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18 luglio 2009 6 18 /07 /luglio /2009 12:08

NAPOLEONE ATTRAVERSO LE CARICATURE 1799-1806


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di Robert Ouvrard, membro del Souvenir Napoléonien


 
 
Autore di Sous le soleil d'Austerlitz [Sotto il sole di Austerlitz],  Éditions Cosmopoles, 2005 e di Iena avec Napoléon [Jena con Napoleone],  Éditions Cosmopole, 2006. Vedere il sito http://www.histoire-empire.org. Conferenza presentata a Bratislava nel novembre del 2005, nel quadro delle cerimonie del cicentennario della firma del trattato di Presbourg. Fonte: Napoléon Ier à travers la caricature [Napoleone I attraverso la caricatura], sotto la direzione di Pierre Mathis, Éditions Neue Zürcher Zeitung, 1998.



Napoleone! Non c'è sicuramente figura storica che abbia suscitato tante rappresentazioni e, soprattutto, immagini satiriche. Lui stesso, a Sant'Elena, ritornò a più riprese sugli attacchi di cui era stato oggetto sotto forma di caricature.
Irriverente, sacrilega, perversa, la caricatura anti-napoleonica e questo è valevole per tutti i paesi produttori (Francia, Germania, Inghilterra, Russia) attacca frontalmente l'immagine dell'Imperatore, naturalmente con delle varianti nazionali. Molto rapidamente, il pubblico fu preso da un certo gusto (altrimenti in Francia, almeno in Inghilterra ed in Germania) per queste illustrazioni satiriche e contestatarie. I caricaturisti inglesi (Gillray, per non citare che il più celebre, ma anche Woodward, Ansell, ecc.) furono i maestri incontestati del genere, dalla Rivoluzione sino alla fine dell'Impero.

L'Inghilterra, mai invasa, ma incessantemente in guerra con la Francia dalla Rivoluzione non disarmò mai- anche durante il breve periodo della Pace di Amiens nel 1802-1803, scivolando insensibilmente dalla sua lotta contro la Repubblica a quella condotta contro Napoleone.

La caricatura inglese copre dunque ideologicamente gli anni 1793/94-1815. Democratica da più di un secolo, l'Inghilterra conosceva una più grande libertà di spirito che in Francia. Aveva da lungo tempo forgiato un arte di derisione, che si può far risalire a William Hogarth (1697-1764).D'altra parte, il ruolo della Royal Academy, fondata soltanto nel 1768, non aveva avuto un impatto di inquadramento ideologico e stilistico comparabile a quello dell'Académie Royale di Francia. Il neoclassicismo vi aveva svolto egualmente un ruolo minimo che sul continente. Da qui questa libertà di tratto così notevole nelle opere di
Cruikshank o di Gillray, e in misura minore di Woodward o di Ansell.

In Francia, due periodi sono da prendersi in considerazione. Innanzitutto, la caricatura anti-bonapartista ricoprì gli anni 1799-1804 e soprattutto l'anno 1804 (esecuzione del duca d'Enghien, morte di Pichegru). l'ispirazione è allora di essenza realista. Segue un vuoto totale sino al 1813 (Lipsia). Questo vuoto si spiega facilmente per il rigore della censura imperiale e, forse, per l'allineamento al regime di molti oppositori iniziali. La produzioen riprende successivamente, per culminare nel 1814-15, per fermarsi bruscamente nell'ottobre del 1815, sicuramente per ordine regio.

Da parte sua, la caricatura tedesca corrisponde soltanto a questo secondo periodo francese, estendendosi da Lipsia a Sant'Elena, ossia dall' ottobre 1813 al 1815.

Infine, la caricatura russa, copre la fine della ritirata di Russia, con il tema dell'Orso russo o del cosacco che caccia via la volte/Napoleone.

Dalla metà del XVIII secolo, arte e politica fanno si accoppiano felicemente in Inghilterra per via del fatto che, al contrario che in Francia, la libertà di parola è totale e che l'idea stessa di dibattito pubblico impregna da molto tempo l'intera nazionebritannica. È dunque del tutto naturale per gli artisti ed il pubblico inglese utilizzare questo strumento di dibattito interno nel conflitto che oppone il loro paese alla Francia, incarnato da Napoleone Bonaparte, di cui piace ricordare che è corso e non francese.

L'espressione grafica: svolgimento in sequenze, importanza del testo, a volte volgare o scatologico, con un ricorso frequente al fantastico ed alla immaginazione, tutto ciò era ben noto ed apprezzato dal pubblico inglese a cui queste caricature erano destinate. Esse sono senza equivalenti in Francia, in cui prevale allora l'idea che l'arte non deve essere posta al servizio delle idee e delle lotte politiche. Il disegno satirico è considerato come un genere minore imparentato piuttosto con la stampa popolare.

Dal punto di vista della tecnica caricaturale propriamente detta, possiamo, grosso modo distinguere tre gruppi. Nel primo, si tratta di un'immagine pura, con un semplice titolo; nel secondo si tratta di un testo evocante un'immagine, si tratta nei fatti del pamphlet. Infine, testo e immagine possono inetersevarsi, con, allora, due casi di figura: lo scritto non è che una didascalia esplicativa dell'allegoria, o, in modo più sottile, si iscrive nel corpo dell'immagine, sono le "palle" o filatteri- possiamo vederci l'antenato del fumetto- contenente le parole dei personaggi rappresentati.

Stilisticamente, la caricatura inglese è ampiamente superiore al suo omologo francese, anche quando fornisce alcuni dei suoi modelli.

In modo generico, in Francia, lo stile rimane abbastanza rigido, potremmo dire classico (alcune tavole si ispirano inoltre direttamente ad opere d'arte), rimane maldestro, povero, anche quando l'idea della parodia è eccellente. In Germania, lo spirito è diverso, la mentalità nazionalistica prevale sulla critica napoleonica. Se si volge l'Imperatore in derisione, se lo si qualifica dappertutto come un nano o piccolo uomo (
Männlein), si tratta prima di tutto di mobilitare lo spirito nazionale. Blücher, è sempre messo avanti, come tutti gli eroi tedeschi uccisi dalle truppe francesi, Andreas Hofer o il maggiore Schill, si criticano i soldati tedeschi alleati della Francia, che si paragonano a delle pecore. Il tema della guerra e dei suoi orrori è usato più che altrove. Napoleone è assimilato anche al figlio del Diavolo.

Si sono recensite circa 15.000 caricature inglesi per gli anni 1780-1820, che inglobano le guerre della Rivoluzione e dell'Impero. È dunque logico che la produzione di caricature anti-napoleoniche in Europa sia ampiamente dominata dai disegnatori inglesi.

Sono quest'ultime che costituiranno l'essenziale di queste breve presentazione, volontariamente limitata al periodo 1799-1806, cioè dalla presa di potere di Bonaparte alla firma della pace di Presburgo da parte dell'Imperatore Napoleone I.

Sin dal colpo di Stato del Brumaio, i caricaturisti si dedicano con gioia, criticando tanto la democrazia quanto il giovane generale considerato come un arrivista.

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Bonaparte, sotto forma di coccodrillo, animale simboleggiante l'Egitto, da cui egli è appena fuggito, saccia via i deputati del Consiglio degli Anziani, rappresentati qui da rane che annegano le decisioni in interminabili dibattiti, rendendo le camere delle vere paludi in cui le idee stagnano.


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Bonaparte commanda con autorità i suoi soldati, baionette in canna, durante l'attacco del Consiglio dei Cinquecento. Per una volta, non è rappresentato in modo caricaturale, al contrario dei suoi soldati: Gillray lo ha disegnato qui con una relativa esattezza. Tuttavia, l'esagerazione della sua uniforme e delle piume del suo cappello tentano di conferire una nota comica alla scena. I soldati, sono dotati di labbra spesse, di facce da luna e di gran nasi. Brandiscono con fierezza una bandiera tricolore su sui è scritto "Via il triumvirato Buonaparte-Seyes- Ducos". Un giovane tamburino partecipa alla scena percuotendo il suo strumento su cui sta scritto "Viva la libertà". I membri del Consiglio sono tutti vestiti allo stesso modo: Lunghe tuniche bianche, cinture blu e cappelli rossi. Spaventati, essi cercano di fuggire con ogni mezzo; alcuni scappano dalla finestra.


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Bonaparte, vestito semplicemente con una lunga cintura e con gli stivali, giunge nel bel mezzo di una riunione del Direttorio, di cui apostrofa violentemente i membri, accusandoli di averlo voluto far sparire come i suoi soldati (allusione concernente la battaglia di Aboukir ed a Nelson), come sola ricompensa delle sue vittorie in Italia.

I Direttori sono terrorizzati davanti a questa apparizione spettrale che regge una lunga spada sbreccata che si avvicina al tavolo.

Il disegnatore parodia qui l'apparizione del Cristo risuscitato di fronte ai suoi discepoli. Come lui, porta una piaga sul costato destro e la sua camicia bianca senza una tunica. Nel loro movimento di indietreggiamento, i Direttori fanno apparire sul tavolo, una carta su cui sta scritto: "Soggetto: Spedire Bonaparte in Egitto per impedirlo di organizzare il Direttorio". La caricatura suggerisce che il Direttorio ha tentato di sbarazzarsi di Bonaparte inviandolo in Egitto, o, almeno, allontanarlo per il tempo necessario alla riorganizzazione del governo.


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Bonaparte, che indossa qui un costume militare perfettamente ridicolo, getta uno sguardo furibondo su un dispaccio che ha ricevuto indirizzato a "Mounseer Beau-Naperty" e che contiene dei consigli alla prudenza. Una carta cade dalla sua mano sinistra: si può leggervi "La conquista  dei Chouan, vecchia canzone rimessa in musica", volendo significare che in Inghilterra, non si crede alle promesse della riconciliazione di Boanparte.

La firma della pace di Amiens, il 27 marzo 1802, tra la Francia e l'Inghilterra apre la Francia ai visitatori inglesi, il che conduce ad una visione piuttosto simpatica di Napoleone e dei Francesi.

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Qui sopra vediamo un Bonaparte, non caricaturizzato e in abiti di Console, mondano, mentre dà il benvenuto a Parigi a John Bull ed alla sua giovane sposa Hibernia, rappresentante qui l'Inghilterra e l'Irlanda, recentemente uniti dall'atto di Unione del 1801. John Bull ringrazia il suo ospite facendo uso di un gioco di parole: Bonaparte diventa: "Bonny-Party". Il disegnatore gli mette in bocca anche la parola "gammon", che ha il doppio senso di "sciocchezze", "frottole", ma anche di "quarto di lardo affumicato": sottintendendo che per John Bull, non si tratta di una semplice visita di cortesia. La sua sposa (l'Irlanda) gli toglie la parola, dicendogli che deve innanzitutto imparare le buone maniere.

La cortesia di Bonaparte contrasta qui con la goffaggine di John Bull e la rozzezza della sua nuova moglie. I caricaturisti inglesi hanno ormai preso l'abitudine di rappresentare John Bull come signorotto indossante cilindro, giacca colorata e pantaloncini, opponendo l'istinto conservatore agli eccessi dei giacobini. Creato da John Arbuthnot nel 1712, John Bulla è un borghese grassoccio che indossa un cilindro e il cui panciotto è ricavato da un Union Jack. È frequentemente accompagnato da un bulldog. Gentleman-farmer conservatore, sarà esplicitamente utilizzato come antitesi del sanculotto durante la Rivoluzione francese.

Tra questi visitatori, il più celebre tra di essi fu senz'altro il leader dell'opposizione inglese, FOx, accompagnato da Erskine e Combe, il 3 settembre, l'indomani dell'elevazione di Bonaparte a Primo Console a vita.


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I tre visitatori a sinistra, si prostano di fronte a Bonaparte, in una postura perfettamente ridicola, con i loro posteriori più in alto delle loro teste e le loro spade puntate al cielo. Fox, il più a sinistra, indossa un berretto rivoluzionario e si prosta così in basso che il suo pantalone si strappa. Erskine, al centro, vestito con l'abito nero degli uomini di legge ha tolto il suo berretto rosso che ripone a terra. Su un foglio che esce dalla sua tasca sta scritto: "O'Connors Brief". A suo fianco, Combe, il sindaco di Londra (lo si riconosce dalla sua catena d'oro), ha anch'egli un foglio che gli esce di tasca, su cui si può leggere: "Essay on Porter Brewing by H. C."

Seduto su un elegante trono ornato di simboli rivoluzionari, Bonaparte riceve gli omaggi con alterigia. Ha un piede posato su un piccolo poggiapiedi, l'altro sul tappeto che ricopre il suo podio. Si noterà che egli indossa un abito di Direttore e non di Primo console.

Ma questa opinione favorevole si deteriora rapidamente sin dalla fine del 1802 soprattutto a seguito dell'annessione del Piemonte da parte della Francia. In novembre Fox abbandona la Francia.

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In questa caricatura, Napoleone è vestito con un uniforme militare ed indossa una corona ornata di armi e di un teschio da pirata. Questo deterioramento si riflette rapidamente nelle caricature.

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Sotto forma delle tre streghe di Macbeth, il Primo Addington (a sinistra), Fox (a destra in fondo) e Lord Hawkesbury, fanno bollire il leone britannico in una pentola riempita di carte su cui sono scritti i vantaggi strategici e territoriali che l'Inghilterra ha abbandonato. Un gallo celtico, munito di berretto rosso è appollaiato sulla testa del leone ferito. Uno scheletro- tutto quel che resta dell'Inghilterra_ sorge dalla pentola, circondato dalla nube della pace.



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Il caricaturista presenta qui la sua percezione del trattato di pace, giocando sugli stereotipi allora preferiti: un Francese (Bonaparte) elegante e magro, astuto ed ingannatore, che ha preso cura di deporre il sup cappello e la sua spada, il che significa che non è più un guerriero ma un amico, fa la corte all'Inghilterra (Britannia) grassottella e prospera ma un po' ingenua, vestita oltraggiosamente. Avendo messo da parte, anche essa il suo tridente ed il suo scudo, è soggiogata dal suo fascino, ben sapendo "che egli la ingannerà ancora". In fondo, dei ritratti di Giorgio III e di Napoleone si fronteggiano, ma gli sguardi sono diffidenti, anche se le loro mani tese sembrano congiungersi. È stato sostenuto che Napoleone fu estremamente divertito da questa caricatura.

Il 1803, l'anno del nuovo screzio franco-inglese, sarà uno dei più prolifici in materia di caricature.


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I compagni di bevuta cominciano a litigare: il soldato francese estrae la sua spada, mentre John Bull è caduto a terra di schiena tra la sua birra e il suo prosciutto. Ma con il suo remo spezzato (simboleggiante la potenza marittima britannica maltrattata) è pronto a colpire il suo compagno. Regge in mano una carta di Malta e calpesta con i piedi il trattato di Amiens. Il Francese gli ha già strappato dalle mani l'Hannover. Sul muro, un leone, che rappresenta la forza, se la prende con il leopardo inglese. Il tacchino, a destra rappresenta il sovrano inglese: quest'uccello da cortiler è un'allusione a Georges Dandin, personaggio di Molière, diventato il nomignolo legato a Giorgio III.

In Francia, i preparativi per lo sbarco in Inghilterra continuano, il che mette in fermento i disegnatori.


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Con il suo bastone da pellegrino John Bull entra nel laboratorio del piccolo Bonaparte, per vedere cosa combina quel moccioso. Quest'ultimo scolpisce delle navi di legno, che a poco a poco si accumulano in una cesta. Perché, egli assicura, non è che per il suo divertimento che si è dedicato a quest'attività. Il volto diffidente di John Bull e ingenuo di Bonaparte si oppongono con un certo successo. Ma il lettore non ha dubbi: i sottintesi sono qui molto chiari. Finché il candido Francese sarà persuaso che john Bull non si accorge delle manovre di Bonaparte, l'Inghilterra potrà dormire tranquilla.

Quest'arrivo tanto temuto arrivo di Bonaparte alla testa delle sue truppe potrebbe provocare il risveglio dell'Inghilterra.

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Bonaparte ha appena attraversato la Manica. Britannia si risveglia dal suo svenimento. Alzando le braccia lancia ai dottori (Addington e Hawkesbury) la celebre battuta dall'Amleto di Shakespeare:  "Angels and ministers of (dis)grace defend us!". La loro assistenza non serve a nulla, anche se  Addington tenta di rianimarla con polvere di cannone. Sheridan, vestito da pagliaccio, sembra assumere un atteggiamento patriottico, ma con riserve mentali mercantili. In quanto a Fox, il cappello sugli occhi gli impediscono di vedere la gravità della situazione.

Ai piedi degli attori, il trattato della pace di Amiens, di cui nessuno si occupa.

È da quest'epoca che data una delle più celebri caricature di Bonaparte, opera di Gillray. Il tema di Gulliver verrà declinato in tutte le sue forme.

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Si tratta di una delle caricature più celebri dell'artista inglese, che, come molti altri artisti si ispira all'opera di Swift, I viaggi di Gulliver, e mette in scena il nano Bonaparte di fronte al gigante Giorgio III. Questo tema verrà ripreso più tardi dai caricaturisti tedeschi.

Qui, Giorgio III esamina il nano Gulliver posto sulla sua mano. Per lui, si tratta del "piccolo rettile più pernicioso e più odioso a cui la natura abbia permesso di strisciare sulla superficie terrestre", malgrado gli elogi pronunciatio su lui stesso e sul suo paese. La supposto piccola taglia di Bonaparte è messa in opposizione con le sue ambizioni smisurate.

L'uniforme di Giorgio III sottolinea la sua legittimità mentre quella di Bonaparte ricorda che è il prodotto della Rivoluzione.

Bonaparte è sempre più attaccato ed il suo passato violentemente criticato.


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Su questa caricatura appaiono le supposte visioni notturne di Bonaparte: il massacro degli insorti realisti durante il 13 vendemmiaio, le esecuzioni di Jaffa, tante vittime che reclamano vendetta. Bonaparte è qui accusato anche di aver sacrificato i suoi soldati, ma il timore di essere assassinato lo tormenta. È appena stato svegliato di sopprassalto: regge in mano una carta di Malta e dell'Inghilterra. Dei piani di campagne belliche sono sulla sua tavola da notte, delle caricature che lo rappresentano sono al suolo.

Ma l'Inghilterra è fiduciosa che la sua supremazia marittima permetterà di evitare la conquista del paese da parte delle truppe di Napoleone.

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Questa caricatura mostra la fiducia dell'Inghilterra in una vittoria rapida, grazie alla sua supremazia marittima. L'artista ci presenta qui la fine della battuta di caccia reale: il re Giorgio III, di schiena, ma riconoscibile grazie alla stella sulla sua veste. è sceso di cavallo e regge in mano una volpe che non è altri che Bonaparte. Raduna la sua compagnia al grido di "Tally-ho", incitandola ad impadronirsi egualmente di Talleyrand. I cani che abbaiano alla vista della volpe portano dei collari con i nomi degli ammiragli Saint-Vincent, Nelson, Smith o Cornwallis. Sullo sfondo, Pitt, alzando il suo cappello, conduce il resto della caccia.

Questa allegoria della volpe braccata è classica della caricatura anti-napoleonica. Sin dall'anno 1803, l'Inghilterra prova una vera angoscia di una possibile invasione da parte delle truppe francesi.

Questa fiducia si trova in questo disegno, che riprende il tema del nano di Gulliver.

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E illustra questa fiducia di fronte alla esiguità degli sforzi francesi intrapresi al camp de Boulogne.

E in questo qui sotto,

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l'artista fa allusione alla storia biblica di Giona, riflettendo la fiducia degli Inglesi nella loro supremazia marittima. L'animale dalle fattezze enigmatiche rappresenta la potenza marittima inglese cavalcata da un giovane marinaio.



[Traduzione di Massimo Cardellini]


LINK al post originale:
Napoléon à travers les caricatures 1799-1806 (1)


LINK a saggi storici sulla caricature:

Caricature britanniche del Re Sole.
Henri Viltard, Gustave Henri Jossot: biografia.
Henri Viltard, Era troppo nuda
Monete e medaglie satiriche
Caricature russe e sovietiche
Gli stereotipi nazionali
Alcuni disegni di "Progrès civique" su Mussolini ed il fascismo (1923-1926)
Animalizzazioni nella caricatura
Prima Guerra Mondiale

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