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19 gennaio 2009 1 19 /01 /gennaio /2009 09:02

Da uno dei più interessanti siti in lingua francese, "Topfferiana", traduciamo un breve, però anche molto interessante saggio concernente non soltanto un protofumetto di altissimo livello, ma anche, come l'autore Antoine Sausverd pone in rilievo, una storia che ha influenzato, chissà attraverso quali vie, uno dei primi e più grandi autori del fumetto moderno: Winsor McCay, il creatore del fondamentale Nemo, il ragazzino (che tutti abbiamo dentro), esploratore ironico ed onirico della psiche nella sua più profonda delle fasi rem con tutto quanto ciò comporta a livello di visionarietà e creatività grafica.

Il Piccolo Lucien nel Paese dei Sogni
lucien01.jpg

Job, Un rêve agité, (Un sogno agitato), Imagerie artistique, (Stamperia artistica) della casa Quantin, serie 1, tavola n° 11, 1886.


La tavola sopra è una delle prime delle «Imagerie artistique» pubblicate dalla casa Quantin. Un sogno agitato, è la undicesima della prima serie di questa collezione di tavole per bambini e fu pubblicata nel 1886 [1]. Non è firmata, ma la sua attribuzione al disegnatore Job lascia pochi dubbi [2].

Il suo vero nome era Jacques-Marie Gaston Onfray de Bréville, Job (1858-1931) è nato in una famiglia appartenente alla antica nobiltà. Dopo il liceo, suo padre rifiutando la sua iscrizione alla École des beaux-arts (Scuola di belle arti) si arruola nell'esercito per cinque anni. Poi, tra il 1882 e il 1885, raggiunge le Belle Arti e si forma nei laboratori dei pittori Carolus Duran e Evariste Luminais. Espone allora regolarmente al Salon degli artisti Francesi, soprattutto scene militari.

I suoi primi anni d'artista sono contrassegnati anche dalla caricatura politica e di costume. Collabora a giornali come Le Monde Parisien o La Nouvelle Lune.


Job fa parte di quella giovane generazione che traduce il racconto in immagini. Ne crea regolarmente per La Caricature, giornale creato da Albert Robida sin dal 1883. Augurandosi di rinnovare la stampa infantile, Albert Quantin si rivolge naturalmente un appello a lui, insiema a Caran d'Ache, Steinlen o Christophe, per vivificare la formula di Epinal oramai invecchiata. Sarà l'inizio della sua carriera di illustratore per la letteratura infantile. Job ci resta oggi in memoria per le sue belle opere illustrate per i giovani lettori ritracciando, non senza patriottismo, delle storie militari e le leggende napoleoniche i cui testi furono spesso firmati da Georges Montorgeuil [3].

Un sogno narrato per immagini

Cosa narra questa tavola della stamperia Quantin? Nel suo letto, il giovane Lucien si addormenta con al suo fianco Sultan, il cavallo di legno che gli è stato appena regalato. Il bambino sogna allora che è un elegante cavaliere che monta il suo giocattolo diventato vivo. Sfila spavaldamente davanti ai suoi compagni di collegio ed il suo professore M. Plume d'oie [il Signor Piuma d'oca]. Volendo sbalordire il suo pubblico, Lucien aumenta l'andatura e passa al trotto. Ma all'improvviso, la sua cavalcatura si imbizzarrisce ed il cavaliere non la controlla più. Essa accelera sino al punto che i passanti, sconvolti, non distinguono più nemmeno il cavaliere dal cavallo! Giunto sul lungofiume, l'animale si arresta bruscamente e Lucien vola sopra la cime del muro, Ma il ragazzo si sveglia cadendo dal suo letto. Non era che un sogno [4].

 

L'onirico era un tema ricorrente nelle storie ad immagini del XIX secolo e ciò molto prima che Winsor McCay ne facesse uno dei suoi temi prediletti [5]. Tuttavia, questa tavola di Job ricorda stranamente una che il disegnatore americano creò quasi venti anni dopo. E non una qualsiasi, bensì la prima di Little Nemo in Slumberland: il primo episodio della serie pubblicato nel supplemento illustrato domenicale del  New York Herald il 15 ottobre 1905:

 

lucien02

Winsor McCay, Little Nemo in Slumberland, New York Herald,  15 oytobre 1905.



La somiglianza tra le tavole di Job e McCay è sconcertante. ll soggetto delle storie è complessivamente lo stesso e le vignette di ognuna si corrispondono l'un l'altra:

lucien03.jpg

Questa somiglianza solleva numerose domande: Winsor McCay ha avuto un giorno la tavola firmata da Job sotto gli occhi? Ne ha tratto ispirazione nel 1905, quando iniziò le storie di Nemo nei paesi dei Sogni? Delle tavole o degli album della stamperia Quantin hanno probabilmente attraversato l'Atlantico, ma l'editore parigino ha egli stesso importato e tradotto lui stesso queste tavole per il Nuovo Mondo [6]? Può essere che la casa editrice facesse parte della delegazione francese durante l'esposizione universale di Chicago nel 1893, evento tanto ispiratore per McCay [7].


In un prossimo articolo, vedremo che questa tavola di Job non è la sola della tipografia Quantin a somigliare al Little Nemo di Winsor McCay.

NOTE

[1] L'iscrizione legale di questo foglio è registrata in La Bibliographie de la France, n°15 del 10 aprile 1886. Sfortunatamente, la qualità della tavola riprodotta qui non è delle migliori. Si tratta in effetti di una ristampa molto più tarda, molto probabilmente posteriore al 1900-1910.

[2] Questa udentificazione è possibile con la comparazione di altre tavole che Job dissegnò per la stamperia Quantin e, soprattutto, la n° 4 della serie 9 intitolata Le condamné à mort [Il condannato a morte].

[3] Per maggiori notizie sulla carriera di Job, vedere: François Robinchon, Job ou I’histoire illustrée [Job o il racconto illustrato], Perigi, Herscher, 1984.

[4] Nel 1887, Quantin pubblicò nella sua Encyclopédie enfantine [Enciclopedia per ragazzi], una breve opera di Job intitolata Paul dans la lune [Paul sulla Luna], Collezione "Album", Terza serie, che riprende di nuovo i temi del sogno e del giocattolo fantasioso: Paul, trasportato dal suo aquilone, si ritrova sulla Luna. E' condotto al palazzo della regina Lunatica XXXVII. Dopo aver ascoltato la sua storia, Sua Maestà lunare gli propone di diventare il precettore reale delle sue due figlie. La prima lezione di Paul alle due piccole "Lunari" sarà l'uso dell'aquilone. Al primo tentativo, tutti e tre si trovano trasportati dal vento e ritornano sulla Terra. Prima di atterrare, Paul si risveglia nel suo letto con il suo aquilone poggiato sul letto.

[5] Su questo argomento, vedere soprattutto i seguenti articoli: Pierre Couperie, Autour de Nemo, in: Winsor mcCay, Little Nemo de 1912 à 1926, Parigi, edizioni Horay, 1981; Leonardo De Sá, O sonho comanda a arte… Considerações oníricas antes e depois de Winsor McCay, BD Amadora 2005. Catalogo del Festival Internacional de Banda Desenhada da Amadora 2005, Amadora, Comune di Amadora, 2005. p.51-58; Peter Maresca, Autres Nemos, autres rêves, Little Nemo 1905-2005: un siècle de rêves. Bruxelles, Les Impressions Nouvelles, 2005, p. 89-95.

 [6] Sappiamo soltanto che delle storie della "Stamperia artistica" sono state tradotte in neerlandese e distribuite in Begio. Le immagini della casa Pellerin di Epinal sono state tradotte in più di dieci lingue. Esiste anche una collezione di sessanta tavole tradotte in inglese ed esportate negli Stati uniti nel 1888 sulle quali è indicato: Printed expressly for the Humoristic Publishing Company, Kansas City, MO. Queste immagini fanno parte delle collezioni numeriche dell'Università della Florida (The University of Florida Digital Collections) e sono consultabili sul suo sito.

 [7] L'architettura barocca ed efimera del palazzo di questa esposizione servirono da modello al disegnatore americano per il paese dei sogni di Little Nemo. A questo proposito, si può leggere Thierry Smolderen, Mr McCay in Slumberland: dessin, attractions, rêve. Little Nemo 1905-2005: un siècle de rêve. Bruxelles, Les Impressions Nouvelles, 2005, p. 9-17.



Antoine Sausverd


[Traduzione di Massimo Cardellini]


LINK al posto originale:

Le Petit Lucien au Pays des Rêves

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