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20 settembre 2014 6 20 /09 /settembre /2014 05:00

La storie canine di Adolphe Oberländer

 

Dopo le storie dei fili di ferro del Fliegende Blätter, continuiamo l'esplorazione del Fliegende Blätter: oggi una selezione di pagine disegnate da Adolf Oberländer (1845-1923) aventi come punti comuni di mettere in scena dei cani... Per gli amanti di questo disegnatore (e di questa rivista), consigliamo il sito Coconino.fr che ne riproduce regolarmente numerosi disegni, con molta cura.


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Adolf Oberländer, "Rache einer Hauskatze", Fliegende Blätter, Vol. 67, n° 1685, 1877.

Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de

 

 

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Adolf Oberländer, "Der herr Professor und sein neuer Hund", Fliegende Blätter, Vol. 69, n° 1731, 1878.

Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de

 

Questa tavola ha ispirato Paul Steck (1866-1924) che ha ripreso la storia per una tavola della tipografia Quantin edita nel 1895.

 

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Adolf Oberländer, "Was Einem passiren kann u. u.", Fliegende Blätter, Vol. 81, n° 2057, 1884.

Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de

 

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Adolf Oberländer, "Das Hundecomplot", Fliegende Blätter, Vol. 83, n° 2084, 1885.

Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de

 

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Adolf Oberländer, "Die Gras-Mähmaschine", Fliegende Blätter, Vol. 101, n° 2556, 1894.

Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de

 

 

 

Antoine Sausverd

 

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

 

LINK al post originale:

Les histoires canines d’Adolf Oberländer

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12 luglio 2014 6 12 /07 /luglio /2014 05:00

Un nuovo numero di "L'Assiette au Beurre" illustrato da Gustave Jossot, i cui meriti come autore di satira politica e sociale ma anche della mentalità e dei costumi correnti alla sua epoca, stanno riscuotendo sempre più credito nel suo stesso paese natio, tanto da aver meritato un certo numero di ristampe negli ultimi anni e anche una mostra a Parigi l'anno scorso.

 

 

 

 

 

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LINK al post originale:

Mediocratie

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30 aprile 2014 3 30 /04 /aprile /2014 05:00

Tutto Töpffer (o quasi) digitalizzato

 

Rodolphe Töpffer, pagina di presentazione delle opere dell'artista posta in fondo a Histoire d’Albert, Ginevra, 1845. Fonte: Gallica.bnf.fr

 

Un anno fa, in occasione del "Festival de la bande dessinée" di Angoulême e del suo bel manifesto disegnato dal suo presidente Art Spiegelman, evidenziavamo la difficoltà di trovare delle versioni digitalizzate degli albi della "letteratura a stampe" di Rodolphe Töpffer. In conclusione, lanciavamo un appello a ogni editore, piattaforma o sito che fosse interessato alla digitalizzazione di quest'opera. È stato udito? Sia quel che sia, Gallica ha posto in rete da novembre sette di queste opere provenienti dalle collezioni del dipartimento delle Stampe della BNF. Ecco la liste.

 

Histoire de Mr Jabot [Storia del signor Jabot]

 
Creazione: 1831. Data della prima pubblicazione: 1833.

 
Versione disponibile su Gallica: prima edizione, autografata presso J. Freydig, a Ginevra, 1833.

 

 

Monsieur Crépin [Il signor Crépin]

 
Creazione: 1837. Data della prima pubblicazione: 1837. Versione disponibile su Gallica: contraffazione edita da Aubert, Parigi, 1839. Le pagine di quest'esemplare, senza copertina, sembrano non essere state tagliate e assemblate.


Les amours de Mr Vieux Bois [Gli amori del signor Vieux Bois]

 

Creazione: 1827. Data della prima pubblicazione: 1837. Versione disponibile su Gallica: Autografato a Ginevra, 1839. Seconda edizione comprendente 22 disegni in più rispetto alla versione originale.

 


Monsieur Pencil [Il signor Pensil]


Creazione: 1831. Data di prima pubblicazione: 1840. Versione disponibile su Gallica: prima edizione del 1840 autografata dall'autore a Ginevra. Litografia di Schmid.


Le Docteur Festus [Il dottor Festus]

 
Creazione: 1829. Data della prima pubblicazione: 1840. Versione disponibile su Gallica: prima edizione del 1840 autografata sall'autore a Ginevra. Litografia di Schmid.


Histoire d’Albert [Storia di Albert]

 
Creazione: 1844. Data della prima pubblicazione: 1845. Versione disponibile su Gallica: prima edizione del 1845 firmata con lo pseudonimo Nantua. Autografata dall'autore a Ginevra. Litografia di Schmid.


Histoire de M. Cryptogame [Storia del signor Cryptogame]

 
Creazione: 1830. Data della prima pubblicazione: 1846. 
Versione disponibile su Gallica: edizione del 1846 edita da J. J. Dubochet a Paris. Tipografia Lacrampe et Cie. Versione incisa da Cham e pubblicata in origine sulla rivista francese L’Illustration da gennaio ad aprile 1845.


 

 

I riferimenti di quest'articolo provengono da "Essai de bibliographie" di Pierre Cailler (tratto da Œuvres complètes de Rodolphe Töpffer, tome 11, Skira, Genève, 1845) che mettiamo a disposizione in PDF qui.

 

Vedere le altre opere di Rodolphe Töpffer consultabili su GallicaEssai de physiognomonieVoyage autour du Mont Blanc, Nouvelles genevoisesRéflexions et menus propos d’un peintre genevois, ecc.

 


 

Antoine Sausverd

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

LINK al post originale:

Tout Töpffer (ou presque) en numérique

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11 aprile 2014 5 11 /04 /aprile /2014 05:00

Ricordi del canottaggio (1859-1861)

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Antoine Sausverd

 

Si tratta di un documento eccezionale presentato il 19 settembre 2012 con il numero 27 in occasione della vendita all'asta dell'antica collezione A. Fildier organizzata dalla casa Ader a Parigi. Datante agli anni 1859-1861, quest'albo di 172 pagine è composto da 676 disegni di varie dimensioni [1], con sotto ad ognuno una didascalia manoscritta. Thierry Bodin, uno degli esperti della vendita, presenta quest'albo così: "Prezioso documento, vero fumetto sugli inizi della moda del canottaggio sulla Senna e dei bagni nei pressi di Croissy e della Grenouillère, e sui paesaggi della riva della Senna alcuni anni prima dell'avvento degli impressionisti. I due autori di questo albo sono un certo Verdier, il principale redattore (…), e il suo amico Oscar Duflot, (…). Sono i due eroi di questi ricordi di canottaggio nei pressi di Croissy (Yvelines), di allegre esercitazioni, che amano gli scherzi, come testimoniano le didascalie dei disegni, spesso impreziosite da citazioni letterarie, da riferimenti teatrali o liriche".

 

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"Il loro canotto si chiama Il Rosso e il Nero (portano un berretto rosso e nero, camicia rossa e giacca nera), ma utilizzano altri canotti: il Bul Bul (o Bull Bull), il Kankan e il Petit Poucet. Il loro quartier generale, per la tavola e il dormire, è presso Seurin-Trumeau, a Île de Croissy, "pescatore mercante, commerciante di vini, ristorante, camere ammobiliate, zeppe di pesce & fritture, battello passeggeri", di cui 4 fatture sono incollate sull'albo".

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Si uniscono ai nostri due eroi numerosi amici e signore (a volte indicati con il loro nome: Francisque, Albert, Pauline, ecc., dei siporannomi o delle iniziali come Mme C. G.), tra i quali Nivière, Carcano, i Kelp (di Rueil), Laurenceau (o Laurençot), Fessard, Pussey, Martini, Mme Mally, Mme Blanc, i giornalisti Paul Dollingen, Devernay e Charles Yriarte, Fadard(t), Gustave Leroux, de Perceley, Gancel, Minaux, Henry Herbin, Henry Turpin, Argy, ecc.


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"L'albo si apre sulla fine della parte di Domenica 23 ottobre 1859 (2° disegno), poi le parti del 30 ottobre (40°) e del 6 novembre (41°). Seguono le 26 parti del 1860, dal 6 maggio al 28 ottobre. Dopo dei "Ricordi di Croissy" (1858-1860), viene l'anno Anno 1861, dal 21 avril (1a parte) alla 13a parte del 29 settembre 1861, che termina l'albo".

 

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"Oltre gli episodi dettagliati e le diverse peripezie delle parti di canottaggio, i bagni, le partite di pesca, le riunioni amichevoli, le galanterie con le signore, le passeggiate, i pasti, i giochi (bigliardo, bocce, pallone…), le danze e le musiche, le acrobazie e dimostrazioni di ginnastica, i nostri autori hanno rappresentato sui loro acquarelli e disegni dei luoghi e delle personalità che fanno di quest'albo un'interessante testimonianza".

 

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Per maggior dettagli su quest'albo, basta far riferimento all'informativa del catalogo che dà soprattutto la ritrascrizione delle didascalie delle prime pagine; essa indica le valutazioni di quest'albo: da 10 a 15 mila euro. Infine, insisteremo sulla singolarità di quest'albo che non era destinato ad essere pubblicato e dunque portato a conscenza del pubblico. La sua consultazione non superava la cerchia degli autori e dei loro conoscenti.

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Si conoscono alcuni precedenti che risalgono approssimativamente allo stesso periodo. Ma quest'ultimi sono giunti sino ai nostri tempi grazie alla fama dei loro autori che si sono distinti in altre arti. Così, Alfred de Musset realizzò verso il 1840 un "fumetto autobiografico" che narrava "con umorismo il cocente ricordo di una sconfitta: come il poeta Alfred de Musset (trent'anni) malgrado il suo fascino, la sua fama e dei suoi doni, non riuscì a sedurre né a sposare la giovane (diciannove anni) e talentuosa cantante Pauline Garcia" [2].

 

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L'albo dei canottieri prova che un altro uso del fumetto era allora ancora concepibile. Questi ricordi sono disegnati e ritrascritti per il semplice piacere di conservare una traccia di quei momenti passati tra amici. Fuori dall'editoria e le costrizioni commerciali alle quali esso sono all'epoca sottoposte e dipendenti, le storie a immagini possono svilupparsial di là, e partecipano, già, "dell'erosione progressiva delle frontiere" sollecitata dalla rivista L'Éprouvette.

 

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Antoine Sausverd

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 


 

LINK al post originale:
Souvenirs de canotage (1859-1861)

 

[1] Questi 676 disegni sono composti da 555 acquarelli, 41 monocromi, 65 disegni a pennino e 15 alla matita.

 

[2] Mireille Dottin-Orsini, "Alfred de Musset, auteur de bande dessinée", Neuvième Art, n° 11, ottobre 2004. Le diciasette tavole di Mariage de Pauline Garcia avec Louis Viardot sono consultabili integralmente al seguente indirizzo: Mariage de Pauline Garcia avec Louis Viardot

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31 gennaio 2014 5 31 /01 /gennaio /2014 06:00

Rodolphe Toepffer (1799-1846), il primo autore moderno di fumetti?

 


 Autoritratto molto fumettistico di Rodolphe Toepffer (1799-1846)



Negli ultimi decenni, la ricerca storica concernente quella che spesso è chiamata narrativa grafica, ha individuato in modo incontrovertibile quale autentico inventore del cosiddetto fumetto, lo svizzero Rodolphe Toepffer, il cui nome si scrive anche Töpffer, autore di almeno sette storie.

 

Nato a Ginevra il 31 gennaio 1799, il padre, Wolfgang-Adam, era un noto pittore cittadino. Compì gli studi in Collegio, poi lettere all'Accademia di Ginevra. Il giovane Rodolphe è fermamente deciso a diventare pittore. passa oramai la maggior parte del tempo nel laboratorio del padre e lo segue nei suoi spostamenti.

 

Di modeste origini, suo padre era sarto, Adam Töpffer è accolto nella buona società ginevrinagrazie ai suoi talenti artistici ed alla "vivacità" della sua conversazione. Quest'ascesa sociale sarà rinforzata dal matrimonio della sorella maggiore di Rodolphe, Ninette, con il collezionista ginevrino François Duval, proveniente da una famiglia di gioiellieri installata a San Pietroburgo.

 

Con la morte nell'anima, Rodolphe Töpffer deve rinunciare alla pittura a motivo di disturbi oculistici (la sua vistasarà sempre più disturbata da quel che egli chiama le sue "grenouilles" [rane] o "filoches" [filaccia]). "Ogni illusione termina. Addio, idee di fama, di talenti, anche di gloria. Tutto ciò se n'è andato, e non lascia quasi nulla per consolarmi". Si rassegna a dedicarsi all'insegnamento, e soggiorna a Parigi dall'ottobre del 1919 al giugno del 182o per proseguire i suoi studi di letteratura. Ne approfitta per visitare dei musei e delle collezioni private, incontrare degli artisti e assitere a degli spettacoli.

 

Rodolphe Töpffer entra comeassistente alla pensione del pastore Heyer e compie l'anno successivo le su prime escursioni con gli allievi. Sposa Anne-Françoise Moulinié (1801-1857), detta Kity, il 6 novembre 1823. Crea il suo proporio pensionato, nella casa della "place Maurice" sul viale  Saint-Antoine, e pubblica in greco le Harangues politiques de Démosthène [Arringhe politiche di Demostene].

 

Rodolphe Töpffer porterà oramai i suoi allievi una o due volte all'anno in "gita scolastica" attraverso la Svizzera, la Savoia e l'Italia. Di ritorno a Ginevra, ne redigerà i racconti illustrati, dapprima sotto forma di albi manoscritti, poi, a partire dal 1832, come autografie. La signora Töpffer fa a volte parte della truppa. È la "presenza femminile" che "viaggia per il sollievo dei feriti, e il divertimento di coloro che si comportano bene. Porta un velo verde, e una piccola farmacia nella sua borsa".

 

Rodolphe Töpffer pubblica anonimamente la sua prima critica d'arte, una rivista dell'esposizione che si tiene quell'estate al Museo Rath di Ginevra. Scrive molte commedie recitate dai membri del suo pensionato. Kity dà alla luce dei gemelli, che non vivranno. Nasceranno in seguito Adèle-Françoise nel 1827, François nel 1830, Jean-Charles nel 1832, che diventerà scultore, e Françoise-Esther nel 1839.

 

Rodolphe Töpffer pubblica anonimamente la sua prima critica artistica, una rivista dell'esposizione che si tiene quell'estate al Museo Rath di Gonevra. Scrive alcune commedie che allestito poi nel suo pensionato.

 

Kity dà alla luce dei gemelli che non vivranno. Nasceranno in seguito Adèle-Françoise nel 1827, François nel 1830, Jean-Charles nel 1832, che diventerà scultore, e Françoise-Esther nel 1839.

 

Rodolphe Töpffer compone la sua prima storia disegnata, Les amours de Mr Vieux Bois [Gli amori del signor Boscovecchio], che pubblicherà dieci anni dopo e che sarà portato sullo schermo nel 1921. Pubblicazione di un primo libello intitolato Réflexions et menus propos d'un peintre genevois; [Riflessioni e buoni propositi di un pittore ginevrino o Saggio sul Bello nelle arti]; dieci altri seguiranno sino al 1843, veicolanti le opinioni di Rodolphe Töpffer sull'estetica, lo stato delle arti a Ginevra e a volte la politica ginevrina. Una selezione di questi opuscoli aumentata di testi inediti verrà pubblicata postuma a Parigi con il titolo Réflexions et menus propos d'un peintre genevois ou Essai sur le Beau dans les arts (1848).

 

Goethe ammira i racconti di viaggio illustrati e le storie disegnate che Rodolphe Töpffer gli ha fatto avere. Quest'elogio convince l'autore a pubblicare sotto forma di autografie il suo Excursion dans les Alpes e, l'anno seguente, Histoire de Mr Jabot. È così che nel 1832 escono le sue prime storie. È nominato professore di retorica all'Accademia il 17 ottobre.

 

Testimoniano del successo riportato dal genere, i plagi di l'Histoire de Mr Jabot, di Mr Crépin e di Amours de Mr Vieux-Bois che escono a Parigi. Rodolphe Töpffer publicherà anche un romanzo intitolato Le Presbytère.

 

La reputazione europea di Rodolphe Töpffer è consacrata dalla pubblicazione di Nouvelles genevoises presso l'editore parigino Charpentier e dalla pubblicazione di un lungo studio del critico francese Sainte-Beuve in Revue des deux mondes. Tuttavia, i primi sintomi della malattia che lo vincerà (una "ipertrofia della milza") si manifestano già. Farà nel corso degli anni successivi delle cure a Lavey e a Vichy.

 

Membro del Consiglio rappresentativo di Ginevra dal 1834 al 1841, Rodolphe Töpffer si oppose decisamente all'ascesa del Radicalismo, di cui farà beffe del capo in Histoire d'Albert. Il movimento ottiene una prima vittoria nel 1841, in seguito a ciò Töpffer partecipa alla redazione del conservatore Courrier de Genève.

 

Publication dei Essais d'autographie [Saggi di autobiografia]

 

Le couple hérite de la mère de Kity la propriété de Cronay. C'est dans cette "maison des champs" qu'il chérit que Rodolphe Töpffer exécute une partie des révisions nécessaires à la publication des Voyages en zigzag chez son cousin l'éditeur parisien J.-J. Dubochet. L'ouvrage, illustré d'après les dessins de l'auteur, paraît en 1844.

 

Dubochet publie une édition des Nouvelles genevoises enrichie d'illustrations gravées d'après les dessins de l'auteur. Parution à Genève de l'Essai de physiognomonie et, sous forme de feuilleton, de Monsieur Cryptogame dans le magazine français L'Illustration, avec des dessins réinterprétés pour la gravure sur bois par le caricaturiste Cham. Rodolphe Töpffer vend son pensionnat.

 

Rodolphe Töpffer meurt le 8 juin dans son appartement de la Cour Saint-Pierre. La presse genevoise et celle de Paris feront largement écho à cette mort, Sainte-Beuve ne consacrant pas moins de trois notices à Töpffer l'année même.


Paraîtront de manière posthume le roman Rosa et Gertrude (1847), lesRéflexions et menus propos d'un peintre genevois ou Essai sur le Beau dans les arts (1848) et lesNouveaux voyages en zigzag(1854), ainsi que de nombreuses rééditions et plusieurs traductions de ses œuvres. Le Musée Rath de Genève lui consacrera, en même temps qu'à son père, une rétrospective en 1946.

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

 

LINK al sito svizzero della società di studi Toepfferiani
Société d'études töpffériennes

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28 dicembre 2013 6 28 /12 /dicembre /2013 06:00

François Kupka - Le Religioni

 

 

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14 novembre 2013 4 14 /11 /novembre /2013 06:00

"Il geniere Gruyer" di Eugène Le Mouël

 

di Antoine Sausverd

 

 

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 Eugène Le Mouël, "Le sapeur Gruyer" [Il geniere Gruyer],
Tipografia artistica della casa Quantin, Serie 1, tavola n° 14, 1886.
(c) MovE – Provincie Oost-Vlaanderen.

 

 

Un geniere ne nasconderebbe un altro? Dopo l'accostamento che abbiamo fatto con la prima storia di Little Nemo, la tipografia della casa Quantin sarebbe anch'essa all'origine di uno degli altri capolavori del fumetto? È ciò che lascia supporre "Il geniere Gruyer", tavola disegnata da Eugène Le Mouël nel 1886 [1]. Esamineremo infatti come questo fante ricorda in modo inquietante quello ben più celebre disegnato da Christophe, il geniere Camember. Perché prima di apparire in albo nel 1896 presso Armand Colin, Les facéties du sapeur Camember [Le facezie del geniere Camember] apparvero a puntate a partire dal 4 gennaio 1890 in Le Petit Français illustré, ossia quattro anni prima della tavola di Le Mouël.

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Christophe, "Comme quoi le sapeur Camember n’a plus froid aux pieds" [Come e qualmente il geniere Camember non ha più freddo ai piedi], Le Petit Français illustré, n° 45, del 4 gennaio 1890. Fonte: Gallica.bnf.fr

 

A prima vista, questa tavola inaugurale del geniere di Christophe non ha molto a che vedere con lo scenario dell'immagine Quantin. Nelle due storie, il berretto peloso, copricapo regolamentare di questo militare della fanteria sino alla fine del Secondo Impero, è l'accessorio principale della gag: Camember riesce a riscaldarsi i piedi infilando il suo copricapo prendendo ad esempio lo scaldapiedi del suo colonnello. Il geniere Gruyer, lui, riposando contro una facciata della caserma, si libera dal suo berretto peloso che depone ai suoi piedi. La cuoca passando da quelle parti si accorge di questo copricapo all'angolo del muro e la scambia per una besta irsuta. Chiamato in aiuto, il colonnello del regimento si inganna anch'egli. Tenta di cacciar via la bestia a colpi di canna e gli spara con la pistola. Il geniere nascosto dietro il muro ride alla grande per quest'equivoco. Poi, esca da dietro il muro e annuncia che ha ucciso il mostro. Il giorno seguente, il colonnello presenta il salvatore alla sua famiglia, gli promette una medaglia e gli offre la mano della cuoca.

 

I due disegnatori non hanno la stessa concezione in quanto alle disposizioni intellettuali rispettive dei loro eroi... La trovata del geniere di Le Mouël volge a suo vantaggio, mentre la semplicità di spirito di Camember è all'origine di molte disavventure, incidenti e altre situazioni comiche che gli accadranno durante la sua carriera (1890-1896). Ma posta da parte questa divergenza di carattere, il geniere di Le Mouël prefigura in numerosi punti quello di Christophe: innanzitutto, i due militari sono dotati di una capigliatura rossiccia [2]. Ma soprattutto sono entrambi provvisti di un patronimico tratto da un nome di formaggio, che è, eliso in modo simile dalla sua lettera finale! (camembert e gruyère).

 

Alla lettura della totalità delle avventure del geniere Camember che possiamo leggere raccolte nell'albbo edito da Armand Colin, altri elementi della storia del geniere Gruyer riaffioreranno più tradi presso Christophe. La stessa cosa è per la distribuzione dei personaggi: oltre al militare dal copricapo peloso, le due storie mettono in scena un colonnello, capo di reggimento, e la sua sposa (chiamate Baderne nella tavola Quantin) ma anche una cuoca, il cui nome è Victoire presso Christophe e Adèle presso Le Mouël.

 

Si noterà anche che le due storie terminano nella stessa e felice maniera: ogni volta, il geniere s'improvvisa salvatore, viene decorato per il suo gesto di coraggio e ottiene la mano della domestica del colonnello [3].

 

I dialoghi delle due storie evidenziano la provenienza regionale di alcuni personaggi. Presso Le Mouël, il geniere "figlio dell'Alsazia" si esprime con l'accento pronunciato della sua regione natia ["Il s’est envui, le monsdre, mais chai gouru abrès et che l’ai dué"). Presso Christophe, è la signorina Victoire, la cuoca, a possedere la particolarità di una simile elocuzione.

 

 

Il botanico e il poeta

 

Christophe e Eugène Le Mouël si conoscevano? Se Eugène Le Mouël (nato nel 1859) e Christophe (nato nel 1856) fanno parte della stessa generazione, i loro percorsi  sono piuttosto differenti. Studente della Normale, professore di scienze naturali poi vice direttore del laboratorio di botanica alla Sorbona, il percorso professionale di Georges Colomb (il vero nome di Christophe) rappresenta quanto vi è di più serio e compiuto.

 

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Somiglianti quanto i loro genieri... A sinistra, Eugène Le Mouël, ritratto da Paul Leroy nel 1896 e a destra Georges Colomb detto Christophe, verso il 1915.

 

 

Eugène Le Mouël, invece, ha scelto la bohème e la carriera artistica. Nato da un padre bretone e da una madre normanda il 24 marzo 1859 a Villedieu-les-Poêles, si trasferisce a Parigi per cercare lavoro e trova un impiego nelle Ferrovie dello Stato, Ma si dimette molto presto per dedicarsi al disegno e alla scrittura. Frequenta gli Hydropathes, gli Hirsutes e il cabaret Chat Noir.

 

Sin dall'inizio degli anni 80, Le Mouël pubblica dei romanzi, delle raccolte di poesia, delle opere illustrate ma anche dei disegni, dei manifesti e delle storie ad immagini, soprattutto in Le Chat noir, La Caricature, Le Rire. Scrive e disegna anche per l'editoria e le riviste infantili, così come per le riviste Mon Journal Guignol e per le edizioni ad immagini Quantin e Pellerin [5].

 

Christophe e Le Mouël condividono entrambi il gusto per l'illustrazione infantile. Si avvicinano anche con il loor approccio "pedagogico", nel saper far ridere i loro giovani lettori istruendoli. Nel 1887, la rivista Mon Journal, pubblicato da Hachette, apre loro le sue pagine. Vi pubblicano i loro primi disegni e storie per bambini [6]. Christophe lavora anche alla stessa epoca di Le Mouël per la tipografia parigina Quantin. È dunque molto probabile che i due uomini si conoscessero.

 

Soldato ignoto

 

I patronimi dei nostri genieri al contrario rinviano ognuno dei due disegnatori alla loro regione d'origine. Christophe, originario della Franca-Contea [7] dà al suo eroe il nome di un formaggio della Normandia, il camembert, mentre il normanno Le Mouël battezza il suo militare con il nome di una specialità svizzera, la groviera, che è allora anche prodotto nella regione confinante, La Franca-Contea [8]. Dobbiamo vedere in questi reciproci riferimenti geografici un vincendevole ammiccamento che i due parigini d'adozione si sarebbero rivolti?

 

Christophe ha ripreso il personaggio di Le Mouël dandogli un nuovo nome senza andare a cercare più lontano? Ad ogni modo, non è al suo primo cambiamento di stato civile. La famiglia Fenouillard ha conosciuto una prima versione con il patronimo di Cornouillet. La famiglia Cornouillet compariva per la prima volta sotto la forma di un testo illustrato intitolato "Une partie de campagne" pubblicato da febbraio ad aprile 1889 in Journal de la Jeunesse delle edizioni Hachette. È per una rivista concorrente che Christophe roprende gli stessi personaggi cambiando loro nome: La famille Fenouillard inizia in Le Petit Français illustré edito da Armand Colin a partire dal 31 agosto 1889. Ossia alcuni mesi prima la prima tavola del geniere Camember. François Caradec, biografo di Christophe, parla di Cornouillet come un "ur-Fenouillard". A sua volta, se si considera che il geniere di Le Mouël riprende servizio quattro anni più tardi con la matita di Christophe e un altro nome, Gruyer è una specie di "ur-Camember" [9].

 

Il nostro geniere riappariva anche sotto una nuova identità molti anni più tardi. Nel 1931, Eugène Le Mouël, che disegna e scrive sempre per la gioventù, partecipa a "La page du Jeudi" del quotidiano regionale L’Ouest-Éclair. Vi consegna alcune storie ad immagini ma anche dei testi che illustra egli stesso. Così, nell'edizione del 9 aprile 1931, Le Mouël pubblica "Le brave sapeur Nounou". I nomi dei personaggi sono stati modificati, ma questo breve racconto è sensibilmente identico al soggetto della storia del geniere Gruyer (ribattezzato Pifamboul) apparso 45 anni prima! [10].

 

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I due disegni che illustrano il testo di Eugène Le Mouël, "Le brave sapeur Nounou" [Il prode geniere Nunu], in L’Ouest-Éclair del 9 aprile 1931.

 

Quale legame unisce Gruyer e Camember, fratelli d'arme e quesi gemelli? A priori, non sembra trattarsi di plagio, procedura di cui Christophe si è già reso colpevole. I due disegnatori si conoscevano probbilmente, uno ha aiutato amichevolmente l'altro in carenza di ispirazione? Si tratta di una creazione comune, o di una nostalgia divertita e condivisa per la figura del geniere, di cui ognuno ha tirato dalla sua parte la propria versione? Niente ci permette oggi di sciogliere questa relazione. Restano oggi due figurine di carta che ebbero il destino che conosciamo: la Gloria nazionale per Camember, la tomba del Soldato ignoto per Gruyer.

 

 

 

Antoine Sausverd

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

 

In omaggio: Il geniere Camember in Le Petit Français illustré:

 

Prima di essere pubblicato in albo da Armand Colin nel 1896, Les facéties du sapeur Camember sono apparse in Le Petit Français illustré in 55 puntate tra gennaio 1890 e settembre 1896. Una ventina di questi fascicoli sono attualmente consultabili su Gallica [11]:

 


Comme quoi le sapeur Camember n’a plus froid aux pieds – n° 45, 4 janvier 1890.

Horrible faim du sapeur Camember – n° 49, 1er février 1890.

Camember est indisposé – n° 92, 29 novembre 1890.

Camember est plein d’idées (Fin) – n° 105, 28 février 1891.

Camember apprend l’orthographe – n° 118, 30 mai 1891.

Un fameux remède – n° 133, 12 septembre 1891.

Camember se venge – n° 249, 2 décembre 1893.

Camember accompagne la colonelle – n° 261, 24 février 1894.

Encore une fantaisie orthographique de Camember – n° 265, 24 mars 1894.

Conversation politique – n° 269, 21 avril 1894.

Ce farceur de Cancrelat ! – n° 277, 16 juin 1894.

Camember se fait des cheveux – n° 280, 7 juillet 1894.

Camember se révolte – n° 286, 18 août 1894.

Une erreur de Camember – n°  295, 20 octobre 1894.

Camember conseille Cancrelat – n° 315, 9 mars 1895.

Camember au théâtre. Second début – n° 317, 23 mars 1895.

Où il est question de vieilles connaissances – n° 319, 6 avril 1895.

Maman Camember – n° 321, 20 avril 1895.

Un enfant phénomène – n° 324, 11 mai 1895.

Le nez du sapeur – n° 327, 1er juin 1895.

Rassure-toi, Camember ! – n° 337, 10 août 1895.

Camember initiateur – n° 339, 24 août 1895.

Funeste contre-coup – n° 341, 7 septembre 1895.

Camember aux prises avec la civilisation – n° 343, 21 septembre 1895.

Camember régale – n° 347, 19 octobre 1895.

Camember peintre – n° 349, 2 novembre 1895.

Camember victime de sa complaisance – n° 350, 9 novembre 1895.

Camember diplomate – n° 352, 23 novembre 1895.

 

 

NOTE

 

[1] L’originale di questa tavola, la sua colorizzazione così come una prova colore policroma sono visionabili sul sito di la Cité internationale de la bande dessinée et de l’image che ha digitalizzato il fonds de l’imagerie de la maison Quantin di sua proprietà.

 [2] A meno che Camember non sia biondo, la tinta della sua capigliatura non è molto precisa negli albi a colori editi da Armand Colin.

 [3] In Christophe, Camember salva il colonnello durante una battaglia contro i Prussiani. Di ritorno alla caserma, si sposa poco dopo con la cuoca e si fa decorare con una medaglia dal colonnello durante il pranzo di nozze.

[4] Nela sua prima apparizione il 29 novembre 1890, la signorina Victoire si esprime "piattamente". Il suo accento appare in uno degli episodi seguenti, probabilmente quello del 30 maggio 1891, intitolato "Camember apprend l’orthographe" [Camembert impara l'ortografia].

[5] Più tardi, Eugène Le Mouël sarà presidente della Société des Poètes Français (1933), vice presidente della Société des gens de lettres, e presidente di La Pomme, società letteraria e artistica bretone e normanda. Continuerà per il resto della sua vita a lavorare per i bambini nell'editoria o sulla stampa. Muore a Parigi il 16 décembre 1935.

[6] Nel fascicolo del 15 marzo 1887, Eugène Le Mouël consegna la sua prima storia ad immagini edita in questa rivista. Con queste nuove pagine, l'editore non mira al puro divertimento dei suoi giovani lettori: "L’école Buissonnière" è una storia senza parole che i "piccoli lettori sono incaricati di interpretare" e sono invitati a inviare la loro spiegazione al giornale. Le migliori saranno ricompensate con un "grazioso libro". La prima storia ad immagini di Christophe apparsa in Mon Journal è anche la sua prima ad essere nota. È pubblicata alcuni mesi dopo quella di Le Mouël, sul numero del 15 settembre 1887 con il titolo "Histoire drôlatique de Maître Pierre".

[7] Christophe è nato a Lure sotto-prefettura della Haute-Saône, come il suo geniere Camember.

[8] Aggiungete a ciò, il nome da nubile della madre del geniere Camember, Cancoyotte (Polimnia del suo nome), omofono di un formaggio tipicamente franco-contese, e otterrete una bella fonduta savoiarda poco digeribile!

[9] François Caradec, Christophe, Parigi, Horay, 1981, pagina 96. A proposito di questa nuova denominazione, François Caradec nota: "Dalla "cornouille" al "fenouil", il botanico Georges Colomb non aveva fatto un grande sforzo di immaginazione" (Ibidem, p. 97). Si noterà che da "Gruyère" a "Camembert", nemmeno!

[10] Da parte sua, Christophe dosegnerà anche un'ultima avventura del suo geniere negli anni 30: "La visita" apparso in Triptyque, rivista dei laboratori Scientia dell'ottobre 1937, su una variante di una delle sue gadel militare dal berretto peloso. Quest'ultimo episodio è riprodotto in François Caradec, op. cit., pagina 48.

[11] La versione in albo del sapeur Camember è consultabile nella sua interezza sul sito di Pierre Aulas.

 

 

 

 

LINK al post originale:

"Le sapeur Gruyer" par Eugène Le Mouël

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1 novembre 2013 5 01 /11 /novembre /2013 06:00

Il signor Tringle

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Capitolo II

Del colloquio che ebbe luogo presso il parrucchiere Chabre e di ciò che ne seguì

 

 

 

 

L'8 febbraio essendo giunto, il signor Tringle entrò misteriosamente la sera nel retrobottega del parrucchiere Chabre, sorridente per la bella spiritosaggine che aveva immaginato.

 

tringle-II-1- Vi maschererete, signor Tringle?, avevano domandato otto giorni prima le signore Brou.

 

- La mia salute delicata, vi si oppone, lo sapete signore.

 

Ed era uscito con un sorriso davvero diabolico, sfidando chiunque a riconoscerlo sotto il suo travestimento su cui stava meditando.

 

- Cosa ne dite di questo, signor Tringle?, gli chiese non senza orgoglio il parrucchiere Chabre presentandogli una specie di manicotto sbigottito.

 

Il signor Tringle considerò a lungo il bizzarro oggetto.

 


 

 

 

- È la vostra parrucca... Ah! sarete impagabile là sotto.

 

- Impagabile, si bisogna sperarlo, disse il signor Tringle, guardando con stupore una disposizione di pelli di gatti e di pelli di conigli nella cui peluria il parrucchiere dava dei frenetici colpi di pettine.

 

tringle-II-2.JPG- Con questo copricapo, signor Tringle, dovrete raccogliere tutto il consenso della serata.

 

-Lo credete davvero, signor Chabre? Non ne ero certo, ma poiché un uomo della vostra competenza l'afferma...

 

- No, mai alle Ilettes si sarà visto più ammirevole travestimento.

 

- Conoscete, indubbiamente, signor Chabre, alcuni dei costumi della serata?

 

- Non mi parlate dei borghesi delle Ilettes!, disse il parrucchiere Chabre, che era nativo di Agen. Degli avari, dei tirchi, degli spilorci, dei taccagni! Soltanto voi, sino ad ora, signor Tringle

 


 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LINK all'opera originale:
Monsieur Tringle

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22 settembre 2013 7 22 /09 /settembre /2013 05:00

Una storia di pompieri

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Pépin, "Una storia di pompieri", L'Eclipse, n° 98 del 5 décembre 1869.
Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de

 

 

Gli spiriti burloni, di cui facciamo parte, potrebbero considerare la tavola qui sopra come una delle nuove versioni della scenetta di Gli innaffiatori innaffiati. In questa storia firmata da Pépin [1], l'innaffiatore - un pompiere in questo caso - spegne il suo berretto da notte che prende fuoco tuffando la testa nel suo vaso da notte.

 

Oltre al piacere di riprodurre questa divertente tavola, e di segnalare al contempo la recente digitalizzazione delle riviste La Lune, L'Eclipse e Le Grelot da parte dell'università di Heidelberg, torniamo di nuovo su un affare di plagio franco-tedesco. Ma questa volta, la traversata del Reno si effettua nell'altro senso rispetto a quello abitualmente constatato. Questa storia di pompiere apparso in L'Eclipse del 1869 è stata infatti plagiata da Adolf Oberländer in occasione della primissima storia ad immagini consegnata al Fliegende Blätter nel 1875.

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Adolf Oberländer, "Der getäuschte Feuerwehrmann", Fliegende Blätter, n° 1546, vol. 62, 1875.

Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de

 

 

 

Si noterà come Oberländer ha ricopiato fedelmente le scene di Pépin. Tuttavia, lo stile del Tedesco, anche se non è ancora del tutto compiuto, è del tutto diverso dal Francese: realismo, modellato, giochi d'ombre e di luci...
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Ma che non ci si inganni! Perché prima di essere copiato, Pépin si è egli stesso ispirato al maestro tedesco della narrazione grafica, Wilhelm Busch, soprattutto alle sue storie date alcuni anni prima (1860-1863) sul Fliegende Blätter. Troviamo in Busch delle sequenze altrettanto turbolenti ed animate quanto questa storia di Pépin, e nelle quali i protagonisti sono disturbati da alcuni mali o infortuni: topi, mosche, mal di denti, ubriachezza, ecc. Più precisamente, l'agitazione notturna del pompiere che si dimena in tutti i sensi per trovare la fonte dell'odore di fumo ricorda i movimenti del dormiente di Busch che, nel suo letto, parte alla caccia della pulce che l'ha svegliato.

 

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Striscia in alto: Wilhelm Busch, "Die gestörte, aber glücklich wieder errungene Nachtruhe", Fliegende Blätter, n° 912, vol. 37, 1862.

Striscia in basso: Pépin, "Une histoire de pompier", L'Eclipse, n° 98 del 5 dicembre 1869. Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de

 

 

Numerosi disegnatori francesi (e non dei minori) hanno attinto la loro ispirazione dalle storia ad immagini di Wilhelm Busch, anche quando quest'ultimo era vivo e malgrado l'esistenza di accordi in materia di diritti d'autore tra i due paesi. Ad esempio, le tre tavole seguenti che provengono tutte da... L'Eclipse.

 

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Albert Humbert, "La chasse à l'ours" [La caccia all'orso], L'Eclipse, n° 27 del 26 luglio 1868. Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de

 

 

Questa storia di Albert Humbert, l'autore della celebre Lanterne de Boquillon, plagia allegramente quella dei Münchener Bilderbogen n° 291 e 292 (1861) di Busch: "Die wunderbare Bärenjagd". Un'altra firmata Faustin nel 1870 dà una versione abbreviata di "Der Frosch und die beiben Enten" pubblicata la prima volta in Fliegende Blätter n° 841 de 1861.

 

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Faustin "Simple histoire" [Storia semplice], L'Eclipse, n° 135 del 21 agosto 1870. Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de

 

 

Lo stesso anno di quest'ultima, il disegnatore Gédéon riprende ampiamente la storia "Diogenes und die bösen Buben von Korinth" (Fliegende Blätter n° 881 del 1862), indicando pudicamente "Tradotto dal tedesco".

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Gédéon, "Diogène et son tonneau" [Diogene e la sua botte", L'Eclipse, n° 106 del 30 gennaio 1870. Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de

 

 

In La Lune, il giornale satirico che precedette L'Eclipse, lo stesso Gédéon diede nel 1866 un adattamento di "Das warme Bad" di Wihelm Busch, alcuni mesi dopo la pubblicazione di quest'ultima sotto la forma di un Münchener Bilderbogen (n° 412, settembre 1866). Una portinaia sostituisce l'uomo della versione originale, e la storia del Francese è munita di scene supplementari di prima e dopo il bagno.

 

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Gédéon, "Le bain de madame Pipelet" [Il bagno della signora Pipelet], La Lune, n° 39 del 2 dicembre 1866. Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de

 

 

Per terminare con queste influenze germano-francesi, faremo notare che è sullo stesso giornale La Lune, che era apparso nel 1867 la prima storia senza didascalie di un disegnatore francese, un arte di cui Wilhelm Busch fu il geniale iniziatore.


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Crafty, "Un drame sous un parapluie. Dessins sans légendes" [Un dramma sotto il parapioggia. Disegni senza didascalie], La Lune, n° 87, 3 novembre 1867. Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de

 

 

Aggiornamento del 15 giugno 2012: Cosa non abbiamo detto invocando l'ispirazione che può aver avuto Wilhelm Busch su Pépin! Abbiamo appena scoperto una nuova versione di questa gag, che è situata cronologicamente tra quelle del Francese e di Adolf Oberländer, e che è della stessa mano di Wilhelm Busch! Questo nuovo pompiere si trova nel secondo capitolo ("Nächtliche Politik") del suo libro illustrato Der Geburtstag oder die Partikularisten edito da Bassermann nel 1873. Il padre di Max und Moritz si sarebbe ispirati a Pépin? I giochi di influenza da una parte all'altra del Reno sembrano più complesse di quanto non sembrino...

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[1] Pépin, pseudonimo di Edouard Guillaumin (1842-1910), è più noto come caricaturista politico che per le sue storie ad immagini: non conosciamo di lui che due altri fumetti: "Mes parents de province" pubblicati su La Lune, n° 74 del 4 agosto 1867 e "Un mariage tiré par les cheveux" su L'Eclipse, n° 40 del 25 ottobre 1868.

 

 

Antoine Sausverd


 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

LINK al post originale:
  Histoires de pompiers
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19 settembre 2013 4 19 /09 /settembre /2013 05:00

I fumetti del giovane Eisenstein

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Sergej Eisenstein, pagina 2 di un quaderno di disegni di gioventù, 1914. Fonte: Fondation Daniel Langlois.

 

 

 

Niente da fare, ragazzi! Esclusi i vostri compagni di classe e qualche pedopsicologo, non ci si interessa affatto alla vostra produzione di fumetti. A meno che non abbracciate più tardi la carriera di artista celebre. Tratte dall'indifferenza, le vostre storielline di gioventù saranno allora degne di essere stampate, per meglio essere analizzate alla luce della vostra produzione "adulta". Si cercherà allora di scoprirvi il germe del vostro germe in divenire...

 

Dall'età di dieci anni, il grande regista russo Sergej Eisenstein (1898-1948) si è dedicato al disegno. Non lasciò mai la sua matita e proseguì nel corso della sua vita una prolifica attività di disegnatore. Gli Archivi di Stato russi contano non meno di 5.000 suoi disegni. Tra questi, si trovano venti quaderni che datano alla sua gioventù. Uno di essi è presentato dalla fondazione del Quebec Daniel Langlois sul suo sito Internet. Questo quaderno data al 1914, quando egli aveva 16 anni e risiedeva ancora nella sua città natale, Riga.

 

Agli inizi, il giovane Eisenstein si ispira soprattutto ai caricaturisti europei del XIX secolo come Honoré Daumier, J.-J. Granville, Gustave Doré, Rodolphe Töpffer o Wilhelm Busch. Nulla di strano quindi se si scopre nelle pagine di questo quaderno numerose storie ad immagini.

 

La tavola presentata all'inizio dell'articolo fa parte di questo quaderno di gioventù. Il soggetto si può così riassumere: "L'eroe viene a sapere che erediterà, ottiene del denaro dalla banca, ordina un nuovo abito al sarto, poi se ne va abbandonando la sua miseria quotidiana e il suo vecchio servitore in lacrime" [1]. Come le altre storie ad immagini che riproduciamo di seguito, si tratta di una sequenza muta, più o meno riuscita. Questo campionario lascia sbigottiti quando si cerca di immaginare ciò che potrebbero promettere glo altri quaderni.

 

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Sergej Eisenstein, pagina 17 di un quaderno di disegni di gioventù, 1914. Fonte: Fondation Daniel Langlois.

 

 

 

 

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Sergej Eisenstein, pagina 32 e 33 di un quaderno di disegni di gioventù, 1914. Fonte: Fondation Daniel Langlois.


 

Il fumetto qui sopra è "uno dei più completi del quaderno di disegni, è forse ispirato ad un romanzo o film melodrammatico (...): una giovane donna è corteggiata da un amante; suo padre la dà in matrimonio a un vecchio; la giovane coppia fugge. Hanno un figlio, ma la loro povertà li obbliga a vendere il neonato a un bandito. Il neonato viene assassinato e gli amanti miserabili sono individuati da un cane poliziotto, attirato manifestamente dall'odore delle salsicce che essi hanno acquistato con il 'denaro macchiato di sangue'. La donna viene impiccata e il suo amante si suicida.

 

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Sergej Eisenstein, pagina 64 di un quaderno di disegni di gioventù, 1914. Fonte: Fondation Daniel Langlois.

 

 

La pagina sopra intitolata "La vendetta è dolce" (Rache ist Süß) ricorda i malvagi scherzi di Max e Moritz, i monelli disegnati da Wilhelm Busch.

 

 

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Sergej Eisenstein, pagina 143 di un quaderno di disegni di gioventù, 1914.

Source: Fondation Daniel Langlois.

 

 

Quest'ultima storia, datata 13 giugno 1914, ha come titolo "Un giorno di sfortuna"; si svolge durante la giornata di un uomo un venerdì 13.

 

Nelle sue memorie, Eisenstein attribuisce il suo interesse per il montaggio alla sua passione di gioventù per la creazione di immagini composite. Nessun dubbio che il fumetto abbia esercitato una certa influenza nella formazione del cineasta... 


 

Antoine Sausverd

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini] 

 

 

NOTE 

[1] Questa citazione, come quelle che seguono, sono tratte dai commenti dati da Oksana Bulgakowa in accompagnamento alla numerizzazione di questo quaderno di Eisenstein.

 

 

 

LINK al post originale:

Les bandes dessinées du jeune Eisenstein

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