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26 marzo 2012 1 26 /03 /marzo /2012 05:00

Carl Maria Seyppel

 



Re, regina, principe: racconto umoristico egiziano dipinto e scritto secondo natura

l'anno 1302 prima della nascita di G. C.

 

 

 

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II Parte


 

Vagabondaggio notturno di Ruppsippos

 

 

 

 

 

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La sera di quel giorno, una brillante orchestra suonava una melodia nuova davanti alla sua finestra. Ruppsippos sembrava intenerito, affascinato. E per provar loro la sua regale ebbrezza, l'oro è a piene mani seminato. E sparisce in fretta. Ruppsippos infine comosso si ritira nel suo alloggio ma non senza dir loro di continuare l'allegro baccanale. Risoluto inoltre a chiudere l'orecchio si dice: "In fede sono gioviale, sono incantato, perché ho fatto meraviglie.

 

 

 

 

 

 

 

 

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È pur permesso di ridere un po' quando la nemica è con le spalle al muro. La follia oggi mi attira. Corriamo dunque qualche rischio una volta tanto.

 

Un tempo un'austera esistenza era la mia perché allora per lottare contro la miseria per lavorare usavo il mio corpo.

 

La lotta, l'amore, il furto e il resto fecero che la sorte mi favorisse. O fortuna, un giorno, il re manifesta il proposito di vedermi sposare Rasa.

 

L'ebbi dunque virginale e bella. Meno bella tuttavia della sua dote e della speranza nuova di avere un giorno il trono come bottino.

 

Ma il trono ha le sue esigenze. Non per nulla si è maestà. Bisogna salvare le apparenze. Rinunciare alla libertà. Appartengo ancora al popolo servile. E anche il popolo sembra chiamarmi di fatto, re domani.


Non è facile dal popolo rumoroso andare a mischiarmi.

 

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Si cambia presto di abbigliamento. Si rade con cura, si trucca il volto, poi fatto ciò prende uno strumento e si unisce all'orchestra di passaggio.

 

Gli accordi sono dolci, potenti, melodiosi. La musica spesso ammalia giovani e anziani. Essa trasforma sempre l'artista infelice.

 

I nostri vanno dunque presso la locanda all'angolo. Ma suonano passando davanti ad una anarchica che doveva sposare il loro capo molto fantasioso ed alcuni poliziotti di questo fatto sono testimoni.

 

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"Mostratemi i vostri documenti altrimenti siete in arresto...".

 

"Vuoi vedere i miei documenti? Tieni, spia, eccoli...".

 

E le gambe allora ebbero molto da fare perché ognuno si salvò più velocemente che poté. Il capo orchestra colpito da un dolore articolare non poteva correndo sperare la salvezza. Ma, valoroso ai suoi tempi, la sua bella fidanzata scese la scala e gli tese la mano. Ruppsippos preso allora da un pensiero folle andò a gettarsi verso loro e il traditore inumano con un abile calcio gettò sulla polvere il capo reumatizzante, poi si lasciò portare dalla graziosa fanciulla, ahimè che senza luce non aveva avuto il tempo di esaminarlo accuratamente.

 

 

 

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Ricevette anche con delizia i dolci baci della novizia. 

 

Quando di una lampada il lucore venne a turbare la sua felicità.

 

Della giovane ragazza è la madre, sono gli zii è il padre.

 

Ed ognuno colpisce con ardore la schiena del seduttore.

 

In quanto al vero innamorato di cui Mimpitz è il sonoro nome, sotto il balcone sta ancora esalando in orribili ingiurie la collera che lo divora.

 

Ma, oh felicità, egli si avvede della sua bella gente alla finestra che gli lanciano dalla finestra il traditore che nel suo grembiule egli accoglie il nostro petulante direttore d'orchestra.

 

 

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Nel suo grembiule egli lo porta, correndo sino alla porta di un mercante di vino perché bisogna pur riposarsi.

 

Là Ruppsipos osa proporgli di bere un boccale di birra. E sia, sono generoso, riappacifichiamoci.

 

Perché i miei amici sono là, tu morirai dopo. Ruppipos una volta bevuto cerca di ritirarsi. Lo si afferra per un piede per impedirgli la fuga. Poi vedendo un grande barile, lo si richiude dentro con forza

 

e Mimpitz dice, con voce ferma, ti getteremo nel Nilo. Andiamo amici, facciamoci ancora allegramente una bevuta.

 

Alla salute del compagno che tra poco morirà, Ruppsippos, o scherzo del destino, è il più sfortunato del mondo. E vedendo il buco del tappo implora Mimpitz con la mano.

 

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Vorrei brindare con voi. Bere alcune squisite bottiglie, in una parola regalare a tutti dei liquori dei più vecchi, vi aggiungerei cibarie tra le più fini. Pagherei tutto generosamente, e prima ancora dei vini e delle cibarie vogliate accettare la mia ricchezza che vi affido con piacere. Con voi sarei molto gentile, ma tiratemi fuori dal barile. Mimpitz protesta con rabbia. I suoi amici non vi fanno alcun caso. Bevono il liquore, il madera e si dividono i ducati.

 

Il direttore d'orchestra si dimena, si è avari nei suoi confronti. I suoi amici sono veramente egoisti se egli non ha la parte più forte!! Poi approfittano della discordia che le sue grida fanno nascere rotolò senza misericordia lo sfortunato barile fuori.

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Nel fango si rovescia e rotola il povero Ruppsippos tramortito

 

Quando i briganti si precipitano in massa.

 

Nel vederlo essi lanciano un grido, sperando in qualche ricco bottino.

Mimpitz l'abbandona con riluttanza e si pone in salvo con aria dispiaciuta.

 

Davanti all'antro dei malviventi

In mille pezzi la botte vola.

 

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Ruppsippos esce dal barile stordito per il gran rotolare.

 

Ma senza aver nulla di rotto malgrado le cadute.

 

Un traditore, una spia, uno sbirro grida in una sol voce la banda

Davvero un bel bottino. Tagliamo la sua carne e gettiamola nel fiume.

 

"Fermi, miei buoni compagni," subito esclama Ruppsippos. "Di essere arruolato nella vostra banda sono rapito da un rapido desiderio. L'assassinio, i furti, ecco il mio destino, era scritto".

 

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A questa risposta simpatica il capo dei banditi dice gravemente a Ruppsippos che si inchina "Mi hai l'aria di una vera canaglia allevato per la ghigliottina. Prima di pronunciare il tuo parere resta qui con noi cinque o sei settimane, lava, spazza, sorveglia il fuoco. 

 

Devi abituarti alle fatiche

 

 

 

 


 

 

 

 


 

 

 

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E malgrado i ratti


 

 

 

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Che spavento terribile è il mio


 

 

 

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Ah! chiudete dunque i rubinetti


 

 

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Per un re lo scandalo è grave


 

 

 

 

 

 

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Ai primi bagliori del giorno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[Traduzione di Massimo cardellini]

 

 

 

LINK al documento originale tradotto in francese:

 Roi, reine, prince: récit humoristique égyptien peint et écrit d'apres nature, l'an 1302 avant la naissance de J. C.

 

LINK al documento originale in tedesco:

Er, Sie, Es

 

LINK alla prima parte:

Re, Regina, Principe, 01 di 03

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