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23 gennaio 2011 7 23 /01 /gennaio /2011 20:03

La pappagallomania di Edouard Chevret


 

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Edouard Chevret, Album comique. La Perroquettomanie, 1861.
Fonte: gallica.bnf.fr

 

 

 

di Antoine Sausverd

 


 

Scovato su Gallica, quest'uccello esotico ci era sconosciuto. La Perroquettomanie [La pappagallomania] è un albo comico datante al 1861 che oggi qualificheremmo come autopubblicazione. I disegni e i testi sono firmati da Édouard Chevret, la litografia è opera di Canquoin. Entrambi sono originari di Marsiglia, il che lascia pensare che il nostro albo lo sia anch'esso. Disegnatore, caricaturista, poeta, Edouard Chevret è nato nella città focea, il 6 gennaio 1835, e morto nella stessa città il 9 dicembre 1874 [1]. Il Dico Solo non indica che una collaborazione a L’Oursin nel 1867.

 

Lo stile grafico di Chevret non ha nulla di indimenticabile. Il suo albro non si distingue nemmeno per un'impaginazione particolarmente inventiva. La quarantina di pagine che lo compongono riproduce lo stesso modello, e cioè una serie di sei vignette disposte regolarmente sulla pagina in due striscie. Il rapporto tra l'immagine ed il testo è molto spesso illustrativo o pretesto a dei giochi di parole per contrapposizione.

 

Il nostro eroe, il signor  Frusquillard "celibe, maniaco e scontroso", inseguendo il suo pappagallo volato via (come altri l'Oggetto Amato), ricorda quelli delle prime storie ad immagini di Cham pubblicate presso Aubert sin dal 1839 (M. Lajaunisse, M. Lamelasse, ecc.). Ritroviamo presso il marsigliese lo stesso ritratto del borghese a cui accadono delle disavventura senza nessun altro filo conduttore se non quello di infilare delle situazioni comiche. Questa concatenazione di incidenti inverosimili non si compie d'altronde che con la morte dell'eroe, che sopraggiunge sempre in un modo tanto stravagante quanto immediato.

 

Tuttavia, La Pappagallomania ci strappa ancora qualche sorriso e si distingue per alcune peripezie delle più fantasiose. Così, il signor Frusquillard si fa divorare il naso da ratti affamati, ma l asua appendice nasale ricresce, più appuntita che mai, dopo essere stata annaffiata [2]. Il nostro borghese si fa esplodere la testa (poi riattaccata) dal suo dentista. Il suo paio di stivali è condannato dopo un processo ad essere impiccati... Inseguendo il suo pennuto che non fa che sfuggirgli, il signor Frusquillard giunge sino in Egitto ed in Italia, dove cade accidentalmente in fondo al Vesuvio. Lo sventurato si ritrova agli inferi dove incontra Minosse in persona.

 

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 Edouard Chevret, La Perroquettomanie, 1861. Fonte: gallica.bnf.fr

 

 

Al colmo della disperazione, il nostro eroe perde letteralmente la testa. Seguono una serie di visioni "abracadabranti" e da incubo che evocano le fantasmagorie grafiche di J. J. Grandville.

 

 

 

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 Edouard Chevret, La Perroquettomanie, 1861. Fonte: gallica.bnf.fr

 

 

In questo albo, Frusquillard dividela storia con due ruoli secondari; la sua domestica Héliotrope ed un geniere chiamato Tête-de-loup [Testa di lupo], che finiranno con lo sposarsi. L'immagine di un illustre discendente di questo militare da berretto peloso si impone a noi: il geniere Camember, che apparirà sotto la matita di Christophe una trentina di anni dopo in Le Petit Français illustré.

 

Ma è un altro geniere, cugino prossimo di Camember, che si apparenta di più con  Tête-de-loup: le sapeur Gruyer che Eugène Le Mouël creò per una tavola della tipografia Quantin nel 1886 [3]. Infatti, nelle due storie, il berretto peloso, abbandonato sulla strada pubblica dal suo proprietario, provoca un quiproquo simile: così, in due storie, il copricapo irsuto, scambiato per una bestia pericolosa, spaventa la popolazione e deve essere abbattuta!

 

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 Edouard Chevret, La Perroquettomanie, 1861. Fonte: gallica.bnf.fr

 

 

 

 

 

 

 

 

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Eugène Le Mouël, "Le sapeur Gruyer", Tipografia artistica di casa Quantin, Serie 1, tavola n° 14, 1886.

 

 

Torneremo prossimamente sulla ricorrenza del geniere nelle storie ad immagini del XIX secolo.

 

 

 

Antoine Sausverd

 

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

NOTE

 

[1] Cfr. Octave Teissier, Peintres, graveurs et sculpteurs nés en Provence, Bulletin de la Société d’études scientifiques et archéologiques de la ville de Draguignan, tomo XIV, 1882-1883, p. 13. Link  

 

[2] Il che fa del signor Frusquillard un candidato per la nostra rubrica Fumetti disegnati a naso.

 

[3] Eugène Le Mouël, Le sapeur Gruyer, Imagerie artistique de la maison Quantin, Serie 1, tavola n° 14, 1886.

 

 

 

LINK al post originale:

La Perroquettomanie par Edouard Chevret

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