ATALANTA FUGIENS
Guido Reni, Atalanta e Ippomene, 1625.
Andremo a presentare ora, dopo la grande opera nota come
Splendor Solis, uno dei testi di alchimia più famosi e ricco di immagini, forse il più di tutti. Si tratta dell'Atalanta Fugiens di Michael Maier (1568-1622), vissuto a lungo
nell'ambiente di corte ai tempi dell'imperatore Rodolfo II di cui era medico e segretario privato. Quest'opera è famosa anche per le sue cinquanta fughe che ne fanno un'opera assolutamente
unica. Non soltanto testo ed immagini, entrambi ricchi di simbolismo sollecitano il lettore ma anche la musica aggiunge in questo quadro già intenso di per sé, come è tipico dei testi alchemici,
una nuova dimensione interpretativa e suggestiva, soprattutto.
Il
lettore moderno è in un certo senso molto fortunato, perché se non è in grado di apprezzare l'aspetto musicale del testo in quanto privo di cognizioni di questa arte, può utilizzare il
potente mezzo che è internet per ricercare delle versioni on line delle 50 fughe. Gli abbiamo comunque risparmiato tale fatica, collocando nei link finali ben due versioni a cui egli potrà
attingere. Il titolo dell'opera rinvia al mito greco di Atalanta, figlia del re dell'Arcadia Laso che
quest'ultimo avrebbe desiderarto dare in sposa. Atalanta, imbattibile nella corsa, teme la cosa perché un oracolo le aveva predetto la perdita di questo dono con la perdita della verginità.
Atalanta perciò promise di sposare soltanto chi l'avrebbe battuta nella corsa il pretendente che avesse perso sarebbe stato ucciso. Tutti i pretendenti persero, finquando Ippomene non riuscì a
vincerla con un'astuzia suggeritale da Afrodite a cui egli aveva chiesto aiuto. L'espediente consisteva nel lasciar cadere ogni volta che Atalanta le si fosse avvicinato troppo durante la corsa,
una mela d'oro proveniente dalle esperidi. Agendo così Ippomene vinse la gara e sposò Atalanta.
Come si vede
Maier, come tanti ermetisti del passato, concepiva il mito come un insegnamento velato contenente dottrine esoteriche molto complesse che veicolavano anche concezioni occulte soprattutto
alchemiche. Teoria che nel corso dei secoli ha sempre trovato numerosi ricercatori che le sostenessero ed illustrassero nelle loro opere, non ultimo, Charles François Dupuis, che nella sua
formidabile Origine de tous les cultes [1795] ne ha dato una trattazione sistematica in ordine alla più antica concezione religiosa dell'umanità di cui le più recenti non sono che
una degenerazione a causa della loro pretesa di prendere la più antica alla lettera. Non a caso di recente Jean Paul Corsetti ha giustamente rilevato a proposito dell'opera del medico
praghese: "Basandosi sul mito ben noto dell'Atalanta greca, Maier elabora tutta una composizione filosofica ed ermetica sul tema del viaggio spirituale verso la trasmutazione"
[1].
L'opera comprende 50 incisioni accompagnate da un emblema cioè una descrizione in breve dell'incisione stessa e 50 epigrammi che
commentano l'incisione in modo più ampio e che costituiscono il testo cantato delle 50 fughe. Un commento più articolato e della lunghezza media di due pagine, chiamato nel testo
discorso, approfondisce le incisioni mostrandoci al contempo la vastissima erudizione di Maier in questo campo ma soprattutto lanche la sua facilità di scrittura e la sua chiarezza
espositiva. Le 50 fughe musicali sono, come ci spiega il musicologo ed esperto di cultura esoterica Bruno Cerchio, curatore dell'edizione dell'Atalanta Fugiens per l'editrice
Mediterranee: "Le 50 fughe sono in realtà canoni a due voci scritti a diverse altezze e tutti svolti sopra un unico tenor. Questo prende il nome di Pomum morans,
mentre l'antecedente è detto Atalanta fugiens e il conseguente Hippomenes sequens: i tre elementi della leggenda di Atalanta sono, così, musicalmente avvinti,
e Meier ne spiega nella prefazione il significato alchemico. Idea fondamentale è che i miti antichi siano un semplice rivestimento favoloso di verità ermetiche" [2].
Emblema I
Il vento lo portò nel suo ventre
Portavit eum ventus in ventre suo
Epigramma I
L'embrione ch'è nel ventre ventoso di Borea chiuso,
Se vivo un dì vedra la luce,
può egli sol degli eroi l'opre universe
Superar con arte, mano, mente e corpo forte.
Non ti sia un Cesarone, né inutile aborto,
Né un Agrippa, ma nato sotto fausta stella.
Fuga I
Emblema II
La terra è la sua nutrice
Nutrix ejus terra est
Epigramma II
Ci è dato per certo che un'insipida lupa
Allattò Romolo, e una capra Giove:
Che c'è di strano se diciamo che la Terra
Col suo latte nutrì il giovin Figlio dei Saggi?
Se una piccola bestia crebbe simili eroi,
Quanto sarà grande colui che ebbe l'Orbe Terracqueo per nutrice?
Fuga II
Emblema III
Vai dalla donna che lava i panni e fa' come lei
Vade ad mulierem klavantem pannos, tu fac similiter
Epigramma III
Tu che ami scrutare le celate dottrine, trai,
Senza oziare, tutto l'inutile da quest'esempio:
Non vedi la donna che smacchia i panni
Versandoci sopra acqua calda?
Imitala, e l'arte tua non ti deluderà;
L'onda infatti lava le scorie del corpo nero.
Fuga III
Emblema IV
Congiungi il fratello alla sorella e fa' loro bere la pozione amorosa
Conjunge fratrem cum sorore & propina illus poculum amoris
Epigramma IV
Gli uomini non empirebbero il mondo,
Se la prima sorella non fosse andata in sposa al fratello.
Lieto congiungi i nati da comuni parenti,
E fa' che maschio e femmina sul talamo stiano.
Offri loro il nettare di Filotesia,
E l'amore in lor genererà la speme del frutto.
Fuga IV
Emblema V
Poni un rospo sul seno della donna perché lo allatti,
e muoia la donna, e sia gonfio di latte il rospo.
Appone mulieri super mammas busonem, ut ablactet eum,
& moriatur mulier, sitque buso grossus de lacte.
Epigramma V
Si ponga un gelido rospo al femmineo petto,
Perché a guisa d'infante beva il latteo liquore.
Cresca molto il rigonfiamento e si vuotino le mammelle,
Fin che la donna malata non lasci la vita.
Quindi ti farai un nobile medicamento,
Che fugga il veleno dal cuore e storni la pestilenza.
Fuga V
Emblema VI
Seminate il vostro oro nella terra bianca fogliata
Seminate aurum vestrum in terram albam foliatam
Epigramma VI
I contadini affidano il grano alla pingue terra
Dopo averla sfogliata con i loro rastrelli.
I filosofi ci hanno insegnato a spargere l'oro
In campi nivei che han come dei fogli lievi.
Per far ciò, guarad bene, e al par che in uno specchio
Vedrai nel grano il modo in cui l'oro germina.
Fuga VI
Emblema VII
L'uccellino spicca il volo dal suo nido, ma vi ricade
Fit oullus a nido volans, qui iteru, cadit in nidum
Epigramma VII
L'uccello di Giove s'era costruito il nido
In una roccia cava ove, ascososi, nutrì i piccoli:
Un di quelli volle alzarsi sulle ali lievi,
Ma un fratello implume lo trattenne.
Ritorna quindi al nido il fuggiasco; a entrambi
Congiungi alla coda né sarà opera vana.
Fuga VII
Emblema VIII
Prendi l'uovo e percuotilo con un gladio di fuoco
Accipe ovum & igneo percuote gladio
Epigramma VIII
Un augello sta nel mondo superno
E tua sola cura sia cercarne l'uovo.
Un molle albume
Fuga 8
Emblema IX
Chiudi l'albero e il vecchio in una casa rugiadosa,
e mangiando i frutti dell'albero il vecchio tornerà giovane.
Arborem cum sene conclude in rorida domo, & comedens
de fructu ejus fiet juvenis.
Epigramma IX
Nel giardino della Sapienza sta un albero dai frutti d'oro,
Devi prenderlo col nostro vecchio; rinchiudili
In una casa di vetro piena di rugiada,
E lasciali uniti per molti giorni:
Allora (meraviglia!) quegli si sazierà col frutto,
E sarà giovane colui che fu vecchio.
Fuga IX
Emblema X
Dai fuoco al fuoco, Mercurio al Mercurio, e ciò ti basti.
Da ignem igni, Mercurium Merurio, & sufficit tibi.
Epigramma X
Il mondo intero pende da questa continua catena:
IL SIMILE GODE DI CIÒ CHE È SIMILE.
Così il Mercurio s'unisce al Mercurio, il fuoco
Al fuoco. e questa è la meta dell'arte tua.
Vulcano Conduca Mercurio, ma tu, o Cinzia,,
Sei liberata dal pennuto Ermete e dal fratel tuo, Apollo.
Fuga X
NOTE
[1] Jean Paul Corsetti, Storia dell'esoterismo e delle scienze occulte, Gremese, 2003.
[2] Michel Maier, Atalanta Fugiens, Edizioni Mediterranee, p. 14-15.
[A cura di Massimo Cardellini]
Bibliografia:
Michael Maier, Atalanta Fugiens, Edizioni Mediterranee, Roma, 1984. Pregevole edizione curata da Bruno Cerchio
che in questa edizione ha anche trascritto in notazione moderna le 50 fughe dell'opera.
LINK:
Ad un mportantissimo saggio dello storico dell'arte Stefania Quattrone sull'Atalanta Fugiens e sul suo autore,
apparso originariamente nel 1987 sulla raffinatissima rivista Abstracta ora sull'eccelente sito Airesis che contiene un'importante sezione Alchemica:
Michael Maier e l'Atalanta
Fugiens
LINK:
All'indirizzo sottostante si possono scaricare non soltanto le 50 figure dell'opera ma ascoltare anche le 50
fughe dell'Atalanta Fugiens, nonché un eruditissimo e vastissimo commento all'opera stessa:
Atalanta Fugiens