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31 ottobre 2010 7 31 /10 /ottobre /2010 07:00

Gli innaffiatori innaffiati

 

https://www.youtube.com/watch?v=UlbiNuT7EDI

 

Louis & Auguste Lumière, L'Arrosseur arrosé, 1896.

In articoli precedenti, abbiamo evocato la ricorrenza della scenetta (gag) dell'"Innaffiatore innaffiato" nelle storie ad immagini della fine del XIX secolo. Ci riproponiamo oggi di riunire alcune delle tavole che riprendono questo scenario conosciuto mondialmente dopo il suo adattamento al cinema da parte dei fratelli Lumière nel 1895 [1].

La prima apparizione, spesso citata, risale al 1885: Arrosage public [Innaffiamento pubblico] è una storia senza didascalia pubblicata in Le Chat Noir e firmata con lo pseudonimo di Achille Lemot.

Uzès, Arrosage public [Innaffiamento pubblico], da: Le Chat Noir, n° 182, 4 luglio 1885. 

Se tutti gli elementi della scenetta sono presenti, faremo notare che la conclusione non è quella che ci si aspetta, l'innaffiatore non finisce infatti con l'essere innaffiato... A parte ciò, questa tavola è tra le più riuscite: Uzès non si impone un'impaginazione rigida dalle vignette dello stesso formato distribuite in modo regolare, come vedremo nelle versioni successive. Egli dispone liberamente le sue immagini, senza cornice e dai contorni mutevoli, nello spazio della tavola. Esse si incastrano e si articolano in modo singolare. Cambiando punto di vista e prospettiva, le scene seguono nel modo migliore l'azione, dando ritmo e dinamismo a questa tavola in un modo sorprendentemente moderno. Certo, la lettura della storia è un po' caotica. È obbligata a seguire un percorso ad "S" rovesciata, poco naturale per il lettore, ma anche per far serpeggiare, il tubo per innaffiare, sulla superficie della pagina. Questa tavola testimonia la creatività che regnava allora nel cabaret di Montmartre del Chat Noir, sin nelle pagine della sua rivista.

La versione seguente, pubblicata un anno dopo sulla rivista tedesca Fliegende Blätter, presenta un'impaginazione più classica ma non per questo meno interessante. Il punto di vista rimane lo stesso per tutta la sequenza. Tuttavia essa adotta quella del monello, nascosto dietro l'angolo del muro in primo piano. L'innaffiatore, di spalle, è posto in secondo piano. Questa messa in scena fa anche del lettore il complice di questo scherzo. Quest'impressione è rafforzata nell'ultima immagine dall'atteggiamento del bambino che ci prende a parte con il suo grande sorriso ed il suo dito puntato verso la sua vittima [2].

Hans Schließmann, Ein Bubeinstreich, da Fliegende Blätter, vol. 85, n° 2142, 15 agosto 1886. 

La prossima versione fu pubblicata nel marzo 1887 nella rivista di Albert Robida La Caricature. Su tratta di un adattamento molto meno talentuoso della tavola del Fliegende Blätter. Il suo autore, A. Sorel, si era specializzato in storie ad immagini di cui riduceva i personaggi a sagome nere [3].

 

A. Sorel, Fait divers, da La Caricature, n° 376, 12 marzo 1887. 

Il tratto del disegnatore è molto semplice e rigido, il che dà ai suoi personaggi l'aspetto di marionette da teatro d'ombre rozzamente articolate. La prospettiva è piuttosto appiattita ed il punto di vista è invertito in rapporto a quello di Schließmann. La scenetta è ridotta ad una stretta e piatta espressione grafica.

Pubblicata lo stesso anno di quella di La Caricature, la storia seguente è opera di Hermann Vogel, disegnatore di origine tedesca che collaborò anche al Fliegende Blätter. Essa fu realizzata per la tipografia parigina di casa Quantin destinata ai bambini, dettaglio che non è privo di conseguenze. Infatti, non è questione per l'editore offrire al suo lettore gli stessi diverti per gli adulti. Le immagini, giudicate distraenti per natura, devono essere accompagnate da un testo aggiunto in didascalia sotto ognuna di esse. Altro imperativo pedagogico, lo scherzo non può rimanere impunito. La storia è dunque aumentata con una conclusione moralizzante. 

Hermann Vogel, L’Arroseur [L'innaffiatore], Tipografia artistica di Casa Quantin, Serie 4, tavola n° 4. 1887. 

La scenografia è ridotta ad alcuni elementi, l'attenzione si concentra sui differenti protagonisti, più numerosi che nelle versioni precedenti- la larghezza delle vignette varia d'altronde secondo il loro numero. Il grande formato delle tavole Quantin obbliga ad un certo sviluppo dello scenario. Vogel non avrebbe potuto limitarsi alla breve trama della scenetta originaria. Il disegnatore raddoppia allora la figura dell'innaffiatura involontaria per estenderla ai passanti. Il lettore segue le conseguenze dello scherzo giocato dal giovane Auguste, da un personaggio all'altro. Crea così un effetto valanga che provoca un imbroglio necessitante l'intervento delle forze dell'ordine e che si conclude con un "castigo ben meritato".

Disegnato tra due episodi della famiglia Fenouillard, Un arroseur public[Un innaffiatore pubblico], fu pubblicato nel 1889 da Christophe in Le Petit Français Illustré, "Journal des écoliers et des écolières" [Il Piccolo Francese Illustrato. Giornale degli scolari e delle scolare]. Professore di scienze naturali, poi maestro di conferenze alla Sorbona, Christophe è l'autore di diverse opere scolastiche illustrate di mano sua e sostenitore di una pedagogia che loda le virtù dell'immagine. In questa storia, la sua idea della pedagogia è il contrario dei principi applicati dalla tipografia Quantin.

Christophe, Un arroseur public [Un innaffiatore pubblico], Le Petit Français Illustré, n° 23, 1° anno, 3 agosto 1889. 

A ben guardare, questa storia senza parole non è che un puro divertimento, Christophe non ha potuto impedirsi di introdurvi un tocco documentario e pedagogico: così, le tre prime vignette ritraggono con cura il lavoro dell'innaffiatore pubblico e gli attrezzi da lui utilizzati. Dietro lui, un bambino scruta da presso i gesti dell'adulto. La scenetta che segue diventa allora la messa in pratica delle osservazioni effettuate prima!

Il disegnatore ha scelto di porre l'innaffiatore in primo piano e di inquadrarlo al centro delle vignette perché è il soggetto principale, la cavia involontaria di questa esperienza comica. Imparare divertendosi, questo è il credo di Christophe. Il suo stile partecipa di questo principio educativo: il tratto è chiaro, netto ed illustrativo, senza fronzoli; la sua impaginazione dalle caselle uniformi e regolari come di sua abitudine, si vuole il supporto discreto ma efficace della sua dimostrazione pedagogica: un dispositivo esteriore rigoroso che fa passare le distrazioni più comiche per educative!

Le storie senza didascalia che appariranno nelle riviste per bambini sin dalla fine del 1880 furono spesso presentate sotto forma di gioco (i bambini devono tradurre per scrotto la storia ad immagini) o di supporto pedagogico (sotto forma di metodo pedagogico di presa di parola o di apprendistato di lingue straniere). Così questa tavola, firmata Georges Hem e pubblicata nell'Amusanten nel 1897, fu ripresa in Recueil d’histoires sans paroles pour la conversation et la rédaction en toutes langues [Raccolta di storie senza parole per la conversazione e la redazione in tutte le lingue] [4]. 

Georges Hem, Un tuyau Bouché [Un tubo ostruito], 1904, precedente pubblicazione con il titolo Douché malgré lui [Bagnato malgrado lui], da L’Amusant, n° 52, dicembre 1897.

Per concludere, ecco due tavole che offrono delle varianti tardive della scenetta. La prima è opera di Winsor McCay. Questo incubo pubblicato nel 1913 sulla stampa americana mette in scena un innaffiatore che finisce totalmente innaffiato dal suo tubo senza l'intervento di un giovane burlone. 

Silas [Winsor McCay], Dreams Of The Rarebit Fiend [Sogni di un mangiatore di crostini], The New York Herald, 6 luglio 1913. 

La seconda cerca di rinnovare il vecchio scherzo. In questa tavola della tipografia Pellerin, l'innaffiatore, invecchiato ed a cui non la si fa più, prende il sopravvento e dirige il getto sul giovane burlone. 

Augé, Le coup du père François [Lo scherzo di père François], Imagerie d’Epinal nº 4014, s. d. (verso 1920 ?). 

Ritorniamo, a mò di conclusione, alla prima tavola firmata Uzès in Le Chat Noir che differisce dalle successive per la sua conclusione. L'ultima immagine di questa storia, vuota dei suoi due principali protagonisti, l'innaffiatore ed il bambino, è quasi ridotta agli accessori: la lancia del tubo in azione e l'inondazione di una cappelleria.

In tutte le versioni che abbiamo visto, l'innaffiatore porta un cappello, ed, eccetto che in quella di Vogel, l'imprevisto getto d'acqua glielo toglie dal capo [5]. Si può allora immaginare questa scena come la predizione sintetica e fantomatica della moltiplicazione a venire delle versioni di questa scenetta.

 

Antoine Sausverd

 

[Traduzione di Massimo Cardellini] 

 

NOTE

[1] Esistono due versioni dell'adattamento cinemeatografico di L'innaffiatore innaffiato: la prima è intitolata Le Jardinier et le petit espiègle (1895) e la seconda versione Arroseur et arrosé (1896), iscritta nel catalogo Lumière con il n° 99. Facciamo riferimento all'articolo di Lance Rickman che fa il punto sulle relazioni tra queste storie ad immagini ed i film dei fratelli Lumière: Lance Rickman, Bande dessinée and the Cinematograph: Visual narrative in 1895 », European Comic Art, Volume 1, Issue: 1, 2008. Da leggere anche le riflessioni di Thierry Smolderen sull'innaffiatore innaffiato nella sua opera Naissances de la bande dessinée (Impressions Nouvelles, 2009, pp. 98-100).

[2] Due anni dopo sullo stesso giornale (Fliegende Blätter,  vol. 87, n° 2201, 1887), Lothar Meggendorfer offrirà la sua vendetta dell'innaffiatore in una versione "lotta di classe". Questa storia sarà di nuovo plagiata in La Caricature del 2 giugno 1888 da Gibey.

[3] Per lo stesso giornale, Sorel plagerà (almeno) un'altra storia del Fliegende Blätter: la sua Promenade en famille [Passeggiata in famiglia] La Caricature n° 440 del 2 giugno 1888) somiglia molto a quella pubblicata lo stesso anno sulla stessa rivista tedesca.

[4] Georges Hem, Un tuyau Bouché, in H. Peseux-Richard e J.-E. Neumann, Recueil d’histoires sans paroles pour la conversation et la rédaction en toutes langues, Paris, Librairie Vanblotaque, 1904, p. 81.

[5] È la stessa cosa nelle versioni cinematografiche dei fratelli Lumière, sino al loro manifesto pubblicitario realizzato nel 1896 da Marcelin Auzolle.

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commenti

serena 11/06/2011 18:05



Troooooppo piano ... quasi c'è da rimpiangere la posta ordinaria! 



MAX 11/21/2011 17:33



Lo riconosco...



serena bucci 09/21/2011 11:33



Ahahahah ... molto celeri le risposte! Ciaoooooooooo



MAX 11/06/2011 17:52



Chi va piano....



Bucci 11/01/2010 09:45


... la data in inglese??? ... Simpatico post. Ciao


MAX 09/21/2011 10:58



Proverò a modificarla se possibile ma credo non lo sia...



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