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17 marzo 2011 4 17 /03 /marzo /2011 08:20


Il Feto Recalcitrante

di Gustave-Henri Jossot

foetus_recalcitrant.jpg

di morlino

 

Pubblicato nel 1939, a spese dell'autore, senza il minimo successo, Le fœtus récalcitrant [Il Feto Recalcitrante] è un pugno letterario. La sua prosa contiene una forza intatta che salta agli occhi del lettore felice di scoprire uno scrittore di talento. Caricaturista di mestiere, Gustave-Henri Jossot (1866-1951) ha scritto perché aveva qualcosa da dire, il che ci ricompensa dai lavori illeggibili sin dalla prima pagina che ci capitano tra le mani. Non dimentichiamo che l'edizione è un commercio: si deve vendere. La quantità invece della qualità. Per una volta è il contrario. Le edizioni Finitude sono sin dalla loro creazione gli specialisti dei veri libri scritti da veri scrittori, Ai nostri giorni, siamo obbligati a scrivere "vero"... In modo incredibile, la riedizione di Le Fœtus récalcitrant, editi a Tunisi, appare durante la rivolta tunisina del 2011. Jossot si converte per un periodo all'Islam prima di tastare il sufismo per finire ateo, anarchia oblige. Il più grande dramma vissuto da Jossot fu la morte di sua figlia di 11 anni. A 41 anni, il padre fu condannato al lutto a perpetuità.


Le fœtus récalcitrant è un autoritratto di 106 pagine. La sua lettura è sicuramente una boccata di aria fresca, soprattutto nel 2011, in una Francia alla deriva intellettuale, ad ogni modo alò vertice dello Stato che si trova in una strana situazione, a forza di avere come motore la volgarità. Quando si è incolti si finisce con il vederlo.

 

La visione del mondo di Jossot è controcorrente rispetto al pensiero unico: "Oggi tutti sanno leggere; la lettura uccide il pensiero (...). Un illetterato, se è intelligente, pensa da sé; ha delle idee che gli sono proprie, delle aspirazioni che aumentano la sua anima, dei sussulti di indignazione che possono liberarlo; ma se impara a leggere, adotta le idee dei suoi deformatori e bela insieme al gregge".

 

Sentite cosa pensa Jossot della politica nel 1939: "Non appena il candidato è eletto, la sua probità corre i pericoli maggiori. Che sia bianco, rosso o nero, rischia molto di assumere, nella fossa, un colorito escrementizio". Ciò che scrive sul lavoro e l'ozio è molto vicino a Il diritto all'ozio (1880) di Paul Lafargue, con delle variazioni supplementari, e della trilogia di Jules Vallès con Jacques Vingtras come eroe.

 

Jossot detesta il gioco che sostiene l'abbrutimento delle masse: "Vero passatempo da abbrutiti, il gioco sopprime ogni cognizione: rende lo spirito deliquescente; lo concentra su dei pezzi di carta miniati (...). Il gioco appassiona gli scalmanati e mette il giocatore in fuga". Jossot non ama ciò che raduna le persone nei giochi del circo. "Partecipando comunque al divertimento, essi contraggono il gusto di vivere in branco. Giocano anche ad altri giochi in cui regna la disciplina: alle sbarre, al foot-ball (sic), a dei giochi in cui ci si urta, ci si dà e riceve dei colpi come alla guerra. I deformatori vigilano affinché nessuno di essi non si allontani in qualche angolo a ragionare". Evidentemente, non conosceva nulla del football. Confonde ogni cosa e non vede sul terreno e nella tribuna che degli bruti. Se il football è lo stadio di Heysel e gli Azzurri in Sudafrica 2010, il football è anche Albert Camus e Pier Paolo Pasolini. La pittura non è soltanto l'Accademia!

 

Vi consiglio di leggere Jossot soprattutto per i tempi che corrono. È meglio procurarsi una riedizione di primo piano che perdere il proprio tempo con dei prodotti attuali. Jossot? Vengo a sapere della sua esistenza, 60 anni dopo la sua morte. Mi sono appena fatto un nuovo amico. È molto più vivo dei burattini che ci governano sotto gli ori della Repubblica. Bisogna diffidare delle persone che non leggono mai. Ciò significa un ripiegamento su se stessi. Tutti i presidenti della Repubblica che stimo amavano la letteratura. Non è un caso.

 

 

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

 

 

-Le fœtus récalcitrant

de Jossot
Presentato e annotato da Henri Viltard
Finitude, 128 p., 13,50 €


Da consultare: http://www.finitude.fr


 

LINK al post originale:

Le Fœtus Récalcitrant de Gustave-Henri Jossot


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commenti

album foto 03/23/2011 16:34


Magnifiche queste vignette


MAX 09/21/2011 10:54



Grazie, in effetti Jossot è un grande dimenticato che sto facendo, unicamente io, conoscere in Italia. Ciao.



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