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Segnalazioni & Eventi

Monday 18 march 2013 1 18 /03 /Mar /2013 10:00

SELVAGGI BIANCHI!

sauvages_blancs1.pngJossot, Sauvages Blancs!, Éditions Finitude, 2013, 176 pp, 19 €

Prefazione di Henri Viltard.

 

La riedizione di Foetus récalcitrant, concomitante all'esposizione Jossot del 2011, ha rivelato che esisteva un Jossot saggistya. Con Sauvages Blancs!, Abbiamo a che fare con una serie di libelli che l'artista ha pubblicato nei giornali tunisini tra il 191 e il 1927, in un'epoca in cui egli aveva deciso di rompere con la sua società d'origine. Queste piccole perle letterarie fustigano naturalmente la società coloniale: la politica di assimilazione, la colonizzazione degli spiriti, la follia della guerra, il materialismo e la corsa sfrenata al profitto. Lungi dall'identificarsi totalmente ai suoi correligionari (musulmani), egli critica il loro conformismo, la loro codardia quando si tratta di rimettere in questione dei costumi crudeli come la clausura delle donne. Il suo spirito acuto si esercita anche contro il modo di vestirsi dei tunisini modernisti perché Jossot si erige paradossalmente come custode della tradizione, dell'identità, e soprattutto dell'estetica arabo-musulmana. Le sue posizioni piuttosto reazionarie non gli impediscono di collaborare con gli impedentisti quando quest'ultimi denunciano le ingiustizia dell'apparato coloniale.

jossot-sauvages2.jpg

-Ah!ah! ragazzo! Ci siamo fatti battezzare?

L'Action quotidienne, républicaine et socialiste, organo del libero pensiero militante, aprile 1903.

 

 

Figura indipendente in una società estremamente polarizzata, Jossot assume pubblicamente il suo ruolo di eccentrico più preoccupato di meditazione e di bellezza spirituali che di commercio o di politica... in questi testi come nelle sue caricature, degli interrogativi metafisici soggiacenti vengono alla luce, e sono quelle di un filosofo quanto di un umorista.

Raffreddati, 10

Da: "L'Assiette au Beurre, albo "Les Refroidis" [I Raffreddati], 26 marzo 1904.

 

 

La prefazione della raccolta intende mostrare quanto quest'opera di cronista sia consustanziale alla sua caricatura, che vi è qualcosa di comune tra lo stile letterario e lo stile grafico del loro autore: un artiglio, una zampa allo stesso tempo pesante e vigorosa, affascinante... È d'altronde il motivo per cui l'opera è molto ampiamente illustrata di caricature, anche se, durante quest'epoca, Jossot aveva quasi del tutto smesso di pubblicarne sulla stampa. Queste cronache richiamano costantemente l'immagine satirica perché Jossot non ha veramente abbandonato la caricatura: "Ho combattutto a lungo attraverso la caricatura; oggi ho afferrato un'altra arma: ho sostituito la penna alla matita; ma non ho cambiato coscienza", diceva nel 1931.

 

Con la sua copertina sgargiante, questo sberleffo letterario non mancherà dunque di far ridere... e, forse, meditare...).

Henri Viltard 

 

 

 

 

 

LINK:
Sauvages Blancs!

Di MAX - Pubblicato in : Segnalazioni & Eventi - Community : arte grafico-narrativa
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Saturday 19 march 2011 6 19 /03 /Mar /2011 10:52

 

 

 

Un singolare omaggio all'arte di Gustave-Henri Jossot: una micro recensione in una tavola da parte di un suo estimatore che si firma Lolmède: Ci limitiamo a darne la traduzione delle didascalie e dei dialoghi nei filatteri nonché presentare le immagini scelte dall'autore per comporre la simpatica tavola, fonendone anche un minimo di informazione su di esse tra parentesi quadre..

  


Conoscete Jossot?

 

 

di Lolmède

 

 

Questo mese presentiamo una tavola su JOSSOT, il favoloso disegnatore d'inizio secolo (L'Assiette au Beurre"). In occasione di un'esposizione organizzata alla biblioteca Forney a Parigi.


Più che i suoi disegni, che sono già molto validi, è il personaggio, e l'uomo Jossot, che aveva l'aspetto geniale: Un vero ribelle!

 

 

Da scoprire:

 

Biblioteca Forney - Dal 1° marzo al 18 giugno.

 

 

 

 

 

 

lolmede_jossot.jpg

 

La tavola disegnata da Lolmède che compendia in un'unica tavola le principali nozioni su Jossot.

 

 






Conoscete Jossot?

 

 

lolmede--1.jpg

 

Un'esposizione da vedere alla biblioteca Forney


-Non così veloce!


Fino al 18 giugno 2011

 

 

CARICATURE. Dalla rivolta alla fuga in Oriente.

 

 

 

 

dressage.jpg[L'immagine a sinistra è ripresa dalla copertina del numero 144 di L'Assiette au Beurre datato 2 gennaio 1904, interamente illustrato da Jossot e intitolato Dressage (La Doma)].

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lolmede--2.jpg

Gustave Jossot (1866-1951) è uno dei più celebri caricaturisti d'inizio secolo... È soprattutto conosciuto per i suoi disegni per L'Assiette au Beurre.

-Questa poi, per un anno abbiamo un secolo di differenza!



  jossot--1905.jpeg

Jossot nel 1905.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lolmede--3.jpg

Nato in una famiglia borghese a Digione, è, sin da giovane, in urto con il suo ambiente...



-Se il signor Gustave vuol recarsi a tavola!...


 

-Grrr... Il sangue mi monta in testa! NO!


 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lolmede--4.jpg

All'inizio si fa notare per i suoi manifesti in cui rivela la sua identità di caricaturista...

 

[I personaggi che divorano sardine nel manifesto sono tutti delle celebrità del mondo della cultura dell'epoca: da sinistra a destra: Philippe Grenier, medico, uomo politico e primo deputato musulmano francese; Yvette Guilbert, cantante dei caffè concerti; Henri Rochefort, giornalista e uomo politico; Sarah Bernhardt, attrice teatrale e Aristide Bruant, cantautore e cabarettista]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

jossot-sardine.jpgManifesto pubblicitario per le sardine Saupiquet del 1897. Con i suoi sei metri di larghezza fu a lungo uno dei più grandi che siano mai stati creati all'epoca. Jossot ne creò tra il 1894 ed il 1899 ventidue.

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Far passare una testa di morto in una pubblicità... Complimenti!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

jossot--cointreau.jpg-Manifesto pubblicitario di Jossot per il cointreau Guignolet, 1898

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

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Nel 1898, la morte di sua figlia unica lo isola nella sua misantropia.

 

-Crepate tutti!

 


 

 

 

 

 

 

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Diventato unp dei pilastri di L'Assiette au Beurre, attacca tutte le istituzioni: esercito, giustizia, Chiesa...

 

-Sempre più simpatico questo Jossot!

 


 

 

 

 

circulezCopertina del numero 150 della celeberrima rivista du satira della Belle Epoque L'Assiette au Beurre, del 13 febbraio 1914, interamente diseganto da Jossot e dedicato alle prepotenze poliziesche.

 

 

 


 

 


 

 

 

 

 

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Nel 1911, disgustato dall'Occidente, va a vivere in Tunisia. Rilassato dipinge...

 

 

 

-Toh, sempre nell'attuale Jossot!

 

 


 

 

 

 

 

 

 

lolmede-9.jpg

Nel 1913, si  converte all'Islam (sufismo). Muore nel 1951 senza aver mai rivisto la Francia...

 

 

 

 

 

 

 

 

Jossot-abdul-karim.jpgAbdul-Karim-Jossot.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

l0lmede1-expojossot.gif

Altro disegno a firma di l'Olmède e relativa alla mostra su Jossot a Parigi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

 

 

LINK al post originale:

 

http://www.lolmede.mobi/blognotes/index.php?2011/02/22/848-en-vue



 http://www.lolmede.mobi/blognotes/index.php?q=jossot


 

 

 




 


 


Di MAX - Pubblicato in : Segnalazioni & Eventi - Community : arte grafico-narrativa
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Thursday 17 march 2011 4 17 /03 /Mar /2011 09:20


Il Feto Recalcitrante

di Gustave-Henri Jossot

foetus_recalcitrant.jpg

di morlino

 

Pubblicato nel 1939, a spese dell'autore, senza il minimo successo, Le fœtus récalcitrant [Il Feto Recalcitrante] è un pugno letterario. La sua prosa contiene una forza intatta che salta agli occhi del lettore felice di scoprire uno scrittore di talento. Caricaturista di mestiere, Gustave-Henri Jossot (1866-1951) ha scritto perché aveva qualcosa da dire, il che ci ricompensa dai lavori illeggibili sin dalla prima pagina che ci capitano tra le mani. Non dimentichiamo che l'edizione è un commercio: si deve vendere. La quantità invece della qualità. Per una volta è il contrario. Le edizioni Finitude sono sin dalla loro creazione gli specialisti dei veri libri scritti da veri scrittori, Ai nostri giorni, siamo obbligati a scrivere "vero"... In modo incredibile, la riedizione di Le Fœtus récalcitrant, editi a Tunisi, appare durante la rivolta tunisina del 2011. Jossot si converte per un periodo all'Islam prima di tastare il sufismo per finire ateo, anarchia oblige. Il più grande dramma vissuto da Jossot fu la morte di sua figlia di 11 anni. A 41 anni, il padre fu condannato al lutto a perpetuità.


Le fœtus récalcitrant è un autoritratto di 106 pagine. La sua lettura è sicuramente una boccata di aria fresca, soprattutto nel 2011, in una Francia alla deriva intellettuale, ad ogni modo alò vertice dello Stato che si trova in una strana situazione, a forza di avere come motore la volgarità. Quando si è incolti si finisce con il vederlo.

 

La visione del mondo di Jossot è controcorrente rispetto al pensiero unico: "Oggi tutti sanno leggere; la lettura uccide il pensiero (...). Un illetterato, se è intelligente, pensa da sé; ha delle idee che gli sono proprie, delle aspirazioni che aumentano la sua anima, dei sussulti di indignazione che possono liberarlo; ma se impara a leggere, adotta le idee dei suoi deformatori e bela insieme al gregge".

 

Sentite cosa pensa Jossot della politica nel 1939: "Non appena il candidato è eletto, la sua probità corre i pericoli maggiori. Che sia bianco, rosso o nero, rischia molto di assumere, nella fossa, un colorito escrementizio". Ciò che scrive sul lavoro e l'ozio è molto vicino a Il diritto all'ozio (1880) di Paul Lafargue, con delle variazioni supplementari, e della trilogia di Jules Vallès con Jacques Vingtras come eroe.

 

Jossot detesta il gioco che sostiene l'abbrutimento delle masse: "Vero passatempo da abbrutiti, il gioco sopprime ogni cognizione: rende lo spirito deliquescente; lo concentra su dei pezzi di carta miniati (...). Il gioco appassiona gli scalmanati e mette il giocatore in fuga". Jossot non ama ciò che raduna le persone nei giochi del circo. "Partecipando comunque al divertimento, essi contraggono il gusto di vivere in branco. Giocano anche ad altri giochi in cui regna la disciplina: alle sbarre, al foot-ball (sic), a dei giochi in cui ci si urta, ci si dà e riceve dei colpi come alla guerra. I deformatori vigilano affinché nessuno di essi non si allontani in qualche angolo a ragionare". Evidentemente, non conosceva nulla del football. Confonde ogni cosa e non vede sul terreno e nella tribuna che degli bruti. Se il football è lo stadio di Heysel e gli Azzurri in Sudafrica 2010, il football è anche Albert Camus e Pier Paolo Pasolini. La pittura non è soltanto l'Accademia!

 

Vi consiglio di leggere Jossot soprattutto per i tempi che corrono. È meglio procurarsi una riedizione di primo piano che perdere il proprio tempo con dei prodotti attuali. Jossot? Vengo a sapere della sua esistenza, 60 anni dopo la sua morte. Mi sono appena fatto un nuovo amico. È molto più vivo dei burattini che ci governano sotto gli ori della Repubblica. Bisogna diffidare delle persone che non leggono mai. Ciò significa un ripiegamento su se stessi. Tutti i presidenti della Repubblica che stimo amavano la letteratura. Non è un caso.

 

 

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

 

 

-Le fœtus récalcitrant

de Jossot
Presentato e annotato da Henri Viltard
Finitude, 128 p., 13,50 €


Da consultare: http://www.finitude.fr


 

LINK al post originale:

Le Fœtus Récalcitrant de Gustave-Henri Jossot


Di MAX - Pubblicato in : Segnalazioni & Eventi - Community : arte grafico-narrativa
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Wednesday 23 february 2011 3 23 /02 /Feb /2011 14:30

 

 JOSSOT

LE FOETUS RECALCITRANT

 

[Il Feto recalcitrante]

 

Foetus-recalcitrant

 

Rifiutando come Antonin Artaud "l'ingabbiamento dell'essere", Jossot (Gustave-Henri) concepì un racconto tumultuoso nel quale descriveva i pericoli dell'uscita al mondo. Nascere è, secondo lui, esporsi alla "mazza liberticida" dei "deformatori del cervello". È apprendere con il forcipe, l'obbligo di "vivere in branco".

 

Le Foetus Récalcitrant (pubblicato a spese dell'autore nel 1939) è un attacco contro il mondo e le sue regole oscure, ed un modello di scrittura divertente. Grave ed allegro, Jossot fu un satirico applicato, distruggitore di dogmi vertiginosamente. Le sue caricature strigliando la borghesia ed il Capitale hanno partecipato dell'avventura di L'assiette au Beurre. Le vignette che accompagnano l'opera testimoniano della loro modernità affatto appassita. I discorsi di Jossot sono evidentemente attuali e la sua ira benvenuta.

 

L'Evangile de la paresse, dati in complemento, ricordano che il lavoro è l'esatto strumento di tortura a tre piedi chiamato tripalium. Jossot insiste sulle virtù dell'ozio contro i vizi dell'alienazione.

 

Quest'ardente libertario fu attratto dall'Islam a cui si convertì sotto l'influenza del maestro Sufi Ahmad al-Alawi. Gustave-Henri Jossot, nato a Digione il 16 avril 1866, muore a Sidi Bou Saïd il 7 avril 1951 avendo adottato il nome di Abdul Karim Jossot.

 

È uno dei fini fini distruttori tra i ribelli degli inizi del XX secolo.


Guy Darol

 

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

jossot-diavolo.jpgCostoro sono i miei beneamati figli in cui ho riposto la mia compiacenza: ascoltateli!

 


 

JOSSOT

LE FOETUS RECALCITRANT

Presentato ed annotato da Henri Viltard

 

Edizioni FINITUDE

132 pagine, 13,50 €

 

LINK al post originale:

 Le Foetus Récalcitrant 

 

 

 

 


Di MAX - Pubblicato in : Segnalazioni & Eventi - Community : arte grafico-narrativa
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Tuesday 22 february 2011 2 22 /02 /Feb /2011 09:30

 

 

 

Jossot, Le Fœtus récalcitrant

 


 

Foetus-recalcitrant.jpg

IL FETO RECALCITRANTE

Chi non conosce le caricature di Jossot oggi, quelle apparse  in L'Assiette au Beurre soprattutto? Jossot, considerato da alcuni come uno dei disegnatori più in vista della Belle Epoque, occupa da alcuni decenni un buon posto nel cuore degli amanti del disegno a stampa e soprattutto dei ribelli. Eppure, tranne il lavoro universitario non ancora edito di Henri Viltard, gli sono stati dedicati pochi studi. Un'esposizione che inizierà alla fine di febbraio 2011 alla Bibliothèque Forney a Parigi dovrebbe permettere di scoprire tutte le sfaccettature di colui che fu di volta in volta disegnatore caricaturista anarchizzante in metropoli, poi convertitosi all'Islam e pittore ritiratosi in Tunisia, prima voltare infine le spalle alla religione musulmana. Al futuro catalogo dell'esposizione si aggiunge la riedizione di questo libricino datante al 1939 mai ristampato da allora.

Si deve sicuramente salutare lo sforzo delle case editrici che riesumano dei testi molto poco diffuci in passato, e dunque diventati totalmente inaccessibili. Ma i jossofili, affascinati da cinismo radicale delle caricature del disegnatore, dal suo tratto ed i le stesure uniformi di colori così caratteristici, al di là dell'interesse bibliofilo costituito da questa riedizione, saranno affascinati da questo testo? Jossot libellista eguaglia il Jossot caricaturista?

Il Fœtus récalcitrant costituisce una strana opera. Redatta nel 1939, forma il coronamento di una carriera fatta di rotture di ogni genere.In una prima parte, Jossot torna sulla funzione della caricatura e del disegnatore. Senza fare autobiografia, l'artista erige di fatto il ritratto di un uomo ideale, senz'altro quello che ha sognato di diventare durante la Belle Epoque. Sotto la sua matita, la caricatura sembra dotata di una capacità infinita a denunciare le ipocrisie, a fustigare l'ordine borghese, ma anche tutte le forme di strutture sociali, che l'individualista percepisce come oppressive (ad esempio i sindacati).

La ricerca estetico-teorica del disegnatore si raddoppia con una ricerca filosofica e politica. Ma come numerosi anarchici individualisti, Jossot accomuna rivolta contro le ingiustizie e concezioni reazionarie. Il mondo sembra a Jossot eccessivamente oppressivo: e di denunciare l'apprendimento della lettura, la scuola, le scienze, la stampa, come altrettanti elementi che sottomettono l'umanità al capitale e che si deve dunque respingere.

Allo sviluppo tecnico, Jossot preferisce il ritorno alla semplicità, ad una certa certa distanza in rapporto al mondo. Henri Viltard sottolinea d'altronde che una lettura contemporanea dell'opera fa del disegnatore un precursore della decrescita e dell'ecologia. Jossot denuncia infatti il lavoro e la corsa al consumo, così come gli effetti devastatori dei prodotti chimici utilizzati dall'agricoltura.

Notiamo tuttavia che questo testo, pubblicato nel 1939, sembra già datato. Alcuni anarchici, e soprattutto i naturisti, denunciavano negli stessi termini sin dalla fine del XIX secolo gli eccessi del Capitale sulla natura. Oltre a riciclare i naturisti. il "filosofo" riprende per proprio conto Lafargue. Come lo sottolinea Henri Viltard nella sua presentazione, la parte intitolata "Il Vangelo della pigrizia" fa eco a Il diritto alla pigrizia pubblicato nel... 1880, un "vangelo" infarcito di riferimenti mistici. E per chi ama i disegni virulenti del Jossot della Belle Epoque, l'ossessione spiritualista di questo ex caricaturista anticlericale apparirà dei più deplorevoli. Finalmente, la contraddizione principale di questo scritto è dovuto al fatto che Jossot, diventato mistico e ritiratosi dal mondo, evoca il suo statuto di caricaturista impegnato legato ad un periodo in cui, lungi dalle circonvoluzioni del pensiero religiosi, colpiva con una durezza senza precedenti contro tutte le "religioni" del tempo. Il suo sguardo mistico degli anni 1920-30 sembra diventato  inoperante anell'analizzare la potenza del caricaturista della Belle Epoque.
Opera strana, presso colui che si presenta come distaccato dalle grandi religioni, dopo essersi mostrato ferocemente anticlericale poi aver abbracciato l'Islam e rivendicato la sua adesione allo stesso sufismo anche se, in Tunisia, la conversione di Jossot è sembrata un po' folle al punto di essere sbeffeggiata con l'appellativo di "conversione d'artista" [1]. Sottolineiamo che il caricaturista, in questo testo del 1939, non rileva nessuna contraddizione nel suo percorso, contraddizioni che eppure lo squalificano ai nostri occhi per enunciare dei grandi principi sul mondo (si fa dare alcune volte delle lezioni), dopo aver cambiato tanti punti di vista. Questo saggio rimane infine segnato dallo spirito della Belle Epoque, essendo tutto corrotto dall'accecamento spiritualista. A partire dal 1914, Jossot si è ritirato dal mondo. Venticinque anni più tardi nel cinico Le Fœtus récalcitrant, egli non evoca assolutamente il divenire del disegno a stampa tra le due guerre nemmeno l'ascesa del fascismo...
Gli incondizionali del disegnatore non mancheranno tuttavia di leggere in questo opuscolo che permette di scoprire una faccia sconosciuta dell'artista. Essi approfitteranno della chiara presentazione che n edà Henri Viltard in questa riedizione di cui ci dispiace l'assenza di un sommario che avrebbe permesso al lettore di reperire l ediverse parti costitutive dell'opera.

 

Guillaume Doizy, dicembre 2010

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

[1] Charles Géniaux, "Abdou’l-Karim Jossot, conversion d’artiste", L’art et les artistes N°40, ottobre 1923, p. 18-24.

 

 

 

LINK al post originale: 

Jossot, Le Fœtus récalcitrant, éditions Finitude, 2011, 128 p. Postface d’Henri Viltard

 

 

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