Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
23 marzo 2010 2 23 /03 /marzo /2010 16:53

"Il serpente con le zampe" di Benjamin Rabier

  


Benjamin Rabier, Le serpent à pattes [Il serpente con le zampe], Le Journal amusant, n° 46, 27 marzo 1920.

 


 

Fonte: gallica.bnf.fr / Bibliothèque nationale de France

 

 

 

 

 

Sfogliando l'annata 1920 del Journal amusant, disponibile su Gallica, il lettore attento noterà senz'altro la tavola soprastante firmata Benjamin Rabier. E per validi motivi, come non raffrontarla con la famosa scena delle Avventure di Tintin nel Congo disegnate da Hergé e pubblicate per la prima volta a puntate in Le Petit Vingtième da giugno 1930 a giugno 1931 [1]

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

Hergé, sequenza tratta dall'albo Les aventures de Tintin au Congo [Le avventure di Tintin in Congo], Les éditions du Petit Vingtième, 1931 (ristampa Casterman, 1982). © Hergé – Moulinsart SA, [Tr. it.: Tin Tin in Congo, Edizioni Lizard, 2002].

 

 

 

 

 

Le due sequenze sono distanziate di venti anni, ma la loro analogia colpisce. Si tratta della stessa gag con il boa che cammina a quattro zampe dopo aver inghiottito un cane. Il processo della digestione è simile e, nell'una come nell'altra scena finale, il rettile apprezza la sua nuova motilità.

 

 

 

Hergé non ha mai nascosto la sua ammirazione ed influenza che ha avuto per Benjamin Rabier sulla sua arte. Il creatore di Tintin non esita a dichiarare: "Ho considerato a lungo Rabier come un vertice della creazione artistica, ben al di sopra di Rubens e Rembrandt" [2]. Sin dalla sua infanzia, il belga è segnato dal suo stile. Alla fine della sua vita, scrive nella sua prefazione alla riedizione delle Favole  di La Fontaine illustrate da Rabier: "I suoi disegni erano molto semplici, ma robusti, freschi, gioiosi e di una perfetta leggibilità. In alcuni tratti ben collocati, tutto era detto: lo scenario era giusto, gli attori al loro posto; la commedia poteva cominciare (...). Ed è sicuramente in seguito a questo incontro che data il mio gusto per un disegno chiaro e semplice, un disegno che sia capito istantaneamente. È innanzitutto questa leggibilità che non ho cessato ricercare in me stesso" [3]. In questo episodio congolese, ritroviamo effettivamente questa convivenza con Rabier, sia per il tratto ma anche per gli sfondi neri o bianchi che reggono gli scenari.

 

 

 

Per il suo primo albo di avventure di reporter Tintin au pays des Soviets del 1930, [Tr. it.: Tin Tin nel Paese dei soviet, Comic Art, 1990], Hergé riconoscerà più tardi di essersi ricordato degli animali di Rabier per disegnare i suoi. Tuttavia, crede di ricordarsi che è la sola volta in cui gli occorsero dei prestiti [4]. Ha dimenticato il Serpent à pattes, un debito un po' meno confessabile perché il prestito è più verso l'idea che verso lo stile di Rabier?

 

 

 

Precedenti tarasconeschi

 

 

 

A meno che il padre di Tintin non si sia ispirato a qualcun altro... Infatti, un altro antenato del nostro serpente con le zampe, ben più distante, esiste in una tavola della tipografia Pellerin pubblicata nel 1886:

 

  

 

 

 

 

 O’Galop, Métempsychose [Metempsicosi], Imagerie Pellerin, serie aux Armes d’Epinal, n° 176, 1896.

 

 

 

Apparsa con il n° 176 della serie superiore della Imagerie Pellerin [5], questa storia reca un titolo tanto lungo quanto il suo boa constrictor: Métempsychose ou Souvenir inédit de son séjour en Afrique, narré par le Héros de Tarascon à ses amis les Chasseurs de Casquettes [Metempiscosi o Ricordo inedito del suo soggiorno in Africa, narrato dall'eroe di Tarascona ai suoi amici i Cacciatori di Caschi [6].

 

 

 

Il suo autore, O’Galop, pseudonimo di Marius Rossillon (1867-1946) era un pittore, disegnatore e creatore di manifesti pubblicitari [7]. La sua creazione più celebre è ancora oggi conosciuta: il Bibendum Michelin. O' Galop fu amico di Benjamin Rabier che, come lui, lavorò per la stampa illustrata e l'editoria infantile. Entrambi furono egualmente dei pionieri del disegno animato in Francia.

Allora, a chi si è ispirato Hergé? Date le relazioni che questi dissegnatori hanno tra di loro, supporremo che Rabier, ispirandosi alla tavola di O'Galop, fu imitato a sua volta da Hergé. Ma la cosa più interessante non risiede in questa domanda. Notate piuttosto come ognuno dei tre disegnatori mette in scena questo stesso aneddoto; il più vecchio, quello di O'Gallop (1896) rispetta il modello di Epinal; vignette regolari e testo (versificato per l'occasione) al di sotto. Molto più sobria, la composizione della storia di Rabier (1920) è tipica delle storie ad immagini che egli consegnava ai giornali: muta con un inquadramento indotto dall'azione così come la sagoma dei suoi protagonisti. Infine, la versione modernizzata di Hergé (1930-31): utilizzo del fumetto, demarcazioni in rapporto al dispositivo teatrale (punto di vista frontale, riquadratura in piedi), creata dai suoi predecessori. Mutando per ogni dissegnatore, il medium serpeggia da una composizione all'altra. All'immagine del serpente con le zampe, il fumetto è quest'animale ibrido la cui ricchezza di combinazioni non finiscono mai di sorprenderci.

 


Aggiornamento del 26-02-2010: Sulla Platinum Age Comics List, Mauricio Cruz Arango segnala un precedente americano al serpente con le zampe: "Origin of a new species, or The evolution of the crocodile explained. Quest'ultimo, pubblicato il 18 novembre 1894 in The New York World è oramai la più antica occorenza conosciuta di questa storia. Essa è opera di Richard F. Outcault, futuro padre di Yellow Kid e di Buster Brown [ ].

 



 

 

 

Richard F. Outcault, Origin of a new species, or The evolution of the crocodile explained, The New York World del 18 novembre 1894.

 

 

 

Da Outcault a Hergé passant per O'Galop e Rabier, la gag del serpente con le zampeha conosciuto una lunga posterità che ricorda quella dell'Annaffiatore innaffiato. Prima di essere filmata dai fratelli Lumières nel 1895, quest'aneddoto fu disegnato sulla stampa franecse da Uzès, Sorel , Herman Vogel ed infine Christophe [ ]. Scoperta da poco, una versione tedesca dell'innaffiatore fu pubblicata in Fliegende Blätter n° 2142 del 15 agosto 1886, dalla matita di Hans Schließmann.

 

 

 

 

 

 

Aggiornamento del 14-03-2010: Grazie alla vigilanza di Michel Kempeneers, la cronologia delle apparizioni di L'annaffiatore annaffiato è stata rettificata. Infatti, è la tavola del disegnatore Uzès in Le Chat Noir ad essere la prima versione conosciuta e non quella di Schließmann. Abbiamo aggiunto in nota i riferimenti delle altre versioni e dei legami tra quelle di Sorel e Christophe consultabili in Gallica.fr.

 



Vi suggeriamo gli articoli che si occupano di altre somiglianze tra le tavole di Winsor McCay e quelle dell'Imaginerie Quantin 1 e 2, tra Wilhelm Busch, Caran d'Ache e Alain Saint-Ogan o ancora tra 
Eugène Le Mouël e Pablo Picasso.

 




Antoine Sausverd


[Traduzione di Massimo Cardellini]

 



 

 

NOTE

 

 

 

[1] L'accostamento tra queste due storie è già stato menzionato in un articolo cofirmato Camille Filliot e Antoine Sausverd, Les bandes disséminées de Benjamin Rabier [I fumetti dispersi di Benjamin Rabier], in: Benjamin Rabier. Gédéon, La Vache qui Rit et Cie. Opera collettiva sotto la direzione di Christophe Vital. Somogy /Musées de Vendée, 2009.

[2] Risposta scritta ad un questionario di Pierre Ajame, Les Nouvelles littéraires, juin 1963. Citato in Benoît Peeters, Hergé, fils de Tintin, p. 35.

 


 


[3] Prefazione di Hergé a Les Fables de la Fontaine illustrées par Benjamin Rabier, Editions Jules Tallandier, 1982. Ristampa anastatica dell'edizione originale del 1906.

[4] Cfr
. Numa Sadoul, Tintin et moi. Entretiens avec Hergé. Casterman, 2000, p.119.

[5] Da notare anche la possibile influenza Tintin-Lutin, il primo albo per bambini disegnata da Benjamin Rabier su testo di Fred Isly, apparso nel 1897 presso Félix Juven. Alcuni vedono nel giovane eroe di Rabier, dotato di ciuffo e pantaloni da golf, il futuro Tintin di Hergé.

[6] Questa tavola è stata pubblicata anch'essa nella serie 20 x 30 cm con il numero 2575.

[7] Come in un certo numero di fumetti dell'epoca, il disegnatore mete in scena un meridionale fanfarone che racconta uno dei suoi ricordi inverosimili. Qui, è incarnato dal leggendario Tartarin di Tarascona di Alphonce Daudet, come in una decina di tavole della imagerie Pellerin o di altre case. A volte, si tratta di un semplice marsigliese chiamato Marius sull'esempio di queste due tavole di Caran d'Ache pubblicate lo stesso anno di questa tavola di O'Galop: 
Marius à la chasse, Le Journal amusant n° 2088 del 5 settembre 1896  et La première peur de l’ami Marius  Le Figaro del 30 marzo 1896.

[8] Un documentario su questo disegnatore realizzato da Marc Faye è appena uscito.

 

 

[9] Questa tavola è riprodotta alla pagina 22 dell'opera R. T. Outcault's the Yellow Kid: A Centennial Celebration of the Kid Started the Comics, Kitchen Sink Press, 1995.

 


[10] La prima versione conosciuta è quella del disegnatore Uzès (pseudonimo di Achille Lemot), "Arrosage public", pubblicata in Le Chat Noir, n° 182 del 4 luglio 1885. Sorel ha realizzato "Fait divers" in "La Caricature n° 376 del 12 marzo 1887. Hermann Vogel ha consegnato "L'Arroseur" per l'Imagerie artistique de la Maison Quantin (Serie 4, Tavola n° 4) nel 1887. "Un arroseur public" di Christiphe è apparso in Le Petit Français Illustré, n° 23 del 3 agosto 1889. Infine, si conosce anche una versione di Georges Hem, "Douché malgré lui", in L'Amusant, n° 52 del 1897, ma datato 1894.

 

  LINK al post originale:

 

Le serpent à pattes par Benjamin Rabier

Condividi post

Repost 0

commenti

Presentazione

  • : Letteratura&Grafica
  • Letteratura&Grafica
  • : Documentazione dei processi di sintesi e di interazione profonda tra arte grafica e letteratura nel corso del tempo e tra le più diverse culture.
  • Contatti

Link