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27 marzo 2009 5 27 /03 /marzo /2009 06:35

La pulce, il cane ed i(l) padroni(e).


 

di Antoine Sausverd
 

 









Wilhelm Busch (1832-1908), Die gestörte und wiedergefundene Nachtruhe, oder: Der Floh, Münchener Bilderbogen n°390, 1865. © Universitätsbibliothek Braunschweig.



Una pulce, è l'ospite indesiderabile di questo letto, il pretesto per Wilhelm Busch (1832-1908) che ci dà qui una bella serie di contorsioni mute di un dormiente infastidito in pieno sonno.

Negli anni sessanta dell'Ottocento, i tedeschi, come l'autore di Max e Moritz o anche Adolf Oberländer  (1845-1923), sono diventati maestri nell'arte di raccontare delle storie ad immagini senza legenda. Il genere fece numerosi proseliti in tutta europa. Così, Caran d'Ache, che lo importò in Francia, non ha mai rinnegato l'influenza che hanno avuto su di lui questi maestri d'oltre Reno.

Interrogato a questo proposito da Émile Bayard, il disegnatore di origine russa risponde: "Dite che mi sono molto ispirato a Busch e a Oberländer, certo, non è che ignori l'opera di questi artisti molto distinti; ma lasciatemi dire che questi nomi incantarono soltanto la mia prima giovinezza, e che, prevedendo l'ascendente o almeno l'influenza che essi ebbero più tardi sulla mia personalità, mi privai completamente in seguitodalla contemplazione della loro opera. Esiste piuttosto, tra questi artisti e me una similitudine di natura artistica, degli incontri di idee, dei rilievi parralleli" [1]



Caran d’Ache (1958-1909), La Pulce, da: Le Rire, n°58, 14 dicembre 1895.



Qui la pulce ha trovato rifugio presso il cane, sdraiato ai piedi del letto del suo padrone, che che si gratta in tutti i sensi per sbarazzarsene. Il suo spettacolo in ombra cinese contrasta in tutto con quello di un dormitore immobile disegnato a tratto. Nell'ultima vignetta, l'animale è liberato a spese dell'uomo che ha ereditato l'insetto. La scenetta è buffa e risucita, è un classico di Caran d'Ache [2]. Ma, piuttosto che un incontro di idea, il disegnatore, rende qui omaggio alla pulce di Wilhelm Busch. Si ispira al tedesco dandone la sua versione. L'ultima posizione del dormiente ne è una testimonianza: 

 

 
Notate che a destra della firma di Caran d'Ache non è una macchia di inchiostro a far mostra di sé, bensì una pulce. Il disegnatore vuol dire con ciò che è il complice dell'insetto, entrambi animatori invisibili di questa storia.

Più di una trentina di anni dopo la pubblicazione sul Rire, Alain Saint-Ogan (1895-1974) darà egualmente la sua risposta al "problema degli indesiderabili":


 

La pulce, il cane ed il dormiente… o Il problema degli indesiderabilition des indésirables, Dimanche Illustré, dicembre 1938. © CNBDI [3].

 
Non ci si aspettava di meno da parte dell'autore di Zig e la Pulce! Ma nel caso specifico, Saint-Ogan non fa che riprendere, per non dire copiare, la storia di Caran d’Ache. A ciascuno i suoi padroni.




Antoine Sausverd

[Traduzione di Massimo Cardellini]

NOTE

[1] Émile Bayard, La Caricature et les caricaturistes,  [La caricatura e i caricaturisti], éd. Delagrave, Paris, 1900. 

[2] Questa pagina sarà ripresa nell'albo C’est à prendre ou à laisser, [Prendere o lasciare], édito da Plon en 1898.
[3] Questa storia è raccolta nel volume 40 dei cahiers manuscrits du dessinateur numérisés par le CNBDI



LINK al post originale
La puce, le Chien et le(s) maitre(s)

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