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27 gennaio 2012 5 27 /01 /gennaio /2012 06:00

Carl Maria Seyppel

 


 

 

Re, Regina, Principe


Racconto umoristico Egiziano dipinto e scritto secondo natura

l'anno 1302 prima della nascita di G. C.

 

 

 

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RE-REGINA-PRINCIPE

 

 

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Racconto umoristico Egiziano

 

 

Dipinto e scritto secondo Natura

 

L'anno 1302 prima della nascita di G. C. da

 

C. M. Seippel

 

Pittore e poeta alla corte di fu sua Maestà il re

 

Rhampsinit III

 

Memphis, via delle Piramidi N. 36. 1° piano

Rivolgersi in portineria (è gentile, è cortese,

è... sulle scale).

 

Dusseldorf, Félix Bagel.

 

 

 

 

 

 

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Rhampsinit il vecchio sovrano

Ahimè ha reso l'anima,

E io per guadagnarmi il pane

Rimo e declamo

Moltissimi epigrammi.

 

Rhampsinit, in verità

Nella magnificenza

Della sua regale bontà

Si degnò in compenso

Di procurarmi l'agiatezza.

 

Tuttavia il nuovo re

Non mi ha nominato poeta

Della sua corte, e parola mia

Quando il soggetto si presta

A vendicarmi mi intestardisco.

 

Mi tratta con disprezzo

Come un infimo poeta,

Perché libero scrittore

Ho svelato il suo crimine

Al popolo che egli opprime.

 

Ma stai in guardia a tua volta

Sovrano bonario,

Saprò un giorno vendicarmi

Se non vuoi farmi

Tuo poeta ordinario.

 


 

 

 

 

 

 

I Parte

 

Il re è morto

 

 

 

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RHAMPSINIT

 

Re degli Egiziani

Della ventesima dinastia,

Il più caduco dei cittadini

Dissipa in piaceri la sua vita.


 

 


 

 

 

 

 

 

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Ha posto in luogo sicuro e il suo trono e sua figlia

Il suo genero lo sostituisce

come capofamiglia

Regge in una mano

il liquore delle dame

E con l'altra il castigo.



 

 

 

 

 

 

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Popoli e donne

sono in questo modo diretti 

Così cortesemente 

Che il tesoro prospera 

E il re diventa nonno.


 


 


 

 

 

 

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Rhampsinit radioso quasi svenne 

di piacere.

 

 

 


 

 

 

 

 

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La gioia e la felicità in Egitto esplosero 

E tutti gli Egiziani presto si ubriacarono 

Anche l'autore ha lo spirito vacillante 

Ecco il perché di questa pagine sbilenca...

 



 


 

 

 

 

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Tutto passa tutto finisce 

E il grande Rhampsinit, così potente e così forte 

Un bel mattino fu ritrovato morto!!! 

Ah! Le entrate si abbassarono terribilmente

E molte banche crollarono istantaneamente.

 

 

 


 

 

 


 

 

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Senza troppo commuoversi 

I grandi naturalisti 

E sapienti erboristi 

Si misero in dovere 

Ad esercitare il loro sapere 

Ognuno a piacere manipola la mortale spoglia

Senza rovinarla troppo

Infine la cosa è fatta

La si ricopre di fiori

di gioielli di valori

E questo povero scheletro

Assume un aspetto festaiolo.

 

E il carro lentamente, segue i cortei funebri

Mentre Rhampsinit piange nelle tenebre

E altri si fanno flagellare le vertebre

 

 


 

 

 

 

 

 

 

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Il re dorme sotto questo duomo

E il regno

Ne vuole vivamente uno nuovo

Ben più giovane e più bello.

 


 

 

 

 


 

 

 

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Rasa del trono erede e senza più ragionare

Il suo sposo Ruppsippos sogna di governare

Il pezzente! E approfittando di un pranzo allegro

In cui il liquore antico

al suo cuore comunica

Una gioia angelica

L'amore deve, vedi, poetizzarsi

E suggelliamo presto una pace durevole

Gli dice, Rasa moglie mia adorabile

Con un amorevole e caldo bacio.

 

 

 

 


 

 

 

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Vi sono pesi troppo gravosi per la tua graziosa testa,

Il nostro figlio benamato ti dà molte preoccupazioni

E conoscendo le leggi del dovere coniugale

Voglio aiutarti, Rasa. Passami la corona.

 

Ah! ecco dunque scoperto il movente

Tu re! Lo dici e  osi pensarlo, hai lo spirito sconvolto?

 

Basta così! Vecchia mia sono il tuo padrone e tuo superiore,

Ah! la vostra audacia è senza eguali, ma piangerete il vostro errore.

 

 

 


 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

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Della prigione Rasa minaccia

Lui di prendere un gran coltello

E la discordia con ardore

Soffia un vento sterminatore

 

Vanno ognuno ad un angolo

Furente e a pugni chiusi

Uno schiavo accorre ventre a terra

Per informare il ministero

dell'imminenza della guerra

 


 

 


 

 

 

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Raffo, questo il nome del primo dei ministri

Uno stupido orgoglioso, il maestro dei pedanti

e la sua parlantina bugiarda, ben più del suo talento

Al re l'ha designato ad una carica eminente

 

Dapprima trema poi raduna

Rapidamente il parlamento

Ogni deputato sul suo cammello avanza

Nessuno volendo mancare alla grande seduta



 

 

 


 

 

 

 

 


 

 

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Con suo figlio Ruppsippos si diverte

Gli racconta i suoi progetti:

Vuole con sottigliezza e astuzia

Conquistare il cuore dei sudditi

Conosce l'umana debolezza

La stessa di oggi e di un tempo

E distribuisce con generosità

Le ricompense e le croci

 

Ma con spirito pratico

Che fa loro il più grande onore

Quest'ultimi vanno a vendere la reliquia

Al rigattiere

 

Ruppsippos che la sua polizia poco novizia

Istruisce con cura ogni giorno

Si dice: hanno malizia e vizio

Devo cercare un altro approccio





 

 

 

 


 

 

 

 

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Da quel momento nel silicio più duro della roccia

Fece intagliare la sua croce

Poi fece affiggere:
"Decreto. Le decorazioni

Saranno d'ora in poi inculcate

Con semplici applicazioni

Della nostra potente effigie

Leggermente al calore incandescente

Sul cuore dei sudditi

Detto fatto e firmato da Ruppsippos".

 

Ma la cosa più buffa in verità

È che coloro che si risolsero di ricevere questa celebrità

Malgrado la sua durezza

gridarono evviva più che poterono.

 

Rasa in preda ad ansie crudeli

fece chiamare i suoi fedeli.

 



 

 

 


 

 

 

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Della sala, i pilastri sordi

Risuonano al rumore dei discorsi

 

Dei fischi, dei bravo, dei colpi vengono scambiati

I pareri si ritrovano divisi a metà.

 

 

 

 

 


 

 

 

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Da questa parte vediamo di Rasa i sostenitori

Dall'altra di Ruppsippos i guerrieri insolenti.

 

Raffo immediatamente dell'assemblea

È proclamato il presidente

Un campanellino incrinato

Lancia a distesa il suo tintinnio.

 

Nessuno sa da dove cominciare

Ognuno vorrebbe dire una cosa bella

Per essere sicuro di meglio estromettere

il suo nemico comune

Ma nessuno osa.

 

Perdio, dice Ruppsippos che con rapido movimento

Salta alla tribuna senza paura, senza alcun timore.

 

"Popolo", egli dice, "la saggezza degli dei

Detta legge alla nostra intelligenza

E si rivela ai nostri sensi curiosi

Sempre attraverso la voce dell'umile innocenza

Prendiamo il nostro caro figlio

Dalla sua graziosa voce

Ascoltiamo ogni grido

È Dio che lo commanda".


 


 

 

 

 

 


 

 

 

 

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Il popolo in grida di approvazione scoppiò

Con  voce unanime la grossa nutrice

Recò il principe magnanimo

Padre dammi una dolce caramella

E stai pur certo

Che sarai re.

 

La cosa fu decisa così rapidamente

Rasa si fece molta bile e gli fece proclamare in città:

A domani l'incoronamento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[Traduzione di Massimo cardellini]

 

 

 

LINK al documento originale tradotto in francese:

 Roi, reine, prince: récit humoristique égyptien peint et écrit d'apres nature, l'an 1302 avant la naissance de J. C.

 

LINK al documento originale in tedesco:

Er, Sie, Es

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