Condividi l'articolo CLASSICI. [Manga storici]. Giappone. Katsushika Hokusai, Trentasei vedute del Monte Fuji, [冨嶽三十六景] Fugaku-sanjūrokkei, 1831-33.: 冨 ...
冨嶽三十六景
Le Trentasei vedute del Monte Fuji, malgrado il titolo, sono in realtà una serie di quarantasei stampe realizzate dal
grandissimo artista Katsushika Hokusai [1769-1849], ed edite in Giappone tra il 1831 e il 1833 dall'editore Nishimuraya Yoachi. Esse consistono in rappresentazioni del Monte Fuji visto
da province diverse ed in stagioni differenti. Le prime tre stampe sono quelle più famose e conobbero immediatamente un grande successo. La prima stampa rappresenta il monte Fuji visto dal mare
mentre una gigantesca onda comparsa all'improvviso rischia di travolgere delle imbarcazioni di pescatori.
La
xilografia, intitolata La grande onda di Kanagawa, in cui il blu di Prussia domina quasi incontrastato, è la prima delle incisioni di questa celebre serie di Hokusai che contribuì
enormemente a dare una meritata fama mondiale al maestro giapponese dell'incisione su legno, verso la fine della sua vita. La xilografia, è una tecnica artistica nota in giappone con il
nome di nishiki-e. Oggi di proprietà del Metropolitan Museum of Art di New York. Il monte Fuji, a cui questa serie è dedicata, quasi si confonde con le grandi onde del mare in
tempesta sullo sfondo di un cielo scuro che contribuisce un po' a porlo in evidenza. La bellezza di questa celeberrima stampa sta anche tutta nel drammatico contrasto, naturale ed umano, tra
il dinamismo della gigantesca onda, praticamente uno tsunami, e la staticità maestosa del lontano monte Fuji, che come una divinità olimpica sembra quasi assistere impassibile all'intera
scena.
Nella seconda stampa, il monte Fuji, dipinto di un rosso bruno molto suggestivo che verso la cima diventa
un marrone scuro, presenta ancora delle lunghe strisce di neve. Esso sembra slanciarsi verso l'immensità di un cielo azzurro in cui compaiono isolati banchi di nuvole. Nel complesso la scena
si presenta statica dando così maggior rilievo alla maestosità del vulcano estinto che sembra scaturire da un bosco verdeggainte posto ai suoi piedi. I colori molto netti e quasi privi di
sfumature nel complesso però formano una rappresentazione armoniosa e solenne, se non sacra.
Nella terza stampa, il monte Fuji è il protagonista
incontrastato. Persino il cielo sembra più piccolo di esso. Questa volta, visto che è in corso un temporale, la luce è presenta unicamente nella parte superiore del disegno, la parte inferiore è
infatti immersa in un marrione tendente al nero lacerato da un fulmine di gigantesche dimensioni e raffigurato molto ramificato e di un brillante colore rosso che dà un tocco di sapiente
equilibrio all'intera composizione.
4. Il Fuji visto da sotto il ponte di Mannen a Fukagawa.
Fukagawa (深川市; -shi), città situata nella sottoprefettura di Sorachi sull'isola di Hokkaidō, quest'ultima essendo a sua volta una delle otto prefetture (道; Dō) dell'intero Giappone. Si tratterebbe dell'isola più settentrionale del Giappone, cioè della celebre terra di origine del popolo ainu, la strana ed inquietante gente del Giappone dalla pelle bianca, usi, costumi e concezioni religiose del tutto diverse da quelle dei loro connazionali di pelle gialla. Il ponte, gremito di folla, costruito in un unica arcata sostenuta da due pilastri di robusti tronchi saldati tra di loro da travi e lagati da grandi corde, sembra quasi un arcobaleno costruito dall'uomo. Dai due pilastri il monte Fuji è visto in lontananza, delle barche di pescatori solcano le acque ed un pescatore solitario sedute su una delle grandi pietre che si protendono nel fiume sorveglia la sua lenza.
5. Il Fuji visto dal passo di Mishima
Hokusai rappresenta in questa xilografia i giardini del tempio zen Ryûganji a Edo. Un gruppo di pellegrini mangiano all'aperto, mentre un uomo camina in compagnia di un bambino a cui mostra il sacro vulcano. In primo piano vediamo la vegetazione verde ricca di pini e sullo sfondo la figura ieratica del Fuji.
Anche se il Monte Fuji è intenzionalmente l'elemento centrale ed onnipresente di queste 46 xilografie a
colori, il rapporto uomo-natura è quanto emerge maggiormente da questa splendida opera al cui successo concorse anche la sapiente utilizzazione di un colore come il blu di Prussia e l'uso
della prospettiva.
Il blu di Prussia, un pigmento importato dall'Olanda, il solo paese europeo con cui il Giappone intratteneva rapporti commerciali sin dal XVII secolo ebbe un grande successo tra i
pittori giapponesi, malgrado la sua origine sintetica ed il suo prezzo piuttosto elevato. Utilizzato per la prima volta da Ooka Shunboku nel 1829 fu impiegato anche da Hokusai nelle sue stampe di
maggior successo come La grande onda di Kanagawa, Il lago di Suwa nella provincia di Shinano, La spiaggia di Shichirigahama nella provincia di Sagami.
L'editore di questa opera di Hokusai prima della versione a colori pubblicò persino una versione delle stampe puramente in blu.
7, Senju nella provincia di Musashi
Il primo piano è occupato in questa xilografia da un contadino e dal suo cavallo munito di basto carico di erbe. L'uomo sta ammirando il monte Fuji che si intravede dietro lo scheletro di una casa in costruzione. Sul lato sinistro vediamo due pescatori intenti a pescare con due canne sottili. Il contadino ha catturato un granchio che tiene legato alle redini del suo cavallo e che offrirà sicuramente ai suoi figli.
8, La Tama nella provincia di Musashi
Questa xilografia è costruita su tre piani rappresentati rispettivamente dalla riva, il fiume ed il cielo e che danno alla composizione una grande serenità. Le correnti e le onde sono schematizzate secondo la tradizione estetica giapponese con dei semplici tratti. Il monte Fuji erige la sua imponente massa sullo sfondo contribuendo ancor più a dare tranquillità e sollennità alla scena dove sono rappresentati dei semplici e umili contadini e pescatori intenti nel loro lavoro.
9, Il passo di Inume nella provincia di Kai
10, Il Fuji visto dalla provincia di Owari
11, Il tempio di Asakusa Honganji nella capitale orientale.
12, L'isola Tsukada nella provincia di Musashi
13, La spiaggia di Shichiri nella provincia di Sagami
14, Umegawa nella provincia di Sagami
15, Il pescatore di Kajikazawa
16, Il passo di Mishima nella provincia di Kai.
17, Il lago Suwa nella provincia di Shinano
18, Ejiri nella provincia di Suruga
19, Il Fuji visto dalle montagne della provincia di Totomi
20, Ushibori nella provincia di Hitachi
21, Uno schizzo dei magazzini Mitsui sulla strada Suruga Edo
22, Tramonto attraverso il ponte di Ryogoku dalla rive della Sumida a Onmayagashi
23, Terrazza Sazai, il tempio di 500 Rakan
24, Casa del tè a Koishikawa, il mattino dopo una caduta di
neve
25, Shimomeguro
26, Mulino a Onden
27, Enoshima nella provincia di Sagami
28, Costa della baia di Tago, Ejiri nella regione di Tōkaidō
29, Yoshida nella regione di Tōkaidō
30, La strada marittima della provincia di Kazusa
31, Il ponte di Nihonbashi a Edo
32, Il villaggio di Sekiya sulla Sumida
33, La baia di Noboto
34, Il lago di Hakone nella provincia di Sagami
35, Riflesso del monte Fuji nel lago Kawaguchi, visto dal colle Misaka nella provincia di Kai
36, Hodogaya sul Tōkaidō
37, La segheria a Honjo
38, Nakahara nella provincia di Sagami
[SEGUE]
[A cura di Massimo Cardellini]
Link da cui abbiamo ripreso le immagini collocati in questo post:
wikipedia.
Views_of_Mount_Fuji_(Hokusai)
Link ad un'opera integralmente sfogliabile on line di Hokusai:
Complete Hokusai
LINK ad una panoramica dell'opera dal sito della BNF:
Les trente-six vues du Mont Fuji