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24 giugno 2012 7 24 /06 /giugno /2012 05:00

La storia dei santi Cosma e Damiano

 

dalla predella di San Marco a Firenze

 

 

 

 

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La Pala di San Marco è un dipinto e tempera su tavola (scomparto centrale 220×227 cm) del Beato Angelico, databile al 1440 circa e conservato, per lo scomparto centrale e alcuni pannelli secondari, nel Museo nazionale di San Marco a Firenze.

 


 

Angelico, predella dei santi cosma e damiano da pala di san marco, guarigione di palladia.jpg Angelico, predella dei santi cosma e damiano da pala di san marco, davanti a lisius.jpg Angelico, predella dei santi cosma e damiano da pala di san marco, salvataggio.jpg Angelico, predella dei santi cosma e damiano da pala di san marco, condanna.jpg Entombment of Christ (Fra Angelico).jpg Angelico, predella dei santi cosma e damiano da pala di san marco, crocefissione.jpg Fra Angelico 066.jpg Angelico, predella dei santi cosma e damiano da pala di san marco, sepoltura.jpg Angelico, predella dei santi cosma e damiano da pala di san marco, healing.jpg

Predella della Pala di San Marco

 

 

La predella era una parte delle pale d'altare dipinte su legno e consite in una fascia dipinta divisa in più riquadri. La sua funzione oltre ad essere quella di coprire lo zoccolo inferiore della cornice anche e soprattutto di corredare di scene complementari la pittura principale. Molti polittici con figure dei Santi presentavano quindi nella loro predella scene della loro vita. Non necessariamente predella e pala erano dipinte dallo stesso autore: a volte erano curate da allievi, altre dal maestro stesso, altre ancora poteva venir aggiunta in un secondo momento. A volte poi la predella dava l'opportunità di misurarsi con rappresentazioni più originali rispetto al soggetto principale della pala, magari canonizzato dalle richieste dei committenti.

 

Dopo che i Domenicani presero possesso del convento che era stato dei Silvestrini, Cosimo de' Medici per mecenatismo fece avviare la ricostruzione degli ambienti da parte del suo architetto di fiducia Michelozzo.

 

L'altare venne allora riconsacrato ai santi protettori dei Medici, Cosma e Damiano, che in vita erano stati appunto, secondo la leggenda, "medici", nel senso di professionisti della medicina. Cosma e Damiano erano due celebri medici, tradizionalmente creduti fratelli, che guarivano gratuitamente le persone. Venivano detti "anargiri", cioè privi di denaro.

 

 

 

 

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La Guarigione di Palladia, tempera su tavola (36,5 X 46,6 cm). National Gallery of Art, Washington D. C.

 

 

Un giorno i due fratelli medici curarono l'emorroissa Palladia, la quale, in segno di ringraziamento, insistette per ricompensarli con tre uova. Cosma rifiutò nettamente, mentre Damiano, colpito dall'insistenza della donna, decise di accettarle di nascosto, suscitando poi un ampio rimprovero del fratello, che ordinò ai suoi seguaci di seppellirlo, quando fosse giunta l'ora, non accanto al fratello.

 

 

 

 

 

 

 

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I Santi Cosma e Damiano davanti a Lisia, tempera su tavola (38 X 45 cm), Alte Pinakothek di Monaco di Baviera.

 

 

La fama dei due fratelli medici e cristiani giunse ad un certo punto a conoscenza del prefetto della Cilicia, Lisia, che li fece chiamare. Accusati di perturbare l'ordine pubblico tramite la diffusione della loro fede, li fece arrestare e li obbligò ad abiurare. Al loro rifiuto vennero condannati ad atroci torture, i cosiddetti "cinque martirî".


 

 

 

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I Santi Cosma e Damiano salvati dall'annegamento e Lisia posseduto dai demoni, tempera su tavola (38 X 45 cm), Alte Pinakothek di Monaco di Baviera.

 

 

 

Il dipinto contiene due episodi. Il primo mostra Lisia che, per colpa dei diavoli che lo tormentano, condanna con crudeltà Cosma, Damiano e i loro seguaci Antimo, Leonzio ed Eupreprio, inginocchiati davanti al suo trono. La seconda parte si svolge nell'angolo in alto a destra e mostra il lancio in mare dei due santi, salvati poco più in là, coi discepoli, da un angelo che li riconduce sani e salvi alla riva.

 

 


 

 

 

 

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Condanna al rogo dei santi Cosma e Damiano, tempera su tavola (37 X 46 cm), National Gallery of Ireland di Dublino.

 

 

Dopo il tentativo di annegamento i due santi fratelli critiani medici sono condannati al rogo, invano però, perché invece di bruciare i santi, le fiamme si volsero all'esterno bruciando invece gli stessi soldati.


 

 

 

 

 

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La Pietà o Deposizione, tempera su tavola (38 X 46 cm), Alte Pinakotkek di Monaco di Baviera.

 

 

La scena della Pietà o Deposizione si svolge davanti alla grotta del sepolcro di Cristo, dove Nicodemo sta trascinando il corpo di Cristo. Ai lati le due figure dolenti di Maria e di san Giovanni Evangelista reggono e baciano e bagnano con le lacrime le mani che Cristo, che si trova così nella posizione che ricorda la crocefissione. Notevole è l'attenzione al paesaggio ed alla natura.

 

 

 

 

 

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La Crocifissione dei santi Cosma e Damiano, tempera su tavola (38 X 48 cm), Alte Pinakohek di Monaco di Baviera.

 

 

Dopo il fallimento dei precedenti supplizi dell'annegamento e del rogo, i due santi fratelli medici cristiani, sono condannati ad essere crocifissi e colpiti con il lancio di pietre, le frecce scagliate contro di loro però si piegavano tornando indietro meentre i sassi rimbalzavano sui carnefici, ferendoli gravemente, mentre non avevano effetto sui santi. Al centro stanno i santi Antimo, Leonzio ed Eupreprio, seguaci di Cosma e Damiano.

 

 

 

 

 

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La Decapitazione dei santi Cosma e Damiano, tempera su tavola (36 X 46 cm), conservato al Museo del Louvre di Parigi.

 

 

 

Alla fine i due fratelli cristiani vengono decatipati insieme ai loro tre seguaci Antimo, Leonzio ed Eupreprio. Nel dipinto vediamo il boia mentre sta per vibrare il colpo mortale ad uno dei due medici.

 

 

 

 

 

 

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La Sepoltura dei santi Cosma e Damiano, tempera su tavola (37 X 45 cm), al Museo nazionale di San Marco a Firenze.

 

 

 

I seguaci dei due santi si apprestano a dar loro sepoltura, memori però dell'episodio descritto nella prima predella, distanti l'uno dall'altro per aver accettato Damiano un pagamento di tre uova per la guarigione dell'emorroissa Palladia. Un cammello però, si mette miracolosamente a parlare dicendo "Nolite eos separare a sepoltura, quia non sunt separati a merito", e cioè che essi in quanto uguali nel merito dovevano esserlo anche nella sepoltura. La frase proferita dall'animale è rappresentata in un cartiglio come era tipico in affreschi anche più antichi e anche nei codici miniati.

 

 

 

 

 

 

 

 

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La Guarigione del diacono Giustiniano, tempera su tavola ( 37 X 45 cm), al Museo nazionale di San Marco a Firenze.

 

 

L'episodio narrato è un miracolo postumo, che ha come protagonista Giustiniano, diacono della chiesa romana dei Santi Cosma e Damiano. L'uomo aveva una gamba malata, ed una notte gli apparvero in sogno i santi Cosma e Damiano che gli sostituirono la gamba con quella di un uomo morto poco prima, praticando quindi un vero e proprio trapianto. Al risveglio si accorse che tutto era vero, solo che la gamba nuova era di un etiope, quindi scura. La scena è ambientata nella stanza da letto di Giustiniano, in un interno reso con estrema cura.

 

 

 

 

 

[A cura di Massimo Cardellini]

 

 

 

LINK:

Pala di San Marco (wikipedia)

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