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2 aprile 2009 4 02 /04 /aprile /2009 06:07

La pulce, il cane e la macchina da presa




Alfred Le Petit, «La Pulce. Schizzo cinematografico», Le Journal pour tous, n°53, 30 dicembre 1896.




di Antoine Sausverd

 

 

Fedeli lettori, lo avrete notato, questa tavola firmata dal pittore e caricaturista Alfred Le Petit (1841-1909) ne ricorda un'altra vista precedentemente, si tratta in effetti di una copia della storia che Caran d’Ache disegnò con lo stesso titolo per la rivista Le Rire, esattamente un anno prima. Lo scenario è esattamente lo stesso: l'azione si concentra sui pruriti di un cane infastidito da una pulce. L'uomo che dorme al suo fianco eredita alla fine l'insetto ed il cane può riaddormentarsi.

Le Petit riprende da Caran d'Ache il principio della scena epurata, dall'inquadratura fissa ma, soprattutto, moltiplica per tre il numero di vignette. La prodezza del disegnatore consiste nell'aver trovato ad ogni inquadratura una nuova posizione per il cane che si batte con il suo assalitore invisibile. Altra originalità di Le Petit, il trattamento accordato al dormiente: si muove sulla sua sedia, oscilando e piegandosi sino a ritrovarsi la testa tra le gambe. Alla fine, scivola, ma è la pulce che finirà con lo svegliarlo.

Malgrado ciò, Le Petit non offre una semplice contraffazione [1]. Perché, nel frattempo, il 28 dicembre 1895 ad essere precisi, ebbe luogo un evento che scosse l'arte di raccontare delle storia ad immagini: la prima proiezione pubbica (e pagante) a Parigi del Cinematografo dei fratelli Lumière.

Nella sua tavola, Alfred Le Petit prende atto di questa rivoluzione e adatta la storia di Caran d'Ache al gusto del momento. Questa pagina indica d'altronde che si tratta di "schizzi cinematografici": la squadratura della tavola, le caselle regolari, numerose e attaccate le une alle altre, tutto è fatto per avvicinarsi allo svolgimento della bobina del film... e ancor più al documento seguente!
 



 


Questa tavola composta di 121 fotogrammi è tratta dal film di Georges Méliès (1861-1938), Une nuit terrible (Una notte terribile), del 1896, ossia lo stesso anno della storia di Alfred Le Petit [2]. Fu ritrovata negli archivi del realizzatore, il suo uso ci è sconosciuto (professionale, pubblicitario, commerciale?).


Gli "schizzi cinematografici" di Alfred Le Petit sembrano essere un esercizio di stile isolato, un lavoro di adattamento in forma di colpo d'occhio a questa nuova invenzione che è il cinema. Evidenzieremo allora l'ombra del dormiente suil muro di fondo: il disegnatore gioca con questa sagoma nera che ricorda l'illuminazione cruda dei primi film e delle loro proiezioni.


Una notte terribile  

Ma, ritorniamo a Una notte terribile, il film di Georges Mélies citato poco fa. È evidente ineffetti che questo corto metraggio, uno dei più vecchi ritrovati a nome del regista, si avvicina alle nostre storie di pulci: vi si vede Méliès stesso, nel suo letto, in camicia e berretto da notte, che si batte contro un esercito di cimici [3].


Une nuit terrible (Una notte terribile), di Georges Méliès, 1896.


In questo film, il futuro regista di Voyage dans la lune [Viaggio sulla luna], non utilizza ancora gli effetti speciali che faranno in seguito il suo successo. Tutta la comicità del film è data dal trambusto del cacciatore di insetti.

Una notte terribile non appartiene al realismo documentario dei primi film Lumière (Sortie des usine Lumières, L'Arrivée d'un train en gare de la Ciotat, ecc.), filone in cui Méliès si dedicgerà ai suoi esordi. Si tratta di uno sketch scritto, appartenente al genere della narrativa come L’arroseur arrosé (L'annaffiatore  annaffiato).

Questo celebre film Lumière, tra i primi film proiettati nel 1895, è conosciuto per aver riprodotto sullo schermo una scenetta che conobbe dei precedenti su carta. In effetti, ben prima dei Fratelli Lumière, molti disegnatori, tra cui Herman Vogel nel 1887 per L'imagerie Quantin hanno raccontato in iommagini questo scherzo [4].

Per Una notte terribile, Méliès si è ispirato ad una delle nostre storiae di pulci e dormienti? Si aquel che sia, è Wilhelm Busch, con  « Die gestörte und wiedergefundene Nachtruhe, oder : Der Floh », apparsa nel 1865, che più vi si avvicina. In effetti, essa mette in scena un dormiente, senza cane ai piedi del suo letto, infastidito da un parassita che egli finirà per eliminare.





Di fatti, in questa comparazione tra le due versioni (schermo/carta), è l'insetto che fa la differenza. Perché non bisogna confondere la cimice da letto (Cimex lectularius) di Méliés e la pulce di cane (Ctenocephalides canis) dei disegnatori. Ed a ragione, si capisce facilmente che agli esordi del cinema, era piuttosto difficile tenere di fronte ad una macchina da presa un cane e le sue pulci.


Antoine Sausverd

 

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]



NOTE

[1] In materia di storia ad immagini,  Alfred Le Petit  non è al suo primo tentativo poiché ne aveva disegnate già venticinque anni prima, soprattutto in L'Eclipse nel 1869-1870.

[2] Une nuit terrible, 1896, tavola di 121 fotogrammi. Stampa su carta argentata. Riprodotto in Jacques Malthête e Laurent Mannoni, L’œuvre de Georges Méliès, Ed. La Martinière / Cinémathèque de Paris, 2008, p. 89.

[3] Un testo di presentazione attribuibhile a Méliés riassume Una notte terribile così: "una vista comica piena d'azione. Vediamo un giovane aggredito da cimici da letto, dopo essere tornato a casa la sera sul tardi. Lotta contro di loro e ne lascia quattro o cinque sul pavimento in un batter d'occhio. Pieno di animazione". Catalogo della Warwick del 1901, citato in L’œuvre de Georges Méliès, op. cit. Vedere anche: http://filmjournal.net/melies/2008/05/09/a-terrible-night/.


[4] A questo proposito vedere il recente articolo di Lance Rickman che fa il punto sulle relazioni tra questi storie ad immagini ed il film dei Fratelli Lumières: Bande dessinee and the Cinematograph: Visual narrative in 1895 [Fumetti e Cinematografo: La narrativa visuale nel 1895], in: European Comic Art, Volume 1, Issue: 1, 2008:  http://eurocomicart.lupjournals.org. []





LINK al post originale:
La puce, le chien et la caméra

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