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29 settembre 2009 2 29 /09 /settembre /2009 07:09

QUARTO SCHERZO


Tavola domenicale, e quindi a colori, di una storia dei Katzjammers Kid, discendenti grafici di Max und Moritz

Anche se Wilhelm Busch creò altri personaggi che gli diedero anch'essi un certo successo e pubblicò molte storie comiche, Max und Mortiz, furono quelli che lo consacrarono alla posterità e ciò si spiega facilmente. I due teppistelli sono praticamente un archetipo universale e come tali validi in ogni tempo e luogo. Essi, in un certo senso, rappresentano il massimo della non integrazione nella società civile, degli autentici selvaggi da piegare alla civiltà, magari attraverso il ricorso a metodi duri se non violenti. Per giusta causa naturalmente, per estirpare da quei primiti la loro propensione a tirare pesantissimi tiri mancini a gente onesta e che vive tranquillamente ben integrata nel sistema e per di più mentre sta lavorando è il massimo di quello che la logica societaria può sopportare.

Essi quindi rappresentano il caos dei legami sociali più forti e per di più il loro agire a danni di innocenti ed ignari cittadini è legata allo scatenamento di una pura e potente libido: Max e Moritz si divertono al massimo a nel realizzare i loro scherzi, godono del male che fanno e spesso ne traggono anche dei vantaggi materiali (i polli della povera vedova Bolte morti per causa  di un loro atroce scherzo verranno infatti divorati dai due vandali ed a passare per colpevole sarà l'innocente cagnolino della vedova stessa).

Per la società borghese, in senso ampio, basata sulla produttività, l'etica del lavoro, la ricerca incessante del profitto, Max e Moritz rappresentano anche, se non soprattutto la personificazione del parassitismo sociale, incarnato in quel momento storico, più che dai senza lavoro e vagabondi di cui ogni società dispone in gran numero, dalla nobiltà ancora potente ed influente nel mondo di lingua tedesca chiamato genericamente Germania, una pura espressione geografica sino all'unificazione del 1866 ad iniziativa della Prussia di Guglielmo II a danno dell'Austria.

Rappresentano anche un'altra forma di parassitismo sociale classico e cioè quello dei briganti da strada che appunto come essi fanno spesso e volentieri, si acquattano a spiare le loro vittime finché il momento più propizio ad agire non li spinge a saccheggiarle procurando loro oltre al danno spesso anche la beffa.

Un tale archetipo narrativo, e nel nostro caso anche grafico, se non poteva non avere degli antecedenti, anche se mai come i due vandali teutonici, non poteva nemmeno non avere dei dicendenti, i più illustri dei quali saranno i più che famosissimi Katzenjammer kids creati da Rudolph Dirks (1877-1968), disegnatore non a caso di origine tedesca.  I due monelli in questione si chiamavano non a caso Hans & Fritz, due nomi tipicamente tedeschi anglicizzati attraverso quell'& tipicamente anglo-sassone al posto del molto tedesco und. Il fumetto venne pubblicato per la prima volta nel mese di dicembre del 1897 sull'American Humorist, supplemento  del quotidiano "Morning Journal" del magnate Randolph Hearst.

Francobollo commemorativo per il 125° anniversario di Max Und Moritz emesso dalle poste tedesche, attinente con il 4° scherzo.

Ritornando a Max und Moritz, Il quarto scherzo dell'albo storico, vede come vittima sacrificale questa volta un personaggio che i due vandali devono aver visto molto poco in vita loro e cioè il vecchio maestro Lämpel, il cui amore per il fumo deve essere notorio localmente tanto da aver indotto i due delinquenti in erba a far riferimento alla pipa del vecchio insegnante per compiere il loro ennesimo scherzo, approfittando del momento in cui il vegliardo, che è anche un uomo pio, si reca in chiesa a suonare l'organo, ce n'è di tempo allora... Memorabile la scena dell'esplosione della pipa dotata di una dinamicità e violenza mai viste in un disegno sino ad allora, un vero e proprio big bang!



 







[A cura di Massimo Cardellini]






 

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