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5 dicembre 2009 6 05 /12 /dicembre /2009 09:03
Alcuni disegni del Progrès civique su Mussolini ed il fascismo (1923-1926)



image hébergée par photomaniak.comIllustrazione n° 3, disegno di L. Cavé, Le Progrès civique n° 351, 8 maggio 1926. Il titolo reca: L'incendiario. La didascalia recita:- Finirà per prendere da qualche parte, prima o poi.



di  Hubert Néant



Fondato da Henri Dumay nel 1919, Le Progrès civique [Il Progresso civico], settimanale di sinistra, tendenza radicale e socialista, è pubblicato tra le due guerre. Durante la prima metà degli anni venti, i suoi redattori
attaccano il Bloc national [Blocco nazionale], denunciano i trafficanti ed altri profittatori della guerra, difendono sia gli antichi combattenti quanto i consumatori, condannano le operazioni militari (Siria, Marocco), sollecitano la ricerca della pace internazionale e sostengono la Società delle Nazioni. Senza approvare il comunismo, raccomandano il dialogo con la Russia sovietica e denunciano la persecuzione contro i comunisti francesi (tra cui gli ammutinati del Mar Nero). In maniera generica, essi dedicano alle relazioni internazionali ed all'economia mondiale degli sviluppi importanti.

Ogni numero contiene in generale da due a tre disegni a stampa; a volte, uno di questi compare in copertina. La Bibliothèque historique de la Ville de Paris (BHVP) conserva una serie di questo settimanale dal 1919 al 1927, con rare lacune. La consultazione è facile.

I disegni proposti qui riflettono l'interesse verso i rivolgimenti conosciuti dall'Italai. Non sono l'illustrazione di questo o quell'articolo. Inoltre, la maggior parte delle volte, gli avvenimenti italiani, sono trattati nelle pagine iniziali, dedicate a degli editoriali. E, molto presto (maggio del 1921), Le Progrès civique sottolinea le minacce rappresentate dal fascismo italiano per la vita democratica. Gli avvenimenti decisivi dell'autunno 1922 sono relazionati ogni settimana e, il 18 novembre (n° 170), l'editoriale è intitolato: "La dittatura di Mussolini è un grave pericolo per l'Italia disorientata- e per l'Europa". L'anno 1923 è sempre punteggiato da informazioni inquietanti: "Nel paese delle Camice nere- Come si confisca un Parlamento" (23 giugno 1923)- "Le ultime libertà soppresse in Italia" (21 luglio 1923). Ma senza disegni significativi.



image hébergée par photomaniak.comIllustrazione 1, disegno di Guérin, Le Progrès civique, 12/7/1924. Il titolo dice: La fatale soluzione. La didascalia recita: -Mussolini, stai attento...! L'Italia ha la forma di uno stivale...



"La fatale soluzione"

L'assassinio del deputato socialista Matteotti (giugno 1924) ha fornito il pretesto del sidegno a piena pagina di Raoul Guerin, ad ispirazione piuttosto facile. L'Italia indignata si sbarazza del dittatore in camicia nera che, in una postura grottesca, lascia cadere il suo manganello macchiato di sangue, utilizzato sin dalle origini dagli squadristi nelle loro "spedizioni punitive" contro sindacati, borse del lavoro, cooperative.

Nelle settimane successive ad un assassinio che scredita il regime, le reazioni sono assai vive in Italia- una parte dei deputati rifiutano di sedere in Parlamento- e molti osservatori parlano di una reale crisi del fascismo. Il che potrebbe spiegare la soluzione molto ottimista considerata dal disegnatore. Infatti, periodicamente dal 1921,
Le Progrès civique ha predetto ai suoi lettori un indebolimento o anche una sparizione del fascismo in Italia; forse scambiando i suoi desideri per uan imminente realtà?

Tuttavia, altri disegni traducono un indiscutibile realismo ed una valutazione molto lucida rappresentata dalla minaccia del nuovo regime italiano. Guardiamo tre di essi, a tre anni di distanza.

image hébergée par photomaniak.com

Illustrazione n° 2, disegno di Pédro, Le Progrès civique n° 218, 20 ottobre 1923.
La didascalia in alto recita: "L?OMBRA SI ESTENDE", quella in basso: "Scanzati dal mio sole!...".



L’"esportazione" del fascismo

"L’ombra si estende", (n° 2): posto in copertina, il disegno di Pedro reca molte informazioni nel suo dispiegamento scenico. Immensità marittima all'orizzonte, carta semplificata e ben leggibile, un'Europa distesa ed inquieta, l'ombra proiettata della sciabole su alcuni Stati: ecco una composizione molto studiata ed anche ben portata a termine (corona merlettata che, di profilo, disegna la E di Europa...). In didascalia, la celebre frase di Diogene rinvia al sole, riprodotto qui puntinato.

Oltre all'Italia, quali Stati ricopre l'ombra? Un'orientamente nettamente autoritario è stato dato alla monarchia spagnola con l'instaurazione del direttorio militare di Primo de Rivera (settembre 1923). La Grecia, indebolita dalla sua sconfitta con i Turchi, è tentata da un governo forte; nel settembre 1922, si è verificato un colpo di Stato militare. Bisognerà ritornare sulla Francia, che il disegnatore integra nelle zone di estensione del fenomeno...

Si misura la differenza tra questo disegno, del 1923 e quello del 1926 (n° 3, "L'incendiario" in alto), dovuto a Cavé. Stessa sciabola aggressiva; ma l'Europa non è disegnata, semplicemente nominata ed una torcia vi si avvicina, brandita dal Duce. In questo momento, le intenzioni di Mussolini sono più visibili. Il regime è rafforzato (leggi dette "fascistissime"), l'Albania vede profilarsi un protettorato di fatto e Mussolini continua a sorvegliare la Iugoslavia, soprattutto per un riavvicinamento con il governo rumeno di Avarescu, di tendenza fascistizzante. Ma questo disegno nettamente più semplicistico, è pubblicato una settimana dopo quello di Bécan (n° 4 "Lo sdegnosissimo"). L'effetto cumulativo sui lettori non potrebbe produrre dubbi. Per di più, la didascalia distilla l'idea che la minaccia, prolungandosi, anche senza piano sistematico, è portatrice di destabilizzazione in Europa. Un tale piano non si realizza che nel 1932 con i discorsi sull'universalità del fascismo.
 


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Illustrazione n° 4, disegno di Bécan, Le Progrès civique n° 350, 1° maggio 1926.
Il titolo della vignetta in alto recita: "Lo sdegnosissimo", le didascalie in basso rispettivamente:
-Dopo il mio avvento, le nostre esportazioni sono considerevolmente aumentate...
-Esportate sopratutto del fascismo, non è vero?


Il disegno del 1° maggio 1926 si burla di un Mussolini presuntuoso, sensibile agli onori (la crescita delle decorazioni) e al quadro prestigioso (tavolo cesellato simbolo del potere). Il volto è oramai fissato per molto tempo, i disegnatori volendosi iscrivervi la brutalità, ma anche l'arroganza, l'orgoglio, il gusto dell'esibizione. La scelta del superlativo (sdegnosissimo) per il titolo accentua la visione peggiorativa. La legenda è improntata da una ironia calcolata. Infatti, le esportazioni, nel senso economico del termine, non possono essere in quel momento un argomento di soddisfazione, poiché la politica monetaria ed i piani di ristrutturazione della produzione rendono più cari i prodotti che l'Italia poteva vendere. Da qui il ripiegamento su delle esportazioni... ideologiche.



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Illustratione 5, disegno di Bollinger, Le Progrès civique, n° 214, 22 dicembre 1923.
Il titolo recita: "A rimorchio di Mussolini"
La didascalia in basso invece: "Finiranno con il disonorarmi!".


E la Francia?


Un solo disegno non è probante. Ma quest'ultimo merita un esame, malgrado le sue ambiguità. Sì è colpiti da questa robusta Marianna- molto distante dai profili unenti grazia ed energia- posta di fronte ad una imponente coccarda. Sotto il suo berretto frigio, si osserva un volto quasi maschile. Che può forse essere "al rimorchio di Mussolini"? Il contesto dell'autunno 1923 non rende plausibile l'ipotesi di una specie di allineamento della diplomazia francese sulla politica estera dell'Italia. Perché è precisamente il momento in cui Mussolini cessa di sostenere la Francia nell'affare della Ruhr ed in cui adotta un atteggiamento meno conciliante di fronte alla Iugoslavia, protetta dalla Francia.

Cosa ha voluto dire Bollinger? Una risposta è probabilmente da cercare sul lato di una componente mal conosciuta della politica interna francese. Nel corso delle settimane, Le Progèes civique ha spesso parlato delle "Unioni civiche", gruppi più o meno ufficiali di militanti di estrema destra di di uomini d'azione, che dei padroni hanno potuto utilizzare per far pressione sui sindacati e spezzare gli scioperi; in particolare a Lione ed a Parigi. A volte, vecchi ufficiali della Grande Guerra hanno distribuito dei sostegni. I mandanti di queste Unioni non nascondono la loro volontà di preparare con cura le elezioni legislative del 1924, allo scopo di ottenere il rinnovamento del Blocco nazionale. Tenendo conto della loro efficacità, essi riconoscono di apprezzare i metodi violenti dei fascisti. Ma, più ampiamente, è tutta una parte della destra frances- tra cui L'Action française- ad ammirare il modo in cui l'ordine è ristabilito in Italia dopo l'ottobre 1922 e che sarebbe pronta a trarne ispirazione. Ecco chi rischia di "disonorare la Repubblica".


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Illustrazione 6, disegno di Guérin, Le Progrès civique n°378, 13 novembre 1926. Il titolo recita: Il grande agitato, le didascalie illustrano le manie di grandezza di Mussolini che alla fine scopriamo essere ospite di un manicomio.


Il grande agitato


Ritroviamo Guérin il cui estro ispirativo anima queste due tavole disegnate nel novembre 1926. La procedura è nota e consiste nell'ironizzare sulle molteplici attività di un capo di Stato o di governo. A volte esistono i riferimenti precisi. È così che, sin dall'ottobre del 1922, Mussolini, oltre alla presidenza del Consiglio, si è riservato il ministero dell'Interno e quello degli Affari esteri. Nel 1925 ancora, decide di concentrare i dipartimenti della Guerra, della Marina e dell'Aria. E, nell'aprile del 1926, un viaggio spettacolare in Libia permette di evidenziare le ambizioni mediterranee dell'Italia (nell'impossibilità di "impadronirsi del mondo intero!"). Altre vignette servono soltanto ad accentuare la carica comica (le Finanze, le Belle Arti). E l'ultimo disegno serve da caduta: con l'allusione all'alienazione mentale, Guérin non si mette certo i guanti.

Da questi disegni, eccettuati i numeri 2 e 5, emana una costante: la presentazione di un ditattore ambizioso, senza scrupoli, crudele, ambizioso. Molti tratti che saranno presto ripresi per Adolf Hitler. Duarante gli anni dal 1923 al 1926 ad ogni modo, i disegnatori della stampa che osservano l'Italia mussoliniana devono adattare lo strumento satirico ad una forma inedita di titalitarismo. Sono invitati alla creatività. Il fatto che l'Europa sia molto spesso associata al "motivo" adottato traduce una percezione ed una interpretazione molto giuste, alla misura di questa novità socio-politico del XX secolo.



[Traduzione di Massimo Cardellini]


LINK al post originale:
Quelques dessins du "Progrès civique" sur Mussolini et le fascisme (1923-1926)



LINK a saggi storici sulla caricature:


Henri Viltard, Gustave Henri Jossot: biografia.
Henri Viltard, Elle était Trop nue
Christian Schweyer, Monnaies et médailles satiriques
Eric Aunoble, Caricature russe et sovietique
Les stéréotypes nationaux
R. Ouvrard, Napoleone attraverso le caricature 1799-1806, 01 di 02


LINK a raccolte di materiale tematico relativo alla caricatura:


Caricature dell'Asiatico e stereotipi del pericolo giallo
Prima Guerra Mondiale
Animalizzazioni nella caricatura

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