SELVAGGI BIANCHI!
Jossot, Sauvages Blancs!, Éditions Finitude, 2013, 176 pp, 19 €
Prefazione di Henri Viltard.
La riedizione di Foetus récalcitrant, concomitante all'esposizione Jossot del 2011, ha rivelato che esisteva un Jossot saggistya. Con Sauvages Blancs!, Abbiamo a che fare con una serie di libelli che l'artista ha pubblicato nei giornali tunisini tra il 191 e il 1927, in un'epoca in cui egli aveva deciso di rompere con la sua società d'origine. Queste piccole perle letterarie fustigano naturalmente la società coloniale: la politica di assimilazione, la colonizzazione degli spiriti, la follia della guerra, il materialismo e la corsa sfrenata al profitto. Lungi dall'identificarsi totalmente ai suoi correligionari (musulmani), egli critica il loro conformismo, la loro codardia quando si tratta di rimettere in questione dei costumi crudeli come la clausura delle donne. Il suo spirito acuto si esercita anche contro il modo di vestirsi dei tunisini modernisti perché Jossot si erige paradossalmente come custode della tradizione, dell'identità, e soprattutto dell'estetica arabo-musulmana. Le sue posizioni piuttosto reazionarie non gli impediscono di collaborare con gli impedentisti quando quest'ultimi denunciano le ingiustizia dell'apparato coloniale.
-Ah!ah! ragazzo! Ci siamo fatti battezzare?
L'Action quotidienne, républicaine et socialiste, organo del libero pensiero militante, aprile 1903.
Figura indipendente in una società estremamente polarizzata, Jossot assume pubblicamente il suo ruolo di eccentrico più preoccupato di meditazione e di bellezza spirituali che di commercio o di politica... in questi testi come nelle sue caricature, degli interrogativi metafisici soggiacenti vengono alla luce, e sono quelle di un filosofo quanto di un umorista.
Da: "L'Assiette au Beurre, albo "Les Refroidis" [I Raffreddati], 26 marzo 1904.
La prefazione della raccolta intende mostrare quanto quest'opera di cronista sia consustanziale alla sua caricatura, che vi è qualcosa di comune tra lo stile letterario e lo stile grafico del loro autore: un artiglio, una zampa allo stesso tempo pesante e vigorosa, affascinante... È d'altronde il motivo per cui l'opera è molto ampiamente illustrata di caricature, anche se, durante quest'epoca, Jossot aveva quasi del tutto smesso di pubblicarne sulla stampa. Queste cronache richiamano costantemente l'immagine satirica perché Jossot non ha veramente abbandonato la caricatura: "Ho combattutto a lungo attraverso la caricatura; oggi ho afferrato un'altra arma: ho sostituito la penna alla matita; ma non ho cambiato coscienza", diceva nel 1931.
Con la sua copertina sgargiante, questo sberleffo letterario non mancherà dunque di far ridere... e, forse,
meditare...).
Henri Viltard
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Sauvages Blancs!
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Manifesto pubblicitario per le sardine Saupiquet del 1897. Con i suoi sei metri di larghezza fu a lungo uno dei più grandi che siano mai stati creati
all'epoca. Jossot ne creò tra il 1894 ed il 1899 ventidue.



Copertina del numero 150 della celeberrima rivista du satira della Belle Epoque L'Assiette au Beurre, del 13 febbraio 1914, interamente diseganto da Jossot e
dedicato alle prepotenze poliziesche.

Abdul-Karim-Jossot.

Costoro sono i miei beneamati figli in cui ho riposto la mia compiacenza: ascoltateli!