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Classici [Protofumetto].

Saturday 16 february 2013 6 16 /02 /Feb /2013 07:00

Beato Angelico

La sepoltura dei santi Cosma e Damiano

 

angelico9.jpg

La Sepoltura dei santi Cosma e Damiano, tempera su tavola al Museo nazionale di San Marco a Firenze.

 

 

 

I seguaci dei due santi si apprestano a dar loro sepoltura, memori però dell'episodio descritto nella prima predella, distanti l'uno dall'altro per aver accettato Damiano un pagamento di tre uova per la guarigione dell'emorroissa Palladia.

 

Un cammello però, si mette miracolosamente a parlare dicendo "Nolite eos separare a sepoltura, quia non sunt separati a merito", e cioè che essi in quanto uguali nel merito dovevano esserlo anche nella sepoltura. La frase proferita dall'animale è rappresentata in un cartiglio o filatterio, antenato della tipica bolla da cui nei fumetti moderni escono le parole profferite dai personaggi delle storie.

Questo espediente era abbastanza diffuso negli affreschi, anche più antichi, ma si incontrano anche nei più datati codici miniati.

 

 

 

 

 

LINK per meglio conoscere nella sua completezza questo interessante ciclo pittorico:

Italia. XV secolo. Beato Angelico, La storia dei santi Cosma e Damiano dalla predella di San Marco

 

LINK pertinente:
Spagna, Catalogna, Raimondo Lullo, Vita Coetanea, 1311, tavola 01 di 12

 

Italia basso medievale. L'iscrizione di san Clemente, 1090

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Sunday 24 june 2012 7 24 /06 /Giu /2012 07:00

La storia dei santi Cosma e Damiano

 

dalla predella di San Marco a Firenze

 

 

 

 

angelico1.jpg

La Pala di San Marco è un dipinto e tempera su tavola (scomparto centrale 220×227 cm) del Beato Angelico, databile al 1440 circa e conservato, per lo scomparto centrale e alcuni pannelli secondari, nel Museo nazionale di San Marco a Firenze.

 


 

Angelico, predella dei santi cosma e damiano da pala di san marco, guarigione di palladia.jpg Angelico, predella dei santi cosma e damiano da pala di san marco, davanti a lisius.jpg Angelico, predella dei santi cosma e damiano da pala di san marco, salvataggio.jpg Angelico, predella dei santi cosma e damiano da pala di san marco, condanna.jpg Entombment of Christ (Fra Angelico).jpg Angelico, predella dei santi cosma e damiano da pala di san marco, crocefissione.jpg Fra Angelico 066.jpg Angelico, predella dei santi cosma e damiano da pala di san marco, sepoltura.jpg Angelico, predella dei santi cosma e damiano da pala di san marco, healing.jpg

Predella della Pala di San Marco

 

 

La predella era una parte delle pale d'altare dipinte su legno e consite in una fascia dipinta divisa in più riquadri. La sua funzione oltre ad essere quella di coprire lo zoccolo inferiore della cornice anche e soprattutto di corredare di scene complementari la pittura principale. Molti polittici con figure dei Santi presentavano quindi nella loro predella scene della loro vita. Non necessariamente predella e pala erano dipinte dallo stesso autore: a volte erano curate da allievi, altre dal maestro stesso, altre ancora poteva venir aggiunta in un secondo momento. A volte poi la predella dava l'opportunità di misurarsi con rappresentazioni più originali rispetto al soggetto principale della pala, magari canonizzato dalle richieste dei committenti.

 

Dopo che i Domenicani presero possesso del convento che era stato dei Silvestrini, Cosimo de' Medici per mecenatismo fece avviare la ricostruzione degli ambienti da parte del suo architetto di fiducia Michelozzo.

 

L'altare venne allora riconsacrato ai santi protettori dei Medici, Cosma e Damiano, che in vita erano stati appunto, secondo la leggenda, "medici", nel senso di professionisti della medicina. Cosma e Damiano erano due celebri medici, tradizionalmente creduti fratelli, che guarivano gratuitamente le persone. Venivano detti "anargiri", cioè privi di denaro.

 

 

 

 

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La Guarigione di Palladia, tempera su tavola (36,5 X 46,6 cm). National Gallery of Art, Washington D. C.

 

 

Un giorno i due fratelli medici curarono l'emorroissa Palladia, la quale, in segno di ringraziamento, insistette per ricompensarli con tre uova. Cosma rifiutò nettamente, mentre Damiano, colpito dall'insistenza della donna, decise di accettarle di nascosto, suscitando poi un ampio rimprovero del fratello, che ordinò ai suoi seguaci di seppellirlo, quando fosse giunta l'ora, non accanto al fratello.

 

 

 

 

 

 

 

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I Santi Cosma e Damiano davanti a Lisia, tempera su tavola (38 X 45 cm), Alte Pinakothek di Monaco di Baviera.

 

 

La fama dei due fratelli medici e cristiani giunse ad un certo punto a conoscenza del prefetto della Cilicia, Lisia, che li fece chiamare. Accusati di perturbare l'ordine pubblico tramite la diffusione della loro fede, li fece arrestare e li obbligò ad abiurare. Al loro rifiuto vennero condannati ad atroci torture, i cosiddetti "cinque martirî".


 

 

 

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I Santi Cosma e Damiano salvati dall'annegamento e Lisia posseduto dai demoni, tempera su tavola (38 X 45 cm), Alte Pinakothek di Monaco di Baviera.

 

 

 

Il dipinto contiene due episodi. Il primo mostra Lisia che, per colpa dei diavoli che lo tormentano, condanna con crudeltà Cosma, Damiano e i loro seguaci Antimo, Leonzio ed Eupreprio, inginocchiati davanti al suo trono. La seconda parte si svolge nell'angolo in alto a destra e mostra il lancio in mare dei due santi, salvati poco più in là, coi discepoli, da un angelo che li riconduce sani e salvi alla riva.

 

 


 

 

 

 

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Condanna al rogo dei santi Cosma e Damiano, tempera su tavola (37 X 46 cm), National Gallery of Ireland di Dublino.

 

 

Dopo il tentativo di annegamento i due santi fratelli critiani medici sono condannati al rogo, invano però, perché invece di bruciare i santi, le fiamme si volsero all'esterno bruciando invece gli stessi soldati.


 

 

 

 

 

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La Pietà o Deposizione, tempera su tavola (38 X 46 cm), Alte Pinakotkek di Monaco di Baviera.

 

 

La scena della Pietà o Deposizione si svolge davanti alla grotta del sepolcro di Cristo, dove Nicodemo sta trascinando il corpo di Cristo. Ai lati le due figure dolenti di Maria e di san Giovanni Evangelista reggono e baciano e bagnano con le lacrime le mani che Cristo, che si trova così nella posizione che ricorda la crocefissione. Notevole è l'attenzione al paesaggio ed alla natura.

 

 

 

 

 

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La Crocifissione dei santi Cosma e Damiano, tempera su tavola (38 X 48 cm), Alte Pinakohek di Monaco di Baviera.

 

 

Dopo il fallimento dei precedenti supplizi dell'annegamento e del rogo, i due santi fratelli medici cristiani, sono condannati ad essere crocifissi e colpiti con il lancio di pietre, le frecce scagliate contro di loro però si piegavano tornando indietro meentre i sassi rimbalzavano sui carnefici, ferendoli gravemente, mentre non avevano effetto sui santi. Al centro stanno i santi Antimo, Leonzio ed Eupreprio, seguaci di Cosma e Damiano.

 

 

 

 

 

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La Decapitazione dei santi Cosma e Damiano, tempera su tavola (36 X 46 cm), conservato al Museo del Louvre di Parigi.

 

 

 

Alla fine i due fratelli cristiani vengono decatipati insieme ai loro tre seguaci Antimo, Leonzio ed Eupreprio. Nel dipinto vediamo il boia mentre sta per vibrare il colpo mortale ad uno dei due medici.

 

 

 

 

 

 

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La Sepoltura dei santi Cosma e Damiano, tempera su tavola (37 X 45 cm), al Museo nazionale di San Marco a Firenze.

 

 

 

I seguaci dei due santi si apprestano a dar loro sepoltura, memori però dell'episodio descritto nella prima predella, distanti l'uno dall'altro per aver accettato Damiano un pagamento di tre uova per la guarigione dell'emorroissa Palladia. Un cammello però, si mette miracolosamente a parlare dicendo "Nolite eos separare a sepoltura, quia non sunt separati a merito", e cioè che essi in quanto uguali nel merito dovevano esserlo anche nella sepoltura. La frase proferita dall'animale è rappresentata in un cartiglio come era tipico in affreschi anche più antichi e anche nei codici miniati.

 

 

 

 

 

 

 

 

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La Guarigione del diacono Giustiniano, tempera su tavola ( 37 X 45 cm), al Museo nazionale di San Marco a Firenze.

 

 

L'episodio narrato è un miracolo postumo, che ha come protagonista Giustiniano, diacono della chiesa romana dei Santi Cosma e Damiano. L'uomo aveva una gamba malata, ed una notte gli apparvero in sogno i santi Cosma e Damiano che gli sostituirono la gamba con quella di un uomo morto poco prima, praticando quindi un vero e proprio trapianto. Al risveglio si accorse che tutto era vero, solo che la gamba nuova era di un etiope, quindi scura. La scena è ambientata nella stanza da letto di Giustiniano, in un interno reso con estrema cura.

 

 

 

 

 

[A cura di Massimo Cardellini]

 

 

 

LINK:

Pala di San Marco (wikipedia)

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Tuesday 11 october 2011 2 11 /10 /Ott /2011 07:00

ATALANTA FUGIENS

 

Guido Reni, Atalanta e Ippomene, 1625.

 

 

Andremo a presentare ora, dopo la grande opera nota come Splendor Solis, uno dei testi di alchimia più famosi e ricco di immagini, forse il più di tutti. Si tratta dell'Atalanta Fugiens di Michael Maier (1568-1622), vissuto a lungo nell'ambiente di corte ai tempi dell'imperatore Rodolfo II di cui era medico e segretario privato. Quest'opera è famosa anche per le sue cinquanta fughe che ne fanno un'opera assolutamente unica. Non soltanto testo ed immagini, entrambi ricchi di simbolismo sollecitano il lettore ma anche la musica aggiunge in questo quadro già intenso di per sé, come è tipico dei testi alchemici, una nuova dimensione interpretativa e suggestiva, soprattutto.


 
atalanta-fugiens--frontespizio.jpg

 

 

 

 

 

 maier.jpgIl lettore moderno è in un certo senso molto fortunato, perché se non è in grado di apprezzare l'aspetto musicale del testo in quanto privo di cognizioni di questa arte, può utilizzare il potente mezzo che è internet per ricercare delle versioni on line delle 50 fughe. Gli abbiamo comunque risparmiato tale fatica, collocando nei link finali ben due versioni a cui egli potrà attingere. Il titolo dell'opera rinvia al mito greco di Atalanta, figlia del re dell'Arcadia Laso che quest'ultimo avrebbe desiderarto dare in sposa. Atalanta, imbattibile nella corsa, teme la cosa perché un oracolo le aveva predetto la perdita di questo dono con la perdita della verginità. Atalanta perciò promise di sposare soltanto chi l'avrebbe battuta nella corsa il pretendente che avesse perso sarebbe stato ucciso. Tutti i pretendenti persero, finquando Ippomene non riuscì a vincerla con un'astuzia suggeritale da Afrodite a cui egli aveva chiesto aiuto. L'espediente consisteva nel lasciar cadere ogni volta che Atalanta le si fosse avvicinato troppo durante la corsa, una mela d'oro proveniente dalle esperidi. Agendo così Ippomene vinse la gara e sposò Atalanta.

 
rodolfo-II--di-Arcimboldo.jpgCome si vede Maier, come tanti ermetisti del passato, concepiva il mito come un insegnamento velato contenente dottrine esoteriche molto complesse che veicolavano anche concezioni occulte soprattutto alchemiche. Teoria che nel corso dei secoli ha sempre trovato numerosi ricercatori che le sostenessero ed illustrassero nelle loro opere, non ultimo, Charles François Dupuis, che nella sua formidabile Origine de tous les cultes [1795] ne ha dato una trattazione sistematica in ordine alla più antica concezione religiosa dell'umanità di cui le più recenti non sono che una degenerazione a causa della loro pretesa di prendere la più antica alla lettera. Non a caso di recente Jean Paul Corsetti ha giustamente rilevato a proposito dell'opera del medico praghese: "Basandosi sul mito ben noto dell'Atalanta greca, Maier elabora tutta una composizione filosofica ed ermetica sul tema del viaggio spirituale verso la trasmutazione" [1].

L'opera comprende 50 incisioni accompagnate da un emblema cioè una descrizione in breve dell'incisione stessa e 50 epigrammi che commentano l'incisione in modo più ampio e che costituiscono il testo cantato delle 50 fughe. Un commento più articolato e della lunghezza media di due pagine, chiamato nel testo discorso, approfondisce le incisioni mostrandoci al contempo la vastissima erudizione di Maier in questo campo ma soprattutto lanche la sua facilità di scrittura e la sua chiarezza espositiva. Le 50 fughe musicali sono, come ci spiega il musicologo ed esperto di cultura esoterica Bruno Cerchio, curatore dell'edizione dell'Atalanta Fugiens per l'editrice Mediterranee: "Le 50 fughe sono in realtà canoni a due voci  scritti a diverse altezze e tutti svolti sopra un unico tenor. Questo prende il nome di Pomum morans, mentre l'antecedente è detto Atalanta fugiens e il conseguente Hippomenes sequens: i tre elementi della leggenda di Atalanta sono, così, musicalmente avvinti, e Meier ne spiega nella prefazione il significato alchemico. Idea fondamentale è che i miti antichi siano un semplice rivestimento favoloso di verità ermetiche" [2].




Emblema I

Il vento lo portò nel suo ventre


Portavit eum ventus in ventre suo

embleme_1.jpg

 

 Epigramma I

L'embrione ch'è nel ventre ventoso di Borea chiuso,
Se vivo un dì vedra la luce,
può egli sol degli eroi l'opre universe
Superar con arte, mano, mente e corpo forte.
Non ti sia un Cesarone, né inutile aborto,
Né un Agrippa, ma nato sotto fausta stella.


 

 

 

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Fuga I

 

















Emblema II

La terra è la sua nutrice


Nutrix ejus terra est
Epigramma II

Ci è dato per certo che un'insipida lupa
Allattò Romolo, e una capra Giove:
Che c'è di strano se diciamo che la Terra
Col suo latte nutrì il giovin Figlio dei Saggi?
Se una piccola bestia crebbe simili eroi,
Quanto sarà grande colui che ebbe l'Orbe Terracqueo per nutrice?

 

 

fuga_2.jpg

Fuga II












Emblema III

Vai dalla donna che lava i panni e fa' come lei


Vade ad mulierem klavantem pannos, tu fac similiter
Epigramma III

Tu che ami scrutare le celate dottrine, trai,
Senza oziare, tutto l'inutile da quest'esempio:
Non vedi la donna che smacchia i panni
Versandoci sopra acqua calda?
Imitala, e l'arte tua non ti deluderà;
L'onda infatti lava le scorie del corpo nero.

 

 

fuga_3.jpg

Fuga III










Emblema IV

Congiungi il fratello alla sorella e fa' loro bere la pozione amorosa


Conjunge fratrem cum sorore & propina illus poculum amoris
Epigramma IV

Gli uomini non empirebbero il mondo,
Se la prima sorella non fosse andata in sposa al fratello.
Lieto congiungi i nati da comuni parenti,
E fa' che maschio e femmina sul talamo stiano.
Offri loro il nettare di Filotesia,
E l'amore in lor genererà la speme del frutto.

fuga_4.jpg Fuga IV












Emblema V

Poni un rospo sul seno della donna perché lo allatti,
  e muoia la donna, e sia gonfio di latte il rospo.


Appone mulieri super mammas busonem, ut ablactet eum,
& moriatur mulier, sitque buso grossus de lacte.

Epigramma V

Si ponga un gelido rospo al femmineo petto,
Perché a guisa d'infante beva il latteo liquore.
Cresca molto il rigonfiamento e si vuotino le mammelle,
Fin che la donna malata non lasci la vita.
Quindi ti farai un nobile medicamento,
Che fugga il veleno dal cuore e storni la pestilenza.

 

 

 

fuga_5.jpg Fuga V












Emblema VI

Seminate il vostro oro nella terra bianca fogliata


Seminate aurum vestrum in terram albam foliatam

Epigramma VI

I contadini affidano il grano alla pingue terra
Dopo averla sfogliata con i loro rastrelli.
I filosofi ci hanno insegnato a spargere l'oro
In campi nivei che han come dei fogli lievi.
Per far ciò, guarad bene, e al par che in uno specchio
Vedrai nel grano il modo in cui l'oro germina.

 

 

fuga_6.jpg Fuga VI

 










Emblema VII 


L'uccellino spicca il volo dal suo nido, ma vi ricade


Fit oullus a nido volans, qui iteru, cadit in nidum
Epigramma VII

 

L'uccello di Giove s'era costruito il nido

In una roccia cava ove, ascososi, nutrì i piccoli:

Un di quelli volle alzarsi sulle ali lievi,

Ma un fratello implume lo trattenne.

Ritorna quindi al nido il fuggiasco; a entrambi

Congiungi alla coda né sarà opera vana.

 

 

fuga_7.jpg Fuga VII
















Emblema VIII 


Prendi l'uovo e percuotilo con un gladio di fuoco


Accipe ovum & igneo percuote gladio
Epigramma VIII

 

Un augello sta nel mondo superno

E tua sola cura sia cercarne l'uovo.

Un molle albume

 

 

fuga_8.jpg Fuga 8

 

 












Emblema IX

 

Chiudi l'albero e il vecchio in una casa rugiadosa,

e mangiando i frutti dell'albero il vecchio tornerà giovane.

 

Arborem cum sene conclude in rorida domo, & comedens

de fructu ejus fiet juvenis.
embleme_9.jpg

Epigramma IX

 

 

Nel giardino della Sapienza sta un albero dai frutti d'oro,

Devi prenderlo col nostro vecchio; rinchiudili

In una casa di vetro piena di rugiada,

E lasciali uniti per molti giorni:

Allora (meraviglia!) quegli si sazierà col frutto,

E sarà giovane colui che fu vecchio.

 

 

fuga_9.jpg Fuga IX

 

 

 


 

 

 

 

 


 





 
Emblema X


Dai fuoco al fuoco, Mercurio al Mercurio, e ciò ti basti.

 

Da ignem igni, Mercurium Merurio, & sufficit tibi.

Epigramma X

 

Il mondo intero pende da questa continua catena:

IL SIMILE GODE DI CIÒ CHE È SIMILE.

Così il Mercurio s'unisce al Mercurio, il fuoco

Al fuoco. e questa è la meta dell'arte tua.

Vulcano Conduca Mercurio, ma tu, o Cinzia,,

Sei liberata dal pennuto Ermete e dal fratel tuo, Apollo.

 

 

fuga_10.jpg Fuga X
   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NOTE

 

[1] Jean Paul Corsetti, Storia dell'esoterismo e delle scienze occulte, Gremese, 2003.
[2] Michel Maier, Atalanta Fugiens, Edizioni Mediterranee, p. 14-15.


[A cura di Massimo Cardellini]

 


 

Bibliografia:

 

Michael Maier, Atalanta Fugiens, Edizioni Mediterranee, Roma, 1984. Pregevole edizione curata da Bruno Cerchio che in questa edizione ha anche trascritto in notazione moderna le 50 fughe dell'opera.


LINK:

Ad un mportantissimo saggio dello storico dell'arte Stefania Quattrone sull'Atalanta Fugiens e sul suo autore, apparso originariamente nel 1987 sulla raffinatissima rivista Abstracta ora sull'eccelente sito Airesis che contiene un'importante sezione Alchemica:

Michael Maier e l'Atalanta Fugiens

 

 

LINK:

All'indirizzo sottostante si possono scaricare non soltanto le 50 figure dell'opera ma ascoltare anche le 50 fughe dell'Atalanta Fugiens, nonché un eruditissimo e vastissimo commento all'opera stessa:

Atalanta Fugiens

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Sunday 21 august 2011 7 21 /08 /Ago /2011 23:36

Assan Farid Dina creò questi tarocchi a mosaico nella cappella del Castello delle Avenières negli anni '30. Nativo delle Mauritius, arcipelago a 900 km al largo dal Madagascar in pieno Oceano Indiano, diventate dopo la sconfitta della Francia napoleonica, di proprietà inglese, Dina lavorò per gran parte della sua vita come ingegnere e scrisse alcune opere esoteriche di stile scientifico sul modello della filosofia della natura romantica tedesca, soprattutto Goethe.

 

Niente più dei tarocchi si presta come strumento adatto a stimolare funzioni narratologiche. Calvino ce ne ha dato, sul piano dell'alta letteratura, un esempio superbo in Il castello dei destini incrociati (1973).

 

 

 

 

 

 

 

 

Tarocco des Avenières

 

 

 

 

 

 

 

 

 

00-Fou.jpg

Il Matto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

01-Bateleur.jpg

Il Bagatto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

02-La-papesse-2.jpg

La Papessa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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L'Imperatrice

 

 

 

 

 

 

 

 

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L'Imperatore

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il Papa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Gli innamorati

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tarot_07_chariot.jpg

Il Carro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La Giustizia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

09-Ermite.jpg

L'Eremita

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

10 Roue de fortune

La ruota della Fortuna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

11 Force

La Forza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

12 Pendu

L'Appeso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

13

La Morte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

14 Temperance

La Temperanza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

15_Diable_3.jpg

Il Diavolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

16-Maison-Dieu_1.jpg

La Casa di Dio

 

 

 

 

 

 

 

 

17-Etoiles.jpg Le Stelle

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

18_Lune_2.jpg La Luna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

19-Soleil.jpg Il Sole

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

20-Jugement.jpg Il Giudizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

21_Monde_2.jpg Il Mondo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


   
LINK:
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Thursday 2 june 2011 4 02 /06 /Giu /2011 08:00

 Gli Umori di un'elezione è una serie di quattro dipinti ad olio e poi incisioni di Williamo Hogart,  feroce satirico dei costumi inglesi  della seconda metà del XVIII secolo e di cui abbiamo già presentato in questo blog la serie La Carriera del Libertino .

 

La presente serie illustra l'elezione di un membro del Parlamento di Oxfordshire nell'anno 1754. I primi tre quadri Uno spettacolo elettorale, la sollecitazione dei voto, La Votazione, mostrano la vasta corruzione per le elezioni parlamentari prima della grande riforma elettorale del 1832. L'ultimo quadro L'insediamento del membro, mostra le celebrazioni del candidato Tory vincitore da parte dei suoi sostenitori. In questo periodo storico, ogni circoscrizione eleggeva due deputati, ed il diritto elettorale era basato sul censo, per cui soltanto una infima frazione della popolazione poteva parteciparvi. Non essendoci votazione a scrutinio segreto, la corruzione e l'intimidazione erano una prassi normale. Gli originali sono oggi al Sir John Soane's Museum di Londra.


 

 

 

Gli umori di un'elezione

 

 

 

 

 

 

 

William_Hogarth_01.jpg

Uno spettacolo elettorale

 

 

Il dipinto raffigura una cena organizzata dalla taverna dei candidati Whig, mentre i Tories protestajno fuori. I Tories trasportano un antisemita caricatura di un Ebreo, un riferimento alla  recente legislazione del governo Whig che ha permesso una maggiore libertà per gli Ebrei. Uno striscione contiene le parole "Ridateci i nostri undici giorni", una protesta contro l'adozione del calendario gregoriano, condotta dai Tories. Nella taverna i due candidati Whig sono a loro voltasono a loro volta conilianti con i loro sostenitori. Un candidato sta baciando una brutta donna incinta; l'altro ascolta un ubriaco del foro.

 

All'altra estremità del tavolo un uomo ha un collasso per un'indigestione do ostriche, mentre un altro è colpito da un mattone lanciato dalla finestra. Altri sostenitori buttano mobili contro i Tories. La composizione della scena parodia immagini tradizionali dell'Ultima Cena e di altre feste bibliche.

 

 

 

 

William_Hogarth_02.jpg

La sollecitazione dei voti

 

Questa scena rappresenta i Tories e gli agenti whig, mentre tentano di corrompere un agricoltore a votare per loro. La folla al di fuori della taverna è visibile sullo sfondo. I n un riferimento all'antisemitismo della folla, un venditore ambulante ebreo è stato assunto da un altro agente che sta offrendo gioielli e nastri per le mogli degli elettori. A margine della composizione un soldato (a sinistra) e due vecchi marinai (a destra) rappresentano il patriottismo incorruttibile. Il soldato fa capolino da dietro un impotente decorativa polena raffigurante il leone britannico che divora il Giglio francese. Una donna si siede su di esso, cercando delle tangenti. I marinai sulla destra rievocano una vittoria navale usando pezzi di ciclindrici di argilla.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

William Hogarth 03

La votazione

 

Gli elettori sono mostrati mentre dichiarano il loro sostegno al Whigs in arancione o al Tories in blu. Agenti da entrambi i lati utilizzano tattiche senza scrupoli per incrementare i loro voti o a sfidare gli elettori oppositori. L'elettore Whig con un uncino al posto della mano amputata viene posto in discussione perché ha posto il suo uncino al posto dell amano, come previsto dalla legge, sul libro. Nel frattempo, i Tories stanno portando un uomo mentalmente disabile a votare. Un uomo morente viene portato dietro di lui. Sullo sfondo una donna in una carrozza con un asse rotto simboleggia la Britannia. I suoi servitori stanno giocando d'azzardo, e non si accorgono che la carrozza si è rotta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

William_Hogarth_04.jpg

Insediamento del membro

 

Uno dei candidati vittoriosi Tory viene portato per le strade su una sedia in una cerimonia tradizionale.  Sta per cadere al suolo perché uno di coloro che lo reggono è stato accidentalmente colpito alla testa dal flagello di un operaio Tory sostenitore del rurale che sta cercando di colpire un sostenitore dei Whig (un vecchio marinaio con un orso). Un gruppo di maiali spaventati attraversano la scena in un riferimento alla storia dell'esorcismo di Gesù che scacciò lo spirito di un demone chiamato Legione in un branco di maiali che poi si gettò in un baratro. A destra in alto due giovani spazzacamini urinano sull'orso.

 

 

 

 

 

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

 

LINK:

Humours of an Election

 

 

 

LINK pertinenti:

La Carriera del Libertino 

 


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