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21 novembre 2010 7 21 /11 /novembre /2010 09:00

Un importantissimo documento poco noto nel nostro paese, è indubbiamente la celebre poesia Un coup de dés n'abolira jamais le Hasard [Un colpo di dadi mai abolirà il caso], di Stéphane Mallarmé. In questo componimento poetico, la versificazione non segue un'impostazione grafica tradizionale ma si disloca nello spazio a volte con un andamento a gradini, spesso a blocchi collocati sulla destra a volta sulla sinistra rispetto al centro della pagina, creando suggestivi effetti spaziali che influenzano la lettura del testo conferendo una certa drammaticità ai versi stessi. Un esempio di caligramma, uno dei primi, da parte di uno dei più importanti esponenti del simbolismo francese.

 

 

 

Un colpo di dadi mai abolirà  il caso 

Mallarme.jpg Mallarmé ritratto da Manet

   

 

 

di Stéphane Mallarmé

 

 

1914

 


Un Coup De Dés 2.JPG


Un Coup De Dés 3.JPG


Un Coup De Dés 4.JPG


Un Coup De Dés 5.JPG


Un Coup De Dés 6.JPG


Un Coup De Dés 7.JPG


Un Coup De Dés 8.JPG


Un Coup De Dés 9.JPG


Un Coup De Dés 10.JPG


Un Coup De Dés 11.JPG


Un Coup De Dés 12.JPG


Un Coup De Dés 13.JPG

 

 

 

 


 
Un grande omaggio filmico di Man Ray all'opera di Mallarmé:

Les Mystères du Château du Dé [I Misteri del Castello del Dado], 1929.

 

 

 

 

 

 

 

 

Un altro geniale omaggio alla poesia di Mallarmé

questa volta di natura musicale

 

 

 

Altro geniale omaggio alla geniale poesia di Mallarmé

questa volta di natura fono-grafica (scusate se è poco...).

 

 


 

 

 

 

 


Prima di sei parti di un'opera del compositore francese Claude Ballif dallo stesso titolo della poesia di Mallarmé.

 

 



[A cura di Massimo Cardellini]



LINK al post originale:

Un Coup de Dés jamais n'abolira le Hasard

 

 

LINK ad una eccellente traduzione italiana:

Un tiro di dadi mai abolirà il caso


 

Link ad una versione PDF

Un Coup de dés Jamais abolira le Hasard

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Published by MAX - in Calligrammi
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1 agosto 2010 7 01 /08 /agosto /2010 08:26

 

 

Riflessione sui Calligrammi di Guillaume Apollinaire del 1913

  

Copertina-di-Calligrammes.jpg

 

 

Con i Calligrammes [Calligrammi], apparsi nel 1913, Apollinaire inaugura una nuova espressione, o piuttosto trascrizione, del verso-liberismo. Se il calligramma suppone una segmentazione aleatoria del materiale lessicale, troviamo nella raccolta, fianco a fianco delle poesie che chiameremo di fattura piuttosto "classica", e cioè lineari.

 

L'ipotesi che proponiamo è la seguente: la giustapposizione, all'interno della stessa raccolta, di due tipi di poesie permette un modo di simbolizzazione nuovo, e cioè che il calligramma apporta al testo lineare una profondità ed un rilievo e quest'ultimo per mette al calligramma di superare la dimensione del disegno che ha così spesso impoverito l'opera di Apollinaire. Per questo, studieremo due poesie della raccolta: Liens* [Legami], che l'inaugura, e Cœur, Couronne et Miroir** [Cuore, Corona e Specchio].

 

Vedremo in un primo tempo la pertinenza dell'oggetto specchio nell'estetica di Apollinaire, perché incrocia le nozioni di cubismo e di "veridicità lirica". Esso permette anche di gettare un ponte tra poesie lineari e "ideogrammi lirici", nella misura in cui lo specchio non riflette; cristallizza. In un secondo tempo, attardandoci più precisamente su Legami, vedremo che è questione, in modo più generale, della comunicazione come nuova religione, e che il calligramma permette di ritornare ad una comunicazione più "viva e vera". 

Legami.JPG

 

  

Se consideriamo il verso di Cuore, Corona e Specchio: "In questo specchio sono racchiuso vivo e vero così come si immaginano gli angeli e non come sono i riflessi", possiamo vedervi l'affermazione di un rifiuto dei riflessi, cioè del trompe-l’œil, e delle aspirazioni mimetiche nell'arte. Siamo decisamente ben lungi dallo specchio di Stendhal. Ma allora come comprendere il nome dell'autore che appare al centro dello specchio? Ciò che vediamo non è un riflesso del poeta, né un ritratto figurativo; il riflesso all'infinito (mise en abyme) del poeta, attraverso la poesia e attraverso la firma, fa apparire, sembra, un'identità letteraria, cioè l'opera intera.

 

Possiamo allora abbozzare un accostamento tra il calligramma e l'estetica cubista: i ritratti di Picasso, quello di Dora Maar ad esempio, tentano di afferrare l'essere rappresentato con tutte le sue sfaccettature allo scopo di cristallizzarne l'identità: afferra o rappresenta l'immaginario ed il vissuto, l'apparenza e la profondità, attraverso la giustapposizione di tutti i punti di vista. Questa giustapposizione si ritrova nei calligrammi, non fosse altro che nei titoli; questo collage fa allora nascere un significato che va ben al di là della semplice rappresentazione. Prendiamo l'esempio del "Cuore": "Il mio cuore simile ad una fiamma rovesciata"; il motivo della comparazione è pittorico, perc hé il disegno di un cuore messo alla rovescia può evocare una fiamma. Ma da questa comparazione non nasce soltanto un disegno: il verso può anche essere così compreso: un "cuore simile ad una fiamma rovesciata", se si considera che "cuore" è una sineddoche per il sentimento amoroso e se ci si riferisce alla simbolica del fuoco in amore, suggerisce allora un sentimento di tristezza, come se la dimensione pittorica fosse un nuovo modo di far significare il linguaggio. 

Cuore--corona-e-specchio.JPG

 

Allo stesso modo, il verso "I re che muoiono di volta in volta e che rinascono nel cuore del poeta" fa congiungere, per effetto di sensi, i tre disegni: la corona, per sineddoche, simbolizza i re; il "cuore" appare nel verso e fa riferimento al disegno di sinistra; l'espressione "al cuore dei poeti" può essere intesa come il luogo più intimo, e cioè l'identità di quest'ultimo, e ciò ci porta allo specchio (che si trova anch'esso evocato dalla circolarità "muoiono [...] e rinascono", suggerendo la forma dello spèecchio, ma anche gli angeli, immortali per definizione). La tipografia partecipa così del calligramma: le minuscole non sono impiegate che nella firma, e quest'ultima diventa allora il solo elemento della poesia che si conforma alle norme tipografiche del testo letterario in generale; il legame infrangibile che esiste tra identità e scrittura è sin da allora posto. Il corpo di lettere scelto è più solido e più nero per le parole che appaiono all'interno dello specchio che per quelle che rappresentano la cornice. Questa differenza produce un effetto ottico di profondità che, secondo il punto di vista, crea l'illusione di un movimento sulla superficie della pagina; l'estetica è allora come il poeta: "vivente e vero[a]". Il calligramma permetterebbe allora di conferire ai modi di significazione del linguaggio il loro movimento e la loro mobilità.

  

  miroir.jpg

 

 

Sembra che gli aggettivi "vivente e vero" siano la chiave di volta dell'estetica di Apollinaire; nel 1913, egli fa l'elogio di una scultura di François Rude, ed apprezza il non rispetto delle proporzioni dell'anatomia perché ciò crea "la vita ed il movimento di quella statua", superando il mimetismo per raggiungere ciò che egli chiama la "veridicità lirica". Michel Butor, nella sua prefazione, parla di "poesie-natura morta"; è interessante notare il trattamento pittorico ed estetico della natura morta per Apollinaire, che fa molto pensare alle riflessioni che "La Raie" [La Razza] di Chardin ispirò a Diderot nei Salons: "Non riusciamo a capire questa magia. Sono degli strati spesso di colore applicati gli uni sugli altri e di cui l'effetto traspira da sotto a sopra [...]. Avvicinatevi, tutto si confonde, appiattisce e sparisce; allontanatevi, tutto si crea e si riproduce". In "Les Fenêtres", Mallarmé scrive: "Mi specchio e mi vedo angelo!"; forse possiamo vedere in Apollinaire come in Mallarmé l'affermazione dell'essenza divina del poeta attraverso l'atto poetico, il che confermerebbe la dimensione magica dello specchio.

 

 coeur_couronne_et_miroir_avec_portrait_slash2_transparent.gif

 

I Calligrammi sono divisi in sei insiemi di lunghezza più o meno eguale, che sono "le sei facce di un cubo, la prima volta verso l'anteguerra, l'ultima verso la vittoria", ci dice Butor nella prefazione. Si noterà che tutte le sezioni, ad eccezione della quinta, mischiano calligrammi e poesie letterarie. La sezione che ci interesssa è la prima, Ondes [Onde] », e quest'ultima si apre con una poesia intitolata Liens. Questa poesia è in versi liberi ed è composta di sette strofe molto ineguali: ritroviamo là la segmentazione aleatoria del materiale lessicale che prevaleva nel dispositivo calligrammatico, perché alcune strofe non sono composte che di un verso e certi versi non sono composti che di una parola. Sembrerebbe che ciò che commanda la composizione e la disposizione della poesia sia dìordine lessicale; infatti, il testo lavora e fila la metafora del legame, realtà astratta, attraverso la corda, la ragnatela, ecc., realtà concrete. Il testo sembra obbedire a questo solo imperativo di espressività o di simbolizzazione, attraverso la messa in presenza simultanea di due riferimenti eterogenei, atraverso la metafora, ma tuttavia legati e tessuti dal testo.

 

Se consideriamo la prima strofa, "Cordes faites de cris" [Corde fatte di grida], siamo in presenza di un'immagine di cui possiamo rissentire l'intensità emozionalmente parlando, ma che non possiamo immaginare. Nessuna rappresentazione mentale si manifestano, o quelle che si manifestano non possono restare che allo stato di ipotesi per quanto il senso sia aperto. Sosteniamo da parte nostra quella del nodo scorsoio, supportati dai "secoli appesi". Il processo di decontestualizzazione di un enunciato è forse qui all'opera, ma in modo più generale, diremo che si tratta qui, e questo in tutta la poesia, di uno sforzo per presentare tutte le facce di un oggetto o di un'idea allo stesso tempo. Il secondo verso, "Sons de cloches à travers l’Europe" [Suono di campane attraverso l'Europa], ne è l'illustrazione: la Chiesa è un luogo alla stesso tempo di avvenimenti felici ed infelici, e la non precisione del contesto ne è realtà il che fa sì che il senso proliferi.

 

 

Attraverso questo rapido esposto dell'interpretazione che possiamo proporre del testo, è più facile afferrare le produzioni di senso della poesia; Cocteau, riprendendo le teorie cubiste di Max Jacob in Le secret professionnel [Il segreto professionale], scrive: "Una poesia deve perdere una ad una tutte le corde che la trattengono a ciò che la motiva. Ogni volta che il poeta ne taglia una, il suo cuore batte. Quando taglia l'ultima, la poesia si distacca, sale sola come un pallone, bello in sé e senza nessun altro legame con la terra". Quest'immagine, che è quella intorno alla quale la poesie "Liens" è costruita, esprime l'idea della poesia-oggetto, in questo caso, o della poesia-quadro, nel caso di "Coeur, Couronne et Miroir". In "Liens", abbiamo visto che la poesia si autodetermina, cioè che il senso non è prodotto che dal rapporto, o l'accostamento dei versi tra di loro, perché nessuna immagine non può essere capita da sola, cioè indipendentemente dal resto della poesia. Ecco perché si tratta di utilizzare la metafora come possibilità di creare delle immagini nuove, e dunque "di rinnovare incessantemente la forma che riveste la natura agli occhi degli uomini", come scriveva Apollinaire in Les peintres cubistes [I pittori cubisti].

 

In modo trasversale, vediamo che la poesia è costruita intorno a due reti semantiche forti: il legame, la corda, più in generale ciò che lega due persone o due cose; la Chiesa, d'altra parte, in quanto forma di spiritualità. Queste due reti semantiche sono legate, lo abbiamo detto, dalla figura che è la metafora, presa qui nel senso di vero procedimento della creazione, attraverso la simultaneità inerente alla sua natura: "Rails qui ligotez les nations" [Rotaie che incatenate le nazioni]. Altro procedimento visibile, che fu rivendicato da Apollinaire nel suo "Manifeste futuriste" del 1913, e che è la decostruzione "delle sintassi (già condannate dall'uso di tutte le lingue), dell'aggettivo, della punteggiatura, dell'armonia tipografica [...], del verso e della strofe". Questa "decostruzione" si materializza attraverso l'eliminazione di tutto quanto sia grammaticale, astratto: rimangono dei nomi giustapposti, pittoreschi e colorati ("Araignées-Pontifes", "Cordes et Concorde"), e la disposizione in versi permette di isolare gli elementi che, così presentati, "sfavillano" davanti ai nostri occhi conservando la loro efficacia, benché nessuna rappresentazione mentale vi sia associata. "Torre di Babele mutata in ponti/ Ragnatela-Pontefice/ Tutti gli innamorati che un solo legame ha legato": Apollinaire equilibra le due masse semantiche giustapponendo delle sensazioni e delle realtà psichiche, facendo scontrare delle immagini; la realtà  frammentata sembra ricomporsi in versi nei quali il conteggio sillabico non conta.

 

Il nostro oggetto non è di appesantirci sull'interpretazione di questo testo, ma di mettere in chiaro ciò che è stato chiamato "cubismo letterario", il che ci obbliga di passare attraverso il senso possibile del testo. Apollinaire descrive di fatto un mondo in cui le persone sono legate contro il loro volere alle altre, soprattutto attraverso le reti ferroviarie ("Rotaie che incatenate le nazioni), ma anche attraverso la cablatura telefonica ("Corde tessute/ Cavi sottomarini). Le espressioni "Torri di Babele mutate in ponti/ Ragnatele-Pontefici", accostate tipograficamente e foneticamente, traducono l'idea che la spiritualità religiosa sia stata sostituita, a causa del progresso, dalla comunicazione, sia essa stradale o telefonica, malgrado gli uomini stessi.

 

Si potrebbe quasi leggere nei versi "Araignées-Pontifes", "A régner pontifes"***, il che evocherebbe allora i tempi in cui il Papa unificava tutta l'Europa. Malgrado tutto, quando evoca le "Corde e Concordi", possiamo inferire che i buoni rapporti tra i capi di stato sono ancora possibili. Le ultime due strofe sono costruite intorno all'idea di separazione: il ricordo, il desiderio, il rimorso, le lacrime sono delle realtà relative alla nozione di separazione, spaziale o temporale, che nessun legame industriale o tecnologico non saprebbe far scomparire. Queste realtà sono essenziali, e più vi saranno mezzi tecnici di legare le persone tra di loro, più vi sarà, paradossalmente, solitudine. Notiamo che come buon precursore, "spider web" in inglese significa tela di ragno e che il "web" oggi è una tecnologia che permette tutti i legami, che si trovano di conseguenza disumanizzati.

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

 

 

* Corde fatte di grida// Suoni di campana attraverso l'Europa/ Secoli appesi// Rotaie che incatenate le nazioni/ Siamo solo due o tre gli uomini/ Liberi da ogni legame/ Diamoci la mano// Pioggia violenta che pettina fumi/ Corde/ Corde tessute/ Cavi sottomarini/ Torri di Babele trasformate in ponti/ Ragnatele-Pontefici/ Tutti gli amanti da un solo amor legati// Altri legami più sottili/ Bianchi raggi di luce/ Corde e Concordia// Scrivo solo per esaltarvi/ Oh sensi, oh miei diletti sensi// Nemici del ricordo/ Nemici del desiderio// Nemici del rimpianto/ Nemici delle lacrime/ Nemici di tutto ciò che amo ancora.

 

** In questo specchio sono rinchiuso vivo e vero così come si immaginano gli angeli e non come sono i riflessi.

 

*** Si tratta di del solito gioco di parole foneticamente omologhi nella lingua francese benché scritti in modo del tutto diverso, ma il cui significato cambia a volte notevolmente, in questo caso abbiamo: 1: "Ragnatele-Pontefici" e "A regnare Pontefici".

 

 

 


LINK:
Reflexion sur les calligrammes d'Apollinaire

 

 

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18 luglio 2010 7 18 /07 /luglio /2010 14:01

 

 

 

 

La colomba ed il getto d'acqua

 

 

 

 

 

La colomba pugnalata ed il getto d'acqua

 

  
 

 

Copertina-di-Calligrammes.jpgAll'inizio del XX secolo, Apollinaire occupa un posto privilegiato a confluenza della tradizione simbolista e della modernità: eletto "Principe dello spirito moderno" ed ispiratore dell'Esprit nouveau, è anche riconosciuto per il suo reale senso della tradizione lirica francese. Fedele al suo pattriottismo, il poeta si arruola nel novembre 1914, dapprima come mitragliere poi sotto-tenente di fanteria. Eroe ingenuo, meravigliato e mortificato dalla guerra, è ferito alla testa nel 1915 poi trapanato. Tuttavia, prepara l'edizione dei suoi "ideogrammi lirici", di cui i primi sono apparsi nel luglio 1914; la raccolta apparve mel 1918 con il titolo Calligrammes, poèmes de la paix et de la guerre (1913-1914) [Calligrammi, poesie della pace e della guerra (1913-1914)].

 

Ritratto-Apollinaire-da-Calligrammes--1918.jpgIn La colombe poignardée et le jet d’eau [La colomba pugnalata ed il getto d'acqua], Apollinaire rinnova le forme note della poesie figurata o dell'ideogramma allo scopo di moltiplicare le letture e le possibilità di interpretazione. Ci chiederemo in quale misura il calligramma permette una denuncia efficace della guerra e testimonia dell'impegno del poeta. Vedremo innanzitutto che l'originalità della forma serve la denuncia poi vedremo il ruolo del lamento elegiaco nell'impegno del poeta.

 

Innanzitutto, questo calligramma è un testo impegnato perché denuncia la guerra in modo originale.

 

Frontespizio-di-Calligrammes--1918.jpgA) La denucia della guerra passa Attraverso lo sfruttamento di un motivo simbolico, la forma del disegno sorprende, seduce per la sua originalità e colpisce lo sguardo del lettore:

 

-Disegno/titolo, esplicito per la colomba: la "C" in grassetto può rappresentare l'impugnatura del pugnale; "et toi" [e tu] al centro della colomba può segnare la ferita = simbolo della pace uccisa dalla guerra.

 

-Decifrazione più ambigua per il getto d'acqua costituito da due motivi: il getto è disegnato dalla ripartizione dei versi a partire da un asse centrale e la "O" maiuscola, che gioca a sua volta sull'omonimia "eau" [Acqua] ed il disegno di un bacino (una fontana?) che suggerisce anche la forma di un occhio. Qual rapporto c'è con la guerra?

 

-Legame tra i due motivi del titolo esplicitato nella coda della colomba: "près d’un jet d’eau (…) cette colombe s’extasie" [presso un getto d'acqua (...) questa colomba si estasia], e cioè: presso ad un getto d'acqua una colomba ferita va a morire. Ma "estasia" è ambiguo: mistica o malvagia?

 

La-colomba-pugnalata.jpgB) Il gioco tra la coerenza e la polisemia del calligramma arricchisce la prospettiva argomentativa.

 

-La disposizione insolita del testo (in quale senso leggere?) e l'assenza di punteggiatura -Tranne il "?" centrale- favoriscono la polisemia del significato, ma esiste un legame stretto tra i tre motivi.

 

-L'asse di simmetria figurata dalla "C", la "?" e la "O" unisce i tre motivi del disegno anche se il testo invita ad un'interpretazione polisemica del calligramma:

 

1. "un getto d'acqua che piange e che prega" + "il getto d'acqua piange": personificazione che associa l'acqua alle lacrime e giustifica il motivo del bacino a forma d'occhio;

 

2. Quest'asse di simmetria, associato all'espressione iniziale del getto d'acqua, "Tous les souvenirs (…) Jaillissent vers le firmament" [Tutti i ricordi (...) sgorgano verso il firmamento], suggerisce un movimento verticale ascendente: la colomba sgorga dal getto d'acqua, la speranza può nascere dalla pena, la pace seguirà alla guerra...

 

3. Ma l'asse suggerisce anche un movimento discendente, che corrisponde al senso della lettura ed all'indice temporaneo simbolico "Le soir tombe" [cade la sera]: la guerra è associata all'oscurità, la colomba pugnalata giace al suolo. Il poeta gioca sulla coesistenza di questi molteplici significati per rafforzare la portata della sua denuncia.

 

Il-getto-d-acqua.jpgC) Questa denuncia è contenuta nel testo che si inscrive nel contesto della Prima Guerra Mondiale.

 

- della guerra nel getto d'acqua// sotto titolo della raccolta "Poesie della pace e della guerra": "partito per la guerra", "s'impegnò", "partito per la guerra", "combattono", "guerriera".

 

- della morte: "pugnalata", "muoiono", "morti" + la metafora derivata "sanguinante mare", "Giardini dove sanguina", per evocare il fronte.

 

 

- Tipografia a caratteri maiuscoli della parte superiore dell'occhio suggerisce il titolo dei ritagli di giornali; "... AL NORD...", fa allusione ai combattimenti della Somme e l'aspetto prosaico della frase evoca le notizie lette dal poeta impegnato nel combattimento.

 

(Transizione). Poesie-oggetto, questo calligramma sfrutta l'impaginazione pittorica per denunciare la guerra in modo simbolico ed originale, ma la riflessione del poeta si appoggia anche su delle caratteristiche tradizionali della poesia ed un'intenzione più personale.

 

II/ In effetti, il lamento elegiaco, costruito intorno ai 3 motivi, testimonia dell'impegno del poeta.

 

 

A)    La colomba o il lamento degli amori perduti.

 

 

Apollinaire-e-Anne-Playden--Londra-1904.jpg- Tono del lamento amoroso: perifrasi "Douces figures poignardées" [Dolci figure pugnalate] + domanda "ou êtes vous?" [dove siete?]" + interiezione "ô jeunes filles" [Oh, giovani ragazze]» evoca la morte degli amori.

 

- Enumerazione dei pronomi femminili + valorizzazione attraverso caratteri maiuscoli + alliterazione in M, assonanza in I + evidenziazione particolare di ANNIE Playden e di MARIE Laurencin, con il pronome "et toi" [e tu] evoca un lamento più profondo.

 

Marie-Laurencin.jpg- Nostalgia del poeta: "Douces" [Dolci] + immagine "Chères lèvres fleuries" [Care labbra fiorite] che può trovare un eco nel motivo dell'occhio/ bocca, dei "Jardins où saigne abondamment le laurier rose" [Giardini dove sanguina abbondantemente il lauro rosa],  il cuore del poeta + "pleure" [piange], nuova ambiguità dell'estasi: stato di rapimento amorosi o avvicinamento della morte?

 

B)   Il getto d'acqua o il rimpianto delle amicizie interrotte bruscamente dalla guerra.

 

 

- Motivo costituito da 14 versi che permette di ricostituire un sonetto!! (2 quartine + due terzine) organizzato secondo un sistema di rime complesse: AABB’  BCC’D’  DDE EFF   + otctosillabi. Apollinaire si basa su delle forme classiche per pervertirle ma il lettore riconosce il metro elegiaco.

 

- Interiezione elegiaca "O mes amis" [Oh, amici miei], passaggio dalle figure femminili alle figure maschili.

 

Braque--1932.jpg- Enumerazione dei nomi maschili (pittori cubisti: Braque e Derain, e poeti: Max Jacob) = litania + anafora della domanda "Où sont" [Dove sono?],  "Où est" [Dov'è?] + valorizzazione dell'unico segno di punteggiatura "?" = tematica tradizionale dell'elegia.

 

Derain--1903.jpg- Stessa nostalgia/ separazione causata dalla guerra, associata alla melanconia: evocazione del passato "souvenirs de naguère! [Ricordi di un tempo] + verbo "partis" [partiti] + Melanconia "mélancoliquement" [malinconicamente], neologismo "se mélancolisent" [si melanconizzano] + evocazione degli "regards" [sguardi] o dei "pas" [passi] perduti.

 

- Inquietudine del poeta significata modalizzazione "peut-être sont-ils morts déjà" [forse già morti] + motivo ricorrente delle lacrime: "le jet d’eau pleure sur ma peine" [il getto d'acqua piange sulla mia pena].

 

C) Il bacino o la sofferenza del poeta.

 

- Passaggio dall'elegiaco al tragico

 

Max-Jacob.jpg- Acme (punto culminante) della deplorazione lirica: metafora sanguinaria del lauro che sanguina, gioco sull'ononimia centrale "tombe O" [Tomba Oh] / tombeau [sepolcro], poesia-sepolcro, poesia epitafio: il poeta celebra i nomi delle sue amiche ed amici dispersi dalla guerra.

 

- Ultimo verso; antitesi tra le connotazioni associate alla vita, "Jardins, laurier, fleur" [Giardini, lauro, fiore], e quelle associate alla morte, "saigne, guerrière" [sanguina, guerriera], suggerisce la sofferenza del poeta.

 

- Si può anche evidenziare l'eco tra le "Chères lèvres fleuries" [Care labbra fiorite], in testa alla poesia e l'immagine finale del "laurier rose fleur guerrière" [lauro rosa fiore guerriero], che possiamo accostare al motivo evocante sia un occhio sia una bocca, bisogna vedervi un simbolo della pianta del poeta o della poesia stessa, sapendo che i fiori di retorica designano delle espressioni poetiche convenzionali e che il lauro rappresenta l'immortalità? Il poeta avrebeb come incarico di rinnovare l'espressione lirica e la poesia di immortalare il suo canto...

 

 

 Conclusione

 

Prodezza della conciliazione tra modernità e tradizione, tra lirismo e denuncia, tra gioco poetico e sensibilità, che testimonia di una forma originale di impegno. In questo questo Calligramma appare come l'incontro del modernismo e della tradizione lirica, unificati nella confessione di una destrezza del tutto personale.

 

Inventore del "surrealismo", Apollinaire rimarrà un modello per le generazioni future.

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

LINK:
Calligramme d'Apollinaire

 

LINK al presente calligramma tratto dal sito UBUWEB:
http://www.ubu.com/historical/app/app5.html

 

 

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