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8 febbraio 2013 5 08 /02 /febbraio /2013 06:00

Johann Bahr

 

Johann Bahr ha iniziato a lavorare come pittore e illustratore a Berlino. Viaggiò molto per mare e molti dei suoi ricordi legati ad essi sono apparsi in libri illustrati. Fondò nel 1896 il sindacato degli illustratori di cui divenne presidente. Fu un assiduo collaboratore dei giornali "Fliegende Blätter" e "Lustiger Blätter", e fu anche uno dei primi artisti che lavorarrono alle storie sequenziali.


 

Il bassista miope

 

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LINK al post originale:

Der kurzsichtige Bassgeiger

 


 

 

 

 

 

Una rapida crescita

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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LINK al post originale:

Schnelles Wachstum

 

 

 

 

[A cura di Massimo Cardellini]

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26 marzo 2012 1 26 /03 /marzo /2012 05:00

Carl Maria Seyppel

 



Re, regina, principe: racconto umoristico egiziano dipinto e scritto secondo natura

l'anno 1302 prima della nascita di G. C.

 

 

 

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II Parte


 

Vagabondaggio notturno di Ruppsippos

 

 

 

 

 

020

La sera di quel giorno, una brillante orchestra suonava una melodia nuova davanti alla sua finestra. Ruppsippos sembrava intenerito, affascinato. E per provar loro la sua regale ebbrezza, l'oro è a piene mani seminato. E sparisce in fretta. Ruppsippos infine comosso si ritira nel suo alloggio ma non senza dir loro di continuare l'allegro baccanale. Risoluto inoltre a chiudere l'orecchio si dice: "In fede sono gioviale, sono incantato, perché ho fatto meraviglie.

 

 

 

 

 

 

 

 

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È pur permesso di ridere un po' quando la nemica è con le spalle al muro. La follia oggi mi attira. Corriamo dunque qualche rischio una volta tanto.

 

Un tempo un'austera esistenza era la mia perché allora per lottare contro la miseria per lavorare usavo il mio corpo.

 

La lotta, l'amore, il furto e il resto fecero che la sorte mi favorisse. O fortuna, un giorno, il re manifesta il proposito di vedermi sposare Rasa.

 

L'ebbi dunque virginale e bella. Meno bella tuttavia della sua dote e della speranza nuova di avere un giorno il trono come bottino.

 

Ma il trono ha le sue esigenze. Non per nulla si è maestà. Bisogna salvare le apparenze. Rinunciare alla libertà. Appartengo ancora al popolo servile. E anche il popolo sembra chiamarmi di fatto, re domani.


Non è facile dal popolo rumoroso andare a mischiarmi.

 

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Si cambia presto di abbigliamento. Si rade con cura, si trucca il volto, poi fatto ciò prende uno strumento e si unisce all'orchestra di passaggio.

 

Gli accordi sono dolci, potenti, melodiosi. La musica spesso ammalia giovani e anziani. Essa trasforma sempre l'artista infelice.

 

I nostri vanno dunque presso la locanda all'angolo. Ma suonano passando davanti ad una anarchica che doveva sposare il loro capo molto fantasioso ed alcuni poliziotti di questo fatto sono testimoni.

 

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"Mostratemi i vostri documenti altrimenti siete in arresto...".

 

"Vuoi vedere i miei documenti? Tieni, spia, eccoli...".

 

E le gambe allora ebbero molto da fare perché ognuno si salvò più velocemente che poté. Il capo orchestra colpito da un dolore articolare non poteva correndo sperare la salvezza. Ma, valoroso ai suoi tempi, la sua bella fidanzata scese la scala e gli tese la mano. Ruppsippos preso allora da un pensiero folle andò a gettarsi verso loro e il traditore inumano con un abile calcio gettò sulla polvere il capo reumatizzante, poi si lasciò portare dalla graziosa fanciulla, ahimè che senza luce non aveva avuto il tempo di esaminarlo accuratamente.

 

 

 

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Ricevette anche con delizia i dolci baci della novizia. 

 

Quando di una lampada il lucore venne a turbare la sua felicità.

 

Della giovane ragazza è la madre, sono gli zii è il padre.

 

Ed ognuno colpisce con ardore la schiena del seduttore.

 

In quanto al vero innamorato di cui Mimpitz è il sonoro nome, sotto il balcone sta ancora esalando in orribili ingiurie la collera che lo divora.

 

Ma, oh felicità, egli si avvede della sua bella gente alla finestra che gli lanciano dalla finestra il traditore che nel suo grembiule egli accoglie il nostro petulante direttore d'orchestra.

 

 

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Nel suo grembiule egli lo porta, correndo sino alla porta di un mercante di vino perché bisogna pur riposarsi.

 

Là Ruppsipos osa proporgli di bere un boccale di birra. E sia, sono generoso, riappacifichiamoci.

 

Perché i miei amici sono là, tu morirai dopo. Ruppipos una volta bevuto cerca di ritirarsi. Lo si afferra per un piede per impedirgli la fuga. Poi vedendo un grande barile, lo si richiude dentro con forza

 

e Mimpitz dice, con voce ferma, ti getteremo nel Nilo. Andiamo amici, facciamoci ancora allegramente una bevuta.

 

Alla salute del compagno che tra poco morirà, Ruppsippos, o scherzo del destino, è il più sfortunato del mondo. E vedendo il buco del tappo implora Mimpitz con la mano.

 

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Vorrei brindare con voi. Bere alcune squisite bottiglie, in una parola regalare a tutti dei liquori dei più vecchi, vi aggiungerei cibarie tra le più fini. Pagherei tutto generosamente, e prima ancora dei vini e delle cibarie vogliate accettare la mia ricchezza che vi affido con piacere. Con voi sarei molto gentile, ma tiratemi fuori dal barile. Mimpitz protesta con rabbia. I suoi amici non vi fanno alcun caso. Bevono il liquore, il madera e si dividono i ducati.

 

Il direttore d'orchestra si dimena, si è avari nei suoi confronti. I suoi amici sono veramente egoisti se egli non ha la parte più forte!! Poi approfittano della discordia che le sue grida fanno nascere rotolò senza misericordia lo sfortunato barile fuori.

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Nel fango si rovescia e rotola il povero Ruppsippos tramortito

 

Quando i briganti si precipitano in massa.

 

Nel vederlo essi lanciano un grido, sperando in qualche ricco bottino.

Mimpitz l'abbandona con riluttanza e si pone in salvo con aria dispiaciuta.

 

Davanti all'antro dei malviventi

In mille pezzi la botte vola.

 

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Ruppsippos esce dal barile stordito per il gran rotolare.

 

Ma senza aver nulla di rotto malgrado le cadute.

 

Un traditore, una spia, uno sbirro grida in una sol voce la banda

Davvero un bel bottino. Tagliamo la sua carne e gettiamola nel fiume.

 

"Fermi, miei buoni compagni," subito esclama Ruppsippos. "Di essere arruolato nella vostra banda sono rapito da un rapido desiderio. L'assassinio, i furti, ecco il mio destino, era scritto".

 

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A questa risposta simpatica il capo dei banditi dice gravemente a Ruppsippos che si inchina "Mi hai l'aria di una vera canaglia allevato per la ghigliottina. Prima di pronunciare il tuo parere resta qui con noi cinque o sei settimane, lava, spazza, sorveglia il fuoco. 

 

Devi abituarti alle fatiche

 

 

 

 


 

 

 

 


 

 

 

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E malgrado i ratti


 

 

 

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Che spavento terribile è il mio


 

 

 

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Ah! chiudete dunque i rubinetti


 

 

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Per un re lo scandalo è grave


 

 

 

 

 

 

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Ai primi bagliori del giorno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[Traduzione di Massimo cardellini]

 

 

 

LINK al documento originale tradotto in francese:

 Roi, reine, prince: récit humoristique égyptien peint et écrit d'apres nature, l'an 1302 avant la naissance de J. C.

 

LINK al documento originale in tedesco:

Er, Sie, Es

 

LINK alla prima parte:

Re, Regina, Principe, 01 di 03

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27 gennaio 2012 5 27 /01 /gennaio /2012 06:00

Carl Maria Seyppel

 


 

 

Re, Regina, Principe


Racconto umoristico Egiziano dipinto e scritto secondo natura

l'anno 1302 prima della nascita di G. C.

 

 

 

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RE-REGINA-PRINCIPE

 

 

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Racconto umoristico Egiziano

 

 

Dipinto e scritto secondo Natura

 

L'anno 1302 prima della nascita di G. C. da

 

C. M. Seippel

 

Pittore e poeta alla corte di fu sua Maestà il re

 

Rhampsinit III

 

Memphis, via delle Piramidi N. 36. 1° piano

Rivolgersi in portineria (è gentile, è cortese,

è... sulle scale).

 

Dusseldorf, Félix Bagel.

 

 

 

 

 

 

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Rhampsinit il vecchio sovrano

Ahimè ha reso l'anima,

E io per guadagnarmi il pane

Rimo e declamo

Moltissimi epigrammi.

 

Rhampsinit, in verità

Nella magnificenza

Della sua regale bontà

Si degnò in compenso

Di procurarmi l'agiatezza.

 

Tuttavia il nuovo re

Non mi ha nominato poeta

Della sua corte, e parola mia

Quando il soggetto si presta

A vendicarmi mi intestardisco.

 

Mi tratta con disprezzo

Come un infimo poeta,

Perché libero scrittore

Ho svelato il suo crimine

Al popolo che egli opprime.

 

Ma stai in guardia a tua volta

Sovrano bonario,

Saprò un giorno vendicarmi

Se non vuoi farmi

Tuo poeta ordinario.

 


 

 

 

 

 

 

I Parte

 

Il re è morto

 

 

 

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RHAMPSINIT

 

Re degli Egiziani

Della ventesima dinastia,

Il più caduco dei cittadini

Dissipa in piaceri la sua vita.


 

 


 

 

 

 

 

 

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Ha posto in luogo sicuro e il suo trono e sua figlia

Il suo genero lo sostituisce

come capofamiglia

Regge in una mano

il liquore delle dame

E con l'altra il castigo.



 

 

 

 

 

 

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Popoli e donne

sono in questo modo diretti 

Così cortesemente 

Che il tesoro prospera 

E il re diventa nonno.


 


 


 

 

 

 

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Rhampsinit radioso quasi svenne 

di piacere.

 

 

 


 

 

 

 

 

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La gioia e la felicità in Egitto esplosero 

E tutti gli Egiziani presto si ubriacarono 

Anche l'autore ha lo spirito vacillante 

Ecco il perché di questa pagine sbilenca...

 



 


 

 

 

 

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Tutto passa tutto finisce 

E il grande Rhampsinit, così potente e così forte 

Un bel mattino fu ritrovato morto!!! 

Ah! Le entrate si abbassarono terribilmente

E molte banche crollarono istantaneamente.

 

 

 


 

 

 


 

 

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Senza troppo commuoversi 

I grandi naturalisti 

E sapienti erboristi 

Si misero in dovere 

Ad esercitare il loro sapere 

Ognuno a piacere manipola la mortale spoglia

Senza rovinarla troppo

Infine la cosa è fatta

La si ricopre di fiori

di gioielli di valori

E questo povero scheletro

Assume un aspetto festaiolo.

 

E il carro lentamente, segue i cortei funebri

Mentre Rhampsinit piange nelle tenebre

E altri si fanno flagellare le vertebre

 

 


 

 

 

 

 

 

 

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Il re dorme sotto questo duomo

E il regno

Ne vuole vivamente uno nuovo

Ben più giovane e più bello.

 


 

 

 

 


 

 

 

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Rasa del trono erede e senza più ragionare

Il suo sposo Ruppsippos sogna di governare

Il pezzente! E approfittando di un pranzo allegro

In cui il liquore antico

al suo cuore comunica

Una gioia angelica

L'amore deve, vedi, poetizzarsi

E suggelliamo presto una pace durevole

Gli dice, Rasa moglie mia adorabile

Con un amorevole e caldo bacio.

 

 

 

 


 

 

 

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Vi sono pesi troppo gravosi per la tua graziosa testa,

Il nostro figlio benamato ti dà molte preoccupazioni

E conoscendo le leggi del dovere coniugale

Voglio aiutarti, Rasa. Passami la corona.

 

Ah! ecco dunque scoperto il movente

Tu re! Lo dici e  osi pensarlo, hai lo spirito sconvolto?

 

Basta così! Vecchia mia sono il tuo padrone e tuo superiore,

Ah! la vostra audacia è senza eguali, ma piangerete il vostro errore.

 

 

 


 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

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Della prigione Rasa minaccia

Lui di prendere un gran coltello

E la discordia con ardore

Soffia un vento sterminatore

 

Vanno ognuno ad un angolo

Furente e a pugni chiusi

Uno schiavo accorre ventre a terra

Per informare il ministero

dell'imminenza della guerra

 


 

 


 

 

 

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Raffo, questo il nome del primo dei ministri

Uno stupido orgoglioso, il maestro dei pedanti

e la sua parlantina bugiarda, ben più del suo talento

Al re l'ha designato ad una carica eminente

 

Dapprima trema poi raduna

Rapidamente il parlamento

Ogni deputato sul suo cammello avanza

Nessuno volendo mancare alla grande seduta



 

 

 


 

 

 

 

 


 

 

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Con suo figlio Ruppsippos si diverte

Gli racconta i suoi progetti:

Vuole con sottigliezza e astuzia

Conquistare il cuore dei sudditi

Conosce l'umana debolezza

La stessa di oggi e di un tempo

E distribuisce con generosità

Le ricompense e le croci

 

Ma con spirito pratico

Che fa loro il più grande onore

Quest'ultimi vanno a vendere la reliquia

Al rigattiere

 

Ruppsippos che la sua polizia poco novizia

Istruisce con cura ogni giorno

Si dice: hanno malizia e vizio

Devo cercare un altro approccio





 

 

 

 


 

 

 

 

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Da quel momento nel silicio più duro della roccia

Fece intagliare la sua croce

Poi fece affiggere:
"Decreto. Le decorazioni

Saranno d'ora in poi inculcate

Con semplici applicazioni

Della nostra potente effigie

Leggermente al calore incandescente

Sul cuore dei sudditi

Detto fatto e firmato da Ruppsippos".

 

Ma la cosa più buffa in verità

È che coloro che si risolsero di ricevere questa celebrità

Malgrado la sua durezza

gridarono evviva più che poterono.

 

Rasa in preda ad ansie crudeli

fece chiamare i suoi fedeli.

 



 

 

 


 

 

 

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Della sala, i pilastri sordi

Risuonano al rumore dei discorsi

 

Dei fischi, dei bravo, dei colpi vengono scambiati

I pareri si ritrovano divisi a metà.

 

 

 

 

 


 

 

 

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Da questa parte vediamo di Rasa i sostenitori

Dall'altra di Ruppsippos i guerrieri insolenti.

 

Raffo immediatamente dell'assemblea

È proclamato il presidente

Un campanellino incrinato

Lancia a distesa il suo tintinnio.

 

Nessuno sa da dove cominciare

Ognuno vorrebbe dire una cosa bella

Per essere sicuro di meglio estromettere

il suo nemico comune

Ma nessuno osa.

 

Perdio, dice Ruppsippos che con rapido movimento

Salta alla tribuna senza paura, senza alcun timore.

 

"Popolo", egli dice, "la saggezza degli dei

Detta legge alla nostra intelligenza

E si rivela ai nostri sensi curiosi

Sempre attraverso la voce dell'umile innocenza

Prendiamo il nostro caro figlio

Dalla sua graziosa voce

Ascoltiamo ogni grido

È Dio che lo commanda".


 


 

 

 

 

 


 

 

 

 

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Il popolo in grida di approvazione scoppiò

Con  voce unanime la grossa nutrice

Recò il principe magnanimo

Padre dammi una dolce caramella

E stai pur certo

Che sarai re.

 

La cosa fu decisa così rapidamente

Rasa si fece molta bile e gli fece proclamare in città:

A domani l'incoronamento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[Traduzione di Massimo cardellini]

 

 

 

LINK al documento originale tradotto in francese:

 Roi, reine, prince: récit humoristique égyptien peint et écrit d'apres nature, l'an 1302 avant la naissance de J. C.

 

LINK al documento originale in tedesco:

Er, Sie, Es

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7 marzo 2011 1 07 /03 /marzo /2011 23:00

 

LE MALIZIE DI PLICK E PLOCK

 

 

Il pomo della discordia.

 

 

Dove si dimostra che, conformemente alle tradizioni più rispettabili, la mela non ha cessato di essere un frutto moralizzatore e, allo stesso tempo, un elemento di discordia.

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Plick e Plock sono penetrati nel ripostiglio della frutta (ecco una casa ben disordinata, si lasciano sempre le porte aperte).

-Guarda! Cos’è questo? dice Plick.

-Questo, risponde Plock che si ricorda del pallone all’idrogeno, è un’altra macchina rotonda, adatta a far saltare gli gnomi.

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-Ma no, replica Plick, è una mela! Ve ne sono tante come questa su un albero nel giardino… Aspetta! La faremo rotolare verso l’alto di questa tavola in salita che chiamano un piano inclinato…

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…e poi la caleremo con questa trave in fondo alla quale ho attaccato una corda.

Plock ammira l’immaginazione feconda di Plick.

-Poi ci allontaneremo.

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Tiro la corda!... allora la palla si mette a rotolare... Guarda, Plock! Ecco che si muove.

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Solo che, quando una mela rotola su un piano inclinato, acquista sempre più velocità. È esattamente ciò di cui si accorgono con spavento i Signori Plick e Plock, ahimè…

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Quando è troppo tardi... Ci si accorge sempre troppo tardi delle stupidaggini fatte. Sarebbe certamente meglio non farle. Plock ammira meno ora l'immaginazione di Plick.

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Proseguendo nella sua corsa, in virtù delle leggi immutabili della caduta dei corpi, la mela salta, rimbalza, risalta, ririmbalza e finisce con l’incontrare il cappello nuovo dello zio Anatolio che andava a fare una partita a carte dal cugino Pancrazio…

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poi rompe una lampada a gas, sfonda un magnifico pastello da 25 franchi (quadro compreso) rappresentante i tratti angelici della zia Aurora che il celebre pittore Blucobalto gli aveva appena consegnato per la sua festa su indicazione dello zio Gianni.

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Dopo di che, dopo aver fatto vedere in pieno giorno, le stelle al portinaio Nicola che svolgeva sulle scale tutti i compiti della sua carica…

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Va a infrangere un vetro della loggia e termina la sua corsa, allo stato di mela cotta, nella zuppa che la portinaia Serafina aveva preparato con amore per il suo sposo, signore e padrone.

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Questa catena di eventi conduce inevitabilmente a una discussione generale, vivace e animata tra i diversi attori del dramma.

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Tuttavia, Plick e Plock, doloranti e frastornati, considerano che quando sputano in aria è su di loro che la cosa ricade sul naso e che di conseguenza sarebbe preferibile non sputare affatto.

Plick e Plock diventeranno buoni?

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

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10 aprile 2010 6 10 /04 /aprile /2010 09:14

Un'altra simpaticissima storia ottocentesca, addirittura statunitense, per la serie Protofumetto. Essa è intitolata "La Macchina Volante" e risale al 1865 e narra delle avventure di un aeronauta che va a finire addirittura in Africa con il suo pallone. È indubbio che essa sia stata influenzata dal romanzo di Jules Verne Cinq semaines en ballon, edito nel 1863. Per rendersene conto basta confrontare l'illustrazione del pallone dall'edizione francese del romanzo, con il pallone del presente protofumetto statunitense che riproduciamo qui sotto.
 Verne--5-settimane--disegni-di-Riou---de-Montaut--1863.png

 

 

 

 


Merryman's Monthly Magazine (1865)

La Macchina Volante














(from scans sent by Robert Beerbohm)



 

LINK al post originale:
Early Comics Archive
 
[A cura di Massimo Cardellini]
 

 



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9 marzo 2010 2 09 /03 /marzo /2010 08:00

Una tavola interessantissima questa di Grandville, degna, come tante altre da lui disegnate, di essere qualificata come "surrealista".  Benché la rappresentazione grafica di questa incisione consista in un'immagine, non si tratta però di un'immagine nel senso tradizionale del termine. Lo stesso titolo della tavola parla di un sogno o meglio ancora di un incubo e ciò ci consegna la chiave fondamentale dell'espediente tecnico usato dal geniale illustratore francese.

Del sogno Grandville utilizza una funzione evidenziata da Freud molti decenni dopo e cioè la condensazione, la concentrazione di più significati in una forma ben precisa fungente da significante. Anche il meccanismo dello spostamento, altra fondamentale funzione dell'attività onirica è utilizzato in questa straordinaria opera. Il soggetto del discorso è affrontato nell'incubo subito da un criminale attraverso elementi apparentemente estranei ma che alla fine si rivelano essere strumenti della sorte per punirlo (in sogno ovviamente e cioè l'essere minacciato da un essere marino gigantesco e mostroso). La punizione consiste già nel dover ricordare ripetutamente e magari sotto forme diverse il gesto criminoso compiuto chissà quanto tempo fa e cioè l'uccisione di un uomo in un posto isolato accanto ad un bosco non distante da una croce.

Nell'incubo la croce si trasforma in una fontana da cui scroscia in modo impetuoso del sangue, i due getti si trasformano graficamente in mani imploranti, la coppa della fontana si trasforma nel copricapo di un giudice, la croce invece in una spada simbolo di giustizia; le mani supplicanti in una mano simbolo anch'essa della legge che regge la bilancia della giustizia. Uno dei piatti della bilancia è rappresentato con la forma di un occhio sormontato da un sottile sopraciglio che si ingrandice nell'immagine successiva sino a precipitare dal cielo verso il mare descrivendo un ampio arco sino a diventare un grande uccello oscuro e l'occhio precipitando in mare trasformarsi un mostro marino dotato di fauci dai denti accuminati.

A nulla serve la fuga del criminale sul dorso di un cavallo snello e veloce, anch'egli precipita in mare insieme all'occhio che trasformandosi nel gigantesco pesce già citato azzannerà il criminale ad un piede raffigurando così la celebre metafora del rimorso come morso della coscienza. Soltanto la sua fuga verso un'eterea croce posta a riva, simbolo di redenzione potrebbe costituire la  sua salvezza. Se si pensa che l'autore era un repubblicano ferocissimamente anticlericale, questa tavola appare ancora più insolita di quento non si possa pensare, ma pur di esprimere la propria incontenibile carica visionaria Grandville, in questa occasione non si è esentato dal ricorrere a luoghi comuni che aborriva, personalmente gliene sono grato.




Grandville

(1847)






LINK al post originale:
Early Comics Archive
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1 marzo 2010 1 01 /03 /marzo /2010 08:00

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Frontespizio dell'Almanacco Uylenspiegel del 1861 da cui è stata tratta la spassosissima storia del Signor Coremans.

 

Il Signor Coremans
al tiro nazionale



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PRESENTAZIONI

Il Signor Coremans


La sua professione. Ex coltellinaio, guardia civica, assessore di Jodoigne-Souveraine




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La sua età. -35 anni.
Il suo colore politico. -Abbonato a l'Étoile belge.
I suoi principi. -Professa la religione dei suoi padri.
La sua ambizione. -Essere ministro della guerra, ricevere la croce di Leopoldo, chiamarsi barone Coremans.
Le sue usanze. -Approva la destituzione di Mestriau e dà pizzicotti alle cameriere.
I suoi gusti. In letteratura: Béranger, Scribe, Ponsard.
In pittura: i quadri di Wiertz, il permesso di dieci ore e gli addii di Poniatowski alla sua sposa.
In musica: i carillon.
In scultura: i nudi.
La sua allegria: -Canta Più siamo e più matti ci sono e fa dei giochi di parole alle signora offrendo loro delle pere cosce.
I suoi pensieri. -Non si ha che una vita da vivere, -È l'ambizione che ha portato Napoleone alla perdizione, -Il cane è l'amico dell'uomo, -I Polacchi saranno sempre Polacchi.
I suoi maloro. -Ha una fistola all'orecchio ed un nipote che fa il pittore.
I suoi desideri. -Vedere la fistola sparire ed il nipote impiccato.

LA SIGNORA COREMANS.
Nata Eulalie Fruchet, a Namur, sulla grande piassa, -influenza dalla nascita, dice mio bon amigo  al posto di mio buon amico e Mattalena invece di Maddalena.


 

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Segni particolari. -Troppo particolari.

Capelli. -Di una grande nerezza che diventa potente.

 

Dettagli intimi. -Riesce a fare la confettura di mele cotogne, -Non è capita dal Signor Coremans, -legge Montépin di nascosto, -avrebbe voluto essere amata da un artristra!!!

 

Arthurine, Bianca, Léandre, Amour, Napoleone e Toto Coremans, frutti di lettura di Montépin.

 

N.B. -Diffidare della primogenita che canta sempre sola Oh, mio Ferdinando!

 

Dora. -Personaggio muto, -ha molto amato.

 

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Il Signor Coremans saluta la sua sposa nata Fruchet


Tutta Jodoigne-Souveraine vuole vedere passare l'intrepido Coremans


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Il Signor Coremans prende la strada Regia di Jodoigne-Souveraine.

Il Signor Coremans si allontana.

Il Signor Coremans si allontana sempre di più.

Il Signor Coremans raggiunge l'estremità della strada.


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Il Signor Coremans scortato da alcuni abitanti di Jodoigne-
Souveraine arriva alla stazione.

Dove si affretta un po' per prendere un biglietto di 2a classe.



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Il Signor Coremans è obbligato ad effettuare numerose prese di tabacco da fiuto durante il tragitto.

Saluta la Capitale con un passo che farebbe arrossire tutta Jodoigne.

Ma che finisce male.



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Nella sua fretta, il Signor Coremans non si accorge che solleva rapisce una giovane inglese minorenne.

Il Signor Coremans protesta la sua innocenza e le buone intenzioni del suo governo.



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Il Signor Coremans continua a protestare la sua innocenza e le sue buone intenzioni...

La pioggia permette al Signor Coremans di fuggire dalle mani della perfida Albione.


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Il Signor Coremans ottiene una giusta ovazione passando davanto al Café Suisse.

Il Signor Coremans scende felicemente a Lion-Belge.




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Il Signor Coremans si reca verso la parte alta della città.

Il Signor Coremans si reca verso la parte bassa della città

Il Signor Coremans incontra il cugino e la cugina Fruchet.

Con i quali sale alla colonna del Congresso.



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1° Piano.

2° Piano. L'oscurità aumenta.

3° Piano. L'oscurità aumenta ancora!

4° Piano. Il Signor Coremans chiede di vedere il punto di vista.



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Salvi, mio Dio!!

Il Signor Coremans abbraccia gli stivali del suo sovrano; la cugina Fruchet lo aiuta nel suo pio dovere.

Il Signor Coremans si reca verso la parte alta della città.

Cosa sta facendo? Amore e mistero!

Il Signor Coremans si reca verso la parte bassa della città.



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Il Signor Coremans va all'esposizione delle belle arti e fa gli onori, militari ad un grande dignitario che incontra sulla porta.

Vedendo il negro di Van Hove, il Signor Coremans cessa di essere sostenitore dell'emencipazione dei neri.


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La Leda di Fassin gli fa nascere rosee idee ma colpevoli in un uomo sistemato e padre di sette figli; il Signor Coremans è turbato...

Il Signor Coremans esce sempre più turbato...


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Il Signor Coremans si reca verso la parte alta della città.

Il Signor Coremans si reca al tiro nazionale.

Dove il Signor Coremans ottiene un bianco.



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E due neri...

Il Signor Coremans si reca verso la parte bassa della città.

Il tempo di mangiare una bistecca alla Faille Déchirée.

Il Signor Coremans si reca alle Milles-Colonnes.


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Dove fa la conoscenza di amabili giovani persone ai quali spiega i meccanismi dell'amministrazione comunale di Jodoigne-Souveraine.

Il Signor Coremans avendo manifestato il desiderio di conoscere alcune celebrità, uno degli amabili giovani si affretta a presentargli Louis Hymans.

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Poi Bertram dell'Office de Publicité

Poi Carman. -Il Signor Coremans che ha visto Carman nel Guglielmo Tell lo trova cambiato; Carman risponde che è per l'età e l'aria della Normandia... per Bèrat.


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Il Signor Coremans invita Carman a lasciare il teatro. - Carman acconsente se il Signor Coremans vuole terminare la festicciola di famiglia con l'offerta di un giro di qualcosa...

Il Signor Coremans termina la piccola festa di famiglia e propone un brindisi al clero della sua diocesi.


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Il Signor Coremans propone due brindisi ai difensori della Santa Sede.

- Le opinioni politiche degli amabili giovani persone non permette loro di accettare questo brindisi, essi pregano il Signor Coremans di lasciare la festicciola.

Il Signor Coremans si reca nella parte alta della città.

Il Signor Coremans vi cerca qualcosa.

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Il Signor Coremans non trovando ciò che cerca si reca nella parte bassa della città.

Il Signor Coremans volendo ritrovare Carman si reca a teatro.

Vedendo il baritono, il signor Coreman riconosce che ha avuto a che fare con un falso Carman.


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Disperato, il Signor Coremans va a vedere Rigolboche alle Nouveaités, -e tiene un contegno che tutta Jodoigne-Souveraine avrebbe giustamente disapprovato.

Il Signor Coremans si traveste da ragazzo di coro per giungere sino a Rigolboche. -La ballerina colpita acconsente di cenare con lui.

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Il Signor Coremans nell'ebbrezza del trionfo le giura di farla nominare borgomastro di Jodoigne-Souveraine.

Il Signor Coremans cerca di imitarla nei suoi esercizi.

- Orribile!!!!


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Le Due del mattino.

Le Tre del mattino. Il Signor Coremans avendo dimenticato del tutto la sua dignità intona un discorso improntato ai principi più anti-sociali.


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Le Quattro del mattino. - Arrestato da un agente di polizia, il Signor Coremans gli chiede di recarsi versa la zona bassa della città.

Avendo declinato le sue generalità, qualità e professione, il Signor Coremans è posto su di un convoglio in uno scompartimento speciale con i riguardi dovuti al suo sesso.


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Il Signor Coremans piomba in un grande incubo!

Il signor Coremans piomba tra le braccia della Signora Coremans, nata Eulalie Fruchet, che lo richiama alla realtà mostrandogli la sua nomina a sindaco di Jodoigne-Souveraine.


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Dora era stata dimenticata!!! Cosa ne è stato?

Si era recata verso la parte bassa della città... nessuno l'ha più rivista da allora.

E allora il sultano Schahabaham dice a Félicien Rops: -Raccontaci dunque una di quella storie assurde che narri così male...

 



 

[Traduzione di Massimo Cardellini]
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26 febbraio 2010 5 26 /02 /febbraio /2010 08:00

Un raro esempio di storia ad immagini con tanto di filatterio, o fumetto come diciamo in Italia, termine designante sempre qui da noi anche un particolare genere di narrativa ad immagini, filatterio presente in ben tre vignette. In realtà il filatterio è molto più antico e di secoli, come abbiamo già visto nel post dedicato ad un opera di Raimondo Lullo del XIV secolo, e nel corso del tempo lo si è rintracciato in molte opere sia manoscritte sia a stampa, come avremo modo di vedere in futuro.


William Heath (1830)




Volume 1, issue 7, page 3, July 1st, 1830, of The Looking Glass.   
(From the collection of Doug Wheeler)  
 


LINK al post originale:
Early Comics Archive


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25 febbraio 2010 4 25 /02 /febbraio /2010 09:08


Un'altra storia ad immagini di natura pubblicitaria, risalente a tempi in cui non si leggevano scritte del tipo che il tabacco nuoce gravemente alla salute o simili. Una storia comunque che non ha bisogno di traduzione tanto il suo inglese è semplice. Una storia addirittura a lieto fine, un tabacco che mette tutti d'accordo per il suo gradevole aroma, non soltanto le mogli ma persono, udite! le suocere! Vai con il fumo passivo...

Niente date, purtroppo, ma la qualità del disegno e la tecnica a colori, che non può che essere litografica, fa pensare agli ultimi decenni del XIX secolo.



Blackwell's


Una storia in sette capitoli














LINK al post originale:
Early Comics Archive

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24 febbraio 2010 3 24 /02 /febbraio /2010 08:00



Come stancarci di Wilhelm Busch? Un'altra tavola d'annata con il suo solito spirito sadicoide e pregna di umorismo nero.

 

Wilhelm Busch


Der gewandte, kunstreiche Barbier und sein kluger Hund

The artful Barber and his clever Dog

L'abile e creativo Barbiere ed il suo cane intelligente






















































































 


Link all'opera:
 
LINK ad un video You Tube di questo post con sottofondo musicale:
 
 

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