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8 maggio 2010 6 08 /05 /maggio /2010 19:18

 

 

 

 

La Guerra nel Ventesimo Secolo

 

 

 

 

 

Albert Robida

 

   Robida, Guerra XX, Caricature

 

 Copertina originale della rivista in cui apparve la storia di Robida

 

 

 

La-caricature-200-couverture.jpg

 

 Riproduzione della copertina della rivistra La Caricature tratta dalla ristampa in volume della storia riedita nel 1916 in piena prima guerra mondiale dal bibliofilo Henri Beraldi.

   

 

 

 

La-caricature-1.jpg

 

 

 

 

 

Il conflitto Australo-Mozambichese

 Fatti di guerra ed operazioni chimiche

 

 

 

La-caricature-2.jpgI tempi nuovi sono venuti, l'antico ordine di cose stabilito dalla vecchia Europa è crollato allo stesso tempo dell'antica dominatrice del mondo. L'Europa, devastata dalla monomania guerriera delle sue popolazioni, so è fatta sfuggire dalle sue mani senili lo scettro del mondo, che i popoli vigorosi e sani dei giovani continenti si preparano a raccogliere. 

 

La lotta oggi è tra l'Africa nuova straripante di linfa, esuberante di giovinezza e l'Australia adolescente. 

 

L'America, figlia dell'Europa, come questa lo era della grande antenata l'Asia, L'America invecchia, è sin da ora respinta fuori lista; l'avvenire è delle nazioni costituite nei vasti territori dell'Australia o sulle terre quasi vergini della grande Africa, attraverso l'incrocio di cento razze diverse, fuse per così dire a nuovo nel crogiolo della natura. 

 

L'Africa e l'Australia si sono appena contese le armi in pugno lo scettro del mondo, in un primo urto che ha sconvolto il continente africano dal Capo di Buona Speranza ai laghi Niassa e Tanganica, insanguinato le rive del Mozambico, le onde del mar Indiano e le nubi correnti sopra le pianure mozambichesi o australiane. 

 

È un riassunto fedele dei terribili avvenimenti della grande guerra australo-mozambichese che condenseremo in alcune pagine, accompagnando il nostro racconto con un certo numero di schizzi raccolti sui campi di battaglia terreni, aerei o sottomarini, sia come testimoni occulari degni di fede che da noi stessi, che abbiamo avuto l'onore di effettuare tutta la campagna in qualità di aiutanti in campo volontario del colonello-generale delle Torpediniere del Mozambico e che, per la nostra buona condotta, siamo stati, sei volte in tre settimane, portati all'ordine del giorno.

 

 

  

 

 

Cause della guerra

 

 

 

 

 

La-caricature-3.jpgTutto è cambiato dopo che il secolo scorso ha chiuso l'era dell'ignoranza e della barbarie. Un tempo, presso i popoli antichi del piccolo angolo di terra chiamato Europa sulle carte, non si guerreggiava che con vicini limitrofi o poco distanti. Nessun punto di contatto, nessun motivo di guerra e soprattutto nessun mezzo per farla anche se lo si fosse voluto. 

 

 La Scienza accorciando le distanze, superando gli ostacoli, tagliando gli istmi e perforando le montagne, ha creato dei punti di contatto tra i popoli più distanti e permesso ogni comunicazione amichevole o altre. Immenso progresso!

 

Niente barriere! Niente separazioni! Ma, dalle relazioni commerciali o finanziarie dei popoli tra di loro, nacquero dei motivi di guerra del tutto nuovi. I popoli non lottano più ora per dei motivi frivoli e qualche volta cavallereschi, come la protezione di un amico debole o la difesa dei principi di libertà, ma per ragioni serie, solide, la maggior parte delle volte sonnanti, cosme i trattati di commercio vantaggiosi, aperture di mercati, favori doganali, speculazioni di Borsa e regolamento dio conti finanziari.

 

La geurra australi-mozambichese non ha altra origine che un immenso colpo di Borsa. Approfittando delle difficoltà momentanee della grande nazione africana che aveva appena completato con grandi spese la sua rete ferroviaria e consegnare alla circolazione 800.000 nuovi chilometri, senza parlare dell'enorme sforzo fatto per altri lavori pubblici, un gruppo di banchieri australiani ha, attraverso abili manovre, causato un panico alla Borsa di Mozmbico-Ville ed acquistato una colossale quantità di rendita 2 1/2 pour 100 à 35,75. Compiuta l'operazione, il governo australiano, interessato alla combinazione ed agendo in nome del sindacato, chiese, per via diplomatica, il rimborso di questi rendimenti al paro, il che doveva produrre per esso un beneficio di 18 miliardi e mezzo.

 

La richiesta australiana suscitò in tutta l'Africa un legittimo movimento di indignazione. Il 15 aprile 1975, il presidente della Repubblica rispose con un rifiuto formale e convocò immediatamente le Camere a Livingstonia, la capitale politica della grande repubblica sud-africana, ubicata in una forte posizione, sulla punta estrema del lago Tanganica.

 

La-caricature-417 aprile 1975. - A partire da quel giorno gli avvenimenti si svolsero rapidamente. Seconda nota australiana.

 

L'Australia riprende la sua richiesta dei 18 miliardi e solleva un'altra questione. Il Parlamento mozambichese avendo, alcuni anni prima, sollevato dei diritti sulle merci importate dall'Australia, con l'intento di impedire lo schiacciamento dei mercati africani, si ritiene di dover sopprimere del tutto questi diritti.

 

L'Australia concede tre giorni al Mozambico per rispondere ed avverte che un rifiuto sarà considerato come un casus belli.

 

18 aprile.- Appello sotto le bandiere di tutti gli uomini in grado di portare le armi. I contribuenti mozambichesi sono invitati a oagare tre anni di imposte anticipate.

 

Cos'è la Patria?

 

È il luogo in cui si pagano i contributi.

 

La migliore patria deve essere quella in cui si paga il meno in denaro o in servizio militare. Sfortunatamente più le cose vanno, più si pagano in entrambi i casi. Temiamo molto che l'uomo del XXI secolo non sia tormentato dai riscuotitori o dai reclutatori della patria dallo svezzamento sino ai 70 anni suonati, età alla quale lo si collocherà tra le riserve.

 

Sono questi dei leggeri inconvenienti della civiltà. Durante i secoli barbarici, ai tempi degli eserciti di 20.000 uomini, si era lasciati a buon mercato. Tutto aumenta, il consumo della carne umana come altri contributi.

 

 

 

La-caricature-5.jpg

 

 

 

I mozambichesi non si lamentano. Sei mesi prima, per rivendicare una piccola libertà ostacolata da un ministro, avevano fatto una rivoluzione. Questa volta, al primo appello, si presentarono come un sol uomo negli uffici dei contributi e delle imposte in natura o reclutamento.

 

La-caricature-6.jpg19 aprile. - Rivista, a Livingstonia, delle truppe dell'esercito attivo. Appello e mobilitazione di tutti i chimici del territorio.

 

Rivista, a Mozambico-Ville, delle quattro divisioni di torpedinieri.

 

20 aprile. - Risposta della repubblica sud-africana alla repubblica australiana. Le richieste australiane sono nettamente respinte e la revisione delle tariffe doganali rifiutate.

 

L'ambasciatore australiano si ritira su un pallone da guerra della squadra australiana. È la guerra, non si aspetta più che la dichiarazione ufficiale.

 

Il Mozambico si prepara, con energia, a sostenere la lotta. Ha piena fifucia nelle sue forze. Un sistema di mine ben sistemate difende le sue coste e lo Zambesi, il suo grande fiume, contro l'attacco delle forze navali sottomarine dell'Australia. Impossibilità assoluta, per le navi nemiche, di varcare i passi per operare uno sbarco, senza scontrarsi contro tre linee di mine molto poco spaziate.

 

Tutto è pronto per respingere un attacco sottomarino e sommergere gli assalitori. Un attacco aereo avrebbe sfortunatamente più di probabilità; tutti i militari sanno a qual grado l'imprevvisto entra nelle combinazioni della guerra aerea. Come prevedere in anticipo il luogo preciso di una discesa e come, questo punto indovinato, portarvi forze a sufficienza per opposrsi con efficacia alla sua discesa, senza sguarnire un altro punto sul quale l'avversario potrà precipitare la sua squadra volante?

 

E giustamente, le flotte aeree dell'Australia sono state, in questi ultimi tempi, portate ad un alto grado di potenza e sono comandate da ingegneri del più alto merito.

 

 

 

 

 

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[Traduzione di Massimo Cardellini]
 
 
LINK al post originale:
 
 

 

 

 

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