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30 gennaio 2009 5 30 /01 /gennaio /2009 08:36


Maestro, il romanzo disperso.

 

Nel 1894, Caran d'Ache si dedica in un progetto rivoluzionario: Maestro. Questo "romanzo disegnato" di più di 300 pagine doveva essere interamente muto, senza alcuna didascalia. Narrava la storia  di un virtuoso precoce, comprato ai suoi genitori che sarà per molti anni il musicista ufficiale di un re melomane, prima di fuggire da questa gabbia dorata. Sfortunatamente, quest'opera senza precedenti rimase incompiuta e non vide mai la luce.

                                                 Breve richiamo delle conoscenze


  

Identificati come facenti parte del manoscritto di Maestro da Thierry Groensteen, le tavole acquistate dal musée de la bande dessinée [museo del fumetto] di Angoulême sono pubblicate come tali, con le loro lacune, nel 1999. In seguito a questa pubblicazione, la rivista 9eme Art [Nona arte] si fa l'eco delle nuove scoperte su Maestro [1].

Così, sappiamo che il 20 luglio 1894, Caran d'Ache , che collabora al Figaro illustré (dal 1884) e al Figaro Littéraire (dal 1885), invia alla direzione del quotidiano una lettera in cui propone un progetto di edizione inedito: un "romanzo disegnato": "In poche parole ciò non è stato mai fatto! In quanto alla forma, alle dimensioni del libro, vedo un volume che avrà l'aspetto esteriore di un romanzo di Zola, di Daudet, di Montépin o di Paul Bourget al prezzo di 3 franchi e 50 centesimi... Ma in quanto all'interno! All'interno- non una linea di testo! Tutto sarà espresso con i disegni in circa 360 pagine. I romanzi ne comportano in genere 320, 340, 350, 360."

Il 13 agosto 1894, la proposta avendo probabilmente sedotto Le Figaro, il disegnatore di origine russa firma un contratto con la società del giornale. Secondo i termini del contratto, quest'opera comporterà 360 pagine, sarà pubblicata in 20.000 copie in formato 18° e venduto a 3,50 franchi.

Per motivi sconosciuti, Caran d'Ache abbandona il suo progetto di romanzo disegnato, dopo averne schizzato e anche disegnato più di cento pagine. Non è la prima volta che il disegnatore prolisso lascia in sospeso un lavoro in corso. In rare interviste che si conoscono di Caran d'Ache, egli non manca di parlare di progetti ambiziosi sui quali sta lavorando, però senza che nessuna traccia sia giunta sino a noi [2].  Così, Georges Montorgueil ricorda nel 1930 uno di questi rimasto incompiuto: verso il 1900, Henri Rochefort incoraggiava ad illustrare le Favole di La Fontaine. Caran d'Ache ne abbozzò il progetto, ma come nota il giornalista "il suo difetto di spirito di continuità glielo fece abbandonare" [3]. Bisogna vedere qui un tratto del carattere di Caran d'Ache che come confessa egli stesso di aver sempre più da fare tanto da non esserne capace? [4].

 
L'antepenultimo lotto


Cos'è diventato questo manoscritto tra il suo abbandono e la sua riapparizione nel 1999? Probabilmente sepolto tra il materiale di Caran d'Ache, Maestro riappare alla morte del disegnatore nel 1909. Perché il laboratorio dell'artista non fu disperso all'Hôtel Drouot in una sola vendita all'incanto, come indicato nel catalogo Les années Caran D'Ache, ma in due aste [5].


 

 

 

 

 La prima ebbe luogo meno di quattro mesi dopo il suo decesso il 10 e l'11 giugno 1909; la seconda il 22 e 23 dicembre 1909. Venne edito un catalogo, molto laconico nelle descrizioni, per ciascuna delle vendite. Malgrado ciò, vi si apprende che, tra gli ultimi lotti costituiti di scatole di un centinaio di disegni, il 254° e antepenultimo lotto della seconda vendita è intitolato sobriamente "Le Maëstro"- sic, con la dieresi, come Caran d'Ache ha sempre scritto [6]. Da qui, la scatola di disegni è stata probabilmente acquistata e divisa da un mercante.

Oggi, una parte di questa grande opera incompiuta è stata riunita: il Musée de la bande dessinée ha acquistato un centinaio di pagine, poco dopo la fine dell'esposizione Caran d'Ache che ha organizzato nel 1998, presso un mercante. Questi li aveva acquistati a L'Hôtel Drouot all'inizio del 1970. Poi, dopo la pubblicazione di Maestro nel 1999, Thierry Groensteen ha scoperto che il Département des Arts Graphiques [dipartimento di Arti grafiche] del museo del Louvre possedeva numerosi schizzi e delle pagine di sinossi del romanzo disegnato. Questi documenti provenivano dal lascito che Etienne Moreau-Nélaton fece alle collezioni nazionali nel 1927. Si sa anche che certe pagine sono nelle mani di collezionisti particolari. Può darsi che altre tavole perdute riemergeranno ancora.

 

 
Maestro digitalizzato.

 


Oggi, tutti gli schizzi del lascito Moreau-Nélaton (in tutto 140 più 10 fogli di sinossi) sono stati digitalizzati. E sono disponibili sul sito delle Arti grafiche: http://arts-graphiques.louvre.fr (Inserire "Caran d'Ache" nel motore di ricerca selezionando "Opere" poi archiviato per numero di inventario per dirigersi direttamente sui documenti relativi a Maestro.

 

Il motore di ricerca di questo sito non è veramente ergonomico, e le digitalizzazioni on-line di qualità media, ma è un vero piacere poter sfogliare questi disegni. In più, essi permettono di rimettere a nuovo lembi della storia incompleta del musicista, come Thierry Groensteen ha cercato di farlo in un articolo di 9e Art in seguito alla publicazione di questo "capolavoro ritrovato" [7]

Torneremo presto su questo appassionante Maestro per altri sviluppi.

 



NOTE 


[1] Th. Groensteen, "Maestro, Le chef-d’œuvre retrouvé de Caran d’Ache", [Maestro, Il capolavoro ritrovato di Carn d'Ache], 9ème art. Les Cahiers du Musée de la Bande dessinée, [Nona Arte. I Quaderni del Fumetto], n°4, gennaio 1999, pp. 58-59. - Th. Groensteen, "Caran d’Ache, le retour du Maestro", [Caran d'Ache, il ritorno del Maestro], 9ème art, n°7, gennaio 2002, pp. 10-15. - "Caran d’Ache: Le mystère Maestro s’épaissit!", [Caran d'Ache: Il mistero Maestro si infittisce], 9ème art, n°9, gennaio 2004, p.6.

[2] Nell'intervista concessa alla rivista inglese The Strand nel 1898, Caran d'Ache parla di un misterioso progetto intitolato "La Rue de Cent Ans" [La strada di cento anni], su cui lavora per l'Esposizione del 1900: una specie di ricostruzione gigantesca di una via parigina attraverso il secolo trascorso. Cfr. Marie Belloc, "Illustrated interviews- Caran d'Ache At Home", Strand Magazine (London), Vol. XV, n° 86, Febbraio 1898.

[3] Georges Montorgueil, Caran d’Ache, Les Annales politiques et littéraires du 1° agosto 1930. Le sottolineature sono mie.

[4] Cfr. Marie Belloc, op. cit.

[5] Come egli stipulò sempre esplicitamente nei suoi contratti, Caran d'Ache restò proprietario dei suoi disegni originali. La qual cosa spiega probabilmente la necessità di questa seconda vendita. Non ne sappiamo, per contro, se vi furono altre dispersioni nelle vendite del laboratorio dell'artista.

[6] Caran d’Ache. Dicembre 1909. Seconda vendita. Catalogo di disegni, acquerelli, giocattoli di Caran d’Ache, provenienti dal laboratorio di Caran d’Ache. Catalogo della vendita del laboratorio del 22 e 23 dicembre 1909. In: 9e Art, n°7, (2002, op. cit.), si apprende che il contratto a proposito di Maestro tra Caran d’Ache e il Figaro proveniva egualmente da una di queste vendite di successione.


[7] 
Cfr. 9e art, n°7, op. cit.




Alcune immagini tratte dal sito del dipartimento di Arti Grafiche del Louvre




Due uomini davanti ad un re in costume da cerimonia ed un lacché.






Un re in costume da cerimonia ed un bambino che si sporge dalla finestra.





Un re in costume da cerimonia mentre suona il violino accompagnato da un pianista.







Due studi di un re che colloca la propria corona sulla testa di un bambino.







Un re in costume da cerimonia mentre sta suonando un trombone gigantesco e una figura.






Uomo dai lunghi capelli a letto, mentre vede, in un incubo, degli esseri fantastici.







Due scene con un re con un coro enorme e una lettera in mano.

 



Antoine Sausverd


[Traduzione di Massimo Cardellini]

LINK al post originale:
Maestro, le roman éparpillé

Link alla sezione grafica del museo del Louvre:
Arts-graphiques, Louvre

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