, molti elementi presenti nelle tavole si comprendono meglio o addirittura acquistano senso quando si riesca ad individuare l'evento sotteso alla rappresentazione. Ad esempio, mentre la copertina qui sopra, che possiamo considerare coma la tavola n°1,  è immediatamente comprensibile in quanto vuole unicamente concettualizzare un'idea e cioè che il denaro nella nostra società capitalistica è il vero sovrano, cioè che è il suo possesso ed uso ad essere utile a fini della manipolazione sociale, altre tavole invece necessitano inevitabilmente della conoscenza degli eventi politici salienti dell'epoca.

Anche la tavola seguente, la n°2, appartiene a questo spirito allegoricamente molto netto, tipico della satira politica e sociale nelle sue massime espressioni. In primo piano vediamo infatti una suonatrice di grancassa, rappresentante sicuramente gli imbonitori dell'opinione pubblica (giornalisti, ideologi, partiti, ecc.), attirare l'attenzione verso un teatrino delle marionette dove la personificazione del denaro (il capitale finanziario) manipola dall'alto i fili della scena politica e sociale ai suoi massimi livelli: re, imperatori, presidenti della repubblica, stati maggiori, diplomatici, ecc. Lo stesso discorso vale ovviamente per tutte le rimanenti tavole, soprattutto quelle dalla n°2 alla n°7.

Nelle tavola n° 8, 9 e 10, ci imbattiamo ancora in raffigurazioni squisitamente allegoriche ma in esse l'intrusione della contingenza politica dell'epoca è presente in modo massiccio, soprattutto nella tavola n°9. In essa infatti vediamo un ragazzino che sta allargando con l'ausilio di un ferro la bocca di un uomo legato a terra. Un vecchio al suo fianco vi sta colando dentro dell'oro fuso. Accanto all'uomo che sta subendo questo tortura, scorgiamo un altro uomo, morente o già morto, che ha ricevuto lo stesso identico trattamento da poco.

Per chi conosca la storia del console romano Marco Licinio Crasso apparentemente non vi sarebbe nulla di strano, si tratterebbe infatti della stessa storia trasposta ai nostri tempi, come a voler significare che i secoli ed i millenni passano senza che la storia muti nella sua più profonda essenza.

In realtà il riferimento storico preciso è quello alla seconda guerra anglo-boera del 1899-1902. La prima era stata combattuta nel 1880-81 e si era conclusa con un relativo contenimento delle pretese britanniche sul Transvaal riconoscendo ai Boeri una certa indipendenza. I Boeri (termine olandese che significa contadino), erano i discendenti dei coloni di origini olandesi, tedesche e belghe di religione calvinista ugonotta che nel XVII secolo si erano insediati nel Capo di Buona Speranza ai tempi in cui la Compagnia Olandese delle Indie Orientali vi si era insediata. Questo dominio era durato sino al sino al 1795 quando in seguito alle guerre napoleoniche l'Olanda era stata sconfitat e caduta sotto l'amminbstrazione francese. I Britannici ne approfittarono per insediarsi al loro posto ed amministrare l'area a loro vantaggio.

Per sfuggire all'autorità britannica, migliaia di boeri, tra il 1830-40, si trasferirono verso la provincia del Transvaal e dello Stato libero di Orange dove essi fondarono delle repubbliche indipendenti. Le guerre boere di fine secolo furono determinate dalla volontà dei Britannici di espandere il loro controllo verso queste zone controllate dai Boeri dove furono scoperti, a partire dal 1885, vasti giacimenti di oro e diamanti. I Boeri si allearono alle tribù Zulu le quali inflissero già una formidabile sconfitta all'esercito inglese nel 1879.

A preoccupare inoltre gli Inglesi era anche e soprattutto  la politica di amicizia della Repubblica del Transvaal con L'Africa Sud-Occidentale Tedesca. L'ascesa della Germania a grande potenza industriale continentale e a partire dal 1900 la creazione di una grande e moderna flotta da parte dell'Impero tedesco misero il governo britannico a tenere in conto lo scontro con questa nuova potenza europea alla ricerca di mercati esteri, di materie prime e territori coloniali. Alla fine della seconda guerra boera, iniziata con grandi vittorie per i Boeri quest'ultimi ed i loro alleati furono sconfitti e gli Inglesi costituirono l'Unione Sudafricana sotto forma di dominion britannico del Commonwealth.

E' proprio a questi eventi che la vignetta n° 9 intende riferirsi. Quando questo numero di L'Assiette au Beurre, venne edita, agli inizi del 1902,  la seconda guerra boera era già stata vinta dall'Impero Britannico anche se la tavola in questione ci mostra dei Boeri vittoriosi mentre danno dell'oro a dei britannici alla maniera in cui il Crasso, una volta fatto decapitare dal re dei Parti Orode, fu da questi fatto colare dell'oro fuso in bocca visto che in vita ne era stato così avido.



















































































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[Traduzione di Massimo Cardellini]


Link da cui questa opera è stata tradotta:
L'Argent

LINK ad un breve saggio sull'autore a firma di Felip Equy:
Kupka

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