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21 febbraio 2010 7 21 /02 /febbraio /2010 08:00

Il ritratto di profilo" di Eugène Le Mouël


di Antoine Sausverd

 

Eugène Le Mouël, Le portrait de profil [Il ritratto di profilo], La Caricature, n° 350 del 11 settembre 1886.

 


Apparso nel settembre del 1886 in La Caricature, rivista diretta da Albert Robida, questa tavola intitolata Le portrait de profil  [Il ritratto di profilo], è firmata da Eugène Le Mouël [1].

Di doppia origine normanda e bretone,
Eugène Le Mouël (1859-1934) ha seguito nel corso della sua vita le carriere di scrittore, poeta, illustratore e disegnatore umoristico. Sotto quest'ultima attività, esercitò durante gli anni dal 1880 al 1930 una lunga attività sulla stampa, dando regolarmente delle storie ad immagini. Ritroviamo la sua firma in Le Charivari, Le Chat NoirMon Journal, Le Soleil du Dimanche, Polichinelle, Le Rire, o ancora in Guignol. Lavorò anche per le illustrazioni infantili delle case editrici Pellerin e Quantin.

In questa tavola di
La Caricature, il Signor Pépin, provinciale di Isigny "avendo fatto fortuna nei burri", decide di farsi fare il ritratto dal pittore Cobalt. L'artista fa del suo modello un ritratto di profilo ma quest'ultimo non piace al borghese: non capisce perché la sua effige non ha che un solo occhio. "Di profilo! Di profilo!... riprese il Signor Pépin, non capisco nulla dei vostri termini tecnici, io ho due occhi, voglio due occhi". Gettato nel laboratorio di Cobalt "asociale amante dell'arte pura", il Signor Pepin riporta il quadro a casa sua e lo corregge aggiungendovi con l'inchiostro l'organo oculare mancante.

Questo ritratto corretto, simultaneamente di faccia e di profilo, offre uno stupefacente avvicinamento con alcuni ritratti dipinti da Pablo Picasso negli anni 30 del XX secolo.
 


 

 

 

A sinistra: Picasso, Ritratto di Marie-Thérèse Walter, 1937. A destra: Cobalt, Ritratto del Signor M. Pépin, 1886.

   

Bisogna consacrare questo filisteo del Signor Pépin come precursore del cubismo? Se si dovesse connettere questa storia satirica ad una corrente artistica, sarebbe soprattutto alle Arts incohérents [Arti incoerenti]. Le esposizioni di "questa accademia del derisorio" tra 1882 e 1893 maneggiavano allegramente la provocazione umoristica. Le opere presentate si facevano beffe, tra l'altro, delle pratiche artistiche dell'epoca, parodiando sia i pittori accademici sia gli impressionisti, ma vertevano anche nel genere satirico, sia politico sia dei costumi.

Notiamo inoltre che numerose opere esposte durante queste esposizioni sono da paragonare a certi quadri e provocazioni artistiche celebri del XX secolo. Anche coloro i quali sono reputati di aver, numerosi decenni dopo, rivoluzionato l'arte moderna, da Dada alla pittura monocroma [2]. Ma non inganniamoci, la nostra storia ad immagini non parodia una potenziale scuola artistica e verte soprattutto sul registro della caricatura dei costumi, ridicolizzando la fatuità di questo borghese incolto.

Eugène Le Mouël espose alle Arti incoerenti [3]. È anche uno dei pilastri discreti di questi circoli che praticano l'umorismo fin-de-siècle: giovane studente in diritto a Parigi, frequenta gli Hydropathes [Idropati] di cui è un membro regolare. Lo ritroviamo in seguito agli Hirsutes, di cui si assicurò la vice presidenza ed anche al Chat Noir, dove pubblicò poesie e disegni sul giornale.

Dovremo ritornare un giorno sul caso di
Eugène Le Mouël in occasione di un nuovo confronto del tutto sorprendente. Si tratta di una tavola che egli disegnò nel 1886 per l'"Imagerie artistique" della casa editrice Quantin, intitolata Le Sapeur Gruyer, [Il Sapore Groviera] e che ricorda in modo inquietante un altro celebre militare indossante il berretto a pelo e patronimico formaggero: il sapeur Camember di Christophe.



Antoine Sausverd



[Traduzione di Massimo Cardellini]



NOTE

[1] Eugène Le Mouël, "Le portrait de profil", La Caricature, n° 350 del 11 settembre 1886. Da notare che numerosi numeri di questa rivista sono disponibili in rete su Gallica.


[2] A questo proposito leggere il capitolo Farceurs mais précurseurs [Scherzosi ma precursori] del libro di Cathérine Charpin, Les Arts incohérents (1882-1893), Syros-Alternatives, Paris, 1990.


[3] Indicazione data da Dico Solo, ma non abbiamo ritrovato il suo contibuto nei cataloghi di queste esposizioni del 1884, 1886 e 1889.




LINK al post originale:
Le portrait de profil » par Eugène Le Mouël

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