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25 agosto 2009 2 25 /08 /agosto /2009 11:24



Sempre del grande illustratore Bertall (1820-1882), e di cui abbiamo pubblicato già alcuni lavori e saggi sulla sua opera, oggi proponiamo una sua splendida opera del 1867, nella sua ristampa in volume edito nel 1901 ed a colori. Bertall, fu anche scrittore e fotografo. Collaborò per moltissime riviste illustrate come Le Magasin pittoresque, Le Musée des familles, La Semaine des enfants, Le Journal pour tous, La Bibliothèque des chemins de fer. Illustrò anche numerosi volumi della celebre Bibliothèque Rose dedicata all'infanzia. Illustra opere di celebri scrittori come Dumas, Balzac, Hoffman, Perrault.





La Signorina Maria Senza cura


































MARIA SENZA-CURA

I- Il risveglio e la tolletta di Maria Senza-Cura

     Quando la Signorina Maria Senza-Cura si alza, poiché è andata a dormire senza cura nel suo lettino, poiché si è distesa per lungo, per largo, di lato, di traverso, il suo letto è nello stato più pietoso ed i suoi capelli sono in un tale disordine, che non riesce nemmeno più a vedere.

     Bisogna dunque pettinarsi un po'. Maria Senza-Cura tuffa la sua mano nella sua scatola, il cui coperchio non regge più che grazie ad una cerniera e che si trova piantata su una sedia invece di essere al suo posto in un cassetto.








     Che increscioso incidente! Il pettine non ha più che un dente e questo dente non ha la forza di resistere.
     Così Maria Senza-Cura si pettina con un chiodo!
     Quando Maria Senza-Cura si veste, trova molto spesso una calza; ma la seconda non si sa dove sia.
     Maria Senza-Cura è una vigorosa bambina..
     Ma guardate come tira Senza-Cura il piccolo cassetto del suo comodino quando ha qualche cosa da prendere. Lo stesso catino ne è indignato e la sedia  si rovescia per l'orrore.



     Tutto cade. Il vaso dell'acqua, il catino, lo specchio si frantumano in mille pezzi.
     L'acqua rovesciata ricopre il parquet. "Cosa diranno mamma e papà?"
     Maria Senza-Cura è molto preoccupata.











     Maria Senza-Cura si veste. Ha già indossato una calza, ma dov'è l'altra? Dopo un'ora di ricerche, finalmente lo ritrova" in fondo, sotto il letto. Durante questo tempo, poiché non ha avuto cura di chiudere la porta, Tutu allunga curiosamente la testa per vedere quel che succede nella camera di Maria Senza-Cura.
     Tutu ha sempre avuto la passione di mordicchiare e masticare le scarpe. Visto che ce n'è ancora una che sta senza cura sull'impiantito, egli se ne impadronisce e la porta via correndo via. Il cattivo Tutu! Vi chiedo cosa possa mai farci.









     Per fortuna Maria Senza-Cura se ne accorge e si mette ad inseguire il ladro. Lo minaccia ed è con il suo bel cappello di velluto  nero che vorrebbe colpirlo. Ha preso quel che aveva a portata di mano per correggere il cattivo Tutu.
     In quanto a lui, si salva scuotendo e lacerando la scarpina. Finisce con il farla cadere nella pozzanghera.
     L'anatra, spaventata, vola via facendo quà, quà. Tutu rientra felice in cucina e Maria Senza-Cura, un piede calzato e l'altro nudo, risale in camera sua.
     Maria Senza-Cura, che ha un buon cuore, vuole molto bene al suo buon vecchio padrino. Quando egli arriva, si affretta nel prendergli il suo bastone da passeggio ed il suo cappello... Ma guardate un po' cosa vuol dire non aver cura!








     Poiché lei non presta mai attenzione a quanto sta facendo, ecco che pone il cappello proprio nel piatto della crema.
     Quando vuole andare via, il buon padrino è dispiaciuto: perché il suo cappello ha assorbito tutta la crema... Uscirà con un simile cappello sulla testa o si rassegnerà a prendersi un raffreddore?
     Non c'è che Tutu a non lamentarsi... Almeno questo ha procurato piacere a qualcuno.






[Traduzione di Massimo Cardellini]


LINK all'opera originale:
M.elle Marie Sans-Cure



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