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2 novembre 2008 7 02 /11 /novembre /2008 15:08

Presentiamo un nuovo autore di L'Assiette au Beurre, Jean Baptiste Auguste Roubille (1872-1955), decoratore, pittore, disegnatore e litografo. Dal 1896 ha collaborato ad almeno una quarantina di riviste come L'Aube, Le Courier Français, Cocorico, Les Temps nouveaux, Le Canard sauvage, Le Cri de Paris, Le Rire, Le Sourire e naturalmente L'Assiette au Beurre. Le sue attività di disegnatore molto richiesto lo portarono ad illustrare di tutto manifesti pubblicitari, menu di locali in voga, disegni di moda.

































































































[Traduzione di Massimo Cardellini]


Link da cui l'opera è stata tradotta:
Pensées d'un ventru

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1 novembre 2008 6 01 /11 /novembre /2008 18:47

Continuiamo l'approfondimento di uno dei più singolari collaboratori a L'Assiette au Beurre, la grande rivista settimanale di satira di orientamento libertario d'inizio secolo XX, di quel Jossot, dal tratto nitido e caricaturale molto fumettistico ma non per questo meno graficamente feroce dei suoi colleghi che usavano un tratto più realistico spesso impreziosito da un allegorismo potente, di cui abbiamo già proposto quattro numeri interamente illustrati da lui.







 





































































 

 

 

 

 

il-rispetto--015.jpg














 

il-rispetto--015.jpg








[Traduzione di Massimo Cardellini]


Link al post originale:
Le Respect


 

LINK interni:

 

Il Credo

 

Panurgismo

 

La Doma

 

Cra

 

Gli Ubriaconi

 

Decorazioni

 

 

LINK ad un saggio scritto dal massimo specialista su Jossot:

 

Henri Viltard, Gustave Henri Jossot: biografia

 

 

 

LINK ad un saggio sull'autore:

Jossot

 

 

 

LINK ad un video You Tube del presente post con sottofondo musicale:

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

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31 ottobre 2008 5 31 /10 /ottobre /2008 17:00


L'UCCELLO AZZURRO



Su quella grande fucina di immagini e storie che fu ed è Epinal, ci sarebbe da spenderci un blog intero. Ci limitiamo a presentare invece una serie di storie che rappresentano eccellenti esempi di protofumetto. Nel caso che presentiamo ora si tratta di una celebre fiaba, intitolata L'uccello azzurro, la cui autrice, Madame d'Aulnoy (1650-1707), fu attiva come scrittrice di fiabe alla corte del re Sole, genere di voga all'epoca in quell'ambiente cortigiano con la designazione di conte de fées. Le fiabe scritte in questo ambiente non hanno nulla a che fare ovviamente con quelle narrate per secoli e millenni dai popoli di cultura europea.

Si tratta quindi di storie fantastiche pure e semplici, di fiabe d'autore che non hanno nessun rapporto quindi con il folclore né con l'etnologia, un genere colto influenzato da uno popolare e che troverà continuità in epoca romantica da una parte con l'invenzione di altre fiabe d'autore da parte di scrittori di notevole livello letterario (Goethe, von Chamisso, Hoffman, Raspe, Andersen, ecc. e di avremo modo in futuro di occuparci) e d'altra di raccolte di fiabe narrate da varie categorie sociali e professionali popolari e raccolte dalla loro viva voce da eruditi come fulgidi esempi di autentica cultura popolare semplice, autentica, nazionale (Grimm, Afanasjev, Asbjornsen-Moe, Yeats, ecc).

La storia di cui abbiamo tradotto dal francese le poche didascalie, è stata pubblicata da Einaudi nel 1957 nel volume della prestigiosa serie I Millenni avente il titolo complessivo di Fiabe francesi della Corte del Re Sole e del secolo XVIII, ed in edizione economica nel 1974 insieme alla fiabe di Perrault. Abbiamo tratto i nomi dei protagonisti di questa fiaba d'autore proprio da quest'ultima edizione senza darne una nuova versione, la fiaba in questione si trova tra le pagine 256-287.
 




Copertina della fiaba L'Uccello Azzurro, illustrata dagli artisti di Epinal.








 

C'era una volta un re molto ricco che, diventato vedovo, si era risposato e presentò sua figlia Florina, che era bella come il giorno, alla nuova regina e a sua figlia Trotina che era così chiamata perché il suo viso era pieno di macchie rosse come una trota ed i suoi capelli sporchi e grassi e la sua pelle oleosa la rendeva sgradevole alla vista.







 

Il re disse un giorno alla regina che Florina e Trotina erano in età da marito e che bisognava fare in modo di darne una al primo principe che venisse a corte. Poco tempo dopo un giovane signore chiamato il principe Splendido venne a corte e dichiarò il suo amore a Florina, a dispetto della regina, che voleva presentargli Trotina.


 




 

La regina disperata e, inconsolabile Trotina per non aver avuto la preferenza su Florina, obbligarono il re a consentire che durante il soggiorno del principe Splendido si richiudesse Florina in una torre. Presto degli uomini mascherati si impadronirono della povera figliola e la portarono nella parte più alta della torre lasciandola nella disperazione più profonda.







Un giovane signore del seguito del principe Splendido, mosso a compassione per Florina, ottenne da una serva che facesse affacciare Fiorina alla finestra della torre per parlare con il suo signore: ma la regina avvertita dalla stessa confidente fece mettere alla finestra Trotina velata ed il principe Splendido le diede come pegno del suo amore un anello.



 


 


Il giorno dopo il principe Splendido ritornò all'appuntamento e poiché aveva deciso di rapire colei che credeva fosse Florina, la fece salire in una carrozza volante a cui erano aggiogate delle rane volanti. Le giurò un'eterna fedeltà, e, su sua richiesta, la portò a casa della sua madrina, la fata Sussio.




 


Benché il castello fosse illuminato, il principe arrivando non riconobbe subito il suo errore, ma quando la fata Sussio gli presentò Trotina come moglie: "Io, sposare questo mostro!", gridò egli, "mi credete così stupido da volere un simile proposito". Ma la fata per vendicarsi lo tramutò per sette anni in un grande uccello azzurro.


 


 


 




Non appena Trotina tornò da sua madre le raccontò la sua irritazione. Questa per vendicarsi la fece acconciare con le vesti più eleganti e la mandò da Florina per farle vedere i regali di nozze del principe Splendido compreso il suo anello che non mancò di far brillare davanti ai suoi occhi.







Florina avendo perso ogni speranza di sposare il principe Splendido provò un così grande dolore da piangere giorno  notte. Una sera essendosi messa alla finestra vide apparire un bellissimo uccello azzurro che volteggiava vicino a lei e che tornò diverse notti di seguito per portarle i suoi più bei gioielli.






Ma la regina informata di tutto ciò fece riempire di punte affilate un grande albero sul quale si metteva l'uccello azzurro. Questi, una sera venne a porsi sull'albero, ma le armi gli tagliarono le zampe. Cadde insanguinato ai piedi dell'albero e fu raccolto da un incantatore che da molto tempo lo stava cercando.



 


La povera Florina priva della visita dell'uccello blu era inconsolabile, e, disperata di non poter più vedere il suo caro uccello, passava le sue notti a piangere, e affacciandosi ogni tanto alla finestra, ripeteva incessantemente: 

           Uccello Azzurro, color del dì,
         Dammi retta, vieni qui!



 


 


 

 

Nel frattempo il padre di Florina morì. Il popolo la acclamò e riconobbe come sovrana. La regina madre fu assassinata e Trotina fuggì dalla fata Sussio. L'incantatore convenne con lei di portare Trotina al principe Splendido e rese a questi la sua forma originale a condizione che la sposasse.



 


 


 


 


 


 

Florina travestita partì alla ricerca del principe Splendido. Incontrò una vecchietta che di colpo cambiò aspetto, le parve bella e le disse: "Colui che cercate non è più uccello. Alla fine riuscirete a trovarlo. Ecco quattro uova: li romperete quando sarete in difficoltà, saranno per voi di grande aiuto.


 


 


 


 


 


 


 

Dopo aver camminato otto giorni e otto notti Florina giunse al palazzo del principe Splendido. Non vi entrò che dopo aver subito cento sgarbi dalle guardie. Riconobbe presto il principe e Trotina ed essendosi presentata con il nome di Straccetto, disse loro che era venuta a vender loro dei doni e dei gioielli.



 


 


 


 



 

Il giorno seguente, Florina fece scaturire da un uovo una piccola carrozza che diede a Trotina a condizione che la lasciasse dormire nella stanza degli echi, vicino alla camera del principe. Un altro giorno le offrì un pasticcio alla stessa condizione. Non appena Trotina volle mangiarlo ne uscirono degli uccelli che si misero a cantare.


 


 


 


 


 


Durante la notte Florina si fece condurre nella stanza degli echi. Quando tutti si addormentarono, cominciò a lamentarsi per non essere riuscita a ritrovare il principe Splendido. Questi che non dormiva, avendola udota, entrò all'improvviso e si gettò ai suoi piedi, ricoprì le sue mani di baci e di lacrime e poco mancò che morisse di gioia.


 


 


 


 


 

Nello stesso istante comparvero l'incantatore e la fata che aveva dato le uova. Essi dichiararono che la fata Sussio non poteva nulla contro di loro e che il matrimonio del principe e di Florina si sarebbe fatto nei campi. Trotina volle opporsi, ma la fata la mutò in scrofa che fuggì grugnendo nel cortile.







 

Retrocopertina di L'Uccello Azzurro.






[Traduzione di Massimo Cardellini]


Link da cui questa storia è stata tradotta:
L'Oiseau bleu

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29 ottobre 2008 3 29 /10 /ottobre /2008 20:30



Proseguiamo con l'approfondimento di una grande rivista di satira politico-sociale, L'Assiette au Beurre, i cui numeri illustrati da un solo autore, come quelli che abbiamo presentato sinora, sembrano proprio delle vere e proprie sequenze a fumetto dotati però di dascalie invece che dei più ortodossi balloons. Il presente numero illustrato da Jossot rappresenta in una sequenza temporale in 16 quadri, come avveniva con altri autori del recente passato, penso soprattutto a Hogard o Daumier, una vera e propria narrazione di una vita, fallita, ma sempre una vita, narrata dalla nascita alla morte, violente entrambe e contrassegnate da violenza fisica o morale per il suo intero decorso.

Il titolo di questo numero infatti non lascia scampo, l'esistenza secondo Jossot è scandita tutta da un processo continuo ed ininterrotto di doma, dalla famiglia, alle istituzioni educative al lavoro. Tutti i numeri illustrati da Jossot, persino quelli puramente umoristici, narrano di questo trionfo della violenza nelle relazioni umane, scoperte o meno che esse siano. Gli altri autori che abbiamo presentato, non sono comunque da meno. La vocazione di questi artisti che ebbero la fortuna di incontrarsi e spesso collaborare con questa grande rivista, possiede questo infatti di notevole, e cioè la loro opera quasi militante di demistificazione delle rappresentazioni ideologiche del sistema di dominio che si pretenderebbe addirittura democratico se non umanitario.







































































































[Traduzione di Massimo Cardellini]


Link al post originale:
Dressage


LINK interni:

Il Credo

Panurgismo

La Doma

Il Rispetto

Cra

Gli Ubriaconi

 

 

 

LINK ad un saggio scritto dal massimo specialista su Jossot:

Henri Viltard, Gustave Henri Jossot: biografia


Un breve ma acuto saggio su Jossot a firma di Felip Equy:

Jossot

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28 ottobre 2008 2 28 /10 /ottobre /2008 18:30

LA BORSA

 

Altro autore interessante, molto dotato stilisticamente, originale, ma di cui si sa poco o nulla tanto che persino il potentissimo web rimane muto di fronte a richieste di informazioni reiteratamente ripetute in tutte le lingue possibili. Di Em Barcet, autore di questo ottimo numero di L'Assiette au Beurre, si sa di sicuro che il suo nome vero e completo fu Emmanuel e che collaborò ai maggiori giornali satirici e umoristici dell'epoca. Apprezziamo questa sua azzeccatissima opera per L'Assiette au Beurre a cui occorrerebbero tutt'al più dei commenti sul contesto storico che è sinteticamente quello della Terza Repubblica della Belle Epoque, un'epoca come quella giolittiana in Italia, costellata di scandali politici e finanziari, cioè di latrocinii ai danni della collettività, sostanzialmente rimasti impuniti come una certa tradizione oramai esige.

 

 






 


La presente tavola mostra delle notizie giornalistiche concernenti la Borsa affidate non a dei piccioni viaggiatori, il che sarebbe già un anacronismo, ma a delle anatre. Nel gergo giornalistico francese "canard", appunto anatre, è l'equivalente del termine giornalistico italiano gergale "bufala", e cioè notizia falsa e tendenziosa, e cioè la materia prima delle borse senza le quali nessuna speculazione a danno della comunità dei salariati è possibile. Ne sappiamo qualcosa senz'altro qualcosa anche oggi.





 


L'oro prezioso scoperto non è altro che l'interno dorato di una scintillante scatola di tonno o sardine.






Chissà in quali sedi e tra chi, oggi, nell'era della globalizzazione, vengono a crearsi certe "dritte" in grado di aggredire perfino le borse nazionali più forti. Il gangster-capitalism è sempre più forte ed organizzato ma chi lo denuncia mai in questi termini?
















 

  

 

 

 






 

 


Il mercato dei pieds humides (piedi umidi) era il mercato in cui erano negoziati i titoli della Borsa più o meno inventati come miniere d'oro senza oro o pozzi petroliferi senza petrolio all'esterno della Borsa ufficiale da tutta una pittoresca umanità in cerca di soldi facili vendendo o comprando titoli. Le bufale della Borsa, pittoresca o meno, non sono certo di oggi e possiamo anche in questo caso parlare di una lunga e consolidata tradizione di saccheggio deliquenziale dell'economia da parte dei suoi più illustri operatori economici, dove i delinquenti sono naturalmente ai vertici della società e civile e politica, in un intreccio complesso ma estremamente organico, fuori legge, nel senso di al di sopra di ogni legge, umana quanto divina.


 

  

 

 

 



 



 

 

 

 

 







 


  

 

  

 

 







 

 







 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



[Traduzione di Massimo Cardellini]



LINK al post originale:
La Bourse

 

 

 

 

LINK ad una versione di questo post su You Tube con sottofondo musicale:

 

 

 

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27 ottobre 2008 1 27 /10 /ottobre /2008 08:00

 

Nuova opera del grande Jossot, notevole esempio di personalità libera ed originale. Un artista poco noto persino nella sua colta patria. Il titolo del presente numero di L'Assiette au Beurre, Panurgimo, deriva dal nome di un celebre personaggio di Rabelais, Panurge, amico del gigante Pantagruele. In Francia il termine è noto pur essendo poco usato perché di derivazione letteraria e potrebbe essere perfettamente reso in traduzione con "pecorismo", nel quarto libro del romanzo Pantagruele, infatti, affinché un gregge di pecore si getti in mare da un battello, Panurge, ne scaraventa uno in acqua, quell'unico esempio è immediatamente seguito ciecamente dall'intero gregge.

 

 

Con questa espressione quindi, il nostro caustico Jossot, intendeva evidenziare e denunciare l'atteggiamento di accettazione nelle opinioni come nei comportamenti della massa di caproni umani: molto attuale quindi, quasi archetipico direi...

 

Un piccolo preziosismo: per quanto mi è dato di vedere e capire, credo proprio che il personaggio di spalle della vignetta 14, criticato da un gruppo di proletari perché non facente parte di nessun gruppo organizzato di anarchici e che si crede invece tale, sia proprio lo stesso Jossot, che quando poteva, non risparmiava le sue pungenti frecciate critiche anche ai suopi compagni di fede. Credo inoltre, che l'ultima tavola, rappresentanti un giovane Jossot, o un tizio che ha alcuni dei suoi tratti e che allegro confessa al lettore di avere contro l'intera opinione pubblica, non sia altri che un altro autoritratto caricaturale dello stesso Jossot che, in quanto ad indipendenza ideologica e militante, era un autentico maestro.





















































































[Traduzione di Cardellini Massimo]


Link al post originale:
Panurgisme

 

 

LINK ad altre opere dell'autore:

 

Il Credo

 

La Doma

 

Il Rispetto

 

Cra

 

Gli Ubriaconi


Decorazioni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LINK ad un saggio scritto dal massimo specialista su Jossot:

 

Henri Viltard, Gustave Henri Jossot: biografia

 


 

 

Un breve ma acuto saggio su Jossot a firma di Felip Equy:

 

Jossot

 

 

 

LINK ad un video You Tube del presente post con sottofondo musicale:

 

 

 

 

 

 

 

 

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26 ottobre 2008 7 26 /10 /ottobre /2008 08:09


Cornelis Théodorus Marie Van Dongen nacque il 26 gennaio 1877 a Rotterdam in Olanda,
frequentò L'Accademia Reale di Belle Arti. Inizialmente sarà attratto dall'opera di Van Gogh dipingendo fattorie, paesaggi mulini, ecc. Illustrerà nel 1895 un libro di Brusse e collaborerà al quotidiano Rotterdamsche Niewsblad.

Nel luglio del 1897 si trasferì a Parigi come molti altri artisti europei prima e dopo di lui attratti dal clima di ricerca più libero e ricco di opportunità. Per sopravvivere collaborò con molte riviste satiriche come Frou Frou, Le RabelaisLe Rire, L’indiscretGil Blas, e L'Assiette au Beurre,  per quest'ultima illustrerà nel 1901 interamente il numero 30 che presentiamo qui.

In questo periodo visse in ristrettezze economiche e si legò agli ambienti politici e artistici anarchici. Espose in seguito insieme ad altri artisti in molte gallerie private e al Salon d'Automne venendo notato dal critico d'arte e giornalista anarchico Félix Fénéon che lo fece entrare a La Revue Blanche. Conobbe così anche Derain e Vlaminck legandosi così al movimento dei Fauves da cui si allontanerà nel 1910 per legarsi al movim
ento impressionista Die Brücke.









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[Traduzione di Massimo Cardellini]

Link all'opera tradotta:
Petite Histoire pour petits et grands enfants

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25 ottobre 2008 6 25 /10 /ottobre /2008 06:00

LA MISERIA
 

Un'altra colonna di L'Assiette au Beurre, fu Bernard Naudin, un vero artista che per motivi di sopravvivenza deve adattarsi a ripiegare dalla pittura al disegno o all'incisione. Grandjouan lo introdusse al Cri de Paris e poi a L'Assiette au Beurre nel 1904. Nei suoi lavori ritrasse soprattutto gli aspetti violenti della società sia civile sia politica. Famosi i suoi barboni, uomini, donne e bambini dei bassifondi costretti a vivere i condizioni subanimalesche e di fatto ignorati da tutti e perseguitati come criminali. Il numero che presentiamo ne è sicuramente l'esempio più emblematico.
Bernardo Naudin contribuì a L'Assiette au Beurre soprattutto negli anni tra il 1904-1909. Naudin era di orientamento anarchico, come molti artisti dell'epoca, che testimoniarono nelle loro il loro disprezzo per la mentalità borghese denunciando le conseguenze sociali di un sistema basato sullo sfruttamento dell'uomo, egli collaborò Anche a giornali e riviste anarchiche come La Guerre sociale e Les Temps nouveaux.

 

 

 

 

 


 




 

 

 

 

 

 






 

 

 

 

 

 







 

 

 

 






 

 

 

 





 

 

 

 

 

 

 

 

 

 






 

 

 

 

 

 

 





 

 

 

 

 

 

 

 








 

 

 

 

 

 





 

 

 

 

 

 

 





 

 

 

 

 





 

 

 





 

 

 

 

 

 










[Traduzione di Massimo Cardellini]


Link all'opera tradotta:
La mouisse

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24 ottobre 2008 5 24 /10 /ottobre /2008 17:00



Altra breve storia del colonnello Ramollot, davvero graziosa ed emblematica del modo di ragionare assurdo e paradossale del nostro "eroe" quando è particolarmenre se stesso. Pura comicità.

 

 

 

  

 

 

 





pag.14.

 

 

 

pag. 15.

 

 

 

 



 

 

 

 


[Traduzione di Massimo Cardellini]


 

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23 ottobre 2008 4 23 /10 /ottobre /2008 19:08


Un numero questo di L'Assiette au Beurre veramente storico. Esso è infatti illustrato dal più grande autore di satira politica italiano, Galantara, che si firmava anche con numerosi pseudonimi il più noto dei quali non era altro che l'anagramma del suo stesso nome: Ratalanga. Galantara è famoso per essere stato anche il creatore di una rivista di satira che coprì l'intera era Giolittiana, L'Asino, insieme alle altre grandi firme della medesima Scalarini e Podrecca. L'Assiette au Beurre giustamente gli dedicò un intero numero raccogliendo alcune delle sue numerosissime tavole anticlericali, tematica in cui il nostro autore eccelleva particolarmente.

 










 






















 

 

  

 

  

 




 






 

 

 



 














 








 






 

 





 


 






 

 


 

  

 

  

 


 

 

 




 

 



 

 

  

 


 

 

 

 




 

 




 

 

  

 


 

 

 

 



 


 







 




 


 

 




 




 

 



 



 

 

  

 

  

 




 









[Traduzione di Massimo Cardellini]

Link al post originale:
Le Vatican

 

 

 

 

LINK ad una versione su You Tube con sottofondo musicale:

 

 

 

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  • : Documentazione dei processi di sintesi e di interazione profonda tra arte grafica e letteratura nel corso del tempo e tra le più diverse culture.
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