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Topfferiana. Saggio storico sul protofumetto.

Thursday 7 february 2013 4 07 /02 /Feb /2013 07:00

Sinfonia d'inverno


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Iniziamo l'anno con questa fantasia grafica e musicale disegnata dal maestro Caran d'Ache. Questa doppia pagina intitolata "Allume! Allume! Symphonie d'hiver" [Accendi! Accendi! Sinfonia d'inverno] fu pubblicata cento anni fa sul numero speciale di Natale (n° 3 del 15 dicembre 1902) di La Vie Heureuse, "rivista femminile universale illustrata" (tutto un programma!).



[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

LINK:

Symphonie d’hiver

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Tuesday 15 january 2013 2 15 /01 /Gen /2013 07:00

Da Figueras a New York

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I fumetti di Salvador Dalí

 

di Antoine Sausverd

 

Scegliendo il fumetto per realizzare la biografia di Salvador Dalí [1], in occasione della retrospettiva che gli è stata dedicata, il Centro Pompidou sapeva che il pittore surrealista si era provato al genere nella sua gioventù?

 

A Figueras, nel 1916, il giovane Dalí ha allora circa dodici anni. Come molti bambini, scrive e disegna delle storie, Questi fogli anneriti sono destinati ad una sola lettrice, sua sorella minore Ana Maria, che egli cerca così di distrarre quando essa è malata. Dalí le offre a volte delle storie ad immagini, come quelle che troviamo all'epoca nei giornali illustrati, in Catalogna come altrove in Europa. È molto probabile che il giovane artista abbia ricopiato alcune pagine di queste riviste.

 

 

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Oggi conservate dalla Fondazione Gala-Salvador Dalí, queste opere ci sono note grazie al catalogo dell'esposizione Salvador Dalí: the early years che si tenne alla Hayward Gallery di Londra nel 1994 [2]. Esse fanno eco ai fumetti del giovane Sergueï  Sergueï Eisenstein e che datano pressappoco alla stessa epoca.

 

Nel 1935, Dalí si trova negli Stati Uniti dove la sua pittura comincia ad essere apprezzata. Egli realizza degli studi per un film che non sarà realizzato: Les Mystères surréalistes. [I Misteri surrealisti di New York]. Questo progetto si ispirava ad un serial di Louis Gasnier datante al 1915, Les Mystères de New York: una ricca ereditiera, aiutata da un detective, lotta contro un misterioso criminale chiamato "La Mano che Stringe" (The Clutching Hand) che ha assassinato suo padre e vuole le sue ricchezze.

 

Lavorando su questa versione allucinata del film muto, realizzò due belle pagine di disegni preparatori, tra storyboard e fumetto. Si sarà ricordato allora di quelle pagine che aveva disegnato, una ventina di anni prima, per sua sorella?

dali04.jpgSalvador Dalí, Studio per la scenografia di I Misteri surrealisti di New York, pagina 1, 1935. Fondation Suñol, Barcellona.

 

 

 

Antoine Sausverd

 

 

[Traduzione di Elisa Cardellini]


 

[1] Edmond Baudouin, Dalì par Baudoin, coedizione Centre Pompidou/éditions Dupuis, 2012. Vederem il dossier che il Cibdi dedica a cette incontro disegnato Dalì par Baudoin

 

[2] Michael Raeburn (dir.), Salvador Dalí : the early years, Thames & Hudson, Londres, 1994.


 

LINK al post originale:

De Figueras à New York, les bandes dessinées de Salvador Dalí

 

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Thursday 29 november 2012 4 29 /11 /Nov /2012 07:00

Come si diventa reazionari

o le palinodie di Agénor Pistochard

 

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Léonce Petit, Comment on devient réactionnaire ou Les palinodies d’Agénor Pistochard [Come si diventa reazionario o le palinodie di Agénor Pistochard], Le Grelot [Il Sonaglio], supplemento del 12 ottobre 1873. Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de


 

di Antoine Sausverd

 

 

È sulle pagine della rivista Le Grelot (1871-1903), famosa per i suoi grandi disegni colorati in prima pagina, che abbiamo trovato questa storia ad immagini, la sola esistente sembra in questo giornale repubblicano [1]: Come si diventa reazionario o le palinodie di Agénor Pistochard venne pubblicato in quattro numeri nei supplementi dai numeri 131 a 135, tra il 12 ottobre e il 9 novembre 1873.

 

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Léonce Petit, Comment on devient réactionnaire, Le Grelot, supplemento del 19 novembre 1873.

Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de


 

 

In queste quattro tavole, Léonce Petit (1839-1884) [2] ci narra il ribaltamento politico (le palinodie) del suo eroe Agénor Pistochard. Questo eterno studente, "fedele abituato dell'accademia dell'assenzio", coltivato alle idee politiche estreme che hanno più a che fare con l'ostentazione che con il reale convincimento: egli didegna Proudhon che trova reazionario e fustiga Gambetta di "moderatismo"... Proselita, Pistochard fa ritorno nella sua città natia. Sul posto, tenta di radicalizzare i repubblicanipiù in vista del caffè e scandalizza con il suo atteggiamento le brave persone; alcuni dei suoi parenti non osano più frequentarlo e nemmeno uscire di casa. "Giungendo agli ultimi eccessi", Agénor Pistochard fa danzare dei girotondi al popolino facendo loro cantare "Li ghigliottineremo, i signori proprietari/ li ghigliottineremo e poi li impiccheremo...".

 

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Léonce Petit, Comment on devient réactionnair, Le Grelot, supplementi del 26 ottobre 1873.
Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de

 

 

Ma tutto cambia il giorno in cui il nostro eroe riceve una lettera dal notaio Mastro Maître Palognon. Presso quest'ultimo, Pistochard viene a sapere che ha ereditato una discreta fortuna. Uscendo tutto sognatedallo studio notarile, il nuovo ricco trova infine che "Proudhon ha non poco esagerato sostenendo: 'La prorietà è un furto'". Cambia allora completamente di atteggiamento: evita oramai i caffè, si veste in modo adeguato, visita le terre che ha ereditato, riceve gli omaggi dei suoi contadini... Presto arringa la popolazione del suo villaggio che egli "esorta alle sane dottrine e a non lasciarsi sviare dagli urlatori della demagogia", tratta da incendiari miserabili i suoi antichi compagni. Non frequenta oramai che la nobiltà e si parla di lui come candidato per le prossime elezioni.

 

 

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Léonce Petit, Comment on devient réactionnaire, Le Grelot, supplementi del 9 novembre 1873.
Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de

 

 

Questa divertente satira dei costumi politici, in cui la sincerità delle ideologie si rivela alla prova del denaro, non ci appare, oggi, così stravagante... Léonce Petit è piuttosto un habitué di Le Journal amusant, per il quale disegna regolarmente dal 1863 sino alla sua morte nel 1884, e bisogna credere che la tonalità della storia di Agénor Pistochard è all'origine di questo scarto: Le Grelot, dalle opinioni politiche repubblicane e anti-reazionarie, è ben più virulento di Le Journal Amusant dell'epoca, più convenzionale. 

 

Dalla scena pittoresca alla narrazione grafica

 

Tuttavia, queste pagine non si discostano dalla vena cara a Léonce Petit: il disegnatore di Le Journal amusant ha fatto una specialità il dipingere, con un tenero umorismo, la vita in provincia e in campagna, quella delle piccole città e dei villaggi rurali, dei contadini e dei notabili locali. Come John Grand-Carteret ben sintetizza, l'opera di Petit è una "vera epopea grafica della vita rustica attraverso l aquale si vedono sfilare costumi, tipi e usanze delle brave persone di provincia" [3].

 

In questo genere, Petit si è innanzitutto fatto conoscere con la sua serie "Les Bonnes Gens de province", di grandi disegni rappresentanti scene della vita dei villaggi della sua epoca, per i quali l'aggettivo pittoresco non è sprecato. Piccolo abbozzo anche sotto la sua matita dei soggetti molto diversi come il ritorno dal mercato, il circolo letterario, gli appassionati del gioco di bocce, i pompieri all'esercitazione, l'esibitore di curiosità, la stazione della diligenza, la passeggiata del piccolo seminario, il notaio si facevano fare il ritratto, i briganti, l'audienza dal giudice di pace, la guardiana d'oche, ecc. Queste scene panoramiche sono sempre molto popolate e gli scenari che li inquadrano finemente osservati ed eseguiti.

 

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Léonce Petit, Les Bonnes Gens de province. Le retour du marché [Le Brave Persone di provincia. Il ritorno dal mercato, Le Journal amusant, 682 del 23 gennaio 1869. Fonte: Gallica.bnf.fr

 

 

A partire dal 1871, Léonce Petit traspone la sua cronaca campagnola in fumetto (bande dessinée): dà regolarmente, in molti suoi disegni, delle storie ad immagini chiamate "Histoires campagnardes" [Storie campagnole]. La forma di questi fumetti riprende quella di Le Grelot, ossia un'alternanza libera di grandi scene spesso inquadrate, nello stile di quelli della serie "Les Bonnes Gens de province", e di scenespoglie, concentrantesi su uno o più protagonisti [4]. Alc une righe di testi sottolineano i disegni. Per Émile Bayard, Léonce Petit "maneggia abilmente i suoi effetti combinati della penna e della matita, un'ironia rustica, molto finta, un modo di umorismo freddo (pince-sans-rire) [5].

 

Il Töpffer francese

 

 

Prima della guerra del 1870, Léonce Petit aveva giò tentato la letteratura grafica come discepolo applicato di Rodolphe Töpffer. Il disegnatore francese è infatti l'autore di una storia ad immagini, Les Mésaventures de M. Bêton [Le disavventure del signor Bêton], che fu pubblicata in Le Hanneton, da marzo 1867 ad agosto 1868 [6], data alla quale questa rivista fu proibita dalla censura. Petit terminò il suo racconto incompiuto completandolo con una decina di tavole, lo fece pubblicare alla fine del 1868 sotto forma di un albo per la Librairie internationale Lacroix.

 

Les Mésaventures de M. Béton non ha nulla a che fare con le "Histoires campagnardes": si tratta di un racconto avventuroso imitante, sullo sfondo così come nella forma, gli albi di letteratura in stampe disegnate da Töpffer (una pubblicité per l'uscita dell'albo afferma senza vergogna che l'allievo ha superato il maestro: "Mai Töpfer [sic] fece di meglio, e mancava del resto all'astuto Ginevrino quell'elemento parigino che L. Petit ha saputo mettere in mostra in modo così pungente", in Le Journal amusant, n° 673, del 21 novembre 1868.). L'albo narra delle bizzarre peripezie del signor Béton che, annoiandosi notevolmente e constatando il vuoto della sua esistenza, parte in viaggio a Parigi accompagnato dal suo cane e da un coccodrillo impagliato. Una pubblicità apparsa su L'Eclipse (n° 45, 29 novembre 1868) riassume la storia come segue: "Non è senza interesse che si seguirà il signor Béton, fare i suoi primi passi nel vizio e mentre tenta di sedurre una giovinetta - virtuosa forse - in un vagone della Compagnia dell'Est; poi mentre si fa portare in carcere evadendo soltanto per unirsi ad una truppa di saltimbanchi come uomo selvaggio; poi, mentre si lascia catturare dalla signorina Trognonette e trascinare al ballo dell'Opéra (vedere i disegni qui sotto), e mentre infine subisce, prima di far ritorno alla sua città natale, un gran numero di disavventure comiche che otteranno un successo di grandi risate presso persone grandi - e piccole".

petit-beton-eclipse06.jpg Annuncio della pubblicazione di Mésaventures de M. Bêton [Le disavventure del signor Béton], L'Eclipse, n° 45, 29 novembre 1868. Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de

 

 

L'influenza che ebbe il maestro ginevrino su Léonce Petit non si riduce a questo albo topfferiano. Essa si estende sino al disegno del disegnatore delle "Histoires campagnardes". Così, scrive Emile Bayard: "Conosciamo già questo tratto semplice, quella scrittua dal disegno esitante, senza ombre, senza luci, quel profilo chiaro, quel contorno magrolino, per averlo visto presso l'autore dei Voyages en zigzag [Viaggi a zigzag] [7]. E non è per nulla che Léonce Petit fu a volte soprannominato "il Töpffer francese"…

 

Come supplemento: "Les Histoires campagnardes" di Léonce Petit in Le Journal amusant

 

Durante la ventina d'anni (1863-1884) in cui collaborò al Journal amusant, Léonce Petit consegna alternativamente dei grandi disegni e delle storie ad immagini che proseguono molto spesso su diversi numeri. Il giornale riprende questi contributi per pubblicarli sotto forma di grandi albi all'italiana: cinque intitolati Les Bonnes gens de province, che raccolgono i suoi disegni, sono così apparsi a partire dal 1875; due portano il titolo Les Histoires campagnardes (di cui il primo data al 1877) raccolgono le sue storie ad immagini [8].

 

Avviso agli editori: Le "Histoires campagnardes" di Léonce Petit fanno parte delle Lacunes bande dessinée del CNL la cui ristampa può beneficiare di sovvenzioni non disprezzabili.

 

Ecco le storie ad immagini di Léonce Petit comparse in Le Journal amusant che si possono consultare tra i volumi della rivista digitalizzata da Gallica (1871-1877):


 

1871

« Une battue au loup » (n° 799 et 800, 23 e 30 dicembre 1971)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k61583396/f3.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6158340v/f5.image

1872

« Le Mardi Gras dans une petite ville » (n° 807, 17 febbraio 1872)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k61583485/f2.image

 

« Le lutin de la Ferté-Loupière » (n° 827 e 830, 6 e 27 luglio 1872)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k61583789/f2.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k61583841/f2.image

 

« La légende du marchand de cochons » (n° 846 e 847, 16 e 23 novembre 1872)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6158409d/f6

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k61584102/f4

 

1873 :

« Les quatorze travaux de Mathurin Piedagnel » (n° 860 e 864, 22 febbraio e 22 marzo 1873)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k61584243/f2

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6158428r/f4

 

« Les tribulations du frère Fructueux » (n° 867 e 869, 22 e 26 aprile 1873)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k61584317/f2

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k61584332/f2.image


« Comme quoi Mélingé fut traité pour le choléra. Racontar médical » (n° 886, 23 agosto 1873)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6158450k/f4.image

 

« Comme quoi Julien des Pois-Chiches rata son mariage » (n° 893 e 896, 11 ottobre e 1° novembre 1873)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6158457g/f2.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6158460z/f2.image

 

« L'habit vert » (n° 899 e 901, 22 novembre e 6 dicembre 1873)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k61584651/f2.image

 

1874

« L'œuf d'ânesse » (n° 906 e 908, 10 e 24 gennaio 1874)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501324z/f2

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501335r/f4

 

« Les vingt-cinq blouses de Joseph Manivelle » (n° 915, 14 marzo 1874)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501353p/f3.image

 

« Une épidémie de santé » (n° 936 e 938, 8 e 22 agosto 1874)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501461k/f3

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501464t/f3

 

« La charette à Joson Touzé » (n° 947 e 948, 24 e 31 ottobre 1874)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501540r/f2

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k55015415/f3

 

1875

« Le vœu à saint François ou La Générosité récompensée » (n° 959 e 961, 16 e 30 gennaio 1875)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501644r/f4.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501656z/f2.image

 

« Les ambitions d'Antoine Gorou » (n° 974, 976, 979 e 983, 1°, 15 maggio, 5 giugno e 3 luglio 1875)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k55017035/f4.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501707t/f6.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501714z/f6.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501722h/f5.image

 

« L'usurier » (n° 991 e 992, 28 agosto e 4 settembre 1875)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501739s/f4

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501741v/f5

 

« Une cure radicale » (n° 1000 e 1003, 30 ottobre e 20 novembre 1875)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501773t/f2.image

 

1876

« La mésaventure d'Athanase Robiquet » (n° 1022 e 1023, 1° e 8 aprile 1876)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5505708g/f2

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5505710j/f5

 

« Le retour de l'enfant prodigue » (n° 1037, 1039, 1040 e 1041, 15, 29 luglio, 5 e 12 agosto 1876)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k55057465/f2.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k55057480/f5.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k55057502/f2.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5505751g/f5.image


« La victoire de madame Boucarante » (n° 1048, 1051 e 1052, 30 settembre, 21 e 28 ottobre 1876)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5506591m/f5

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k55065958/f4

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5506596p/f5

 

« L'âne de M. le curé » (n° 1055, 1057 e 1058, 18 novembre, 2 e 9 dicembre 1876)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k55066004/f5.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5506604s/f4.image

 

1877

« La chique militaire » (n° 1067, 1068, 1069, 1070, 1073, 10, 17, 24 février, 3 e 24 marzo 1877)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5506617d/f3.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k55066197/f6.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5506620w/f2.image

 

« Le cochon conciliateur » (n° 1088, 1090 e 1092, 7, 21 luglio e 4 agosto 1877)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5506651f/f5.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5506657x/f2.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5506660d/f2.image

 

« Une vocation manquée » (n° 1102 e 1104, 13 e 27 ottobre 1877)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k55066768/f2.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k55066783/f2.image 

 

 

 

 

NOTE  

 

[1] Su Le Grelot, leggere la notizia di Guillaume Doizy in Ridiculosa n° 18, "Les revues satiriques françaises", EIRIS, juin 2011.

 

[2] Questo pittore, incisore, caricaturista e illustratore fu allievo nei laboratori dei pittori Henri Harpignies e François Augustin Feyen-Perrin, ed espose regolarmente al Salon des beaux-arts de Paris. Oltre al Journal Amusant, Léonce Petit ha collaborato anche con La Lune, L'Eclipse, con Hanneton, con il Bouffon, al Monde Illustré, e anche con La Caricature. Ha scritto e illustrato molti volumi per i bambini: La vraie tentation de Saint-Antoine, di Paul Arène; L'Education musicale de mon cousin Jean Garrigou, di Léopold Dauphin e anche contes de Saint-Santin, del marchese Chennevières. Su Léonce Petit, si potrà leggere iol capitolo che gli ha dedicato Émile Bayard in La Caricature et les caricaturistes, Delagrave, Paris, 1900, p. 171-178. Vedere anche la nota del sito Au bon vieux temps de La Semaine de Suzette.

 

[3] John Grand-Carteret, Les mœurs et la caricature en France, Librairie Illustrée, Paris, 1888, p. 395-396.

 

[4] Sui fumetti disegnati da

  1. Sur les bandes dessinées de Petit, voir le chapitre que leur réserve David Kunzle, « Bourgeois versus peasant : The "Histoires campagnardes" of Léonce Petit (1872-1882) », dans son ouvrage de référence History of the Comic Strip. The nineteenth century (University of California Press, Berkeley, 1990, p. 147-174).
  2. Emile Bayard, La Caricature et les caricaturistes, Delagrave, Paris, 1900, p. 171.
  3. A la même époque, selon David Kunzle (op. cit.), Le Journal amusant (n° 603 à 605, des 20, 27 juillet et 3 août 1897) publia une histoire en images dessinée de Léonce Petit intitulée « Monsieur Tringle », d'après le roman éponyme de Champfleury.
  4. Emile Bayard, La Caricature et les caricaturistes, Delagrave, Paris, 1900, p. 172.
  5. Voir les publicités dans Le Journal amusant pour la parution des premiers albums Les Bonnes gens de province (1875) et Les Histoires campagnardes (1877).

 

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Comment on devient réactionnaire

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Wednesday 25 january 2012 3 25 /01 /Gen /2012 07:00

"Re-Regina-Principe" di Carl Maria Seyppel

 

Seyppel-Roi_Reine_Prince.jpeg

 

 

di Antoine Sausverd

 

 

Carl Maria Seyppel, Roi-Reine-Prince, Félix Bagel (éd.), Düsseldorf, 1886. 

 

 

Fonte: Universitäts- und Landesbibliothek Düsseldorf

 

SeyppelEr-Sie-Es.jpeg

 

 

Carl Maria Seyppel (1847-1913), pittore disegnatore e scrittore di Düsseldorf, realizzò negli anni anni 80 del XIX secolo sorprendenti opere nello stile pseudo-egiziano. Quello che ci interessa oggi fu pubblicato nel 1883 con il titolo Er-Sie-Es dall'editore Felix Bagel [1]. Quest'ultimo ne propose una traduzione francese tre anni dopo: Roi-Reine-Prince, récit humoristique égyptien peint et écrit d'après nature, l'an 1302 avant la naissance de J. C, [Re-Regina-Principe, racconto umoristico egiziano dipinto e scritto secondo natura, nell'anno 1302 prima della nasita di G. C.] [2]. la sua storia, che si svolge in una quarantina di pagine, narra la battaglia di successione che seguì alla morte del faraone, della contesa tra la figlia di quest'ultimo e suo marito per il trono.

 

 

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Prima ancora di aprirlo, questo libro sorprende, perché l'autore gli ha dato l'illusione di un volume antico trovato negli scavi archeologici. Lo storico dell'arte e specialista della caricatura John Grand-Carteret scriveva nel 1884 a proposito di Er-Sie-Es: "Queste caricature molto divertenti, disegnate da un artista che ha una grande conoscenza della vita e dei costumi dell'Egitto sono stati eseguite su della carta che imita il papiro, che si è erosa ai bordi e aggredita con degli acidi allo scopo di ottenere delle macchie di ruggine e di umidità. Affinché nulla mancasse a questa imitazione del manoscritti antico, vi si è aggiunta una copertina di tela spessa, dai bordi anch'essi erosi o bruciati, uno spesso involucro di cera blu sul piatto, e degli attacchi in cuoio destinati a chiudere il volume. Vi è (...) nell'insieme, una imitazione molto riuscita che mostra l'interesse che hanno i Tedeschi al recupero delle cose antiche, allo stesso tempo di una prova nuova di questo spirito di satira che è il fondo della loro arte. Il testo non ha meno spirito dei isegni, e sono certo che gli egittologi vi attingeranno alcuni momenti di ineffabile divertimento" [3].

 

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All'interno, Re-Regina-Principe si pone in risalto per una stupefacente diversità di composizioni nelle quali testo in rima e disegni si intrecciano in modo originale. Nessuna pagina somiglia a un'altra, Seyppel alterna tra strutture decorative, grandi immagini narrative, delle sequenze senza didascalie, delleinvenzioni grafiche, degli elementi decorativi, e anche delle eccentricità che ricordano degli albi comici di Gustave Doré.

 

Seyppel03.jpg

 

Per saperne di più sull'opera di C. M. Seyppel, l'università di Düsseldorf propone delle digitalizzazioni dei suoi altri libri illustrati, e si farà riferimento all'articolo di Dietrich Grünewald, "Carl Maria Seyppel — der 'Malerhumorist'" (Deutsche Comicforschung 4, 2008).

 

seyppel04.jpg

 

 

 

 

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

 

 

 

NOTE

 

[1] C. M. Seyppel, Er-Sie-EsAegytische Humoreske, nach der Natur abgemalt und niedergeschrieben 1302 Jahre vor Christi Geburt, Felix Bagel, Düsseldorf, 1883.

 

[2] Il existerait une première traduction française de cet ouvrage éditée en 1885 à Paris par Kurt Guhrauer.Roi-Reine-Prince était disponible en 1886 dans la boutique de Henri Le Soudier, librairie parisienne du boulevard Saint-Germain « spécialement organisée pour l'importation des ouvrages en toutes langues de tous les pays ».

 

 [3] John Grand-Carteret, « Notre Bibliothèque XCII », Courrier de l'Art, n° 1, 3 janvier 1884, p. 7: http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k55671130/f16.langFR.

 

 

LINK:

Roi-Reine-Prince

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Saturday 15 october 2011 6 15 /10 /Ott /2011 07:00

"Das Krokodil" di Adolf Oberlandër

 

 

 

 

di Antoine Sausverd

 

 

 

 

 

krokodil1.jpg

Adolf Oberländer, "Das Krokodil" (Ein Carnevals-Abenteuer in acht Bildern),
Fliegende Blätter
, vol. 90, n° 2271, 1889.

Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de

 

 

 

"Das Krokodil" è senza dubbio uno dei più interessanti fumetti creati da Adolf Oberländer (1845-1923) al Fliegende Blätter. Questa storia muta in otto quadri fu pubblicata nel 1889 sul numero 2271 della rivista tedesca.

 

L'embricazione delle vignette della prima pagina è piuttosto originale. Nella prima immagine, tutta in profondità, un uomo mascherato da coccodrillo scende le scale. Si dirige verso l'uscita di un ballo mascherato, a braccetto della sua bella. Questa scena offre una vista a basso angolo che dà una statura imponente ai tre clown bianchi che stanno per pestargli la coda.

 

 

I gradini si prolungano nella loro parte inferiore e formano due lati tratteggiati che organizzano le due scene seguenti: la prima serve da facciata per la sala da ballo, con la sua porta d'uscita davanti alla quale si svolge una rissa; la seconda erige in una prospettiva fuggente le facciate di una strada in cui il coccodrillo fugge, seguito da cani che vogliono la sua appendice caudale.

 

La seconda pagina, ha una composizione più classica, è meno densa: inizia con una sequenza dallo scenario minimo (una porta e la sua campanella) in cui l'eroe continua ad accumulare guai con il suo travestimento. La grande immagine finale, luminosa quanto la prima, somiglia al difficile risveglio del brutto sogno che si è appena svolto. Si noterà che queste due tavole sono ognuna circoscritte su un foglio disegnato in Trompe-l'oeil di cui un angolo (in basso a destra per la prima e in alto a sinistra per la seconda) è leggermente arrotolato in modo da indicare l'incatenamento delle due pagine.

 

 

 

krokodil02.jpg

 

 

 

Per finire, accosteremo la composizione della prima pagina che darà un secolo più tardi il disegnatore americano Will Eisner (1917-2005), soprattutto il modo di concatenare le vignette e di appoggiarsi su un elemento dello scenario (qui, la scala) per legare le immagini nel loro continuum. La somiglianza tra "Das Krokodil" con la sequenza seguente, tratta dall'albo Invisible People pubblicata per la prima volta negli Stati Uniti nel 1993, è in questo senso abbastanzastupefacente.

 

 


 

 

Will Eisner, Estratto da Il Popolo invisibile, (Invisible People, 1993),
in Big City, Glénat, 1999.
Copyright © Will Eisner Studios, Inc.

 

 

 

 

 

Antoine Sausverd

 

 

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

 

LINK al post originale:

"Das Krokodil" d’Adolf Oberländer

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