Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
25 novembre 2009 3 25 /11 /novembre /2009 08:41






La Signorina Maria Senza-cura








V

Maria Senza-Cura a passeggio


Maria Senza Cura andava a passeggiare tutti i giorni, quando era stata accorta e non si strappava la gonna.


Mentre gli uomini e le balie si occupano delle loro faccenduole, Maria Senza-Cura passeggia sul bordo di un grande stagno.

I cigni ed i pesci rossi la guardano con interesse; essi sperano che lei lanci loro delle briciole di pane o pezzetti di brioche.

Però Maria, come sempre, non ha cura di guardare davanti a sé.




E così, patatrac! Ecco che cade nel grande stagno.

Il cigno indietreggia spaventato ed i pesciolini rossi, spaventati, fuggono da ogni parte.

Per fortuna per la signorina Maria Senza Cura, il Signor Polydore Boitsansoif, essendosi avvicinato all'acqua per caso una volta nella sua vita, la ripesca fuori.

I signor cigni parlano tra di loro del brutto difetto di Maria Senza-Cura ed i pesciolini ne arrossiscono.




Il Signor Polydore, alterato per l'esercizio che ha dovuto compiere, pensa di andare a rinfrescarsi. Affida Maria Senza-Cura a Madame Grippard, una delle sue vecchie conoscenze.

Quest'ultima porta Maria Senza-Cura in un grande viale e le toglie, con la più grande cura, tutti gli indumenti. Poi glieli  porta via dicendole che li farà asciugare.

Per fortuna, Jérôme, il commissario, si accorge di Maria Senza-Cura nel viale. La riporta a suo padre e a sua madre disperati.


Maria Senza-cura è posta a letto. Per quindici giorni ha avuto la febre. Suo padre era molto triste e sua madre piangeva sempre. Maria promise di correggersi e di non essere più trascurata.

Maria Senza-Cura ha buon cuore. Un giorno incontra una madre sfortunata, molto, molto povera! con due bambini piccoli malati e che chiedevano da mangiare.

Maria Senza-Cura vorrebbe alleviare una così grande miseria; ma, poiché non ha avuto cura di prendere i soldi che suo padre le dà, non trova nulla nella sua tasca per la povera familglia. E visto che Maria Senza-Cura ha buon cuore, ne ha pianto per otto giorni!




VI

Maria Senza-Cura e l'acqua

Maria Senza-Cura prende un bicchiere e gira il bel rubinetto d'acqua chiara che è stato posto in ufficio.

Il bicchiere è pieno, Maria beve e dimentica di chiudere il rubinetto e l'acqua scorre dietro di lei.

La porta dell'ufficio è chiusa e l'acqua scorre, scorre sempre! senza poter uscire dall'ufficio. Maria Senza-Cura se la ritrova ben presto sino alle caviglie.

Maria Senza-Cura grida con quanto fiato ha in gola.




L'acqua scorre sempre e sale sino alle sue ginocchia.

L'acqua scorre, scorre sempre. Maria Senza-Cura se la ritrova sino al petto e continua a gridare.

Ma l'acqua le sale sino alla bocca e Maria Senza-Cura non può più gridare.

E l'acqua scrorre, scorre sempre e non si vede più che la manina della povera Maria Senza-Cura .

Per fortuna, il buon padrino che passava da quei paraggi, ha udito le grida di Maria Senza-Cura. Egli infrange la finestra dell'ufficio, tende, tende il braccio il più possibile... La sua mano sarà abbastanza lunga?

Il braccio del buon padrino è stato lungo a sufficienza, ha potuto afferrare la povera piccola Maria Senza-Cura.




Ma è stato obbligato a prenderla per i capelli.

Per tutto questo tempo, Baptiste e Catherine hanno forzato la porta dell'ufficio e l'acqua li ha travolti.

Povera Maria Senza-Cura! Dopo un simile bagno, le occoreranno almeno quidici giorni per asciugarsi.

Maria Senza-Cura promette di essere più accurata.








[Traduzione di Massimo Cardellini]




LINK all'opera originale:
M.elle Marie Sans-Cure


LINK interni concernenti lo stesso autore:
Georges le distrait, 1889, [Giorgino il distratto]

Condividi post

Repost 0

commenti

Presentazione

  • : Letteratura&Grafica
  • Letteratura&Grafica
  • : Documentazione dei processi di sintesi e di interazione profonda tra arte grafica e letteratura nel corso del tempo e tra le più diverse culture.
  • Contatti

Link