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29 novembre 2012 4 29 /11 /novembre /2012 06:00

Come si diventa reazionari

o le palinodie di Agénor Pistochard

 

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Léonce Petit, Comment on devient réactionnaire ou Les palinodies d’Agénor Pistochard [Come si diventa reazionario o le palinodie di Agénor Pistochard], Le Grelot [Il Sonaglio], supplemento del 12 ottobre 1873. Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de


 

di Antoine Sausverd

 

 

È sulle pagine della rivista Le Grelot (1871-1903), famosa per i suoi grandi disegni colorati in prima pagina, che abbiamo trovato questa storia ad immagini, la sola esistente sembra in questo giornale repubblicano [1]: Come si diventa reazionario o le palinodie di Agénor Pistochard venne pubblicato in quattro numeri nei supplementi dai numeri 131 a 135, tra il 12 ottobre e il 9 novembre 1873.

 

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Léonce Petit, Comment on devient réactionnaire, Le Grelot, supplemento del 19 novembre 1873.

Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de


 

 

In queste quattro tavole, Léonce Petit (1839-1884) [2] ci narra il ribaltamento politico (le palinodie) del suo eroe Agénor Pistochard. Questo eterno studente, "fedele abituato dell'accademia dell'assenzio", coltivato alle idee politiche estreme che hanno più a che fare con l'ostentazione che con il reale convincimento: egli didegna Proudhon che trova reazionario e fustiga Gambetta di "moderatismo"... Proselita, Pistochard fa ritorno nella sua città natia. Sul posto, tenta di radicalizzare i repubblicanipiù in vista del caffè e scandalizza con il suo atteggiamento le brave persone; alcuni dei suoi parenti non osano più frequentarlo e nemmeno uscire di casa. "Giungendo agli ultimi eccessi", Agénor Pistochard fa danzare dei girotondi al popolino facendo loro cantare "Li ghigliottineremo, i signori proprietari/ li ghigliottineremo e poi li impiccheremo...".

 

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Léonce Petit, Comment on devient réactionnair, Le Grelot, supplementi del 26 ottobre 1873.
Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de

 

 

Ma tutto cambia il giorno in cui il nostro eroe riceve una lettera dal notaio Mastro Maître Palognon. Presso quest'ultimo, Pistochard viene a sapere che ha ereditato una discreta fortuna. Uscendo tutto sognatedallo studio notarile, il nuovo ricco trova infine che "Proudhon ha non poco esagerato sostenendo: 'La prorietà è un furto'". Cambia allora completamente di atteggiamento: evita oramai i caffè, si veste in modo adeguato, visita le terre che ha ereditato, riceve gli omaggi dei suoi contadini... Presto arringa la popolazione del suo villaggio che egli "esorta alle sane dottrine e a non lasciarsi sviare dagli urlatori della demagogia", tratta da incendiari miserabili i suoi antichi compagni. Non frequenta oramai che la nobiltà e si parla di lui come candidato per le prossime elezioni.

 

 

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Léonce Petit, Comment on devient réactionnaire, Le Grelot, supplementi del 9 novembre 1873.
Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de

 

 

Questa divertente satira dei costumi politici, in cui la sincerità delle ideologie si rivela alla prova del denaro, non ci appare, oggi, così stravagante... Léonce Petit è piuttosto un habitué di Le Journal amusant, per il quale disegna regolarmente dal 1863 sino alla sua morte nel 1884, e bisogna credere che la tonalità della storia di Agénor Pistochard è all'origine di questo scarto: Le Grelot, dalle opinioni politiche repubblicane e anti-reazionarie, è ben più virulento di Le Journal Amusant dell'epoca, più convenzionale. 

 

Dalla scena pittoresca alla narrazione grafica

 

Tuttavia, queste pagine non si discostano dalla vena cara a Léonce Petit: il disegnatore di Le Journal amusant ha fatto una specialità il dipingere, con un tenero umorismo, la vita in provincia e in campagna, quella delle piccole città e dei villaggi rurali, dei contadini e dei notabili locali. Come John Grand-Carteret ben sintetizza, l'opera di Petit è una "vera epopea grafica della vita rustica attraverso l aquale si vedono sfilare costumi, tipi e usanze delle brave persone di provincia" [3].

 

In questo genere, Petit si è innanzitutto fatto conoscere con la sua serie "Les Bonnes Gens de province", di grandi disegni rappresentanti scene della vita dei villaggi della sua epoca, per i quali l'aggettivo pittoresco non è sprecato. Piccolo abbozzo anche sotto la sua matita dei soggetti molto diversi come il ritorno dal mercato, il circolo letterario, gli appassionati del gioco di bocce, i pompieri all'esercitazione, l'esibitore di curiosità, la stazione della diligenza, la passeggiata del piccolo seminario, il notaio si facevano fare il ritratto, i briganti, l'audienza dal giudice di pace, la guardiana d'oche, ecc. Queste scene panoramiche sono sempre molto popolate e gli scenari che li inquadrano finemente osservati ed eseguiti.

 

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Léonce Petit, Les Bonnes Gens de province. Le retour du marché [Le Brave Persone di provincia. Il ritorno dal mercato, Le Journal amusant, 682 del 23 gennaio 1869. Fonte: Gallica.bnf.fr

 

 

A partire dal 1871, Léonce Petit traspone la sua cronaca campagnola in fumetto (bande dessinée): dà regolarmente, in molti suoi disegni, delle storie ad immagini chiamate "Histoires campagnardes" [Storie campagnole]. La forma di questi fumetti riprende quella di Le Grelot, ossia un'alternanza libera di grandi scene spesso inquadrate, nello stile di quelli della serie "Les Bonnes Gens de province", e di scenespoglie, concentrantesi su uno o più protagonisti [4]. Alc une righe di testi sottolineano i disegni. Per Émile Bayard, Léonce Petit "maneggia abilmente i suoi effetti combinati della penna e della matita, un'ironia rustica, molto finta, un modo di umorismo freddo (pince-sans-rire) [5].

 

Il Töpffer francese

 

 

Prima della guerra del 1870, Léonce Petit aveva giò tentato la letteratura grafica come discepolo applicato di Rodolphe Töpffer. Il disegnatore francese è infatti l'autore di una storia ad immagini, Les Mésaventures de M. Bêton [Le disavventure del signor Bêton], che fu pubblicata in Le Hanneton, da marzo 1867 ad agosto 1868 [6], data alla quale questa rivista fu proibita dalla censura. Petit terminò il suo racconto incompiuto completandolo con una decina di tavole, lo fece pubblicare alla fine del 1868 sotto forma di un albo per la Librairie internationale Lacroix.

 

Les Mésaventures de M. Béton non ha nulla a che fare con le "Histoires campagnardes": si tratta di un racconto avventuroso imitante, sullo sfondo così come nella forma, gli albi di letteratura in stampe disegnate da Töpffer (una pubblicité per l'uscita dell'albo afferma senza vergogna che l'allievo ha superato il maestro: "Mai Töpfer [sic] fece di meglio, e mancava del resto all'astuto Ginevrino quell'elemento parigino che L. Petit ha saputo mettere in mostra in modo così pungente", in Le Journal amusant, n° 673, del 21 novembre 1868.). L'albo narra delle bizzarre peripezie del signor Béton che, annoiandosi notevolmente e constatando il vuoto della sua esistenza, parte in viaggio a Parigi accompagnato dal suo cane e da un coccodrillo impagliato. Una pubblicità apparsa su L'Eclipse (n° 45, 29 novembre 1868) riassume la storia come segue: "Non è senza interesse che si seguirà il signor Béton, fare i suoi primi passi nel vizio e mentre tenta di sedurre una giovinetta - virtuosa forse - in un vagone della Compagnia dell'Est; poi mentre si fa portare in carcere evadendo soltanto per unirsi ad una truppa di saltimbanchi come uomo selvaggio; poi, mentre si lascia catturare dalla signorina Trognonette e trascinare al ballo dell'Opéra (vedere i disegni qui sotto), e mentre infine subisce, prima di far ritorno alla sua città natale, un gran numero di disavventure comiche che otteranno un successo di grandi risate presso persone grandi - e piccole".

petit-beton-eclipse06.jpgAnnuncio della pubblicazione di Mésaventures de M. Bêton [Le disavventure del signor Béton], L'Eclipse, n° 45, 29 novembre 1868. Fonte: Universitätsbibliothek Heidelberg – digi.ub.uni-heidelberg.de

 

 

L'influenza che ebbe il maestro ginevrino su Léonce Petit non si riduce a questo albo topfferiano. Essa si estende sino al disegno del disegnatore delle "Histoires campagnardes". Così, scrive Emile Bayard: "Conosciamo già questo tratto semplice, quella scrittua dal disegno esitante, senza ombre, senza luci, quel profilo chiaro, quel contorno magrolino, per averlo visto presso l'autore dei Voyages en zigzag [Viaggi a zigzag] [7]. E non è per nulla che Léonce Petit fu a volte soprannominato "il Töpffer francese"…

 

Come supplemento: "Les Histoires campagnardes" di Léonce Petit in Le Journal amusant

 

Durante la ventina d'anni (1863-1884) in cui collaborò al Journal amusant, Léonce Petit consegna alternativamente dei grandi disegni e delle storie ad immagini che proseguono molto spesso su diversi numeri. Il giornale riprende questi contributi per pubblicarli sotto forma di grandi albi all'italiana: cinque intitolati Les Bonnes gens de province, che raccolgono i suoi disegni, sono così apparsi a partire dal 1875; due portano il titolo Les Histoires campagnardes (di cui il primo data al 1877) raccolgono le sue storie ad immagini [8].

 

Avviso agli editori: Le "Histoires campagnardes" di Léonce Petit fanno parte delle Lacunes bande dessinée del CNL la cui ristampa può beneficiare di sovvenzioni non disprezzabili.

 

Ecco le storie ad immagini di Léonce Petit comparse in Le Journal amusant che si possono consultare tra i volumi della rivista digitalizzata da Gallica (1871-1877):


 

1871

« Une battue au loup » (n° 799 et 800, 23 e 30 dicembre 1971)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k61583396/f3.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6158340v/f5.image

1872

« Le Mardi Gras dans une petite ville » (n° 807, 17 febbraio 1872)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k61583485/f2.image

 

« Le lutin de la Ferté-Loupière » (n° 827 e 830, 6 e 27 luglio 1872)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k61583789/f2.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k61583841/f2.image

 

« La légende du marchand de cochons » (n° 846 e 847, 16 e 23 novembre 1872)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6158409d/f6

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k61584102/f4

 

1873 :

« Les quatorze travaux de Mathurin Piedagnel » (n° 860 e 864, 22 febbraio e 22 marzo 1873)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k61584243/f2

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6158428r/f4

 

« Les tribulations du frère Fructueux » (n° 867 e 869, 22 e 26 aprile 1873)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k61584317/f2

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k61584332/f2.image


« Comme quoi Mélingé fut traité pour le choléra. Racontar médical » (n° 886, 23 agosto 1873)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6158450k/f4.image

 

« Comme quoi Julien des Pois-Chiches rata son mariage » (n° 893 e 896, 11 ottobre e 1° novembre 1873)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6158457g/f2.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6158460z/f2.image

 

« L'habit vert » (n° 899 e 901, 22 novembre e 6 dicembre 1873)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k61584651/f2.image

 

1874

« L'œuf d'ânesse » (n° 906 e 908, 10 e 24 gennaio 1874)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501324z/f2

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501335r/f4

 

« Les vingt-cinq blouses de Joseph Manivelle » (n° 915, 14 marzo 1874)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501353p/f3.image

 

« Une épidémie de santé » (n° 936 e 938, 8 e 22 agosto 1874)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501461k/f3

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501464t/f3

 

« La charette à Joson Touzé » (n° 947 e 948, 24 e 31 ottobre 1874)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501540r/f2

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k55015415/f3

 

1875

« Le vœu à saint François ou La Générosité récompensée » (n° 959 e 961, 16 e 30 gennaio 1875)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501644r/f4.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501656z/f2.image

 

« Les ambitions d'Antoine Gorou » (n° 974, 976, 979 e 983, 1°, 15 maggio, 5 giugno e 3 luglio 1875)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k55017035/f4.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501707t/f6.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501714z/f6.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501722h/f5.image

 

« L'usurier » (n° 991 e 992, 28 agosto e 4 settembre 1875)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501739s/f4

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501741v/f5

 

« Une cure radicale » (n° 1000 e 1003, 30 ottobre e 20 novembre 1875)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5501773t/f2.image

 

1876

« La mésaventure d'Athanase Robiquet » (n° 1022 e 1023, 1° e 8 aprile 1876)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5505708g/f2

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5505710j/f5

 

« Le retour de l'enfant prodigue » (n° 1037, 1039, 1040 e 1041, 15, 29 luglio, 5 e 12 agosto 1876)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k55057465/f2.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k55057480/f5.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k55057502/f2.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5505751g/f5.image


« La victoire de madame Boucarante » (n° 1048, 1051 e 1052, 30 settembre, 21 e 28 ottobre 1876)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5506591m/f5

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k55065958/f4

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5506596p/f5

 

« L'âne de M. le curé » (n° 1055, 1057 e 1058, 18 novembre, 2 e 9 dicembre 1876)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k55066004/f5.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5506604s/f4.image

 

1877

« La chique militaire » (n° 1067, 1068, 1069, 1070, 1073, 10, 17, 24 février, 3 e 24 marzo 1877)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5506617d/f3.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k55066197/f6.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5506620w/f2.image

 

« Le cochon conciliateur » (n° 1088, 1090 e 1092, 7, 21 luglio e 4 agosto 1877)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5506651f/f5.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5506657x/f2.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5506660d/f2.image

 

« Une vocation manquée » (n° 1102 e 1104, 13 e 27 ottobre 1877)

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k55066768/f2.image

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k55066783/f2.image 

 

 

 

 

NOTE  

 

[1] Su Le Grelot, leggere la notizia di Guillaume Doizy in Ridiculosa n° 18, "Les revues satiriques françaises", EIRIS, juin 2011.

 

[2] Questo pittore, incisore, caricaturista e illustratore fu allievo nei laboratori dei pittori Henri Harpignies e François Augustin Feyen-Perrin, ed espose regolarmente al Salon des beaux-arts de Paris. Oltre al Journal Amusant, Léonce Petit ha collaborato anche con La Lune, L'Eclipse, con Hanneton, con il Bouffon, al Monde Illustré, e anche con La Caricature. Ha scritto e illustrato molti volumi per i bambini: La vraie tentation de Saint-Antoine, di Paul Arène; L'Education musicale de mon cousin Jean Garrigou, di Léopold Dauphin e anche contes de Saint-Santin, del marchese Chennevières. Su Léonce Petit, si potrà leggere iol capitolo che gli ha dedicato Émile Bayard in La Caricature et les caricaturistes, Delagrave, Paris, 1900, p. 171-178. Vedere anche la nota del sito Au bon vieux temps de La Semaine de Suzette.

 

[3] John Grand-Carteret, Les mœurs et la caricature en France, Librairie Illustrée, Paris, 1888, p. 395-396.

 

[4] Sui fumetti disegnati da

  1. Sur les bandes dessinées de Petit, voir le chapitre que leur réserve David Kunzle, « Bourgeois versus peasant : The "Histoires campagnardes" of Léonce Petit (1872-1882) », dans son ouvrage de référence History of the Comic Strip. The nineteenth century (University of California Press, Berkeley, 1990, p. 147-174).
  2. Emile Bayard, La Caricature et les caricaturistes, Delagrave, Paris, 1900, p. 171.
  3. A la même époque, selon David Kunzle (op. cit.), Le Journal amusant (n° 603 à 605, des 20, 27 juillet et 3 août 1897) publia une histoire en images dessinée de Léonce Petit intitulée « Monsieur Tringle », d'après le roman éponyme de Champfleury.
  4. Emile Bayard, La Caricature et les caricaturistes, Delagrave, Paris, 1900, p. 172.
  5. Voir les publicités dans Le Journal amusant pour la parution des premiers albums Les Bonnes gens de province (1875) et Les Histoires campagnardes (1877).

 

LINK al post originale:

Comment on devient réactionnaire

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